La donna senza amigdala che non conosce la paura

Camminava di sera in una strada deserta costeggiata da un parco e da una chiesa, un uomo dall'aspetto poco raccomandabile seduto su una panchina la chiama e, appena lei si avvicina, scatta in piedi, le punta un coltello alla gola e dice che l'avrebbe uccisa: lei, per nulla impaurita, gli risponde: "Se stai per uccidermi sappi che dovrai vedertela prima con gli angeli del Signore". L'uomo improvvisamente libera la presa e lei, come nulla fosse, si incammina verso casa tranquilla e per nulla impaurita. E' l'episodio raggelante di cui è stata protagonista una donna che, per una malattia, è divenuta totalmente incapace di avvertire ogni forma di paura e di pericolo, e di mettere in atto strategie di difesa o fuga. Sembra una scena di un film come quelle di Fearless di Peter Weir dove il protagonista, sopravvissuto ad un incidente aereo, per il trauma psicologico non prova più paura.

Chiunque vedendo un uomo sinistro su una panchina avrebbe affrettato il passo, nessuno gli si sarebbe avvicinato e poi, con un coltello puntato alla gola, mantenuto la calma: l'atteggiamento "coraggioso" della donna, che ha 44 anni, è solo uno degli episodi da brivido raccontati dalla neurologa Justin Feinstein della University of Iowa che per la prima volta descrive il caso clinico unico al mondo, dopo mesi e mesi di studi sui suoi comportamenti e sul suo cervello.

La donna, spiega Feinstein, non sente la paura e quindi non avverte situazioni di pericolo perché priva dell'area del cervello dove si annidano le nostre paure, lamigdala, regione cerebrale che deve il nome alla sua forma a mandorla, già da tempo nota come fulcro della paura e motore delle reazioni istintuali ad essa. Lei ha perso l'amigdala intorno a 10 anni per una rara malattia genetica chiamata Ipoproteinosi di Urbach-Wiethe, che causa il deposito di materiale calcificato nel corpo.

Quando la sua amigdala si è calcificata, la donna ha perso la paura. Secondo quanto riportato sulla rivista Curent Biology, Feinstein l'ha sottoposta a molteplici esami per capire fino a che punto non temesse nulla: le ha mostrato film horror tra i più spaventosi lasciandola del tutto insensibile e priva di ogni minimo segno di paura; poi le ha mostrato ragni e serpenti in un negozio di animali, perché in precedenza aveva detto di odiare i rettili e i ragni.

Ma lei del tutto tranquilla si è avvicinata loro e li ha toccati, dichiarando poi di essere stata mossa da curiosità. E non è finita, racconta Feinstein: "Durante Halloween, l'abbiamo portata al Waverly Hills Sanatorium, nel Kentucky, un vecchio ospedale abbandonato per malati di tubercolosi ritenuto uno dei posti più spaventosi della terra e che una volta l'anno ospita una casa del terrore piena di mostri, assassini e fantasmi".

La donna volontariamente ha guidato nella "casa stregata" il gruppo di ricercatori (e altri volontari) non mostrando alcun segno di esitazione mentre si aggirava nei bui corridoi del sanatorio che lasciavano impietriti tutti. Ha raccontato molti episodi della propria vita traumatici per chiunque ma che a lei non hanno lasciato il segno, spiega Feinstein, come l'aggressione col coltello. "L'amigdala si occupa normalmente di elaborare tutte le informazioni che arrivano al cervello attraverso i cinque sensi, per individuare rapidamente qualunque cosa potrebbe avere un impatto sulla nostra sopravvivenza. Quando sente il pericolo, l'amigdala orchestra una serie di risposte del corpo per prepararci alla fuga o a difenderci. Poiché la donna non ha l'amigdala non può sentire il pericolo e difendersi e quindi è addirittura straordinario che sia ancora viva". Al di là del caso clinico, questo studio è importante perché suggerisce, conclude Feinstein, che le persone affette da fobie patologiche o da grossi traumi, come i reduci di guerra, potrebbero trovare giovamento da trattamenti mirati a modulare l'attività dell'amigdala per controllare e ridimensionare le loro paure.

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