Il grande lampione di Bologna che si illumina ad ogni nascita

Ogni tanto scopro qualcosa di "nuovo" sulla città in cui sono nato e in cui abito, Bologna. E' infatti una città dalle tante caratteristiche nascoste, che a volte lasciano a bocca aperta; e che magari esistono da molto, ma non per chi le scopre. Una di queste, piccola ma stupenda per il significato che ha, è quella che si nasconde proprio all'angolo tra piazza Nettuno e via Rizzoli, nel centro storico della città, a pochi passi dalle due torri, icona di Bologna. Esattamente, presso l'antico lampione di Palazzo Re Enzo, situato lì dal 1920 con lo scopo, per l'appunto, di assolvere la funzione per cui è stato realizzato: illuminare la strada circostante.

Dal 2012 però, ciò che all'apparenza si limita ad essere un lampione - imponente, ma pur sempre un lampione - si è trasformato in qualcosa di molto più romantico ed emotivo: un messaggero di vita. Infatti, da ormai 7 anni questo fatidico lampione, posto ad un'altezza di tre metri e mezzo da terra, emette alcuni lampi di luce ogni qual volta che a Bologna viene dato alla luce un nuovo bimbo. Il lampione è collegato a due dei più importanti ospedali bolognesi, il Sant'Orsola e il Maggiore, con un sistema di telecontrollo realizzato dalla Fondazione Alma Mater in collaborazione con la startup Wi4B: ogni volta che in una delle sale parto nei suddetti ospedali si celebra una nuova nascita, uno degli infermieri preme l'apposito pulsante che subito fa illuminare con un flash il lampione, per annunciare a tutti coloro che passano di lì questa immensa gioia.

L'iniziativa, intrapresa dal sindaco a marzo del 2012, è stata frutto di un viaggio in Belgio nei dintorni di Gent, uno dei capoluoghi del paese, precisamente nella cittadina di Vrijdagmarkt, dove ogni lampione per le strade si accende in collegamento diretto con le sale parto degli ospedali locali. Così, con un costo di circa 20.000 euro, il restauro del "lampione messaggero" è stato completato a dicembre 2011, permettendo qualche mese dopo l'inaugurazione dell'iniziativa, facente parte del progetto BoBo — Born in Bologna, ovvero "nato a Bologna".

Quindi, passando per piazza Nettuno, vi consiglio di soffermarvi ogni tanto di fronte al lampione che con la sua luce condivide ogni giorno, con tutti, l'unico segno di speranza che niente e nessuno potrà mai negare: la vita.

Fonti: