La navicella Crew Dragon ha raggiunto la Stazione Spaziale

Da qualche anno faccio il tifo per Elon Musk, l'inventore e imprenditore americano - ma di origini sudafricane - che persegue le sue aspirazioni futuristiche facendo grande uso del suo capitale e delle sue numerose aziende dedicate al settore tecnologico: SpaceX, Tesla Motors, Neuralink, Solar City, The Boring Company, e OpenAI. Per qualcuno un genio, per qualcuno un visionario, è stato anche il fondatore di PayPal e del sistema di trasporto super veloce conosciuto come Hyperloop. Apprezzo molto la lungimiranza di quest'uomo, specie quando è applicata alle ricerche sull'Intelligenza Artificiale o sui viaggi spaziali.

Ed è proprio il viaggio spaziale il protagonista di quant'è recentemente accaduto. Sabato 2 marzo, ovvero due giorni fa, è partita da Cape Canaveral la navicella Crew Dragon, attraccata il giorno dopo - questa domenica - alla Stazione Spaziale Internazionale in perfetto orario e senza alcun imprevisto, avente come equipaggio a bordo soltanto Ripley, un manichino dalle fattezze femminili ispirato al personaggio interpretato da Sigourney Weaver nella saga di Alien. Dopo che nel 2011 la Nasa ha dismesso i suoi Space Shuttle senza progettare un sostituto, i privati si sono messi al lavoro con l'obiettivo di costruire dei "taxi" capaci di far la spola fra la Terra e la Stazione. SpaceX, una delle aziende di Elon Musk, ha raggiunto l'obiettivo per prima. Dopo il manichino Ripley, toccherà ad un essere umano, e poi ad altri due entro la fine dell'anno, abbandonando la costosa consuetudine di "chiedere un passaggio" alle navicelle russe Soyuz. A regime, la Crew Dragon potrà ospitare quattro astronauti.

La rampa del decollo, sabato, era quella da cui partirono le missioni Apollo dirette sulla Luna. L'attracco, domenica, è avvenuto in modo autonomo, senza l'aiuto del braccio meccanico che a volte è necessario dispiegare per accostare in sicurezza la navicella alla Stazione Spaziale. L'operazione si è svolta orbitando attorno alla Terra ad una velocità di ben 27.00 km/h. Crew Dragon è un'elegante capsula bianca lunga 8 metri. Dopo l'attracco, nel primo pomeriggio, sono stati aperti i portelli, e i tre astronauti a bordo (provenienti da Stati Uniti, Russia e Canada) hanno così conosciuto Ripley e il peluche a forma di Terra che l'ha accompagnata nel viaggio, oltre a portare a bordo il prezioso carico di 180 kg di rifornimenti.

Fra quattro giorni, venerdì prossimo, la navicella e il manichino torneranno sulla Terra, e la Nasa studierà a fondo il suo "astronauta di prova", su cui sono stati installati decine di sensori per monitorare gli stress, il rumore e le sollecitazioni del viaggio. Ospitare esseri umani, oltre che merci, comporta difficoltà aggiuntive: fornire aria respirabile e pressurizzata, rispettare i limiti di rumore e scuotimento, e prevedere varie misure di sicurezza. Sono previsti per ora sei voli di andata e ritorno. Con l'arrivo della Crew Dragon alla Stazione Spaziale comincia una nuova generazione di voli spaziali frequenti e a costo contenuto. Come dire, parafrasando l'astronauta Neil Armstrong al suo primo passo sulla Luna: "un piccolo passo per un manichino, un gigantesco balzo per l'umanità".

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