Il Layer 8

Sono un programmatore, e facendo assistenza tecnica negli anni, sia sull'hardware che sul software, ne ho viste di tutti i colori quando si tratta di problemi assurdi segnalati dagli utenti. Sui quali, prima di sparare a zero, vorrei comunque spezzare una lancia: i computer sono capricciosi, sono macchine che hanno raggiunto un tale grado di complessità - soprattutto per via dei sempre più evoluti sistemi operativi - da generare imprevisti ed errori in modo apparentemente casuale o legato a strani schemi che si ripetono. Posso quindi capire come molti utenti sviluppino comportamenti e reazioni paradossali in risposta a queste situazioni. Ma questo non mi esime dal concedermi la diffusione di una storica presa in giro al mondo dell'utenza informatica.

Ad alcuni potrebbe esser capitato - specialmente in ambiente lavorativo, o su richiesta privata di assistenza - di sentire un tecnico identificare un certo problema al computer come dovuto al Layer 8, per poi venir rassicurati sulla sua risoluzione. Soddisfatti dell'aver avuto un valido motivo per gridare al difetto, non hanno mai saputo cos'è accaduto veramente. Il Layer 8 ("livello 8"), infatti, è un termine umoristico del gergo di Internet usato per riferirsi a un inesistente livello (layer) "utente" o "politico" nel modello OSI delle reti di computer.

L'OSI è un modello astratto composto da 7 livelli che descrive l'architettura della comunicazione dei dati nell'architettura di rete del computer. I livelli sono costruiti uno sopra l'altro, permettendo le funzioni di astrazione di specifiche funzioni in ciascuno dei livelli. Quindi, sulla falsariga di tale modello, viene dichiarato che l'utente rappresenta un ipotetico livello 8. Dal momento che i numeri di livello OSI sono comunemente usati per discutere temi di networking, un sistemista potrebbe descrivere un problema causato da un utente come un errore di tipo Layer 8.

In modo simile, è stato aggiunto il livello 9, scherzosamente considerato il livello "religioso" del modello OSI, ovvero che rappresenta un'azione da eseguire perché ordinata "dall'alto" - da un responsabile, o da un manager - e riconosciuta come chiaramente sbagliata. Il Layer 8 è entrato nell'immaginario comune, rappresentando scherzi noti nel mondo dell'informatica, ad esempio il nome di alcune note aziende o di alcuni progetti.

Nel gergo informatico tuttavia esistono altri termini che indicano un significato simile a quello del Layer 8, sempre studiati come codici di errori atti a lasciare l'utente ignaro del messaggio, ma farlo comprendere ai propri colleghi, ovvero a chi si sta occupando del problema o a chi potrebbe farlo di nuovo in futuro.

Uno di questi è PEBKAC, un acronimo che significa Problem Exists Between Keyboard And Chair, ossia "il problema esiste fra tastiera e sedia": viene utilizzato ironicamente dagli addetti del supporto tecnico per indicare che un apparente malfunzionamento del software o dell'hardware è in realtà dovuto all'inesperienza dell'utente. Esistono anche altre varianti: PMAC (Problem exists between Monitor and Chair"), PICNIC ("Problem In Chair, Not In Computer"), e IBM error ("Idiot Behind Machine error").

Un altro termine piuttosto famoso è ID10T (o, più camuffato, ID107), che rappresenta il fantomatico errore ID-Ten-T, come andrebbe pronunciato, anch'esso usato dai sistemisti e dagli operatori di computer per descrivere un problema attribuito all'ignoranza dell'utente invece che ad un malfunzionamento del software o dell'hardware. Il codice è una velata facezia: quando viene scritto invece che pronunciato, assume l'aspetto della parola idiot (idiota). Il suo utilizzo storico (risalente a circa il 1995) risale ai casi in cui il personale di supporto telefonico istruiva i clienti ad inserire la linea "id=10t" nel file di configurazione config.sys presente all'interno dei loro computer. Alcuni casi noti di questa pratica sono quelli di un utente che confondeva il cassetto del CD-ROM per un portabicchieri, e di un altro che chiedeva dove si trovasse il tasto "any key" (ovvero "qualunque tasto").

Tra l'altro, la somiglianza fra lettere numeri così tanto utilizzata su internet - e, ingenuamente, nelle password aziendali - deriva dal linguaggio l33t, ovvero Leet scritto secondo il suo stesso codice, che prevede l'utilizzo di caratteri graficamente simili al posto delle lettere stesse. La parola "leet" trae origine da élite, ad indicare il fatto che chi usa questa forma di scrittura si distingue da chi non ne è capace.

Per cui, se non siete esperti nel settore dell'informatica, la prossima volta che un tecnico vi descriverà la natura del problema che avrete segnalato, prestate attenzione a ciò che dirà o soprattutto che scriverà: potrebbe bonariamente appellarvi come degli sciocchi, seppur senza cattiveria! E rappresentare uno dei rarissimi casi di utilizzo di questi termini, ormai quasi in disuso.

Fonti: