Il latte di soia è pericoloso per i neonati

Per la questione dell’alimentazione nutro un certo interesse - passatemi il gioco di parole - in quanto nel 2008 decisi di sperimentare ciò che leggevo usando me stesso come “cavia”. Da allora ho fatto diversi e drastici cambiamenti alla mia dieta, ad esempio eliminando del tutto latte e derivati, poi nel 2010 la carne di maiale, nel 2012 eliminando la carne di qualsiasi tipo, fino al 2016 in cui ho reintrodotto una piccola parte di tali alimenti per osservarne gli effetti in special modo in contrapposizione a quelli verificatisi in loro assenza.

All’epoca della prima preoccupante notizia sull’utilizzo del latte di soia, di cui conoscevo da poco l’esistenza e che ero interessato ad utilizzare come sostituto del latte vaccino, non gli diedi molta rilevanza: pensai che fosse il solito tentativo dei media di puntare il dito contro un’alternativa all’industria del latte, e avendo circa 21 anni tralasciai completamente il coinvolgimento dei neonati. Da quando sono diventato padre invece, ovvero da poco più di un anno e mezzo, la cosa è cambiata: notizie del genere mi preoccupano abbastanza.

La condanna all’ergastolo per omicidio emessa nel 2007 ad Atlanta, negli USA, nei confronti di genitori vegani il cui bimbo di sei settimane è morto di fame, ha evidenziato i rischi che l’ideologia vegana - la quale esclude qualsiasi alimento di origine animale - comporta per i neonati. Per compensare l’inadeguato apporto di latte materno, i due hanno somministrato al figlio latte di soia e succo di pompelmo. Al momento del decesso, avvenuto nell’aprile del 2004, il bimbo pesava solo poco meno di 1,6 kg. E' assurdo che non si siano allarmati ben prima, essendo che un peso del genere - a cui corrisponde un aspetto fisico scheletrico e chissà quali sofferenze - può appartenere solo ad un neonato prematuro di diverse settimane.

Non si dovrebbe mai somministrare ai neonati latte di soia in sostituzione del latte in polvere. Nel 1990 la FDA - Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici - diramò un avviso relativo all’impiego di latte di soia destinato ai neonati, nel quale riferiva che esso è gravemente carente delle sostanze nutritive necessarie ai bimbi, e richiedeva che tutti i produttori accludessero alle confezioni di latte di soia delle avvertenze in merito, in modo che non venisse impiegato come sostituto del latte in polvere. Nondimeno quasi tutti i produttori di latte di soia riportano tali avvertenze sulla confezione in caratteri minuscoli, sempre che lo facciano.

Alla condanna di Atlanta fecero seguito altri due casi di genitori vegani riconosciuti colpevoli della morte dei loro figli. Sempre negli USA, una coppia di New York è stata condannata per omicidio, ed una coppia della Florida per omicidio preterintenzionale. Ad ogni modo, molti altri bambini in tutto il mondo sono stati malnutriti con latte di soia a causa delle convinzioni vegane dei genitori.

Il mito che la soia sia un alimento sano ha indotto numerosi genitori - in particolar modo quelli vegani - a credere che il latte di soia sia un alimento completo e nutriente non solo per gli adulti, ma anche per neonati e bambini. Le cose non stanno in questi termini, e come conseguenza si verificavano gravi carenze di vitamine, minerali, acidi grassi e aminoacidi. Questo è il motivo per cui la legge prevede che il latte artificiale a base di soia comprenda integratori.

Nel 2003 i decessi di tre neonati israeliani, provocati da latte artificiale a base di soia impropriamente prodotto, ha indotto il Ministero della Sanità israeliano a costituire una commissione di 13 membri, fra cui pediatri, oncologi, tossicologi ed altri esperti del settore sanitario, con lo scopo di svolgere indagini sul latte artificiale e sugli alimenti a base di soia.

Nel luglio 2005 il ministero in questione ha diramato un comunicato, con il quale avvisava che i bambini non dovrebbero assumere latte artificiale a base di soia (se non in caso di estrema necessità) e che i ragazzi sino all’età di 18 anni non dovrebbero assumere alimenti a base di soia o latte di soia più di una volta al giorno e sino ad un massimo di tre volte la settimana.

Il Ministero della Sanità israeliano si è occupato dei numerosi problemi legati alla salute, fra cui effetti avversi per la fertilità ed accresciuto rischio di cancro. Anche i governi di Gran Bretagna, Svizzera e Nuova Zelanda hanno diramato comunicati secondo cui il latte artificiale a base di soia dovrebbe essere utilizzato unicamente in caso di estrema necessità, e il latte di soia non dovrebbe essere usato affatto.

Esistono molti altri prodotti, più a buon mercato, sostenibili a livello produttivo e non basati su prodotti OGM, come il latte di riso, o di farro, senza scomodare altri prodotti inutilmente elaborati e costosi. La soia, nel nostro paese, giunge provenendo quasi del tutto da coltivazioni OGM, pertanto in mancanza di certificazioni chiare e aventi corso legale che attestano il contrario, il consiglio è di mangiarne in quantità moderata. Penso infatti a buonissimi prodotti della cucina giapponese come gli edamame, i fagioli di soia con baccello, o la salsa di soia usata per condire tante prelibatezze: sfizi che si si può togliere, ma senza esagerare.

Infine, è importante sottolineare che non si sta mettendo in discussione il veganesimo in sé - a cui ho anche cercato di avvicinarmi parzialmente negli anni - ma la somma dell’ignoranza su tale regime alimentare e della sua imposizione su chi non è in grado di scegliere, come i neonati ma anche i bambini in generale. Io sostengo che siamo liberi di fare ciò che vogliamo con le nostre vite, di riuscire e di sbagliare, ma lo siamo noi, e non abbiamo diritto di imporlo agli altri. Men che meno ai propri figli, verso cui si dovrebbe avere un’attenzione particolare, invece che sfruttarli nella speranza di confermare le proprie idee allo scopo di acquisire sicurezza e poi vantarsene.

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