Il Bosco Verticale: abitare in città circondati dalla natura

Ero su Wikipedia e, nei miei giretti quotidiani per effettuare piccole modifiche e correzioni qua e la, mi sono imbattuto in una pagina che mi ha immediatamente colpito, sia visivamente, sia per il suo contenuto. Catturano sempre la mia attenzione, infatti, tutte le iniziative, e le costruzioni, volte a portare il verde nella società, a rendere un po' più green la nostra vita quotidiana, la nostra abitazione, il luogo di lavoro, e così via.

Il Bosco Verticale è un complesso di due palazzi residenziali a torre, progettati da architetti italiani, situato nel Centro direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola. Peculiarità di queste costruzioni, ambedue inaugurate nel 2014, è la presenza di più di 2000 essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che attraverso la densificazione verticale del verde si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale del capoluogo lombardo, riducendone l'espansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima.

Composto dalla Torre De Castillia (110 metri, 26 piani) e dalla Torre Confalonieri (76 metri, 18 piani), il Bosco Verticale venne infine inaugurato e presentato ai cittadini il 10 ottobre del 2014. Malgrado le sporadiche opinioni critiche, il Bosco ha avuto vastissima eco, come attestato dai vari riconoscimenti ottenuti e dalla cospicua mole di indagini scientifiche, azioni di studio e documentari che lo hanno interessato.

A testimonianza del suo riconoscimento architettonico, il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre all'International Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, il Bosco Verticale si è aggiudicato nel 2015 il premio come grattacielo più bello e innovativo del mondo, secondo una classificazione del Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Nel loro complesso, le facciate del Bosco Verticale ospitano 711 alberi, 5000 arbusti di grandi dimensioni, e 15000 piante perenni e ricadenti, che si densificano in altezza sino a ricoprire un'area equivalente a due ettari (20000 metri quadri) di forestazione. In totale, vi sono 94 specie vegetali diverse; di queste, 59 sono utili per gli uccelli, 60 sono arboree e arbustive e 33 sono sempreverdi. La vegetazione apporta numerosissimi effetti benefici alle due torri e all'ambiente urbano circostante, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello climatico. Il Bosco Verticale, infatti, contribuisce alla costituzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili (o ne devia il percorso), attenua notevolmente l'inquinamento acustico, depura l'aria sottraendo anidride carbonica dall'atmosfera ed emettendo ossigeno, protegge dall'irraggiamento solare attraverso l'ombreggiatura fogliare, e ripara dal vento attraverso l'azione frangivento delle fronde.

Dal punto di vista faunistico, il Bosco Verticale tutela la biodiversità attraverso la creazione di habitat biologici. Le numerosissime specie vegetali distribuite lungo le facciate, infatti, costituiscono un vero e proprio ecosistema in grado di attrarre volatili e insetti (nel 2014 ne sono stati contati 1600), diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città. Il Bosco Verticale è anche un dispositivo che contribuisce a controllare e ridurre l'espansione urbana: ciascuna delle due torri, infatti, se distribuita uniformemente sul territorio sotto forma di villette unifamiliari e palazzine andrebbe ad occupare una superficie di circa 50000 metri quadri.

Molto altro si potrebbe dire su queste costruzioni, ma rimando alla dettagliatissima pagina Wikipedia, inserita come fonte di questo post. L'unica cosa che mi sento di aggiungere qui, è la mia speranza che quest'atto coraggioso di "costruzione sostenibile" non sia isolato, ma abbia un numeroso seguito di realizzazioni simili, invece che iniziare e finire come "esposizione artistica" della grande metropoli settentrionale. Che si tratti di uno spiraglio di luce - anzi, di verde - nella cementificazione inarrestabile delle nostre metropoli, e non di un fuoco di paglia isolato. Sono un sognatore?

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