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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Dove mi trovavo?
Messaggio da leggereInviato: lun 21 ott 2013, 1:36 
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Iscritto il: dom 16 set 2012, 19:41
Messaggi: 15
Tre quattro mesi fa ho fatto un sogno cui alcuni mi hanno dato delle informazioni al riguardo, però io avevo interesse se qualcuno riusciva a farmelo vedere da altri punti di vista, cioè io non riesco a discostarmi da quello in prima persona, cioè il messaggio e la sensazione mi sembrava abbastanza chiara, è la traduzione che non riesco a darla altrettanto chiaramente in un punto, e non riesco a discostarmi dal mio punto di vista per poterlo interpretare da un'ottica più ampia. Se qualcuno può darmi una mano. Alcune parti, soprattutto l'inizio riesco a intuire facilmente o quasi il messaggio, è la parte finale. Non lo ricordo tutto ricordo solo questa parte.


Vi è un bunker sotterraneo, dentro ci sono delle persone, e a difesa di questo bunker, c'è un ragazzo intellettuale con gli occhiali abbastanza insicuro, timoroso di quel che sta per succedere. La strada che porta a questo bunker passa per una specie di mezza fogna, ci sono delle piccole scalinate, e vi è dell'acqua all'incirca 10 centimetri neanche, appena appena ci immergi le scarpe. Io se non ricordo male dovevo attaccarlo, o almeno la sensazione che avevo era che dovevo essere lì per fare qualche cosa. Mi avvicino al ragazzo, lo conosco molto bene, anche se non siamo amici, siccome è un fan sfegatato di una materia, gli dico qualcosa riguardo quella materia, qualcosa di complesso che non ricordo ma che gli dimostri che le mie intenzioni verso di lui non sono distruttive. Ah sì, ora che ricordo in questo punto iniziale, assieme a me c'è anche una ragazza che mi accompagna che mi sta alla mia sinistra.

---Fino a qui intuisco che il bunker sia il mio nascondiglio a livello della psiche e che lui rappresenti la "mente" o quella parte che noi identifichiamo come tale, e che possa centrare qualcosa con i processi mentali tipo "infognarsi" nei suddetti. NOTE: il bunker direzionalmente si trova a destra, e l'uscita a sinistra.

Dopo di che valuto un po' le forze in causa, e decido di prestargli una parte della mia armatura. La mia armatura è come quella di iron man, colore in prevalenza rosso, gli presto il pezzo che copre l'avambraccio e la mano, e gli spiego che per utilizzarla gli basta usare la sua volontà di proteggersi e questo si espande formando una piccola area protettiva che lo schermi dai proiettili. Anche se già il fatto che venissi sconfitto non gli lasciava tanta speranza per sé stesso.
Mi volto e vado verso l'uscita, dove nel frattempo dei militari americani stavano entrando per attaccare il bunker. Sinceramente non ho idea se li combatto in realtà. Cioè, io so che a questo ragazzo gli do questa protezione, e che poi mi volto per andare contro i militari, il tunnel è abbastanza grande almeno all'inizio, è abbastanza grande da farci passare almeno un carro armato di quelli classici Abram, e un soldato per lato.

---Comunque, questa è la parte meno impegnativa su cui non ho molta difficoltà comprendere che cosa voglia dire.

Qui avviene il cambio di scena. Mi sento leggero, non sento il corpo. Vedo tutto nero. Vedo un anima, o vedo quel qualcosa che sembra essere l'anima di qualcuno. La vedo arrivare da sinistra, dove si trova la scena appena trascorsa, dove avviene il supposto scontro. Va da sinistra a destra anche se non sembra essere collegata al mio trascorso, cioè sembra arrivare da un'altra parte. A destra, c'è un pianeta arido su cui mi trovo. Non ho problemi di respirazione, la sensazione più o meno è la medesima che avevo nel bunker. Magari stavo un po' bene perché la sensazione di leggerezza in quello spostamento, in quel luogo tutto nero era veramente piacevole.
Lì dove mi trovavo c'erano dei banchi, avete presente quelli tipo dei parlamentari? Erano simili ma erano un po' più stretti, e sembravano essere dei banchi molto ben fatti per studenti. La struttura era fatta non a C come il parlamento ma era lineare come una I. E come il parlamento era a scalinata. Il colore dei banchi era legno scuro, non era male. Il paesaggio essendo il pianeta desertico non era da meno, e tutti i presenti erano rivolti verso davanti, cioè gli spalti diciamo erano sulla sinistra e guardava verso destra. I presenti non è che guardassero davanti a loro con interesse, guardavano davanti a loro come se fossero un plotone sull'attenti.

Il luogo aveva sulla sinistra questo costone in pietra con delle porte di entrata in cima a questi spalti. Vi erano dei superiori che tenevano ordine nella sezione di contesto, vi erano forse 3-4 superiori, uno in fondo alla scalinata quasi da "professore" ma non ne sono tanto sicuro perché non è che sembrava essere dell'idea di insegnare qualcosa, però sembrava avere un attimo di autorità in quel luogo. E vi erano altri 2 in cima vicino alle entrate.

Coloro che presenziavano sui banchi non mi viene da chiamarli "soldati" non sono propriamente soldati, non sono neanche civili o studenti, però non mi viene il termine per descriverli. Tutti avevano degli accappatoi bianchi, era qualcosa di abbastanza leggero, serviva più che altro per capire chi fossero, perché non penso avessero grandi problemi di freddo o di coprirsi per qual si voglia ragione. Quell'anima che vidi non completò la missione...

...scusatemi comincio a non riuscire a mettere i puzzle al posto giusto... non capisco se quell'anima quell'essenza che ho visto in quel momento non fossi io o lo fossi, perché io in linea teorica non riuscii nella mia missione, ed il corpo che utilizzai non riuscii a riportarlo a casa, così l'anima da sola ritorna al punto di partenza, a "casa" in quel pianeta lì. Però io non ho il ricordo in prima persona, ma lo vedo come persona esterna...

Comunque. Il processo è il seguente. Quando uno di questi "prescelti" chiamiamoli così, non sono adepti, non riesce a completare la missione e ritorna a casa solo con la sua essenza, gli viene assegnato un nuovo corpo. Le fattezze sono le medesime, però la differenza sta che il corpo è scuro. Non so perché ma quelli che so avere fallito la missione, nel ritorno, il corpo che gli viene dato è scuro più che rosaceo, e ci mette un po' prima di diventare pienamente operativo. Anche se questa cosa dell'operatività non la so confermare, perché a me sembrava che potessero ripartire anche delle persone scelte il cui corpo era ancora scuro, quindi non so bene che cosa cambiasse, so solo che era temporaneo e che nel tempo il corpo non so se accettava l'essenza, o si abituava.

In quel momento, il superiore in fondo alla scalinata urla qualcosa e, non ricordo se erano già tutti in piedi sull'attenti prima o se lo divengono ora. Comunque urla dei nomi, e i chiamati urlano in corrispondenza per segnalare il loro essere pronti, uno dei quali aveva il corpo scuro appunto. Poi non appena furono chiamati tutti quelli scelti per la missione ci fu una specie di urlo di battaglia che probabilmente stava a dire il loro motto, era quasi animalesco, non presentava frasi composte nella nostra lingua. Nell'urlo di battaglia vi partecipai anche io, anche se non ero molto sicuro di quel che stavo facendo. Io mi trovavo nella parte alta della scalinata nell'entrata bassa della I, vicino ad uno dei superiori di quel luogo. Il mio grado non sono in grado di identificarlo, se ce ne ho uno. Perché uno dei ragazzi presenti al loro posto, mi guardo con una faccia stranita, era molto sorpreso che mi unissi a loro, non era sorpreso in una maniera positiva, non era neanche sconcertato per quello, ma non capiva il senso del mio gesto... cosa che a dire il vero capivo poco anch'io non capendo tutt'al più che cosa stava succedendo di suo. Il superiore comunque, il più alto di grado lì mi stava sulla mia destra, vicino aveva i primi schienali. Il pavimento era color grigio, se non ricordo male, gridio argento. Le porte che io ricordi erano aperte, la chiusura dovrebbe essere classica a con le placche che dal muro si uniscono al centro.



--- Questa è invece la parte cui riesco meno trovarci il vocabolario di lettura. Tutte le informazioni sono ciò che avevo percepito in quel momento, che di per sé a me sembrava normalissimo. La sensazione vigente era l'ordine militare che riguardava quelli presenti nei loro posti, per me c'era un po' più tranquillità. Vi erano delle strutture interne, quella lì è una sorta di "classe" all'aperto. Dentro vi erano i luoghi ove le essenze tornavano a riprendere corpo e dovevano subito ritornare al loro posto. Dentro il colore che vigeva era scuro per lo più scuro e luci blu, a me sembravano dell'intensità simile al neon blu. Le pareti erano teoricamente di metallo, ma non ricordo un eccessivo freddo. Non ricordo di aver sentito una temperatura particolare a dire la verità.


Se qualcuno riesce a vedere la cosa da un punto di vista diverso, o riconosce qualcosa, mi può aiutare? E' successo un po' di tempo fa, però mi interesserebbe capire che cosa possa voler dire.





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