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 Oggetto del messaggio: Riflessione sugli horuidi
Messaggio da leggereInviato: dom 5 mag 2013, 15:15 
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Iscritto il: sab 1 dic 2012, 18:18
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Località: Cyberspazio
Ricercando maggiori informazioni su questi alieni incorporei, tanto poco conosciuti quanto forse i più pericolosi dell'intero pantheon alieno incorporeo (quelli dell'altra dimensione in pratica) mi sono sempre più convinto che il termine "horuide" sia quanto meno sbagliato e fuorviante.
Sappiamo che questi esseri incorporei assumono nel nostro universo un aspetto simile ad un uccello-umanoide filiforme ma non basta questa associazione per collegarli ad horus, che nella mitologia egizia era rappresentato come un ibrido falco-uomo. Gli horuidi sia come comportamento che come "aspetto" col corpo nero, le ali tenebrose ecc, parrebbe molto più calzare con un'altra figura mitologica, che non c'entra niente col pantheon egiziano: le lamie. Ancor più calzante parrebbe il confronto con i cosiddetti "voladores" messicani: http://www.metamorfosi-aliene.it/delomelanicon/delomelanicon/delomelanicon/445-los-voladores.html.
Insomma mi sto sempre più convincendo che tutto questo teatrino degli dèi egizi sia soltanto un teatrino appunto mentre la verità sia molto più tetra e spaventosamente a noi vicina.
Tra quelli dell'altra dimensione abbiamo i così chiamati ringhio e questi chiamiamoli voladores.
Il loro ibrido è il lux. Tra i tre non so chi sia il peggiore a sto punto!
Il ringhio è come un demone ma è bloccato "di là", in quelle sale sconfinate davanti al suo schermo nero, si collega a noi tramite una sorta di collegamento elettronico (?) che si situa nella schiena.
Si nutre di energia negativa e distruttiva e quando viene scoperto non adotta tattiche particolari ma si inferocisce semplicemente finché non viene ricacciato "là dove tutto si chiude".
Il lux sta in questo universo, è furbo ma poco intelligente e per questo adotta complicate tattiche di dissimulazione e di mascheramento per evitare confronti e combattimenti. Un volta scoperto cerca quasi sempre di fuggire o di farsi passare per una non-minaccia. Se il ringhio "paga" le altre razze per avere un collegamento diretto con l'addotto, come se fosse un cavo ethernet, un abbonamento alla rete, il lux "paga" per avere una collaborazione corale affinché possa essere travisato per qualcos'altro, possa essere scambiato per un alleato, possa essere sottovalutato.
E il voladore? Quello è dell'altra dimensione, ma giunge qui senza tanti cavetti ethernet... non gliene frega nulla di dissimularsi per qualcos'altro, arriva, succhia, riparte, fa quello che gli pare apparentemente... ha meno barriere del ringhio, ha più aggressività del lux... mi pare quello peggiore di tutti. Come si cancella un mostro simile?

Cito: I predatori alimentano l’avidità, il desiderio smodato, la codardia, l’aggressività, l’importanza personale, la violenza, le emozioni forti, l’autocompiacimento ma anche l’autocommiserazione. Le fiamme energetiche generate da queste qualità “negative” sono il loro cibo prediletto. I voladores non amano invece la qualità vibrazionale della consapevolezza, dell’amore puro, dell’armonia, dell’equilibrio, della pace, della sobrietà… in una parola aborriscono la qualità energetica della crescita evolutiva, e hanno ogni vantaggio nel boicottare ogni nostro incremento di coscienza. «La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcuna vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza.»

Cito di nuovo: Fermare il pensiero per gli sciamani toltechi significa “fermare il mondo” e vedere le cose come sono veramente: pura energia. Don Juan spiega che gli sciamani possono sconfiggere l’installazione estranea attraverso una vita d’impeccabilità (uso strategico dell’energia) perché la disciplina strema in modo incommensurabile la mente aliena. La disciplina e la sobrietà sono qualità della consapevolezza che rendono la patina di splendore dell’uovo luminoso sgradevole al gusto del volador. Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore e si entra nel silenzio interiore si affatica la mente del predatore in modo così insostenibile che l’installazione estranea fugge. Successivamente essa ritorna, ma indebolita. Attraverso ripetuti stati di silenzio interiore l’installazione estranea prima o poi viene sconfitta e non torna.


Cito un'altra volta: Il recente film The Matrix da forma in maniera efficace a queste tematiche castanediane: il Tonal dei toltechi – ovvero il mondo quotidiano frutto della socializzazione e mantenuto dall’attività della mente – è Matrix, una terrificante trappola che consente a delle entità (in questo caso macchine) di depredare l’energia degli esseri umani. I pensieri che attraversano la nostra mente sono certamente “nostri”, ma la mente, attraverso la socializzazione, ne dirige il percorso in modo tale che essi sono “liberi” non più di quanto lo sia un treno su delle rotaie. I dati sensoriali sono i nostri, ma il software che guida il pensiero è estraneo. Il pensiero ricrea costantemente il mondo così come lo vediamo (o meglio, così come ci è stato insegnato a vederlo.





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