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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: mar 24 feb 2015, 0:45 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 10:44
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Località: Savona!
Questo è un post che avrei voluto fare anni fa...lo faccio solo ora, meglio tardi che mai.

Qualche giorno fa, girando nella biblioteca della mia facoltà (sono un astrofisico), mi è caduto l'occhio su un articolo della rivista "Scientific American", di Novembre 2014. L'articolo, intitolato "the mind of a meditator", si può trovare gratuitamente al seguente link:

http://www.investigatinghealthyminds.or ... dSciAm.pdf

l'articolo scientifico viene pubblicato da un'organizzazione di cui - fino ad ora - ignoravo l'esistenza: il "Center for Investigating Healthy Minds", situato negli stati uniti. Fondato recentemente, quando "il Dalai Lama sfidò personalmente il Dr. Davidson su come il benessere potesse essere coltivato e cresciuto tramite gli avanzamenti scientifici nel caampo della neuroscienza". Sul sito dell'organizzazione ci sono decine e decine di "paper" scientifici, estremamente interessanti, tutti su argomenti a cavallo tra scienza e..il mondo della meditazione :)

Cerco di riassumere l'articolo, siccome è in inglese e non tutti potrebbero riuscire a leggerlo.

Gli autori dello studio sono due scienziati...e un monaco buddhista. L'articolo parla principalmente degli effetti della meditazione buddhista sul nostro cervello e, potenzialmente, sulla nostra vita :)
L'articolo si concentra su tre tipi di meditazione:

1) Il prmo, chiamato "focused-attention meditation", mira a domare e a concentrare la mente al "momento presente", sviluppando la capacità di rimanere vigili.

2) Il secondo, chiamato "mindfulness" (= piena consapevolezza), prova a coltivare una consapevolezza "distaccata" dalle emozioni, pensieri e sensazioni che avvengono al momento presente, in modo da evitare che esse prendano il sopravvento, creando angoscia e stress. In questo stato, il soggetto rimane attento su ogni esperienza ma senza concentrarsi su niente di specifico.

3) L'ultimo tipo è quello chiamato dalla tradizione Buddhista "compassione e amabilità", uno stato che incita a una visione altruistica.

Il punto di partenza è quello secondo il cui "recente scoperte nel campo della neuroscienza provano come un cervello di un essere umano adulto può trasformarsi profondamente in seguito all'esperienze. Così come la regione del cervello che controlla i movimenti di un violinista si allarga con il migliorare di quest'ultimo, una simila trasformazione avviene anche nella mente di un praticante di meditazione".

Ecco cosa dice l'articolo sui tre tipi di meditazione:

1) Un gruppo di "praticanti veterani" e un altro di "novizi" sono stati sottoposti ad uno scanner delle loro attività cerebrali, mentre cercavano di focalizzare l'attenzione sulle sensazioni prodotte dal loro respiro. I ricercatori si sono accorti che durante questo tipo di meditazione, la mente spesso si distrae e inizia a vagare, prima che il soggetto ri-focalizzi la propria attenzione. In particolare, sono state evidenziate 4 fasi: episodio di distrazione, riconoscimento della distrazione, ri-orientamento dell'antenzione, ri-acquisizione del focus. Ciascuna fase attiva delle zone ben precise del cervello.
Uno studio a lungo termine sugli effetti di questo tipo di meditazione ha dimostrato che i meditatori acquisiscono una migliore capacità nel rimanere vigili e attenti anche durante compiti ripetitivi.

2) Qui hanno fatto un esperimento fichissimo. In pratica il secondo tipo di meditazione prevede di distaccarsi e prendere coscienza di ciò che accade fuori e dentro di noi, senza rimanere troppo coinvolti. Per studiare gli effetti di questo tipo di meditazione, gli studiosi hanno proiettato su uno schermo una succession di lettere; tra queste lettere, ogni tanto comparivano due numeri. Se i numeri sono intervallati da meno di 300 millisecondi, l'essere umano fa fatica a distinguerli: questo perchè si concentra "troppo" sul primo numero ("attentional blink"), e il cervello non è pronto a cogliere il secondo. Lo studio ha dimostrato che il gruppo di praticanti riusciva a distinguere con più facilità il secondo numero rispetto a un gruppo di non praticanti, in quanto capace di non rimanere troppo "coinvolto" dal primo numero. Il paragrafo continua con tutta una serie di beneficidovuti a questo tipo di meditazione.

3) L'articolo dice che questo tipo di meditazione dev'essere guidato dal "desiderio non egoistico di aiutare il prossimo", ossia dall'amore incondizionato. Gli esperimenti su un gruppo di volontari hanno dimostrato che i praticanti hanno mostrato un incremento nell'abilità di condividere le proprie emozioni con gli altri, senza però rimanerne eccessivamente o negativamente coinvolti. Al tempo stesso, se sottoposti ad immagini di persone sofforenti, il gruppo di praticanti ha reagito in modo più positivo e mostrando emozioni benevole rispetto a un gruppo di non praticanti.

L'articolo chiude citando altre differenze riscontrate tra un gruppo di long-term buddhist pratictioners e un gruppo di novizi; in particolare, il gruppo di buddhisti:

-si è dimostrato capace di sostenere consapevolemente particolari pattern all'EEG, chiamati "high-amplitude gamma-band oscillations and phase synchrony" tra i 25 and 42 hertz. Si pensa che questi pattern possano avere un ruolo chiave nell'aumentare le capacità cognitive e percettive dei praticanti.
-ha mostrato un aumento del volume della corteccia prefrontale e dell...insula (si traduce così? purtroppo non sono un esperto di neurobiologia XD)
-ha mostrato una diminuzione del volume dell'amigdala, una regione associata al processamento della paura
-ha mostrato un aumento nel numero di assioni, suggerendo un miglioramento nelle connessioni cerebrali


Bene, dopo aver tradotto e riassunto l'articolo, ecco lo scopo del post. Prima di tutto, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dell'articolo, che io ho trovato molto interessante. In secondo luogo, mi piacerebbe discutere del ruolo che c'è tra scienza e meditazione (possibilmente da intendere in senso molto più ampio di quello fatto qui. Si possono includere tutti i fenomeni paranormali che volete, insomma). Tra qualche giorno metterò le mie impressioni in qualità di praticante e - nel mio piccolo - scienziato :D





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