Le piante riconoscono le loro simili

Mi è capitato più volte di imbattermi, con interesse, in particolari ricerche rivolte al mondo vegetale. Nello specifico, quelle relative al manifestarsi di apparenti "azioni" intraprese da parte delle piante stesse, come se in qualche modo fossero qualcosa di più di esseri inanimati. Ho quindi individuato un estratto da una di queste ricerche, di cui ne propongo una traduzione.

I ricercatori della McMaster University di Hamilton, Canada, hanno scoperto che le piante diventano ferocemente competitive quando costrette a condividere il proprio vaso con estranee della stessa specie, ma sono compiacenti se trasferite negli stessi vasi con le loro simili.

Secondo Susan Dudley, professoressa associata di biologia presso la McMaster University, la capacità di riconoscere e accettare i propri simili è comune negli animali, ma questa è la prima volta che viene dimostrata nelle piante: quando queste condividono i vasi diventano competitive e iniziano a far crescere più radici, il che consente loro di appropriarsi di acqua e sostanze nutritive prima delle loro vicine. Tuttavia, a quanto risulta, si comportano in tal modo soltanto quando condividono un vaso con piante non imparentate; in caso di piante della stessa famiglia, la suddetta crescita delle radici non ha luogo. Dato che le disparità fra gruppi di estranee e gruppi di simili si è verificata soltanto quando condividevano un vaso, forse le intenzioni delle radici forniscono un indizio per il riconoscimento delle "parenti".

La Dudley ha affermato che i giardinieri sanno da lungo tempo che alcune coppie di specie vanno d'accordo meglio di altre, mentre gli scienziati stanno cominciando a rendersi conto del motivo per cui ciò accade. Da parte mia ho scoperto che le piante derivate dalla stessa madre possono rivelarsi reciprocamente più compatibili rispetto a piante della stessa specie ma derivate da madri diverse. Quanto più apprendiamo sulle piante, tanto più complesse appaiono le loro interazioni: di conseguenza prevedere gli esiti potrebbe rivelarsi tanto difficile quanto far socializzare persone diverse in occasione di una festa.

Ovviamente, concludere che si tratti di "intelligenza", nell'accezione comune del termine, è una deduzione frettolosa. Parlerei più di "programmazione biologica", messa in pratica da quel complesso quanto meraviglioso meccanismo di reazioni biochimiche che regola le cellule degli esseri viventi, non solo vegetali. Ma tutto ciò, non vuol comunque dire quando siano estremamente interessanti questo tipo di ricerche, e quanto ancora potremmo aver da scoprire sia sulle piante che su noi stessi?

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