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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: mar 2 ago 2011, 18:45 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
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PERCHE LA REALTA NON PUO ESSERE DESCRITTA IN MODO ASSOLUTO
O perché il liv.di comprensione reale non può essere trasmesso ma solo esperito.

Il nostro universo è fatto da coscienza, spazio, tempo ed energia, dal punto centrale a-dimensionale, cioè non limitato dai limiti delle dimensioni di s,t ed e = (onnipotenza,onnipresenza,onniscienza ed eternità) si dipartono i 3 vettori di s,t ed e, queste tre dimensioni compongono la luce, poi da ognuno dei 3 vettori se ne dipartono altri 3 formando l’elettricità e da ognuno di quei 9 ne partono altri 3 formando il suono ed alla fine da ognuno di quei 27 vettori se ne dipartono 3 formando il calore con 81 vettori;
Dobbiamo considerare la coscienza, la luce, l’elettricità, il suono ed il calore come un unico filo con delle onde, più le onde sono fitte e meno vettori\dimensioni\limiti ha quella manifestazione, con l’aumentare del numero di vettori\dimensioni le onde del filo si fanno meno fitte e quella manifestazione sarà più soggetta alle limitazioni dimensionali di spazio, tempo ed energia.
Coscienza 1 super-dimensione
Luce 3 dimensioni maggiori
Elettricità 9 dimensioni(3 maggiori e 6 minori)
Suono 27 dimensioni(3 maggiori e 24 minori)
Calore 81 dimensioni(3 maggiori e78 minori)
Materia 243 dimensioni(3 maggiori e 240 minori)
Per semplicità si può rivoltare il concetto e dire che se La super-dimensione comprende tutto è formata dalle 4 dimensioni maggiori(s,t,e,c) e le 360 minori, mentre le 3 maggiori(s,t,e) comprendono tutte le 361 sotto-dimensioni minori, quindi si può dire che la coscienza che comprende tutto il nostro universo è formata da 364 dimensioni, di cui 4 maggiori(s,t,e,+coscienza)
La luce di 363 di cui 3 maggiori
L’elettricità di 360 di cui 3 maggiori
Il suono di 351 di cui 3 maggiori
Il calore di 324 di cui 3 maggiori
La materia di 243 di cui 3 maggiori

le dimensioni minori si compenetrano mentre le dimensioni maggiori di altri sistemi non interagiscono con noi in quanto son di altri sistemi, ed anche perché noi non riusciamo ad interagire con loro per la nostra scarsa evoluzione.

Ora ogni cosa esistente è formata da 364 dimensioni tuttavia la nostra capacità comunicativa si ferma al suono con 351 dimensioni di conseguenza nessuna realtà può essere definita in modo assoluto tramite il linguaggio verbale poiché mancano ben 13 dimensioni che sono descrivibili solo con un linguaggio d’elettricità e di luce con 364 dimensioni,
Se fossimo mediamente telepatici come un iniziato di 3liv potremmo descrivere la realtà con un linguaggio 360 dimensioni, se fossimo maestri di 4 liv potremmo descrivere la realtà in modo ancor più completo con un linguaggio di luce con 363 dimensioni, tuttavia non può essere descritta l’ultima dimensione poiché essa è la non dimensione\limite, è l’assenza di limiti, è l’infinito vero e proprio che ci contiene, che in noi è contenuto e che non può essere definito, altrimenti non sarebbe infinito.

Ps: questo soggetto è stato difficile da trattare per iscritto per i motivi appena trattati, inoltre non sono riuscito a trovare info sulla rete che riguardino di preciso questo argomento quindi può darsi che ci siano altre fasi tra quelle citate(luce elettricità suono calore materia), se così fosse i calcoli andrebbero rifatti con lo stesso metodo poiché il concetto rimane il medesimo.
Per approfondire potete leggervi i libri di Gurdjeff
Correggetemi pure se avete o trovate info in merito!! Ciao.
S| S| :DD


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Messaggio da leggereInviato: mer 3 ago 2011, 9:42 
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Iscritto il: mer 3 feb 2010, 11:56
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Hai adottato il punto di vista dell'universo, mentre io adotterò qui il punto di vista umano, mio personale, che mi sembra più semplice ed adeguato.
Per quanto riguarda la comunicazione verbale, molto più semplicemente la parola è sempre una metafora di ciò che si vuol descrivere, e quindi nel migliore dei casi è un sostituto della realtà, impreciso e parziale.
Nella comunicazione non-verbale la precisione è più alta potendo contare su impressioni, stati d'animo ecc. (quindi si evita la traduzione verbale), ma è comunque parziale e dipendente dal livello di consapevolezza di chi trasmette. Nel migliore dei casi è un sostituto della realtà, parziale.
In entrambi i casi è fondamentale capire ciò che viene detto (essere consapevoli), altrimenti potresti comunicare inutilmente coll'essere più saggio.
Ciao


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Messaggio da leggereInviato: mer 3 ago 2011, 12:26 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
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è vero ch'è più semplice ma volevo dare una panoramica piu ampia, il tuo concetto penso sia vero e volendo si potrebbe anche aggiungere che le parole sono più scientifiche della matematica in quanto nelle formule matematiche è descritto solo l'aspetto concettuale(mentale)della realtà mentre nelle parole sono insiti tutti e 4 gli aspetti della realtà : sentimentale-concettuale- emozionale-sensazionale i quali non sono che corrispondeze di spazio, energia, tempo e coscienza , quindi le parole sono descrizioni più complete della realtà che i numeri.
infatti i filosofi ed i meditatori dall'antichità pur senza strumenti già conoscievano le leggi che avrebbe poi scoperto la fisica moderna. :D


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Messaggio da leggereInviato: mer 3 ago 2011, 14:39 
La cosa simpatica è che hai descritto il "perché la realtà non può essere descritta in modo assoluto"... immaginando la realtà in modo assoluto. XD


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Messaggio da leggereInviato: mer 3 ago 2011, 17:12 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
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mi spiace!, la prossima volta userò la terminologia peggiore possibile :PP
inoltre se l'avessi immaginata in modo finito avrei creduto di poterla descrivere in modo assoluto che invece non è possibile (almeno a noi)
tuttavia è il minimo descriverla fin dov'è possibile


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 12:32 
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Iscritto il: mer 3 feb 2010, 11:56
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Kevin, io ritengo che nelle parole NON siano insiti tutti e 4 gli aspetti della realtà, ma solo le loro metafore.
Se p.e. tu mi dici che provi amore per la natura, io comprenderò solo se già ho sperimentato l'amore per la natura, e lo capirò a modo mio (credendo quindi che il mio amore sia uguale al tuo, il che è assurdo e inverificabile).
Se invece usiamo un sistema alternativo a quello verbale per comunicare (telepaticamente ed empaticamente), io percepirò la tua vibrazione corrispondente all'amore per la natura e risuonerò, provandolo a mia volta. Non è detto che mi piacerà, e infatti quotidianamente veniamo a contatto con persone, comunicando inconsciamente, e creando così simpatie e antipatie.


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 13:17 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
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:woot forse hai ragione comunque indubbiamente la parola consente di trasmettere tali aspetti della realtà, se poi ognuno li percepiscie in modo diverso(negativo o positivo) è un altra questione, forse la verità sta nel mezzo poichè se conosci gurdjeff egli parla spesso dell'arte oggettiva, per es. un suono produce una sensazione, un emozione ed un sentimento, ma il nostro corpo per permettere questo deve tradurre i segnali acustici in segnali elettro-chimici quindi con l'arte oggettiva si può manipolare lo stato fisio-psicologico delle persone nel limite del libero arbitrio, una sensazione, un sentimento ed un emozione si provano in ogni caso tuttavia possono cambiare di tipologia da un individuo ad un altro. =D


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 14:43 
Citazione
per es. un suono produce una sensazione, un emozione ed un sentimento, ma il nostro corpo per permettere questo deve tradurre i segnali acustici in segnali elettro-chimici quindi con l'arte oggettiva si può manipolare lo stato fisio-psicologico delle persone nel limite del libero arbitrio

Più che arte oggettiva è "arte materialistica/meccanicistica".
Inoltre se ti sparassi addosso un suono di qualche megawatt vorrei proprio vedere che fine fa il tuo libero arbitrio :D


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 16:19 
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non serve un suono da migliaia di megavat, ogni suono produce una differente organizzazione della materia asd purtroppo io non ho inventato nulla, tutto ciò che o scoperto per fatti miei poi ho scoperto anche che era già stato scoperto da altri nell'antichità o nell'era moderna, ci sono video sulla rete che mostrano gli effetti del suono anche di discreta intensità sull'organizzazione della materia, vediteli ;)


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 17:20 
Citazione (chittesen')
ogni suono produce una differente organizzazione della materia

Sono già tre volte che ti scrivo con le mele e mi rispondi con le pere... ci rinuncio. :D


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Messaggio da leggereInviato: gio 4 ago 2011, 23:17 
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lo credo bene!, B| l'informazione sta nei libri, se uno se ne frega io non c'entro


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Messaggio da leggereInviato: ven 5 ago 2011, 9:15 
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@kevin
Spazio, Tempo, Materia ed Energia sono lo speculare (cioè l'equivalente, cambiato di "segno") di Coscienza, non la sua "continuazione".
Inoltre Coscienza non è una dimensione in senso stretto, per il motivo suesposto. Volendo darle una definizione a ogni costo, sarebbe un'anti-multidimensionalità che però non sta "da qualche parte" perché ella è "quella parte" ma soprattutto "questa parte". La definizione è costata cara...
*
Il migliore allievo di Gurdjieff, Ouspensky, aveva assimilato molto bene gli insegnamenti del guru, ma quando mise in pratica per la prima volta tutto ciò che implicava mediante uno scambio non-verbale con Gurdjieff (per un momento sentì sentimenti, pensieri ed emozioni del guru), si stupì moltissimo e fu ripreso: "Perché ti sorprendi? Non era forse questo ciò che volevi?".
Una cosa è la teoria (verbale), un'altra è la pratica: "fatti, non pugnette!".


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Messaggio da leggereInviato: mar 9 ago 2011, 16:37 
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sono daccordo con te riguardo la specularità della coscienza rispetto all'universo ed anche sulla dimensione coscienza ch'è in realtàl'adimensionalità, tuttavia la coscienza contiene le dimensioni che contengono la coscienza coscienza>universo>esseri viventi>coscienza, il contenitore ed il contenuto sono la stessa cosa ed essendo l'universo il contenuto virtuale è la continuazione evolutiva della coscienza reale che c'era prima che iniziasse il tempo e le altre dimensioni, che c'è ancora e che ci sarà sempre,
anche sul fatto che le teorie verbali non sono la relatà hai ragione, proprio per questo ho scritto il post, ma credo che forse tu ed altri non ne abbiate capito il senso che umilmente voglio esporvi, :DD il senso è che pur essendo la reltà da sperimentare inesprimibile, non può essere sperimentata con una mente pregna di incoerenza tra termine concetto ed oggetto nel senso che se cerchi una mela avendo in mente il concetto di un fungo non la troverai mai, anche se ti cascasse in faccia e questo vale anche per gli stati di coscienza superiori. sìsì non a caso i maestri considerano la 3 iniziazione come la prima vera espansione di coscienza in quanto essa è impossibile da sostenere senza prima aver portato in coerenza con la realtà la mente nelle 2 precedenti iniziazioni, la mente è il trasduttore tra i linguaggi di corpo anima e spirito e se rimane incoerente non è in grado di interpretare e controllare quelle percezioni di una coscienza superiore con risultati a volte disastrosi, si va dalle nevrosi, psicosi alla malattia fino alla malvagità più inconcepibile che io abbia mai visto su altri e sperimentato su me stesso


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Messaggio da leggereInviato: mer 10 ago 2011, 14:34 
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Eppoi, kevin, l'universo è frattale, e un frattale è parte di un qualcosa e origine di qualcos'altro. Non sembra esservi un inizio o una fine, ma solo un'infinita scala, dove ogni gradino è un'altra scala di un livello più "basso" e ogni scala è un gradino di un livello più "alto". "basso" e "alto" sono solo convenzioni per indicare due direzioni opposte della Creazione.


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Messaggio da leggereInviato: mer 10 ago 2011, 19:29 
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è vero ciò che dici ma ti sei accorto che con le tue smentite confermi solo quello che ho scritto prima??, l'inizio e la fine sono la stessa cosa solo che la fine è virtuale, impermanente, temporanea mentre l'inizio è reale, assoluto ed infinito in quanto esiste indipendentemente dalle dimensioni s,t,ed e quindi non è vero che non esiste inizio poichè l'infinito è l'inizio del finito.
non arriveremo mai all'infinito ma sempre ad infiniti universi finiti, l'infinito, la coscienza è l'inizio poichè ciò che non ha dimensioni è infinito, non ha inizio ne fine quindi l'infinito è l'inizio del finito poichè c'era anche prima della nascita del tempo finito.
ps chiunque avesse voluto smentirmi avrebbe dovuto usare l'argomentazione del post "l'incoerenza incoerente" in modo distorto oppure superare questa visione delle cose ed andare oltre. asd
noi parliamo con leggerezza d'argomenti che persino i grandi pensatori hanno solamente sfiorato e raramente compreso, ci vuole un po più di riflessione per evitare di continuare a scrivere smentite che si autosmentiscono, piuttosto discutiamo, cerchiamo chiarimenti così da andare oltre questa comprensione. :D


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Messaggio da leggereInviato: gio 11 ago 2011, 2:03 
Kevin, credimi che per smentirti basta molto meno.
Inizio e fine sono concetti strettamente legati al Tempo, se lo trascendi non hai alcun inizio né fine.
Immagina un punto in rotazione, puoi capire dove inizia per mezzo dell'istante zero. Se togli il tempo però non hai più un punto, ma un cerchio (tutte le posizioni del punto che ruota).
In questo cerchio, dov'è l'inizio?


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Messaggio da leggereInviato: gio 11 ago 2011, 10:01 
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@kevin
Come volevasi dimostrare, le parole sono solo metafore e ti sei un po' incartato.
"l'inizio e la fine sono la stessa cosa [...] la fine è virtuale e l'inizio è reale"
Allora in che senso sono la stessa cosa?

Finito e infinito non sono entità, ma proprietà. Proprietà di Coscienza, che è finita quando diventa virtualità MEST. Dietro a finito e infinito c'è sempre Coscienza.
Inoltre non ha senso dire che l'infinito (cioè la Coscienza) abbia avuto o meno un'origine, perché avere un'origine implica il tempo. La Coscienza divenuta virtualità è misurabile in spazio/tempo/energia/massa, l'altra no in quanto sono proprietà non applicabili non essendo misurabile. La misura infatti è rapportabilità a un qualcosa d'esterno definito "unità di misura".

"La coscienza è l'inizio"
Se c'è inizio, c'è il tempo, quindi non si parla più di Coscienza. L'hai detto tu che è infinita e perciò non ha inizio. E' e basta, un dato di fatto, un'ipotesi per quel teorema che è la Creazione.
Così come non c'è un "prima della nascita del tempo finito", perché prima implica il tempo e non puoi usare una parola implicante il tempo per definire una realtà dove il tempo non c'è.
Termino con questa frase: "noi possiamo arrampicarci sulle spalle dei pensatori del passato per scorgere là dove loro non arrivavano". Un po' di autostima, suvvia!
Ciao


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Messaggio da leggereInviato: gio 11 ago 2011, 15:08 
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[quote="maxmerlino"]@kevin
Come volevasi dimostrare, le parole sono solo metafore e ti sei un po' incartato.
"l'inizio e la fine sono la stessa cosa [...] la fine è virtuale e l'inizio è reale"
Allora in che senso sono la stessa cosa?
il simbolo del serpente che si morde la coda, in realtà sarebbe l'inizio reale a metà virtuale ed alla fine ancora reale ma in modo diverso, con coscienza di s,t ed e

[quote="maxmerlino"]@
Finito e infinito non sono entità,
kevin
ne dobbiamo discutere un'altra volta perchè ciò una valanga di idee nuove su questo

[quote="maxmerlino"]@
Dietro a finito e infinito c'è sempre Coscienza.
kevin
non credo che sia così, penso che la coscienza e l'infinito siano sinonimi e che l'infinito comprende il finito e viceversa così come il bene ch'è l'evoluzione coscienziale comprende il male che poi non è male ma è il bene percepito male, noi trattiamo questo sogg da punti di vista differenti alternandoci, da un sotto-sistema inferiore della coscienza come il nostro universo sembra che l'inizio non ci sia come dici tu questo è vero, lo so, ma sono certo che si può andare oltre non in senso corporale ma coscienziale ed è per questo che insisto in questo senso, mi rifiuto di non scoprire più nulla perchè sono io che creo ciò che scopro!! :evil è questa la natura della coscienza, .
quindi senti questa obiezione o ipotesi che faccio a te ma anche a me stesso da tutti questi dialoghi: :DD
inizio e fine sono la stessa cosa, la coscienza è l'inizio della virtualità come tu steso hai detto, ma non ha inizio poichè la fine o la virtualità, ch'è poi la metà del ciclo, è solo una percezione di se stesso autocreata e temporanea, pensa ad essere la coscienza, un essere senza dimensioni e quindi senza possibilità di variazione, costui non s'identifica con l'universo, con le nostre emozioni pensieri e sentimenti tutto frutto del gioco della dualità fin qui è certo per entrambi, presuppongo,così come noi sentiamo le nostre cellule ma non ci identifichiamo in loro, la coscienza s'incarna in un corpo non per guardare dentro il corpo ma fuori, la coscienza s'incarna\crea un universo non per guardare dentro ma fuori è solo che soltanto da dentro il corpo può guardare fuori .

[quote="maxmerlino"]@re non ha senso dire che l'infinito (cioè la Coscienza) abbia avuto o meno un'origine, perché avere un'origine implica il tempo."La coscienza è l'inizio"

kevin
io non l'ho detto, però
potrebbe esistere un origine della coscienza su una dimensionalità tipo s, t o e ma differente ed a noi sconosciuta,
l'adimensionalità potrebbe essere una dimensionalità propria di qualcosa di più grande che noi non possiamo concepire per mancanza di softweare

[quote="maxmerlino"]@
Inoltre non ha senso dire che l'infinito (cioè la Coscienza) abbia avuto o meno un'origine, perché avere un'origine implica il tempo."La coscienza è l'inizio"
Se c'è inizio, c'è il tempo, quindi non si parla più di Coscienza. L'hai detto tu che è infinita e perciò non ha inizio.

kevin
infatti non cè scritto che la coscienza ha inizio ma che la coscienza è l'inizio della virtualità o ciò che le da inizio quindi dal punto di vista del nostro universo è l'inizio e tuttavia essa non ha inizio, non ci sono contraddizioni

[quote="maxmerlino"]@ e basta, un dato di fatto, un'ipotesi per quel teorema che è la Creazione.
Così come non c'è un "prima della nascita del tempo finito", perché prima implica il tempo e non puoi usare una parola implicante il tempo per definire una realtà dove il tempo non c'è.
kevin
no, non si potrebbe a meno che i due dialoganti sappiano pensare in modo a-temporale e sappiano riconosciere il sist. di riferimento a cui quella parola, pronunciata dalla controparte, è riferita, allora si farebbe un dialogo costruttivo, è per quello che ho scritto la realtà sistemica e la coerenza è ovvio che un testo che parla della coerenza dei termini e dei concetti si vada a scontrare proprio sulla sua coerenza, l'ho scritto apposta.

:woot complimenti notevole il tuo sistema di rifeimento a 5 principi(spazio,tempo,energia,materia,coscienza) anzichè a 4 dovremmo parlare di quello per chiarire questo, anch'io l'ho elaborato tuttavia non lo uso perchè rappresenta uno stadio evolutivo dell'universo, e della coscienza non ancora raggiunto e quindi di facile incomprensione con gli altri modelli a 4 elementi che il compito attuale sono più funzionali, esponi qualcosa su questo se ti va :woot

se la coscienza deve far esperienza delle dimensioni significa che prima di creare gli universi essa non aveva questa esperienza, e man mano che gli universi s'evolvono lei fa esperienza ,questo significa che grazie alla virtualità, la realtà, la coscienza cambia, diventa esperta e ciò implica una certa dimensionalità da parte della coscienza, non spaziale energetica o temporale ma esperienziale, una sorta di tempo esperienziale c'è, quindi la mia opinione è che, essendoci l'inizio e la fine di determinate esperienze, la coscienza di cui parliamo possa eventualmente non essere la coscienza prima la quale comunque dovrebbe mantenere le solite caratteristiche a-dimensionali
l'ho già detto ma penso seriamente che non si possa arrivare all'infinito ma ad infiniti mondi finiti in fondo sarebbe coerente poichè le infinite potenzialità della coscienza si sarebbero incarnate in infiniti universi finiti, rendendo quindi infinito il finito e superando infine i limiti esperienziali della coscienza la quale essendo sola è onnipotente ma impotente. :woot [cheerful.gif]


Ultima modifica di kevin il ven 12 ago 2011, 21:45, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggereInviato: gio 11 ago 2011, 15:34 
Kevin, ti chiedo gentilmente di modificare il tuo post aggiungendo un'adeguata punteggiatura e una corretta quotatura.
Altrimenti non si capisce niente e sembra che ti contraddici da solo da un post all'altro...


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Messaggio da leggereInviato: ven 12 ago 2011, 18:30 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
Messaggi: 71
scusa! hai ragione , volevo fare le citazioni dal tuo al mio testo ma sono incapace
per quanto riguarda l'inizio della sfera non esiste sullo stesso piano della sfera questo è relativamente reale, ma l'inizio della sfera non è da ricercare sulla sfera a-dimensionale, i sistemi sono tutti concatenati, la causa di un sistema inferiore sono gli effetti prodotti da un sistema superiore così come la causa dell'universo, della virtualità non esiste su questo stesso piano ma solo su un piano più elevato, che ci comprende poichè sappiamo che quella causa è l'esigenza evolutiva esperienziale della coscienza che quindi produce degli effetti che sono la causa dei sistemi ad essa inferiori e così via.
nell'ipotesi che si può avanzare in quest'ottica esiste l'inizio e la fine d'ogni cosa , anche della coscienza ch'è l'inizio e la fine di se stessa e quindi si crede eterna perchè non vede altro, come lo spirito ch'è dappertutto poichè è lui lo spazio, occupa tutto e c'è solo lui in quello spazio ma solo perchè non vede altro ,ma proprio per questo non esiste un inizio iniziale, e una fine finale ma solo infiniti limiti intermedi,
se fosse il contrario, non essendoci infiniti limiti, sarebbe esistito l'universo assoluto, la perfezione, che avrebbe impedito la variazione e quindi l'evoluzione della cocienza, mentre in questo modo l'imperfezione è la vera perfezione poichè permette l'eterna evoluzione


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