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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 17 dic 2011, 16:20 
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Iscritto il: mar 21 giu 2011, 11:28
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così si dice ma talvolta anima non è molto d'accordo... bisogna sostenerla con valide motivazioni altrimenti ti ignora, sebbene anima siamo noi... forse significa che sotto sotto siamo noi che intimamente non lo vogliamo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 17 dic 2011, 16:32 
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Iscritto il: mar 4 ott 2011, 13:33
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ma comunque a prescindere non ne vedo l'utilita'.. io sto gia' male di mio ora con sta societa' chissa' nel futuro.. sicuramente sara' sempre peggio


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 17 dic 2011, 16:35 
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si ma anche a prescindere la società c'è un ordine naturale delle cose, se non lo recepisce anima con la coscienza che ha chi lo recepisce? che poi vabbè per noi vale quel che vale perchè siamo alieni al pianeta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 17 dic 2011, 16:47 
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Iscritto il: mar 4 ott 2011, 13:33
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eppure c'e' chi e' in sintonia col pianeta pur essendo "alieno", credo che non sia "l'imprinting" a contare, ripeto io non so' se ho anima o meno pero' son comunque una persona molto sensibile
cioe' non e' che uno che non ha anima deve essere per forza meno sensibile di uno che ce l'ha.. poi bho dico ste cose perche' le sento non perche' ho fatto studi in merito quindi magari mi sbaglio


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 17 dic 2011, 17:00 
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Iscritto il: mar 21 giu 2011, 11:28
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non ho parlato di sensibilità e comunque non è un fatto di anima o meno, l'hai nominata tu anima ed io ho risposto.

comunque non ne vedo tanti in sintonia con l'ambiente, tranne forse alcuni aborigeni in australia, o se ce ne sono ancora gli abitanti originali dell'amazzonia. ed anche anche, perchè comunque tendono a vestirsi (anche se di poco comunque lo fanno), creare utensili per la caccia ecc... questo perchè il loro corpo non è in sintonia con la natura, c'è poco da dire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: dom 18 dic 2011, 3:45 
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Iscritto il: mer 19 nov 2008, 21:34
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Dire che noi siamo anima, è diventato un dogma...lo affermo senza cattiveria ma d'altronde molte persone presenti in questo forum ci sono arrivate perchè seguivano sia gli studi di Malanga che quelli di Luciano e degli altri collaboratori.
Malanga c'è arrivato tramite tutta l'enorme mole di lavoro fatta e gli sviluppi a seguito delle sue ricerche, ma rimane comunque l'esperienza di una persona e di coloro che seguono la sua metodica pur discostandosi da esso in quanto vogliono fare la loro esperienza.

Diversi mistici hanno detto che noi siamo CONSAPEVOLEZZA allo stato puro, il che è ben diverso dall'essere ANIMA...quest'ultima è solo una componente della coscienza/consapevolezza...anche se è quella che più ci s'avvicina, ne rimane una parte.

Non mi sento di venire da nessun tipo di cultura in particolare quindi prendo per buono sia quello che dicono i mistici che quello che dicono "Malanga e soci" che altri ricercatori...lo prendo per buono non perchè quello che dicono è giusto in ogni caso(altrimenti diverrei un credente di ogni forma di ricerca presente sulla faccia della Terra), ma perchè verificando col mio vissuto diverse fonti spesso anche antitetiche tra di loro, ho constatato una certa esattezza...ovviamente ogni individuo deve fare il suo percorso, così come io ho il mio, ognuno ha il suo.

La mia esperienza e la mia crescita personale mi dicono che effettivamente questa anima esiste ma che rimane comunque un "riflesso" di qualcosa di molto più profondo.
Malanga disse che la coscienza decise di specchiarsi per sapere che cosa fosse e che quindi creò la sua parte virtuale cioè tempo spazio ed energia...i mistici hanno detto(sintetizzo, anche perchè ne è lette di ogni) che la consapevolezza è il nulla infinito che si "contempla" allo specchio...pur essendo detto in modi diversi, fondamentalmente il succo rimane quello cioè che noi siamo CONSAPEVOLEZZA che fà esperienza e quindi crescita di sè stessa e che ha creato anima spirito e mente come mezzi per poter fare ciò.

Io dico che in parte mi ci vedo ma che non sopporto di doverlo riferire a parole perchè il vissuto è talmente intenso da non essere esprimibile a parole se non superficialmente.

Ritornando all'argomento della discussione ricollegandomi al discorso appena fatto, io non ho sentito la necessità di sostenere anima nell'intento di dirle "Oh senti un pochino, che ne dici di farmi vivere altri...chessò...10mila anni in questo corpo di carne?" anche perchè dentro di me questa sensazione di eternità c'è...non la sento ancora espressa ma c'è, ergo mi manca di comprendere ancora la capacità di trasformare questo corpo di carne in qualche cosa di più duraturo.

Ho come l'impressione che comunque ci stiamo focalizzando più sui termini che sul proprio vissuto...io mi rispecchio sia su quanto detto da Malanga che su quanto detto dai mistici anche perchè prim'ancora che conoscessi Malanga, avevo vissuto esperienze particolari(non sono addotto quindi niente a che vedere con le abduction e gli alieni) e successivamente compresi ciò che mi accadde leggendo ciò che riguardava alcuni risvegliati...Malanga ha un usato un approccio estremamente empirico basandosi su alcune metodologie di stampo occidentale e la MT orientale(e pensare che in India la MT è una tecnica come tante e molto simili tra di loro...lo yogi Mahesh ha avuto il "culo" di diventare famoso grazie ai Beatles :lol ) mentre altri usano pur sempre un approccio empirico ma basandosi su cose come la contemplazione oppure sulla meditazione(non intesa nell'accezione occidentale del termine...da noi è usata come USO DELLA MENTE, in oriente è l'USO DELLA NON-MENTE...la MT infatti usa molto la mente, ecco perchè ha avuto successo in occidente dato che siamo una cultura basata molto sulla mente).

Le vie per intraprendere l'immortalità fisica sono diverse e molte possono anche essere inglobate...personalmente preferisco iniziare dallo stato più denso della materia cioè il corpo stesso. Nel corso dei mesi mi stò riappropriando di una visione dell'alimentazione che anni fa avevo perso o comunque lasciato in disparte alla quale aggiungo l'esercizio fisico ed il superamento dei miei limiti fisici ed è qui che avviene una prima forma di consapevolezza del proprio potere perchè almeno per quanto mi riguarda, quando mi trovo in una situazione di estrema fatica fisica(non solo per l'allenamento fisico fine a sè stesso ma anche derivato dal lavoro come operaio o comunque facendo qualche attività extra-lavorativa dispendiosa) e dentro di me c'è una voce che grida BASTA FA' MALE TUTTO E NON CE LA FACCIO PIU', a quel punto inizio a spingere con ancora più intensità come se fossi posseduto...in questo caso la debolezza non riguarda il corpo ma la mente...una volta annullata la fatica, il corpo ne risente ma meno del previsto e quello che viene fuori è una enorme sorgente di energia prima pensavo di non avere....potrei andare avanti all'infinito aumentando l'intensità di volta in volta senza risentirne.

Nel corso degli anni e dei mesi ho verificato che almeno questa FERREA VOLONTA' di andare oltre ce l'ho e che è insita negli esseri umani più di quanto essi stessi pensano/credono.

Quando questa sorgente energetica trabocca come un impetuoso fiume in piena, iniziano a verificarsi fatti incredibili...s'iniziano a "vedere" eventi ancora non accaduti oppure che ci si rende conto che attiriamo a noi ciò che vogliamo con una velocità realmente assurda(come se dal momento di volerlo al momento di ottenerlo,passassero pochi istanti) oppure che si riesce quasi a leggere dentro ai pensieri o al cuore delle persone ecc ecc...tante straordinarie cose piccole e/o grandi che siano che ci spronano ad andare ancora oltre e verificare anche altre tecniche/metodologie di ricerca personale.

RIPETO...la volontà di agire è insita negli esseri umani quindi i mezzi ci sono...inutile rimandare.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: dom 18 dic 2011, 16:13 
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Rendersi conto solo ora che scrivere una cosa a notte fonda quando si è mezzi assonnati è delirante, non ha prezzo :lol ...per tutto il resto c'è la sintesi fatta a quest'ora:
dentro sento questa "fonte" che non contempla la morte, il fatto è che il fisico è di carne ed è la parte che più risente l'andare del tempo quindi se da una parte c'è una consapevolezza che è possibile mutare il proprio corpo con la volontà diretta oppure cambiando le proprio credenze(ho potuto verificarlo su diverse che,ma gaurda un pò, hanno iniziatoa verificarsi quando ho iniziato a dare loro importanza o comunque iniziando a parlarne di più) dall'altra c'è anche la consapevolezza che il corpo è solo un mezzo che, per quanto stupendo ed incredibile possa essere, rimane un MEZZO...anzi IL mezzo, quello che usiamo per crescere come individui.

D'altronde prim'ancora che l'essere umano sviluppi delle doti cognitive sul proprio il corpo, il corpo stesso ha già sviluppato milioni di programmi al suo interno come la riparazione dei tessuti, la capacità di sviluppare l'equilibrio, il ricambio cellulare ecc ecc quindi iniziare a comprendere prima di tutto il nostro corpo, può essere uno dei metodi di base per davvero andare avanti nel proprio percorso...non che sia l'unico metodo ma è quello più vicino a noi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: lun 19 dic 2011, 16:32 
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certo chiaramente hai ragione. io non la penso proprio come te ma è solo un punto di vista diverso, anche se ti dirò che anima stessa mi ha "minacciato" che vuole che io abbia piu cura del mio corpo. quindi come dire... le cose quadrano sempre, inutile ignorarle.

l'immortalità è un'altro paio di maniche comunque. personalmente dopo aver agito contro gli alieni ed i demoni o come si vogliano chiamare, ho perso il sentimento della paura verso qualsiasi cosa, morte compresa. questa cosa ha comportato cambiamenti nel modo di vedere le cose, tra cui il desiderio di sopravvivenza innato che hanno le persone, che in me sembra svanito.

in ogni caso il fatto che superare i propri limiti porti ad avere dei risultati sorprendenti non mi pare sia una cosa esageratamente fuori dal comune, ma va assolutamente accompagnata da uno stato d'animo ideale, in cui la volontà gioca un ruolo fondamentale. per me volontà=anima, aldilà del malanga pensiero, del quale sinceramente faccio uso solamente perchè ne ho verificato la bontà teorica sulla mia pelle.
per il resto non sono pratico di nessuna tecnica di nessun genere e quindi non posso ne confermarne ne confutarne la validità, ma posso dire che alcune cose come la cura del corpo e la chiaroveggenza sono piccoli doni che ho ricevuto dalla presa di coscienza della mia situazione di addotto, quindi non posso dire che siano fesserie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mar 20 dic 2011, 12:43 
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Capisco il tuo punto di vista perchè in parte l'ho vissuto...la mia prima vera esperienza "mistica" l'ho avuta a 14 anni quando, non sò per quale motivo, mi guardai intensamente allo specchio ed ebbi un distacco, mi disidentificai dal corpo vanificando il rumore di fondo della mente...ero stordito ma non mi sentivo più il corpo...esperienza a dir poco assurda che mi fece comprendere diverse cose sul fatto che il corpo era solo un mezzo, ma avevo 14 anni e gli ormoni avevano sostituito la capacità cognitiva :lol

Anni più tardi compresi che questa immensa fonte energetica è presente...lavoravo come cantiniere e durante il periodo della vendemmia si lavora quasi 7 giorni su 7 con una media di 10 o più ore quasi consecutivamente per diverse settimane di fila.
Ero stanco a fine giornata? TUTT'ALTRO...stavo bene, mi sentivo sempre allegro, avevo sempre la testa sgombra da pensieri tant'è che quando tornavo a casa la sera pensavo di crollare a letto invece mi facevo una doccia, mangiavo ed uscivo di nuovo a divertirmi...tornavo poi a casa, dormivo poche ore ma la mattina ero più fresco della sera, come se il recupero della fatica non ci fosse stata perchè NON C'ERA ALCUNA FATICA.
Scoprii solo diversi anni dopo che questa cosa è presente in diverse scuole mistiche tra cui quella di Gurdjieff.

Le mie esperienze inizialmente non sono mai volute ma sono talmente intense che rimango col punto interrogativo dentro di me sino a quando, per pura sincronicità, ne vengo a conoscenza in modo quasi scientifico.

Il concetto di anima e spirito li ho compresi solo quando 3 anni fa Luciano me ne parlò in base agli studi di Malanga, perchè siceramente di anima e spirito me n'è sempre fregato il giusto.
O meglio, me n'è importato dal momento stesso in cui seppi che c'erano, ma sino ad allora quello che contava per me era la conoscenza di quello che avevo dentro senza dare tanto credito ai termini...per me l'importante era scoprire il POTERE, la PRESENZA(od OSSERVATORE, tanto citato dai mistici di tutti i tempi) e la VOLONTA'...tutti e 3 strettamente collegati come se fossero la stessa cosa...e magari lo sono sempre stati ma io li vedevo come 3 diverse funzioni che agivano assieme.
Col tempo ho compreso che queste cose avevano un collegamento con gli studi di Malanga.

Sull'immortalità fisica anni fa mi venne un dubbio...sapevo che c'erano queste leggende in Cina di esseri di carne che avevano reso il corpo duraturo nei secoli, gli SHIEN o SAGGI IMMORTALI, ma mi chiedevo che cosa mi sarebbe accaduto se in un determinato futuro, avessi reso il mio corpo immortale...la domanda che mi facevo era:
è bene che io diventi immortale vedendo la gente attorno a me morire di vecchiaia e/o malattia oppure lascio perdere l'immortalità e rimango nel "gruppo", me la godo e muoio come tutti gli altri?

Negli anni ho avuto una mezza risposta, cioè di scegliere una via di mezzo perchè ciò che importa sono io che interagisce anche con gli altri.

Io faccio il mio percorso, tutto il resto stà venendo e verrà da sè.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: lun 26 dic 2011, 14:59 
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E il problema di vivere in eterno da un punto di vista legale no? Pensate di prendere una pensione in eterno? O di lavorare in eterno?! O che si fideranno della vostra identità al comune? Non farsi scoprire sarebbe importante e (a meno di non far parte di una comunità ,ma suona cinematografico...) questo avverrebbe al costo di ogni proprietà...sarebbero cavoli di non poco conto. O vi mettereste a fare i santoni ? Come minimo attirereste le attenzioni di poteri occulti militari e farmaceutici....e oggi come oggi non è più possibile neppure mettersi a fare i pellegrini come nei telefilm anni 70 ( Hulk,ecc)
Personalmente sto film me lo faccio ogni tanto...Per ora invecchio lentamente e bene indi la teoria della connessione mente - dna la prendo x buona,ma...e il ma è bello grosso....CHI HA VOGLIA DI ESSERE SE STESSO IN ETERNO? Gli alieni? Io no di certo,cambiare è la vera libertà,e tanto meglio se l anima si porta con sè la saggezza dell esperienza MA NON la personalità (e le sue miserie). E poi uno prima di cristallizzare qualcosa in eterno meglio sappia se gli conviene davvero - infondo,ogni scimmiotto è bello a mamma sua!
Comunque....ne resterà solo uno...e si ammazzerà di seghe (seghe si può scrivere?)!


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: lun 26 dic 2011, 16:01 
lavorare o prendere la pensione in eterno, e poi chissà che succede quando rinnovi la carta di identità nel 2845 e hai l'aspetto di un 25-enne....ahahhahahhaha

Vabbè tanto vivere veramente in eterno in un corpo fisico è impossibile alla fine, senza contare che l'umanità si sta palesemente autodistruggendo e personalmente non credo che tra 1000 anni ci saranno ancora uomini sulla Terra.


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mar 27 dic 2011, 1:03 
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L'immortalità fisica credo corrisponda alla morte dell'evoluzione interiore. Penso che se non ci fosse la natura a costringerci ad andare avanti, forse noi avanti non ci andremmo mai, per vari motivi; il primo è la paura stessa di cambiare, la morte è un cambiamento, è il finire di una cosa per dare inizio ad una nuova. E allora tanto meglio secondo me che si invecchi e si muoia. Così non ci si arroccherà mai. Per quanto riguarda il rapporto di un possibile immortale con gli altri, se una persona cominciasse a non soffrire mai il freddo o la fame, se non si facesse ogni tanto qualche taglio e restasse sempre al sicuro in una sfera di cristallo, sempre uguale, allora perderebbe il contatto con la realtà degli altri e diverrebbe inevitabilmente pauroso proprio vedendosi così diverso dagli altri e portatore di qualcosa di unico, li odierebbe e gli altri magari odierebbero lui per invidia se lo scoprissero. Un casino... . Poi il corpo umano non è fatto per durare, giusto il tempo di capirci poco e si muore. Alla fine lo si può curare per farlo durare di più, ma comunque la qualità della vita prima di tutto, dev'essere buona e ci devono sempre essere degli obbiettivi nuovi, stimolanti.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mar 27 dic 2011, 11:51 
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Per il mio punto di vista la cosa migliore sarebbe quella di vivere in un corpo di carne quanto ci pare poi una volta che abbiamo compreso il nostro percorso e ci siamo un pò stancati di stare qui, lo si lascia per andare "altrove".

@ARIA...in realtà il corpo umano può durare e non sono io a dirlo ma le diverse scoperte scientifiche nel corso dei decenni(io prendo sempre a riferimento l'esperimento delle cellule epicardiche di pollo condotto da Alexis Carrel tra l'inizio della 1a e la quasi fine della 2a guerra mondiale)...viene affermato che il corpo sostiene la vita...e poi il corpo non rimane mai lo stesso per più di 7 anni(c'è chi afferma 10 anni) in quanto ogni cellula viene sostituita,quindi una persona che ha 28 anni ha cambiato ben 4 volte il proprio corpo e non se n'è nemmeno accorto.
Il corpo reagisce ai nostri pensieri quindi se pensiamo di morire ad una certa età in quanto campare oltre quel periodo è innaturale, moriremo a quell'età.
Non mi dilungo in discussioni moraliste,filosofiche e/o scientifiche ma quello che ho scritto precedentemente penso possa essere accettato almeno in parte...se è vero che anima si reincarna fino a quando ha compreso il suo percorso in questo "piano dell'esistenza",allora riuscire almeno a prolungare il proprio percorso dentro ad un singolo corpo può evitare cose come morire e ricominciare quasi da capo.
Poi,ripeto,ognuno la pensa ma soprattutto la vive come vuole.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mar 27 dic 2011, 14:06 
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@G-chan -L'idea di vivere in un corpo di carne quanto ci pare e poi lasciarlo per andare altrove quando ci siamo stanchati, è secondo me un'idea che ha un senso. Però guardiamo la cosa in un altro modo. Ammettiamo che un uomo abbia gli strumenti per vivere tantissimi anni più del consueto. Qualunque esperienza farà, credo che col tempo si abituerà a vivere in quel corpo, in quello stato (stato percettivo anche) e nella possibilità di scegliere se vivere o morire penso che si potrebbe trovare davanti a un vicolo cieco, perchè si potrebbe domandare: io perchè devo finire quest'esperienza per cominciarne un'altra se non so cosa mi aspetta magari fra qualche tempo, magari un'esperienza importante? Nella speranza che in questo corpo vivo egli possa fare un'esperienza importante in un futuro(sempre che ormai sia quello il suo obbiettivo e non prolungare la vita stessa), sono convinto che rinvierebbe sempre la morte(la mia paura è sempre questa). Alla fine per smuoverlo non ci si potrebbe mettere nessuno. Penso a me per fare un esempio(non so se vale per tutti questo): se io in una vita precedente avessi potuto allungare la mia esistenza, magari oggi sarei un vecchio di 400 anni e non avrei fatto l'esperienza che ho fatto ora e se ho potuto fare quest'esperienza è stato anche grazie alla mia giovinezza e non del corpo ma della mente, che solo da giovane è elastica, fresca, pronta a cambiare idee(non dico che invecchi automaticamente la mente ma se non la si allena a cose nuove allora si che invecchia e le cose nuove, invecchiando il corpo e radicando le abitudini, scarseggiano). Vivere a lungo ha un senso solo se poi alla fine capisci la verità del mondo in cui vivi, cioè che è fittizzio, che non si è ciò che si credeva di essere, bisogna ricordarsi chi si è. Ma se uno non lo capisce forse bisogna un attimo cambiare prospettiva, ricominciare da capo, perchè qualcosa non va nel modo di cercare o nella condizione in cui si cerca. Giustamente chiunque adesso potrebbe dire: "Si ma io ora so bene o male chi sono, quindi voglio continuare su questa strada la ricerca e se muoio devo ricominciare da capo". Questo è molto sensato. Ricominciare è come scommettere, ma se ogni volta non si fosse ripartiti non saremmo qui e viceversa magari vicino alla soluzione qualcuno è morto. E' un discorso tremendo questo.
Comunque voglio dire un'altra cosa. "Se c'è la nebbia non si vede(la nebbia)" (Totò) nel senso che: se io ho coscienza d'essere mente, spirito e anima allora vivo credendo d'essere in questa virtualità quelle tre cose reali, quindi se ragiono secondo mente allora penso che il corpo è naturale che invecchi ed egli invecchia perchè segue delle regole (della virtualità) che mente reputa reali nella sua visione; in questo caso invecchiare è inevitabile (per vivere a lungo devo comunque cercare un modo che segue le regole della virtualità), ma anche seguire tutte le regole del virtuale è inevitabile. Se invece io ho coscienza di essere IO, io sono io, io non sono mente, non spirito e non anima, io sono io e mi accorgo che è tutto finto (l'esistenza stessa di queste tre entità separate), allora forse potrei io stesso da fuori della virtualità decidere nella virtualità d'essere immortale, "cosa potrebbe impedirlo? E' virtuale! E io ormai lo vedo da fuori". Ma se sono arrivato a tanto allora non ha più senso vivere un tempo lunghissimo nella virtualità (ecco che si muore comunque), a quel punto ha senso solo concludere quella vita normalmente e poi uscirne fuori per sempre, andare nel reale che è un'altra cosa. Altrimenti si potrebbe restare per farlo vedere agli altri che forse è ancora più importante.
Penso d'essermi dilungato abbastanza :) forse sono impazzito
Tornando coi piedi per terra ti dico che quest'esperimento che hai citato è molto interessante. Purtroppo qualcuno dovrebbe continuare questi studi, se uno volesse vivere a lungo ha il diritto di fare ciò che vuole. Scusate la lunghezza. ^_^'

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mer 28 dic 2011, 1:52 
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Hai ragione anche te,infatti l'unica differenza la può fare la consapevolezza che ha la persona del proprio corpo...ci si abitua solitamente ad una cosa che non evolve e non muta,ma ci sono innumerevoli "fattori" dentro al corpo umano non ancora completamente esplorati dall'essere umano o magari sperimentato da pochi.
Alcuni esempi possono essere i seguenti:
-fino ad ora sono stati classificati una cosa come 500 ormoni diversi secreti dall'organismo ma ne esistono altri 400 non ancora compresi se non per effetti o i cui effetti sono ancora poco chiari...cosa accade se vengono usati tutti assieme?;
-si usa solo una piccola % del potenziale del nostro cervello...che cosa succede se sfruttiamo un potenziale superiore?;
-viene sempre detto che il corpo umano sviluppa una prima dentizione(quella da latte) ed una seconda dentizione che rimarrà tale fino alla fine dei giorni e che fanno la fortuna dei dentisti...eppure anni fa lessi di una ricerca condotta sugli ultra centenari a cui erano state fatte delle visite e delle radiografie nelle quali compariva una terza dentizione in formazione...oltretutto ci sono altri studi che affermano che nella mascella esiste una ghiandola atrofizzata che sarebbe in grado di rigenerare senza sosta i denti danneggiati,esattamente come accade negli squali;
-la vista...siamo stati convinti dalla scienza medica che un occhio sano ha 10 decimi di vista,eppure quel calcolo fu fatto usando un occhio di un morto e non certo l'occhio di una persona viva...conosco una persona che ha circa 13-14 decimi per occhio...secondo alcuni studi,nell'età della pietra quando l'essere umano andava a cacciare,era dotato di una vista assai superiore al normale,cioè circa 30 decimi,con la possibilità di vedere una preda come un coniglio anche a 400-500 metri di distanza con nitidezza...attualmente ci sono diversi metodi per assestare la vista e migliorarla(occhiali a fori stenopeici ed il metodo Bates,giusto per dire quelli più usati)...non mi spiacerebbe poter usare una vista tanto potente sulla lunga distanza e magari anche in una notte senza luna;
-ecc ecc

Se solo si potesse comprendere che il corpo è un mezzo a cui fare il tagliando,la revisione e magari anche qualche "tamarrata" in pieno stile tuning :lol (non intendo l'uso di tecnologie non biologiche da inserirci),si potrebbe interagire con l'universo in modo sempre nuovo senza mai considerarlo un mero ammasso di 75-150 milioni di miliardi di cellule e niente più.

Molti mistici della storia hanno amato il corpo...ad esempio Gautama il Budda visse 29 anni nell'agiatezza più totale(era un principe) ed i successivi 12 anni nell'ascetismo più completo(lasciando sua moglie ed il figlio appena nato da soli)dove fece lunghissimi digiuni,vestì pochi stracci,seduto sotto al sole ecc ecc ma solo quando comprese che l'unica via era quella che stava nel mezzo,dette molta importanza al corpo fisico trattandolo come non lo aveva mai trattato prima...e lì accadde il risveglio.
Nel suo stesso periodo c'era però un altro mistico,tale Mahavira,24° ed ultimo tirthankara(il vittorioso) del Giainismo,che trattò il corpo con poco rispetto facendo digiuni estremamente lunghi(Mahavira e Gautama si confrontarono per mesi perchè volevano essere entrambe l'ultimo tirthankara...solo che Mahavira era già in età avanzata ed aveva parecchi discepoli mentre Gautama era giovane e poche persone al suo seguito) e vivendo nella più totale povertà.

I maestri ed i monaci zen hanno sempre portato profonda riverenza verso il corpo...idem per diversi gruppi cristiani.
Io ho sempre sentito dire da diversi fonti che il corpo è il tempio dell'anima...sarebbe quindi bello visitare un tempio in rovina sperando di trovarci "dio"(o chi per esso ne fà le veci)? non penso proprio.

Quanto più conosco il corpo umano,quanto più rimango affascinato...non ci vedo niente di sbagliato a fare infinite esperienze dentro ad un corpo in costante evoluzione che non rimane mai lo stesso.

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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mer 28 dic 2011, 11:05 
Citazione
Io ho sempre sentito dire da diversi fonti che il corpo è il tempio dell'anima...sarebbe quindi bello visitare un tempio in rovina sperando di trovarci "dio"(o chi per esso ne fà le veci)? non penso proprio.



E qui secondo me sta il nocciolo del problema. Dimentichiamo sempre più spesso che sentire veramente il proprio corpo equivale ad entrare in contatto con la parte più autentica di noi stessi. Delle volte sento come se potessi esplorare ogni singola cellula che mi compone, come se potessi "parlare" con queste piccole operaie che mi amano e che rinnovano continuamente il mio stato di salute.
Il corpo è l'involucro, ma anche il mezzo che abbiamo per capire...esso ci definisce nello spazio, ma allo stesso tempo ci separa illusoriamente da tutto il resto. Sta a noi capire dove finisce l'illusione, ma quella è una strada davvero lunga da attraversare...siamo solo all'inizio di un percorso conoscitivo e per questo a mio avviso sarebbe importante prolungare le proprie esperienze in un solo contenitore, in modo da poter esplorare il più a lungo possibile ogni sfaccettatura dell'essere.
Anima, secondo me, se trova stimolante procedere con un solo contenitore, prolunga il suo compito di acquisizione di informazioni e si "aggancia" sempre di più al suo strumento esplorativo. L'unico mezzo credo per poter aderire bene con la coscienza che si fa uomo è quello di rinnovarsi continuamente senza cristallizzazioni, scoprendosi sempre curiosi di arrivare a nuove mete. ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: mer 28 dic 2011, 23:33 
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Iscritto il: mar 20 dic 2011, 0:47
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A proposito di prendersi cura del proprio corpo, non dormo da due giorni e ho un martello in testa che batte :S Comunque questa serie di cose che hai elencato G-chan sono molto interessanti (magari ci ricrescesse la dentatura, addio dentista e dolori annessi [cheerful.gif] , lo so è la cosa più banale fra tutte quelle elencate ma io odio i trapaniii ), personalmente sapevo del cervello umano che è bloccato in gran parte ma il resto l'ignoravo. Sono d'accordo con te, neanche io ci vedo niente di male a fare svariate esperienze dentro un corpo in mutamento. Ciò che a me preoccupava credo che tu l'abbia capito.
Concordo sull'idea che ci si deve prendere cura del corpo. In effetti per fare determinate esperienze bisogna trattarlo bene. Però sul fatto che il corpo sia il tempio dell'anima credo che la cosa possa essere soggettiva. Si ci potrebbe mettere a discutere sulla domanda: "E' proprio vero che il corpo è il tempio dell'anima?". E' anche vera la frase di alroc68
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Il corpo è l'involucro, ma anche il mezzo che abbiamo per capire

A furia di rifletterci su mi sto confondendo :shy . Vado a dormire...finalmente!

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Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile.
Nel combattimento solo l'aria mi può fermare, ci siamo solo io e lei, il mio avversario non esiste.
(Bruce Lee)
Il tuo più grande avversario sarai sempre tu stesso. Non mollare mai!


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: gio 29 dic 2011, 3:18 
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Iscritto il: lun 19 dic 2011, 1:47
Messaggi: 206
Località: teramo
Penso sia la ricerca fatta su cellule staminali (giocando col dna e le sue combinazioni x carpirne i segreti) la strada che porterà (io penso RIporterà) al raggiungimento della massima aspettativa di vita (no malattie congenite,possibilità di clonare i propri organi, ecc.) Ma mi vengono subito in mente due film : Gattaca e Fuga da Los Angeles.
Ma volevo spostare il problema :
- Fin da piccoli ci educano a far cattivo uso del nostro potenziale mentale,da generazioni (e già questo apre diverse prospettive)
- Viviamo su un pianeta dalla forte gravità,dove le forme di vita sono stabili nel loro aspetto; in altri piani si è meno vincolati;
- Seguendo la teoria dell uomo quale trappola animica, siamo sicuri che ci convenga che trovino il modo per legarci qui più a lungo?
Comunque sia...io non ho fretta ;-)


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 21 gen 2012, 5:56 
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Iscritto il: mar 26 lug 2011, 23:49
Messaggi: 71
l'immortalità fisica diviene possibile dopo aver superato le prime quattro espansioni di coscienza relative all' essere umano animico terrestre, il mandala tibetano dei tre mondi rappresenta prorpio la via che l'uomo deve percorrere per giungere alla coscienza(il 4 mondo che comprende gli altri 3), i tre mondi sono spazio tempo ed energia, sono 3 sistemi fisici intrecciati ed hanno il loro corrispettivo nelle prime 3 iniziazioni in cui l'autodidatta esperisce prorpio il controllo su quelle dimensioni del suo essere anche se nella sua mente hanno un nome diverso (mente,spirito anima), quando ha fatto questo manifesta un' intelligienza portentosa ed una sicurezza nelle proprie capacità incrollabile, tuttavia gli manca ancora uno stadio per giungere al quarto e diventare un maestro di saggezza, nella quarta espasione di coscienza dovrà controllare tutte e cinque le parti del suo essere, l'anima la mente lo spirito il corpo e la coscienza in modo che si fondano in una monade.
a quel punto l'evoluzione dell'essere su questo piano di realtà è finita, la sua coscienza ha coscienza di t,s,e,materia, l'uomo non è più vincolato ad incarnarsi visto che il suo apprendimento di sposta altrove tuttavia per motivi puramente altruistici, all'occorrenza è in grado di crearsi un corpo all'istante già adulto e con caratteristiche fisiche conformi alla missione da compiere.


uno così evoluto è impossibile da decapitare sia per l'estremo controllo che ha sul corpo e sia perchè è impossibile prenderlo alla sprovvista
un'essere di questo calibro non morirebbe se investito da una bomba atomica poichè avendo egli il pieno controllo di s,t,e,materia
si di lui l'esplosione non avrebbe effetto alcuno.
tuttavia egli ha raggiunto un punto in cui non ha più bisogno di un corpo quindi perchè dovrebbe sottostare ai suoi limiti se può superarli?
e non pensare che questi siano lontani anni luce nell'evoluzione rispetto a noi, se vuoi un esempio lo stimatissimo malanga che ne sia consapevole o no è un iniziato di 3 grado ed infatti dice sempre che non vuole più reincarnarsi.
in giro c'è pieno di persone al 2 stadio, esse ne sono completamente inconsapevoli ed è un bene tuttavia noto che parecchi li si fermano ed è un male perchè a quel livello si è ancora preda della dualità e quindi del sistema vigente;
uno evoluto piò fare piu bene ma anche più danni....ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Immortalità fisica
Messaggio da leggereInviato: sab 21 gen 2012, 13:57 
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Iscritto il: lun 25 lug 2011, 20:19
Messaggi: 343
Citazione
uno così evoluto è impossibile da decapitare sia per l'estremo controllo che ha sul corpo e sia perchè è impossibile prenderlo alla sprovvista
un'essere di questo calibro non morirebbe se investito da una bomba atomica poichè avendo egli il pieno controllo di s,t,e,materia
si di lui l'esplosione non avrebbe effetto alcuno.

Vedo che non usi il condizionale, interessante
Edit: cioè come fai a dire certe cose... nemmeno Toki, fratello di Raul è riuscito a sopravvivere alle radiazioni....


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