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Messaggio da leggereInviato: ven 19 set 2014, 15:16 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
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Ho appena visto una ,chiamiamola ,regressione investigativa sulla reincarnazione. Ovvero il soggetto ,evidentemente con le caratteristiche idonee,si prestava ad aiutare l'ipnotizzatore o ipnotista ad indagare sul perchè e sul come funziona il meccanismo della reincarnazione. La farò molto breve: ne veniva fuori che una volta arrivati in questo posto dove si finisce un ciclo e se ne comincia un altro,questo soggetto veniva affiancato da una persona anziana e molto disponibile che la accompagnava e rispondeva alle sue domande.Ad un certo punto questo ''accompagnatore'' dice al soggetto che c'era già stata un'altra persona prima di lei ad investigare mandata dallo stesso ipnot.ma che gli aveva dato indicazioni sbagliate ed all'istante cambia lo scenario diventa tutto buio e l'anziano buono si trasforma , qualcosa o qualcuno nel buio graffia il soggetto.
Insomma da quello che viene fuori da questa ed altre testimonianze è che questo ciclo siamo come costretti a farlo per il comodo di qualcuno.Mi veniva in mente l'UP che dice che le anime sono sue e le rivuole.Quindi siamo vettori che gli portano a spasso le sue anime a fare esperienze e poi glie le riportiamo?
Verrebbe da pensare che se uno al momento giusto potesse veramente ,liberamente scegliere preferirebbe smettere.E magari smettere anche all'istante. Ma è difficile smettere all'istante perchè ci sono troppe cose che ci legano qua,per esempio gli affetti,le nostre passioni,la nostra curiosità insomma tutte cose che in parole povere potremmo dire che ci ''RIEMPONO l'ANIMA''.
Tempo fa lessi una cosa che mi colpì molto:se stai chiuso in una gabbia o in una galera è sbagliatissimo appassionarsi a qualcosa come magari una pianta in un vaso o una bestiola perchè una volta che uno dovesse poter lasciare questa prigionia potrebbe essere tentato di non lasciare questa fonte di affetto .
Concludendo il mio dubbio ,alla luce di quanto esposto è questo:non è che l'anima, o quella cosa che si spaccia per tale, non sia in realtà una trappola? O usata come tale per tenerci legati in questa vita fisica per svolgere il nostro dovere?


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Messaggio da leggereInviato: sab 20 set 2014, 23:46 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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Mi sembra una domanda legittima. A dirla tutta, molti ricercatori soprattutto all'inizio hanno pensato che anima stessa fosse un parassita.
Se così fosse, però, cerchiamo di ragionarci su... quando in ipnosi si parla con anima, le si chiede se vuole distruggere i vari microchip, parassiti, collegamenti con UP ecc... anima fa "qualcosa", e il soggetto dopo tale operazione sembra effettivamente "guarito", almeno finchè non viene attaccato di nuovo dai soliti... ma certo quello di rifare tutto daccapo non è qualcosa che loro gradiscono. Successivamente anima sembra proprio voler aiutare l'addotto e difenderlo dalle interferenze, tanto per dirne una lo avvisa nei momenti di pericolo, o addirittura in casi estremi "attacca" gli aggressori anche se solo per intimidirli. Dunque se anima è uno strumento degli alieni o di UP perchè va contro i loro interessi?
Altro dato... gli alieni sembrano interessati agli addotti quando la loro anima è fruibile. Infatti in ipnosi si verifica che, quando durante le abduzioni l'addotto afferma di essere fuori dal corpo (ovvero l'anima esce dal contenitore), gli alieni risultano infastiditi o incapaci di svolgere le loro operazioni (es. : frullare l'anima nei cilindri di vetro per inserirla momentaneamente nel corpo di un alieno). Altre prove sembrerebbero confermare che gli alieni sono interessati all'anima, anche UP nelle sue interferenze quando inizia a incontrare le prime resistenze ne mostra un interesse quasi morboso. Perchè dunque essere interessati a quello che sarebbe "solo" un fastidioso parassita, o trappola come vogliamo chiamarla?

Aggiungo... anima non è semplicemente qualcosa che sta dentro di noi per i fatti suoi, quando agisce (per esempio, in un OBE fuori dal corpo) noi sentiamo-agiamo-pensiamo attraverso di lei, siamo lei, questa cosa è abbastanza chiara.
Poi beh... certezze in questo campo non esistono, però queste considerazioni mi spingono a credere che anima non sia una trappola... al massimo, è possibile che loro si approfittino di una indole che ci è naturale, quella degli affetti. Dopotutto è un sentimento che provano anche gli umani senz'anima.


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Messaggio da leggereInviato: dom 21 set 2014, 21:19 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
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Si hai ragione,infatti io ipotizzavo il fatto che noi chiamiamo Anima qualcosa che è altro,magari l'IO o EGO.
Stiamo al gioco delle reincarnazioni perchè lo vuole anima o perchè ci piaciono i piaceri terreni? O Perchè?
Se anima non vuole stare più a questo gioco perchè non ci spinge a smetterlo?Perchè non si esprime dicendo che vuole smettere?In ipnosi alcune dicono che si sono scocciate,ma non tutte.Quando si dice che siamo qui per fare esperienze,chi le deve fare,anima o noi come coscienza?


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Messaggio da leggereInviato: dom 21 set 2014, 22:04 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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Citazione (lametta63)
?
Perchè non si esprime dicendo che vuole smettere?


Ciao. Se fai attenzione esistono molte persone che non vivono la loro vita facendo scelte indipendenti ma si lasciano trasportare dagli eventi o peggio manipolare dalle persone. Lo fanno per pigrizia, per debolezza di carattere, per compiacere gli altri, per tanti motivi. Quando anima non si autodetermina e non sceglie per se, lo fa qualcun altro.


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Messaggio da leggereInviato: mar 23 set 2014, 9:39 
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Iscritto il: mer 10 set 2014, 9:34
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Ciao Lametta63 :)

Citazione
non è che l'anima, o quella cosa che si spaccia per tale, non sia in realtà una trappola? O usata come tale per tenerci legati in questa vita fisica per svolgere il nostro dovere?


Magari mi sbaglio, ma mi sono fatto un'idea sulle questioni che tu hai sollevato.

Ormai lo sapete che penso che l'Anima sia una forma di energia, ma l'energia può essere controllata e gestita (lo facciamo anche noi con l'energia elettrica, per esempio), e quindi ci deve essere un sistema che ci tiene "attaccati" qui.

Questa è una prigione, e le sbarre più potenti di questa prigione, secondo me, sono le nostre emozioni.

Le emozioni: vogliamo chiamarle energia elettromagnetica?
Proprio come una calamita ci tengono legati ad altre persone, luoghi, fatti, situazioni da risolvere... Il karma stesso fa perno su queste cose per giustificare il suo riequilibrio.
Non pensate che io sia cinico, cerco solo di analizzare oggettivamente la situazione.

Il tipo di emozioni che proviamo dipende, secondo me, dalla nostra stessa natura: il fatto di essere dei mammiferi. Il nostro concepimento, la nostra gestazione, fino al momento della nascita, avvengono in un contesto di calore, nutrimento, protezione, contatto fisico costante con qualcosa/qualcuno di "più grande", che si prende cura di noi.

Al momento della nascita, che è il più grosso trauma della vita, tutto questo ci viene bruscamente strappato, e passiamo tutta la vita a cercare di ricreare qualcosa che sia il più simile possibile a quello stato iniziale da cui la nascita ci ha tolti.

Da qui nascono gli attaccamenti emotivi, la ricerca di sicurezze, di qualcuno a cui appoggiarci o che sia presente per ciascuno di noi (con tanto di gelosie, possessività e paura di perdere di nuovo ciò che magari siamo davvero riusciti a costruirci con tanta fatica).

Sono ormai abbastanza certo che sia così, ma questo comporta un "problemuccio". L'unica cosa per cui valga la pena vivere qui sono proprio i nostri sentimenti, gli affetti più cari... Ma se tutto questo è una trappola che ci tiene imprigionati, cosa c'è "di là" per cui valga la pena "vivere"?

Io SONO SICURO che c'è qualcosa, o meglio TUTTO, per cui valga la pena fare esperienza, ma purtroppo siamo "tarati" (DNA) per non essere in grado di "sintonizzarci" su questo qualcosa. Se solo avessimo la benché minima idea di tutto ciò che c'è "là fuori", fuggiremmo via in men che non si dica da qui: non ci sarebbero sbarre abbastanza forti!!!

Voi che ne pensate? ;P


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Messaggio da leggereInviato: mar 23 set 2014, 15:55 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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Citazione (Giocherellone)
cosa c'è "di là" per cui valga la pena "vivere"?

Dovremmo esser liberi di scegliere a prescindere da cosa ci sia. Comunque molto spesso la prigione ce la creiamo "noi" quando diamo troppa importanza ai limiti che ci impongono gli altri... quando poi prendi in mano la tua vita diventa più bella, e vale quasi sempre la pena di vivere. Va bene sperare in un futuro migliore, ma senza trascurare il presente... se poi uno dice "ma tanto qui è una me*da non vale neanche la pena provare" allora si rischia di perdersi qualcosa... ora c'è "l'adesso" che (come ha detto qualcuno :) ) è comunque un "dono" e bisogna sfruttarlo, il futuro potrebbe essere qualsiasi cosa nel bene e nel male.


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Messaggio da leggereInviato: mar 23 set 2014, 22:50 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
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Si Giocherellone,mi sembra di capire che anche tu ti faccia le mie stesse domande.
Certamente vale la pena vivere in questa realtà ,magari cercando di migliorarla un po'.
Ma il punto che vorrei sottolineare è che voler restare per il piacere della curiosità,della scoperta e non perchè legati da ''doveri '' affettivi o perchè persi in chissà quale menata.Per esempio comincio a chiedermi se certe mie passioni sia veramente il caso di portarle avanti oppure no.Il grosso amore che si può provare per un figlio può prendere la forma di un ''dovere'',un compito più che un piacere puro.
Nessuno penserebbe mai di abbandonare una persona amata.Non vorrei credere che per essere LIBERI bisogni essere staccato da cicchessia.
Forse l'amore verso qualcuno è una fregatura camuffata,nel senso che l'unico vero amore dovrebbe essere quello per tutto e tutti indistintamente,senza distinsioni.Non posso pensare di amare uno sconosciuto quanto amo mia figlia.E' questo esempio quell'ipotetica trappola in cui si casca? Come possiamo pensare di non amare qualcuno più di altri?
Cioè da quello che ho capito anima dovrebbe amare ogni forma vivente senza distinzioni,invece noi riversiamo il nostro amore solo verso alcuni.GIUSEPPE tu dici che le prigioni ce le creiamo noi,Questo potrebbe essere un esempio?
Sto dicendo questo nel modo più asciutto , meno emotivo possibile sperando di poter spiegare quello che sento.


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Messaggio da leggereInviato: mer 24 set 2014, 1:28 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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Ciao Lametta, ho capito bene quello di cui tu parli. Diciamo che la mia era una risposta più per l'utente Giocherellone, perchè in altri post mi ha fatto capire come per lui (e senza neanche tutti i torti) la vita sia solo come una "dolorosa fatica" nella speranza di una più felice esistenza "dopo"... ecco io penso che sia importante cambiare questo modo di vedere le cose perchè così ci si perde il presente in funzione di qualcosa che ancora non esiste.

Questo mondo da tanta sofferenza, ma anche l'amore e le passioni di cui parlate... quelle tanto forti da lasciarvi legati a questo mondo... ormai su questo pianeta ci siete quindi tanto vale la pena di viverle appieno.

Riguardo il fatto della prigione io concordo ed ho capito tutto... ciò che hai amato ha qui le sue radici e quindi non riesci a lasciarlo... beh sai a volte penso che magari se sono ancora qui è perchè qualcuno ha bisogno di me. Parlo della possibilità di aprire gli occhi a quante più persone possibili, perchè spesso mi guardo intorno e vedo solo zombie. Non dico necessariamente di dover spiegare tutto quanto su anima e correlato ci sia da sapere, ti faccio un esempio... ti è mai capitato di parlare con una persona e fargli notare quanto siano belle le stelle di notte, e di quello che provi quando pensi all'immensità che ci separa da loro e all'infinito che ci sovrasta... o a quanto sia strano ma straordinario allo stesso tempo che la natura abbia trovato modi tanto meravigliosi per esistere, il colore ed il profumo dei fiori, dell'erba, il vento che muove l'albero e sembra quasi che parli... poi ti volti e noti la sua espressione di stupore, guardi i suoi occhi e vedi una scintilla, quasi come se dicesse "cavolo, ha ragione... c'è tutto questo ma non c'ho mai fatto caso". E a volte quella scintilla prende fuoco, e si stupisce di nuovo... perchè sente cosa ha dentro, capisce (magari anche solo inconsciamente) che nella vita c'è anche dell'altro, anche se non sa dargli un nome... che siamo esseri di luce e non questa materia grezza che chiamiamo corpo. Che c'è una vita anche dopo!!! Come cavolo fai a capire che c'è anche la possibilità di scegliere cosa fare DOPO, se pensi che finisca tutto con la morte?
Ecco quando succede questo, mi sento felice. Non lo dico perchè mi sento speciale, anzi è qualcosa di piuttosto banale che può fare chiunque. Eppure c'è gente che in grado di capirlo, ed altra che invece puoi sbatterci la testa tutto il giorno, ma niente. Che si fa allora? Beh, comprendi che ognuno si traccia un destino a prescindere dall'affetto... c'è chi seguirà il corpo nella morte perchè così ha scelto, e chi è destinato a seguire l'anima alla fine seguirà l'anima oltre le stelle, non c'è affetto che tenga. Chi mi avrà davvero amato mi avrà anche compreso, e saprà dove aspettarmi !!! Ecco perchè è importante condividere queste cose con chi amate.
Questo desiderio di risvegliare gli altri... potrebbe forse essere anche questo un modo per tenermi "imprigionato"? Non so... non credo, è il senso che do alla mia esistenza ma parlo dell'esistenza DI QUA. E so che non sarà per sempre, quando sentirò di aver dato abbastanza allora potrò vivere tranquillo fino allo scadere dei miei giorni, e poi si vedrà.


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Messaggio da leggereInviato: mer 24 set 2014, 9:14 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
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Giuseppe 90 mi piace quello che dici e lo condivido.
Diciamo così ,che il primo passo per levarsi il dubbio di essere ''fregati'' è far capire alla nostra vera anima che deve essere veramente libera e non condizionata da nessun tipo di prevaricazione o parassitaggio e di appartenere solo a se stessa.
Dopodichè è tutta vita.


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Messaggio da leggereInviato: gio 25 set 2014, 9:36 
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Iscritto il: mer 10 set 2014, 9:34
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Rieccomi! :D Buongiorno a tutti! sìsì

Citazione
... la mia era una risposta più per l'utente Giocherellone, perchè in altri post mi ha fatto capire come per lui (e senza neanche tutti i torti) la vita sia solo come una "dolorosa fatica" nella speranza di una più felice esistenza "dopo"...


Ehilà, ciao Giuseppe! ;)

Credo proprio tu abbia colto nel segno!

Citazione
... è il senso che do alla mia esistenza ma parlo dell'esistenza DI QUA. E so che non sarà per sempre, quando sentirò di aver dato abbastanza allora potrò vivere tranquillo fino allo scadere dei miei giorni, e poi si vedrà.


Concordo pienamente sul fatto che ormai siamo in ballo, e quindi tantovale ballare! Tantopiù che se mi guardo attorno, magari superficialmente la mia vita non è neanche poi tanto male, nonostante le difficoltà quotidiane e di ordine pratico (soprattutto se confrontata con certe realtà, tipo la Grecia e via dicendo...). Potrei "quindi godermi tranquillamente la vita" (tenendo ovviamente conto dei miei limiti oggettivi, sia fisici, sia economici, e quant'altro).

E' che DA SEMPRE (a quanto ricordo), il "senso che do' alla mia esistenza di qua" per quanto mi riguarda è stata una gran sete di ricerca interiore, quindi forse ho meno "attaccamento" a questa materialità rispetto alla media delle persone. Ciononostante questa materialità è tutto ciò che conosco, anche se ormai ho capito che si tratta solo di una delle tante illusioni, delle tante trappole usate per tenerci bloccati. Va da sé che mi sono sempre relazionato con il "dopo" come se fosse il senso VERO dell'esistenza.

Per questo ho sempre preso e vissuto tutto come un GIOCO, indipendentemente dalla gravità delle situazioni. E giocare mi è sempre piaciuto! :D

Ma comprendere che anche "dopo" potremmo essere soggetti (se non prede) ad ulteriori illusioni e/o inganni e/o trappole, e che tutto ciò che abbiamo vissuto qui è solo... come dire... "fatica sprecata" :shocked beh...

E come si farà ad affrontare questo "dopo" senza sapere di che si tratta?
E se Anima invece già conosce tutto, come mai è stata "costretta" a tornare "qui"? Non poteva scegliere di evitare tutto ciò? E in caso, chi e come glielo ha impedito, dato che niente e nessuno può resisterle se è sveglia?

Come vedi sono in un empasse da cui faccio fatica ad uscire... Forse sto subendo una sorta di "parassitaggio" che mi tiene bloccato in questo loop? Te l'ho detto che, in fondo, mi sono iscritto per chiedere aiuto. E' "normale" quanto sto vivendo ora? <=|

O forse devo solo comprendere che non ci sarà mai alcuna "certezza", che sarà tutto un arrabattarsi per tentare di tutelare il proprio sé dai continui attacchi fisici, emotivi, mentali, spirituali, energetici, vibrazionali e via dicendo? La VITA che ci sarà anche "dopo" sarà sempre così, come mi sembra di aver capito anche da certe letture (tra gli altri: Castaneda)?
Ma in questo caso tutto ciò non sarà un GIOCO (o almeno io non lo considero così, forse altri invece pensano che sia proprio quello il "gioco"), sarà solo ulteriore FATICA e DOLORE! :cryingsmiley

O forse ho sempre capito tutto male... O.o

Per finire, chiedo scusa se, "attaccandomi" e continuando il discorso su certi argomenti, succede che porto inevitabilmente OT la conversazione (come è successo in altri thread), ma per me tutto è collegato, e riesco a spiegare ciò che ho in mente facendo riferimento non solo all'argomento in questione, ma anche a tutti gli altri che secondo me vi sono in relazione.

Di nuovo... abbiate pazienza con me... t.t


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Messaggio da leggereInviato: gio 25 set 2014, 15:11 
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Iscritto il: ven 28 feb 2014, 16:11
Messaggi: 76
Non preoccuparti! non si può ragionare per compartimenti stagni.

io mi impegno tantissimo ogni giorno per cercare di smuovere più persone possibile... e quando vedo negli occhi di alcuni quella scintilla che dice giuseppe, mi sento spassionatamente felice.

Ho sempre più il dubbio che gli amori e le passioni "terrene" siano una ulteriore invenzione per tenerci legati qui, troppo "dentro" all'esperienza terrena per renderci conto che fuori dal pantano c'è un'erbetta verde dove puoi non piantarti.
finora ho potuto osservare che ogni tipo di rapporto è ciclico, nasce e poi declina inesorabilmente (a parte certe amicizie disinteressate che rimangono elevate sopra ogni cosa).
ma fino a questo momento (cioè, fino qualche mese fa) ero parassitata e quindi da persona non pilotata dall'altrui volontà, non ho idea di come essi potranno essere.

forse il punto sta nel fatto che, una volta che tutti avranno preso coscienza di come stanno le cose (e anche i non addotti avranno mandato a cagare UP, che pare manipoli più o meno tutti nei rapporti interpersonali), ci renderemo conto che l'amore non si traduce in "amore per" ma "amore e basta" (amore incondizionato che secondo me è traducibile anche in armonia).
Amore inteso in un'ottica più "distaccata", disinteressata, non nel senso brutto del termine ma nel senso zen.
e allora, lì ci renderemmo conto che c'è una interconnessione tra noi e tutto ciò che ci circonda, e che tutto è regolato secondo un equilibrio che anche noi percepiamo dentro.

è difficile essere "dentro" l'esperienza della cosiddetta realtà virtuale e contemporaneamente esperire il "ragionevole distacco" (del quale si può fare tranquillamente esperienza in meditazione, ma che è difficile mantenere durante la vita quotidiana).

mi sa che mi sono spiegata da cani, ma se qualcuno medita o ha intenzione di farlo, sicuramente a un certo punto capirà dentro di sè cosa intendevo dire... oltre le mie parole.

a quel punto l'esperienza non diventa dolorosa o divertente ma è semplicemente esperienza, e prende una sfumatura a seconda di come la si vuol vedere. cioè, è tutto soggettivo.

secondo me il punto essenziale, al di là di tutte le nostre elucubrazioni, è rimanere presenti a sè stessi nella maggiore lucidità e consapevolezza possibili, qui e ora, ponendoci domande sul senso profondo del nostro agire e cercando di risponderci in modo il più possibile onesto.
Io mi sono data questo ordine mentale, questa specie di disciplina, a quel punto i parassiti hanno iniziato a starci davvero male e lì è diventato poi facile mandarli a ca**are, ma soprattutto non ricadere più nelle loro trappolette che mettono in difficoltà il nostro ego (giusto per rispondere anche all'accenno sul parassitaggio).

_________________
«Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»
(C. Castaneda, "Gli insegnamenti di don Juan")


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Messaggio da leggereInviato: gio 25 set 2014, 17:38 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
Messaggi: 331
Ciao Giocherellone! non credere io ti capisco bene, molto bene... ci son momenti nella vita in cui tutto ti sembra cadere a pezzi e non trovi vie di uscita, allora non riesci più a combinar nulla perchè non hai ne la forza ne la volontà, ti passa la voglia di "giocare". Questo succede perchè hai paura di non poter essere più felice.
Ma appunto poi capisci che, come tu dici, è un gioco... e quando lo capisci, secondo me ti liberi! E' proprio come dici, qui siamo tutti attori, ognuno di noi recita una parte... chi fa il buono, chi il cattivo ecc...
Vuoi sapere perchè è un gioco? Perchè quando da piccolo giocavi coi soldatini, sapevi che se venivi sparato al cuore finiva il gioco ma non morivi davvero! O prendevi un altro pupazzo, oppure cambiavi gioco! Il punto è semplicemente avere la stessa consapevolezza di quando eri piccolo, e cioè che quando il tuo "giocattolo" (il corpo) si romperà, potrai andare a cercare un gioco più bello, o fare quello che vuoi...
Che succede invece se non sai che è un gioco, e finisci sotto un camion?? Beh, starai là imbambolato senza sapere che fare, non capisci cosa succede perchè pensavi che finisse tutto e invece no ti ritrovi li nel nulla cosmico del "che ca##o sta succedendo". Quindi viene "qualcuno" (UP) che ti dice "tranquillo, vieni qui che ti dico io come fare!"... ed ecco che tu seguirai per filo e per segno le sue indicazioni magari dicendogli pure "grazie" (soprattutto se da buon cristiano lo prenderai per "Dio"), e naturalmente ricominciando tutto daccapo la solita palla, "inconsapevolmente".
Se invece prenderai la morte per quello che è davvero... semplicemente la fine di un gioco... allora niente paura, andrai semplicemente a cercare nella "cesta dei balocchi" dell'universo il tuo nuovo gioco. Nel caso tizio dovesse venire a darti una mano, sputagli in un occhio due volte... una è da parte mia.


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Messaggio da leggereInviato: mar 30 set 2014, 14:26 
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Iscritto il: mer 10 set 2014, 9:34
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Nagual, Giuseppe90... Che dirvi se non GRAZIE? sìsì

Avevo proprio bisogno di poter "sfogare" con qualcuno questo dolore interiore, e anche se magari nonostante tutto le vostre risposte possono non aver fugato tutti i pensieri e i dubbi, quantomeno ora ho degli altri punti di vista da valutare e che finora non avevo considerato.

@Nagual

Citazione
... quando vedo negli occhi di alcuni quella scintilla che dice giuseppe, mi sento spassionatamente felice.


Ti capisco perfettamente... Figurati che ultimamente sono riuscito a "ridare la carica" a diverse altre persone, che ripartivano tutte contente e soddisfatte per le nuove prospettive della loro vita, e io mi guardavo dentro e mi chiedevo: "E a me? Chi c'è che può aiutarmi?"

Citazione
Amore inteso in un'ottica più "distaccata", disinteressata, non nel senso brutto del termine ma nel senso zen... ... è difficile essere "dentro" l'esperienza della cosiddetta realtà virtuale e contemporaneamente esperire il "ragionevole distacco"


Hai detto niente! :D
Per esempio: se una persona è appassionata di cucina (e non è il mio caso, sono terribile ai fornelli!), come fa ad "esperire il ragionevole distacco" senza bruciare tutte le pietanze?
Spesso il "gioco" diventa interessante perché in quel gioco ci si infila dentro fino in fondo (ehm... non capire male... asd ), non ti pare?

Perché deve essere "problematico" godersi il frutto della propria esperienza? Se mi mangio una mela e opero il ragionevole distacco, non ci sarebbe alcuna differenza a mangiare un pezzo di polistirolo (non che ultimamente il sapore che ha una mela faccia qualche differenza con il polistirolo...)!

Se l'esperienza che Anima è venuta a fare qui è quella di rimanere distaccata e asettica, che cosa ci è venuta a fare?

All'incontrario: dato che (come ho tentato di spiegare precedentemente) io sono convinto che il karma è un costrutto artificiale creato appositamente per tenerci attaccati qui, NON E' VERO che dobbiamo riequilibrare il piacere con altrettanto dolore per restare in armonia (se fosse così, tutti gli esseri di questo pianeta, tutta l'umanità sarebbe TALMENTE IN CREDITO di piacere e di gioia da non dover mai più soffrire per tutto il tempo che esisterà!).
Quindi non credo proprio che "infilarsi fino in fondo all'esperienza" significhi necessariamente dover soffrire!

Altra cosa, ovviamente, è la dipendenza, non sto parlando di questa... ma spero di aver esposto abbastanza bene quanto ho in mente.

Citazione
... secondo me il punto essenziale, al di là di tutte le nostre elucubrazioni, è rimanere presenti a sè stessi nella maggiore lucidità e consapevolezza possibili, qui e ora, ponendoci domande sul senso profondo del nostro agire e cercando di risponderci in modo il più possibile onesto.


... Il che è già abbastanza difficile! Ma anche impegnandomi in questa direzione, pur con tutti i capitomboli e i risollevamenti (e ormai lo faccio da tempo), ho finito per diventare quasi un eremita, che non riesce quasi più a comunicare con chi ha ancora tante sovrastrutture mentali, tali da non riuscire ad entrare in una essenzialità più centrata (posto che la mia lo sia, ovviamente).

E a questo punto, con chi posso più giocare? Mi sa che siamo rimasti in pochini...

@giuseppe90

Citazione
... ci son momenti nella vita in cui tutto ti sembra cadere a pezzi e non trovi vie di uscita, allora non riesci più a combinar nulla perchè non hai ne la forza ne la volontà, ti passa la voglia di "giocare". Questo succede perchè hai paura di non poter essere più felice.


Stavano per scendermi giù i lacrimoni mentre leggevo questa frase... T_T

E' proprio lo stato d'animo che ho vissuto negli ultimi anni, prima di dirmi che ormai è ora di darmi una "scossa" (pur se non so in quale direzione).

Citazione
Ma appunto poi capisci che, come tu dici, è un gioco... e quando lo capisci, secondo me ti liberi!


Forse il nocciolo del discorso sta tutto qui... cerco di spiegarmi meglio.

Ho capito che questa è tutta una illusione, che siamo tutti dei burattini manipolati, che la morte non esiste e via dicendo...

Ma tutto questo non riesco a considerarlo un "gioco".
Se lo è, è molto brutto.
Se lo è, forse è il gioco di qualcun altro.

Quindi, ben venga il sapere tutte queste cose (anche se Malanga stesso diceva che la consapevolezza è inversamente proporzionale alla conoscenza), in maniera di riuscire ad affrancarmi da questa "giostra del terrore" (dici che basta lo sputo in un occhio? asd ).

Ma poi? Ci saranno solo altre giostre del terrore più grandi, in virtù del detto "come in alto, così in basso", in una nuova eterna fatica?
Forse l'idea di Pace e Armonia che io seguo sono solo altre illusioni irrealizzabili?
Qualcuno dice che, indipendentemente dal contesto in cui si vive (terreno o spirituale o che altro), l'unica possibilità che si ha è quella di essere una specie di RAMBO sempre pronto a difendersi e a lottare contro tutto e tutti, esattamente come sono le cose in natura?

In soldoni (non mi capire male, io sono pacifista di natura), adesso per dare un senso a tutte le cose dovrei armarmi di tutto punto e smantellare a furia di bombe tutti i palazzi del potere? Per poi una volta morto, continuare questa guerra con rettili, insettoidi, umanoidi, teste a cuore e via dicendo, facendo esplodere tutto per affrancarmi da questa gabbia di follia? Per poi trovarmi di fronte a chi questa gabbia l'ha costruita, e quindi ricominciare la lotta e distruggerlo per benino? Per poi rendermi conto che questo tizio magari stava vivendo in una guerra interdimensionale, e io ci sono capitato proprio in mezzo, e quindi devo ricominciare a distruggere tutto pur di trovare una pace che non si raggiungerà mai?

Insomma: esiste un "altrove" (fuori o dentro di noi) dove tutta la bontà, la bellezza, la gioia che noi siamo, possa essere sperimentata e goduta e vissuta?

Se tutto fosse un gioco, così come lo intendo io (non so se sono riuscito ad esporlo in maniera comprensibile), non sarebbe molto più divertente?

Qualcuno mi ha addirittura detto che: "... se fosse tutto come dici tu, sai che NOIA!"

Forse allora sono io ad essere limitato e a non comprendere (o a NON VOLER comprendere) questo modo di vedere le cose?

Io penso di no, perché in un mondo che (come dice la fisica quantistica) tutto ciò che esiste è in continua creazione, e grazie alla matematica (per esempio le creazioni frattaliche) questa creazione è INFINITA, non c'è niente di uguale o di scontato:
- non esiste divenire, ma solo essere, perché tutto è esattamente ciò che è (e quindi il tempo non esiste);
- non è possibile pensare che sia tutto come qui, perché tutto è DIVERSO ovunque si vada;
- non esiste la sofferenza, perché tutto è in armonia (perfezione matematica);
- tutto è sempre NUOVO;
- non c'è fine alla possibilità delle esperienze di Anima (quindi non c'è noia)...

Senza contare che poi di frattali ce ne sarebbero in numero INFINITO!!! :woot

Va da sé che così è tutto in armonia, ma allora perché esiste la sofferenza QUI? :sick

Oppure questo "essere" immutabile significa essere in qualche modo legati e ingessati in un contesto dove tutto è immobile e inamovibile (perfezione matematica)?
Una sorta di insetto nell'ambra, bello quanto si vuole, ma inesorabilmente MORTO?

E quindi la VITA così come la concepiamo noi, è possibile solo dove c'è IMPERFEZIONE (cioè fuori dalla perfezione matematica), e quindi se si vuol vivere bisogna necessariamente SOFFRIRE a causa di questa imperfezione (entropia)??? :fear2

E se invece sono giuste entrambe le considerazioni, dov'è (cos'è) la VIA DI MEZZO che ci permetterebbe di trovare un senso per tutto?

Forse il fatto che la matematica (per fare un esempio) è tale SOLO QUI e quindi altrove i presupposti sono diversi?

Beh, il fatto di non avere una risposta certa, forse adesso mi permette di pensare che non sia tutto così spaventosamente immutabile e/o entropico, e quindi che posso ancora godermi la vita e giocare; ciò che chiedo è che dipenda solo da me, e non da parassiti, governanti, carcerieri, demoni e quant'altro... e di avere la capacità di "ribaltare il tavolino delle regole"!

E forse, grazie anche a voi, sono un pizzichino più sereno! =D :lust [1cincin.gif]


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Messaggio da leggereInviato: sab 4 ott 2014, 17:03 
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Iscritto il: mar 10 giu 2014, 20:01
Messaggi: 16
Per quanto riguarda le regressioni vorrei fare una distinzione fra ipnotizzare e indurre dolcemente un rilassamento profondo. Io, nelle regressioni che ho guidato, ho sempre cercato di attenermi a quest'ultima modalità. Quali sono i rischi nei due casi ? Nel caso dell'ipnosi, il rischio è che il conduttore, l'ipnotista, interferisca con la sua visione, con la sua concezione, ciò che viene vissuto dal soggetto, facendo perdere così di obiettività l'esperienza. Nel secondo caso, il rischio è di non poter condurre a rivedere vite passate coloro i quali hanno una mente troppo controllata e giudicante. A volte mi è successo. Pazienza, non è un'attività che faccio per professione, quindi nessuno ci rimette niente. Anzi, normalmente chiedo che sia accessibile solo ciò che UTILE vedere in questo momento per il soggetto, non ciò che sia per me di interesse o sia in qualche modo gratificante.
Prima di comprendere cosa si reincarna occorre convenire su cosa si intende per anima perché è un termine che è stato utilizzato con diverse accezioni. Credo che tutti convengano sul fatto che l'anima non sia il corpo fisico, ma l'uomo, di corpi sottili, ne ha diversi. Il più famoso è forse il corpo astrale, quello che si proietta fuori durante gli sdoppiamenti, quello che è la sede delle emozioni poiché la sostanza del piano che lo contiene, il piano astrale, è composto di emozioni così come il piano fisico è composto di materia. Per me il corpo astrale è una componente dell'anima. Ma il corpo astrale non si reincarna, sopravvive un po' alla morte del corpo fisico per poi dissolversi e morire anch'esso. Alla morte del corpo fisico, la coscienza, che normalmente rimane focalizzata sul corpo più denso perché è quello che invia stimoli più forti, passa dal corpo fisico al corpo astrale. Alla morte del corpo astrale, la coscienza passa al corpo mentale. Ma anche il corpo mentale, sede del pensiero, è destinato a dissolversi. Quello che accade dopo la morte del corpo mentale dipende dal livello di coscienza. Una coscienza poco ampia, non potrà rendersi pienamente conto di ciò che avviene in quella fase (stavo per scrivere "non potrà percepire" ma mi sono ripreso perché la percezione, ovvero il sentire come separato, accade solo nei veicoli fisico, astrale e mentale). Così una coscienza meno evoluta, passerà attraverso una fase di torpore da cui si risveglierà in un nuovo corpo fisico incarnato. Una coscienza mediamente evoluta invece, sarà più consapevole di sé e sentirà un grande richiamo a tornare sulla Terra per fare quelle esperienze che sente necessarie per il suo sviluppo. Una coscienza evoluta, infine, non sentirà alcun bisogno di tornare, avendo completato lo sviluppo dell'autocoscienza, e continuerà il suo percorso in una dimensione dove non vi è più percezione. Ma fino a che è necessario sviluppare l'autocoscienza, se sarà necessario tornare sulla Terra, saranno presi 3 nuovi corpi. Fisico, astrale e mentale. Il corpo che sta "oltre" il piano mentale, che si reincarna, che contiene in sé la sintesi di tutte le esperienze di incarnazioni precedenti, è da alcuni chiamato corpo Akasico. Che esperienze si possono fare nell'akasico se non vi è percezione? Tutte le esperienze sono esperienze di comunione. Ma le parole, che sono rappresentazione di concetti, ovvero di oggetti mentali, non possono certo descrivere una realtà che va oltre il mentale stesso. E se per "anima", intendiamo i corpi astrale-mentale-akasico, allora solo una parte dell'anima si reincarna. E incontri piacevoli o spiacevoli si possono fare in tutti i piani fisico, astrale e mentale.
Ritengo che ciò che noi pensiamo di essere non sia ciò che noi siamo. E che ci siano - chiamiamoli parassiti, voladores, guardiani di soglia, Satana (nel suo significato di avversario e non di diavolo), Ego o come volete, dei fantasmi della mente che confondono il nostro senso di identità e ci fanno credere che loro siamo noi. Ma proprio i loro impedimenti, di fatto stimolano lo sviluppo della coscienza stessa, fino al punto in cui saranno riconosciuti per quello che sono, e l'essere potrà facilmente e naturalmente liberarsi da questo giogo. Che visto in un'ottica più ampia, forse è solo una naturale fase del nostro sviluppo.


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Messaggio da leggereInviato: mer 5 nov 2014, 5:02 
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Iscritto il: ven 15 feb 2013, 21:23
Messaggi: 68
Parlando di reincarnazione, poco tempo fa mi uscì una visualizzazione spontanea dove un abbastanza nutrito numero di figure si materializzò per un istante da SPIRITO, sia bestiali che umanoidi (le prime più in basso, le seconde sopra, ma comunque non sono riuscito ad inquadrarle bene, tranne forse un qualcosa che sembrava una specie di dinosauro stile struzzo), ma tutte in rosso come formate da fumoso liquido zampillante da spirito bollente (sembra un gioco di parole)... Per quanto ho capito, o meglio, dal messaggio che mi passava per la mente in quell'istante, era una rappresentazione delle mie vite passate.


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