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Messaggio da leggereInviato: ven 18 lug 2008, 14:06 
In questo forum si è citato l'uso di alcuni piccoli software, locali e non, per testare le proprie facoltà telecinetiche. Come ho sentito dire da Ken, è giusto eliminare il termine "micro" poiché l'influenza su piccoli oggetti o micro dispositivi è tanto importante quanto quella macroscopica, sempre di coscienza si tratta.

Ciò che vi sto per mostrare, tuttavia, sembra eliminare addirittura la nozione tradizionale di "psicocinesi" traslandola in un paradigma più ampio riferito generalmente agli eventi, al tempo.

Iniziamo dagli anni '80. (fonte: http://www.fourmilab.ch/rpkp/strange.html)
Helmut Schmidt, nel 1987, pubblicò uno studio sulle proprietà della psicocinesi. Sfruttando un generatore di numeri casuali (testa/croce), dimostrò che alcune persone erano in grado di decidere l'andamento maggiore degli 1 rispetto agli 0, o viceversa.
L'esperimento veniva eseguito in questo modo: una persona si siedeva di fronte ad una macchina, indossando un paio di cuffie e ascoltava un ticchettio casuale. Quando la macchina tirava fuori degli 1, il ticchettio veniva udito da un orecchio, mentre con gli 0 veniva udito dall'altro orecchio.
Il test si impegnava nell'intento di ottenere più ticchettii in un orecchio stabilito in precedenza, quindi ottenere più 1 rispetto agli 0 o viceversa, alterando quindi la deviazione statistica del flusso casuale dei dati. Una volta pronto, il test premeva un tasto e l'esperimento iniziava.

image

Risultati ottenuti: una significativa deviazione statistica, quindi la telecinesi sembrava essere provata.

Schmidt fece di meglio.
Senza dire nulla ai test, modificò le apparecchiature in modo che i soggetti (a loro insaputa) lavorassero su uno stream di numeri casuali non più in tempo reale, ma tirati fuori dalla macchina la notte prima del test. In pratica la macchina generava di notte i numeri casuali, registrandoli su nastro, e i test all'insaputa di questo cercavano ugualmente di alterare il flusso di zeri e uno, pensando che scaturissero in quel preciso momento.

image

Sembrerà assurdo, ma anche qui ci fu un certo successo, ovvero i soggetti riuscivano a "spostare" l'andamento statistico dei numeri casuali.

A questo punto le ipotesi saranno due: o si trattava di chiaroveggenza, cioé chi decideva non spostava nulla ma ad istinto dichiarava qualcosa di già definito in passato, oppure i soggetti erano veramente in grado di cambiare il passato, alterando in qualche modo esoterico il nastro dove la notte si registrava lo stream.

Per verificare tali eventualità Helmut procedette in questo modo.
Il giorno prima dei test la macchina generava i numeri casuali su nastro, ed effettuava autonomamente una copia perfetta del nastro originale. La copia sarebbe stata spedita ad un arbitro, una super partes, mentre l'originale usato per il test psicocinetico.
L'arbitro, senza ascoltare il nastro-copia, decideva a priori in quale direzione si doveva muovere lo psicocineta, e quest'ultimo tentava mentalmente di spostare gli zeri o gli uni a seconda della decisione dell'arbitro.
L'esperimento, anche qui, riusciva in una certa misura.

La cosa veramente interessante è che i due nastri, quello in copia all'arbitro e quello usato dallo psicocineta... analizzati a posteriori risultavano identici!

Quindi scartiamo l'ipotesi che il soggetto alterasse uno dei due nastri, e scartiamo pure quella in cui il soggetto riuscisse a percepire il passato, dato che era l'arbitro a decidere in che direzione si sarebbe spinto il soggetto del test.

Questa è ancora più bella, notate cosa fece Helmut.
Sempre due nastri generati un giorno prima (uno la copia identica dell'altro), uno a un arbitro e l'altro al soggetto del test. In questo caso però l'arbitro poteva ascoltare a priori il nastro, e scrivere su carta l'analisi statistica dello stream (la quantità di zeri e di uno). L'analisi veniva sigillata in una busta, e aperta solo dopo l'esperimento - l'arbitro non poteva contattare né Helmut né il soggetto.
Ebbene, in questo caso la prova falliva, ovvero non si notava alcun cambiamento statistico oltre la deviazione standard.

Il Cicap ha tirato la seguente conclusione: "lo scettico sarebbe rimasto molto piu' impressionato, se nel nastro ascoltato dal soggetto fossero state invece trovate delle differenze rispetto al contenuto del nastro di controllo! L'inizio e la fine degli esperimenti erano stabiliti dai soggetti. Era consentito loro di giocherellare con la macchina, e quindi decidere quando iniziare a registrare le prove come sessione sperimentale vera e propria"
Se da un certo punto di vista scientifico si può concordare con loro, vi farò vedere invece che tali affermazioni le può fare solo chi è veramente ignorante in materia.


Torniamo ai giorni nostri.
Una branca di studio della Princeton University (fonte) si basa sull'accumulo e conseguente analisi statistica di dati casuali reperiti da appositi dispositivi (fonte) dislocati in varie località del pianeta (fonte).
La cosa interessante che hanno dimostrato è che quando c'è un cambiamento emotivo di massa, la statistica dei dati dei dispositivi viene modificata all'unisono. In pratica si nota una sorta di sincronismo e non località tra tutti i dispositivi.
Per avere una chiara idea di cosa si sta parlando, notate cosa venne fuori l'11 settembre 2001:

image

Di eventi ne hanno analizzati parecchi, tra cui feste di fine anno, disastri ambientali, meditazioni globali e via dicendo. Guardate voi stessi: http://noosphere.princeton.edu/results.html

Ciò dimostra che ovunque metteremo un generatore di numeri casuali, che sia nel nostro pc o in un luogo remoto in antartide, questo verrà influenzato indipendentemente allo stesso modo. Scartiamo quindi l'ulteriore ipotesi di località telecinetica.

Qualche anno fa effettuai personalmente vari test secondo queste ipotesi, lavorando nei modi più svariati.
Per quanto non riuscii a razionalizzare la faccenda (sembrava che la realtà eludesse ogni tentativo di coglierla e afferrarla), i risultati positivi furono i seguenti:

- Mutamento statistico di uno stream casuale (RNG a decadimento atomico)
- Mutamento statistico di uno stream pseudocasuale (RNG informatico con seme)
- Mutamento statistico di uno stream pseudocasuale precedentemente analizzato (spostamento arbitrario dell'offset sui decimali del Pi greco)

(ripeto: risultati positivi sia da parte mia che da altri soggetti)

E' veramente assurdo.
Non c'è località né spaziale né temporale, indipendentemente dal numero dei soggetti coinvolti e, soprattutto, chi per primo analizza un evento lo fissa oggettivamente sull'asse del tempo.

Ma, un momento!
Tutto ciò sembra veramente ricordare il paradosso del gatto di Schrodinger! (fonte)
Per chi non lo conoscesse si tratta di un esperimento mentale, ovvero un'ipotesi, sull'interpretazione della meccanica quantistica riferita ai fenomeni macroscopici.
In pratica si prende un gatto, lo si mette in un contenitore stagno dove all'interno è collocato un generatore di numeri casuali a decadimento atomico (il più casuale di cui potremmo disporre), e quest'ultimo connesso ad una boccetta di veleno.
Noi premeremo un bottone e il generatore tirerà fuori casualmente uno zero o un uno. In un caso la boccetta verrà aperta, nell'altro rimarrà chiusa. Quindi, casualmente, il gatto vivrà o morirà.

Cosa accade quando premiamo quel bottone, nell'istante appena precedente di visionare il contenuto della scatola?
La probabilità statistica ci dice che il gatto ha probabilità di vivere al 50%, e di morire al 50% (equiprobabilità).
Dal punto di vista quantistico, quindi, vi sarà una sovrapposizione di stati (due presenti paralleli, due universi paralleli) dove il gatto è vivo ma anche morto.
Sarà il nostro prenderne atto nell'aprire la scatola che farà collassare gli eventi in un presente o nell'altro. Ovvero è la nostra capacità di osservazione a decidere il destino del povero gatto.


Ora traduciamo gli esperimenti di Schmidt sulla base di quanto appena assunto.
Io mi siedo davanti al generatore di numeri casuali, questo inizia a tirarmi fuori una serie di zeri e di uni con una disposizione statistica certa: probabilità zero al 50%, probabilità uno al 50% (emulando quindi il lancio di una monetina).
Ipotizziamo di avere due flussi di eventi distinti di questo tipo: riesco a spostare il più possibile verso gli uni (vincità sulla statistica, telecinesi), non riesco ad ottenere risultati positivi (conferma della statistica 50-50, no telecinesi).

image

Cosa accadeva però quando l'arbitro analizzava statisticamente a priori il flusso random, e quindi il test psicocinetico falliva?

image

Secondo una visione quantistica, vi sono due presenti: uno in cui lo psicocineta riesce comunque nell'esperimento, l'altro in cui è invece l'arbitro a confermare l'ineffabilità della deviazione statistica.
La nostra coscienza però vive in quest'ultimo presente, è c'è un motivo insindacabile.
L'arbitro afferma su carta quel tipo di deviazione statistica, che poi verrà letto da Schmidt dopo l'esperimento.
In poche parole si era già deciso in che modo ci saremmo spostati nel futuro ("facciamo l'esperimento, poi leggeremo comunque quell'analisi").
Ciò che è stato già deciso (deviazione standard dell'arbitro) non si può cambiare, dato che è stato deciso a priori.

Cosa sarebbe accaduto se Schmidth non avesse mai letto quell'analisi? Se ciò che stiamo leggendo oggi non contenesse l'analisi dell'arbitro?
Come dire: se io preparo una serie di carte disposte in un certo ordine sul tavolo, che io soltanto conosco, Ken potrebbe riuscire a decidere che la prima carta sarà una figura anziché un'altra? Se è la mia linea di flusso temporale degli eventi (io ho ordinato le carte), lui ovviamente non ci riuscirà. Se invece io non decido nulla, ovvero non conosco l'ordine iniziale delle carte, mi fiderò di Ken e quindi lui potrà spostare sé stesso e pure me in un'altro flusso degli eventi.
A voi la riflessione.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi: "ma scusa, se un computer tira fuori dati pseudocasuali, ovvero già decisi dal computer stesso, com'è possibile mutarli?"
Ricordiamoci però l'unico nostro fattore che possiamo controllare: il momento nel quale premiamo il bottone e iniziamo il test. Che in termini matematici coincide con la scelta del seme da cui partire.

Se in un dato momento ci sentiamo pronti e iniziamo la generazione di numeri, convinti di riuscire ad ottenere una deviazione statistica significativa, inconsciamente sceglieremo proprio quel momento in cui tale deviazione ha origine.
Ovvero, sarà la nostra coscienza a spostarsi in una linea di eventi affine o meno alle nostre aspettative.

Un pò come in una lastra olografica, dove tutti gli eventi positivi e negativi sono memorizzati, e il puntatore di lettura si sposta in base alla nostra coscienza.


Dove risiede a questo punto la telecinesi?
Si può veramente parlare di controllo sulla materia, o dovremmo magari riorganizzare la nostra visione in linea ad uno spostamento di coscienza sull'asse degli eventi?

Se una persona è convinta che un pc con generatore pseudocasuale non può mutare, allora non avverrà alcun cambiamento. E questo dimostra che qualsiasi applicativo di questo tipo, locale o non locale, pseudo o ipoteticamente casuale, funziona solo in base alla nostra coscienza.
Che poi, diciamocela tutta, la casualità in questo senso esiste veramente? Se avessimo in mano ogni dato universale, se conoscessimo la posizione di ogni singolo fattore in natura, in ogni singolo momento, ogni singola posizione di ciascun elettrone nell'universo, l'onniscenza previsionale... dove sarebbe il caso?
(qualsiasi generatore veramente casuale, con i dovuti mezzi, diviene prevedibile e quindi pseudocasuale)

Come potete facilmente comprendere, anche ragionando per assurdo, l'ipotesi espressa sulla coscienza resta perfettamente elegante.


A voi eventuali domande ed elucubrazioni.


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Messaggio da leggereInviato: ven 18 lug 2008, 15:25 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 3497
Grazie per la discussione molto dettagliata :)
Commento alcuni passi, evidenziando l'affinità tra questi esperimenti, con le conclusioni tratte da essi, e la mia visione della Psicocinesi e della Coscienza, precisando eventuali mie equivocabili o incomplete affermazioni passate.
CITAZIONE
Come ho sentito dire da Ken, è giusto eliminare il termine "micro" poiché l'influenza su piccoli oggetti o micro dispositivi è tanto importante quanto quella macroscopica, sempre di coscienza si tratta.

Ho fatto questa precisazione perchè in 4 anni ho potuto notare e confermare la potenza della limitazione delle convinzioni sull'espressione delle capacità della coscienza: nell'ambito della psicocinesi, chiunque abbia fatto una differenza tra oggetti piccoli e grandi, solidi e meno solidi, non è riuscito a progredire, a differenza delle (poche) persone che sono riuscite, su questo forum, ad andare oltre, proprio perchè non manifestavano questo limite (utenti che purtroppo ora sono sono sul forum).
Per evitare l'effetto nocebo, la chiamo sempre Psicocinesi, perchè la capacità è sempre qualla, su qualsiasi cosa la si usi.
CITAZIONE
Ciò che vi sto per mostrare, tuttavia, sembra eliminare addirittura la nozione tradizionale di "psicocinesi" traslandola in un paradigma più ampio riferito generalmente agli eventi, al tempo.

Proverò a dimostrarti che la mia visione della Psicocinesi non è "tradizionale", non è limitata nell'asse del tempo, anche se non ne ho ancora mai parlato.
CITAZIONE
A questo punto le ipotesi saranno due: o si trattava di chiaroveggenza, cioé chi decideva non spostava nulla ma ad istinto dichiarava qualcosa di già definito in passato, oppure i soggetti erano veramente in grado di cambiare il passato, alterando in qualche modo esoterico il nastro dove la notte si registrava lo stream.

La mia risposta la immaginate già: entrambe.
Come partecipa la Coscienza nell'universo?
Con percezione e manifestazione.
Può esistere l'uno senza l'altro?
No.
Dal momento che la Coscienza è attiva, userà sempre le sue 2 capacità complementari per portare a compimento qualsiasi cosa: non può usarne una completamente senza l'altra.
Non me le sono inventato io: è insito nel Taoismo e nel principio di indeterminazione di Heisemberg.
CITAZIONE
Ciò dimostra che ovunque metteremo un generatore di numeri casuali, che sia nel nostro pc o in un luogo remoto in antartide, questo verrà influenzato indipendentemente allo stesso modo. Scartiamo quindi l'ulteriore ipotesi di località telecinetica.

Personalmente, non ho mai parlato di località psicocinetica, in quanto non esiste.
La Psicocinesi è una capacità Coscienziale, nulla finora sembra essere in grado di smentire questa cosa.
Se prendiamo la SST, che attualmente ritengo la migliore e più olistica visione dell'universo, abbiamo che l'universo è CEST, ovvero Coscienza che genera energia, spazio e tempo.
Se la Coscienza crea e distrugge, cioè trasforma, in questi 3 assi, allora è evidente che ogni sua attività può essere illimitata entro tali assi: prendete qualsiasi attività coscienziale, e avrete la dimostrazione che è così.
E se la Psicocinesi è coscienziale, allora è normale che possa non aver limiti in termini di energia (energia sottile, energia densa, materia, massa, gravità, ecc.), spazio (località, non località, multidimensionalità) e tempo (passato, presente e futuro, seppur in modi leggermente diversi), perchè la si può dirigere in uno o più punti specifici di ognuno di questi 3 assi.
Riassumendo, non importa dove sia l'obiettivo scelto, perchè lo si può sempre individuare e raggiungere, con la Coscienza.
CITAZIONE
Non c'è località né spaziale né temporale, indipendentemente dal numero dei soggetti coinvolti e, soprattutto, chi per primo analizza un evento lo fissa oggettivamente sull'asse del tempo.

Ecco la conferma: l'universo olografico\virtuale\frattale\matematico\multidimensionale permette alla Coscienza di agire in un modo più ampio dell'idea comune di località.
CITAZIONE
Tutto ciò sembra veramente ricordare il paradosso del gatto di Schrodinger!

Molti fisici dicono che "l'osservatore modifica la realtà", in base a questo e ad altri ragionamenti ed esperimenti.
Domanda: è vero?
Dualità: percepire e manifestare.
Dualità trascesa: partecipare.
Risposta: è vero.
Partecipiamo in continuazione, come Coscienza, all'esistenza ed alla trasformazione dell'universo reale\virtuale di energia, spazio e tempo.
CITAZIONE
In poche parole si era già deciso in che modo ci saremmo spostati nel futuro (facciamo l'esperimento, poi leggeremo comunque quell'analisi).
Ciò che è stato già deciso (deviazione standard dell'arbitro) non si può cambiare, dato che è stato deciso a priori.

Ecco il potere dell'Intenzione, qualcosa di coscienziale, superiore all'attività mentale: il nostro libero arbitrio che trasforma una possibilità in una realtà, una potenzialità in una sua concretizzazione.
CITAZIONE
"ma scusa, se un computer tira fuori dati pseudocasuali, ovvero già decisi dal computer stesso, com'è possibile mutarli?"
Ricordiamoci però l'unico nostro fattore che possiamo controllare: il momento nel quale premiamo il bottone e iniziamo il test. Che in termini matematici coincide alla scelta del seme da cui partire.

Percezione e manifestazione: partecipazione.
E così, con l'equilibrio della completezza, il nostro obiettivo è raggiunto.
CITAZIONE
Se in un dato momento ci sentiamo pronti e iniziamo la generazione di numeri, convinti di riuscire ad ottenere una deviazione statistica significativa, inconsciamente sceglieremo proprio quel momento in cui tale deviazione ha origine.

Come quando sfogliate con le dita quei libretti pieni di risposte, prima di aprire il libro improvvisamente: l'azione avviene a seguito della percezione, e sceglierete una data pagina in un dato momento a seconda di un dato problema.
Senza prendere il libro in mano e farne sfogliare le pagine avanti e indietro, sarebbe stato difficile per il nostro inconscio guidarci verso la risposta: così, gli abbiamo fornito una serie di dati in ingresso, permettendogli di scegliere quello più adatto.
Non vi ricorda proprio l'esperimento dei numeri casuali, o gli esperimenti di psicofonia?
Sono la stessa cosa: un dato fornito più facilmente dopo aver preso in considerazione un alto numero di possibilità.
CITAZIONE
Ovvero, sarà la nostra coscienza a spostarsi in una linea di eventi affine o meno alle nostre aspettative.

Sono sicuro che la Coscienza scelga, ma non che si sposti in una linea di eventi, in quanto li può conoscere già tutti: piuttosto, penso che sposti quelle parti di noi, che sono corpo (ed eventuali corpi sottili e corpi eterici), mente, spirito ed anima, per farci arrivare a soddisfare le nostre aspettative.
Del resto, siamo noi, intesi come quelle 4 componenti, ad essere nella "linea di eventi", nei 3 assi, non la sola Coscienza, che ne è anche fuori (potenzialmente, ovunque).
CITAZIONE
Dove risiede a questo punto la telecinesi?
Si può veramente parlare di controllo sulla materia, o dovremmo magari riorganizzare la nostra visione in linea ad uno spostamento di coscienza sull'asse degli eventi?

La psicocinesi è manifestazione, ma dal momento che non può avvenire senza una percezione (che è sempre attiva), posso dire che la risposta valida è quella di prima: entrambe.
CITAZIONE
E questo dimostra che qualsiasi applicativo di questo tipo, locale o non locale, pseudo o ipoteticamente casuale, funziona solo in base alla nostra coscienza.

Sono d'accordo: è qui che volevo arrivare.
Seppure, in un'ottica realista, direi che, dal momento che queste applicazioni non sono più potenziali ma concretizzate dalla Coscienza stessa nei 3 assi, allora tutto ciò non funziona più solo in base alla nostra Coscienza, ma anche in base ad essa, visto che una buona parte di noi è proprio nei suddetti 3 assi (quindi, nei loro limiti).
Ecco perchè siamo ancora qui a parlarci, senza volare o muovere qualsiasi cosa o teletrasportarci.
CITAZIONE
Come potete facilmente comprendere, anche ragionando per assurdo, l'ipotesi espressa sulla coscienza resta perfettamente elegante.

Elegante e vera: grazie ancora della discussione, ne ho approfittato per scrivere molte cose che avrei scritto fra chissà quanto.
Aggiornerò la sezione Psicocinesi in base a dove siamo arrivati ed aprirò discussioni relative ai temi Coscienziali qui trattati :)

_________________
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: ven 18 lug 2008, 16:15 
Dato che qualcuno mi ha contattato su Skype facendomi domande per capire meglio il discorso sulle realtà parallele, posto un'ulteriore spiegazione che magari può risultare più facile da digerire.

Se ognuno di noi può decidere sulla realtà da vivere e sperimentare, dov'è il libero arbitrio altrui?
Vi mostro un piccolo schema che può tornare utile.

Ipotizziamo di vestire i panni di Dio, e creare un gioco di ruolo dove per comodità ci sono due personaggi, Marco e Luca, e due possibili azioni di ogni personaggio, Parlare e Ascoltare.

In forma matriciale avremo le seguenti combinazioni:
(per "universo" intendo una qualsiasi combinazione della realtà olografica)

image

Questa è la realtà olografica del gioco, dove il tempo non esiste (vediamo contemporaneamente tutte le possibili combinazioni).
Ora però diamo questo gioco in copia sia a Marco e a Luca, e permettiamo loro di giocare vestendo i propri panni. Marco, nel flusso di tempo, sceglierà le seguenti colonne: Universo1, Universo4, Universo2.
Luca invece, giocando, sceglierà: Universo3, Universo1, Universo2.

Quindi lungo il tempo avremo questa rappresentazione:

image

Come può essere che nell'Istante2, Marco e Luca parlino e Ascoltino nello stesso momento?!?
Semplicemente perché entrambi i giocatori stanno muovendo il puntatore di lettura sulla medesima lastra olografica, ma in punti differenti.
Ovvero è come se esistessero ben 4 Marco e ben 4 Luca, e ogni spostamento di ciascun giocatore identifica la scelta - di coscienza - di percepire uno tra questi personaggi. Ma le coscienze sono solo due, ovvero i giocatori che scelgono la realtà da percepire.
Il libero arbitrio quindi resta, perché ogni giocatore sceglie ogni singolo istante. Cambia però il punto di vista, e la percezione, in ogni momento di gioco.

Luca e Marco "creano" la propria realtà in base alla propria coscienza, per pura speculazione potrei aggiungere che solo nell'istante3 avviene qualcosa di magico: entrambi condividono il medesimo universo. Potrebbe forse essere l'origine della cosiddetta telepatia? Io lo definirei come "sincronismo".

Inoltre, per lo schema di prima, cioé la matrice completa delle possibilità, potremmo mai sperimentare a priori ogni singola combinazione?
Un pò come dire che è la ragione per la quale Dio si è "scomposto" in tutte le forme di vita - di coscienza - per fare esperienza della propria creazione. Di ogni possibile istante, di ogni possibile combinazione.
Altrimenti non esisterebbero emozioni, e il tutto sembrerebbe finto, meccanico.


CITAZIONE
- ... Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità.
- Quale verità?
- Che il cucchiaio non esiste.
- Il cucchiaio non esiste?
- Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso.

CITAZIONE
La psicocinesi è manifestazione, ma dal momento che non può avvenire senza una percezione (che è sempre attiva), posso dire che la risposta valida è quella di prima: entrambe.

E' chiaro che questa mia visione è riferita sotto l'ottica dell'asse del tempo.
Potrei rielaborare il tutto sotto qualsiasi altro asse, Spazio, Energia, Coscienza. Dipende sotto quale asse vogliamo osservare la realtà, come giustamente affermi.


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 17:56 
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CITAZIONE
l'ipotesi espressa sulla coscienza resta perfettamente elegante.

olè!

che dire? perfettamente concorde, ottimo topic, non avrei saputo scriverlo meglio, veramente.
ora bisognerebbe sentire le persone esterne alla triade Anonimo-jena-ken ^^ che cosa ne dicono!
quindi rispondete numerosi e domandate!
:)
grande Anonimo!


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 18:30 
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:D nono secondo me non è per niente così mi dispiace ^_^


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 20:16 
Riccardo, perché non provi (magari con calma) a farmi capire dov'è che tale teoria fa acqua? Com'è invece secondo te?
Solo in questo modo posso cercare di comprendere anche il tuo punto di vista e, perché no, raddrizzare il tiro.


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 20:19 
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:) allora secondo me la coscienza è eternamente:onnipercepente, onnipotente, onnisciente, onnicosciente e viva. tutto per lei è come un libro, lo legge (percepisce) lo ricorda (lo sa) lo scrive (lo crea) cancella (distrugge) e ne è cosciente visto che è suo ^_^ secondo me è così :)


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 22:49 
CITAZIONE (Riccardo2016 @ 27/8/2008, 21:19)
:) allora secondo me la coscienza è eternamente:onnipercepente, onnipotente, onnisciente, onnicosciente e viva. tutto per lei è come un libro, lo legge (percepisce) lo ricorda (lo sa) lo scrive (lo crea) cancella (distrugge) e ne è cosciente visto che è suo ^_^ secondo me è così :)

Scrissi: "Un pò come in una lastra olografica, dove tutti gli eventi positivi e negativi sono memorizzati, e il puntatore di lettura si sposta in base alla nostra coscienza."
Non rappresenta forse ciò che hai appena enunciato?
In pratica, secondo quest'ottica, la coscienza è quel puntatore che sposti in un determinato punto dell'ologramma, ottenendo potenzialmente qualsiasi tipo di percezione e realtà. Che sia lo spazio (infinito), il tempo (presente,passato,futuro), e il potenziale energetico (minimo,massimo).
E più "espandi" questa sorta di puntatore, più informazioni riuscirai a gestire contemporaneamente (espansione massima = onniscenza).



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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 22:50 
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mmm e quindi non sarebbe possibile creare un'altra lastra o scappare da questa?


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Messaggio da leggereInviato: dom 27 lug 2008, 23:19 
CITAZIONE (Riccardo2016 @ 27/8/2008, 23:50)
mmm e quindi non sarebbe possibile creare un'altra lastra o scappare da questa?

Considera che sto usando il termine "lastra olografica" giusto per comodità di comprensione per chi non conosce questo genere di tematiche. Hai colto perfettamente il limite del termine e ti ringrazio per averlo esposto.

Al posto di "lasta olografica", "realtà olografica" o "matrice potenziale di realtà", prova ad usare il termine Esistenza.
Quindi, riprendendo il discorso di prima, la tua coscienza è in grado di spostarsi in qualsiasi punto dell'Esistenza. Esistenza comprende qualsiasi forma, qualsiasi espressione, qualsiasi percezione e fantasia ipotizzabili. E' un qualcosa di eterno e infinito, oltre il quale possiamo soltanto intendere vi sia il Nulla, ovvero l'esistenza negativa.
Nel topic http://iltempiodellaluce.forumfree.net/?t=30141230 trovi qualcosa a riguardo.

L'unica via di fuga quindi consisterebbe nel cessare di esistere, e quindi anche di percepire e fare esperienza (la ragione per la quale viviamo).
Ti è un pò più chiaro ora?


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Messaggio da leggereInviato: lun 28 lug 2008, 10:25 
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si ora si mi è più chiaro :)


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Messaggio da leggereInviato: mer 27 ago 2008, 17:10 
Scusate ma volevo costruire un circuito in grado di generare dei numeri casuali(reali)Per caso avete uno schema.(0-1)per fare dei test
Grazie


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Messaggio da leggereInviato: mer 27 ago 2008, 17:35 
CITAZIONE (Cobol @ 27/9/2008, 18:10)
Scusate ma volevo costruire un circuito in grado di generare dei numeri casuali(reali)

Dipende da cosa intendi per "numeri casuali reali".
Ciò che si avvicina maggiormente a ciò che definiamo "casuale", ovvero meno influenzato dai fattori esterni attualmente conosciuti?

Qui ne trovi uno molto affidabile (dati forniti direttamente dallo spazio): http://www.yuzoz.com/AboutYuzoz.aspx

Oppure prendi un contatore Geiger, od ancora se vuoi costruirti qualcosa amplifica il rumore di un qualche dispositivo (sensore CCD al buio, frequenza radio schermata dall'esterno, micro oscillazioni termiche di un dispositivo a temperatura costante...)


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Messaggio da leggereInviato: ven 29 ago 2008, 11:38 
Pensavo al rumore bianco generato da una giunzione di un transistor.........


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Messaggio da leggereInviato: dom 17 giu 2012, 1:33 
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Iscritto il: lun 19 dic 2011, 1:47
Messaggi: 135
Località: teramo
Mi era sfuggito questo bel topic!
Concordo con le conclusioni tratte.Spiegano il motivo di fenomeni quali sincronicità, deja vu,etc
In passato sono stato un abile lettore di Tarocchi (consapevole della loro importanza esoterica profonda - in essi è la "scienza della coscienza quantica" e il percorso che definiscono è una sorta di summa-guida pratico-teorica all uso di essa) e ho avuto modo di pormi domande sulla base di quanto esperivo ; diciamo che ,sebbene non con l uso di termini tecnici,quindi non del tutto razionalmente,ero comunque arrivato a coglierne il succo : l anima è libera di vivere! Essa è tanto l esistenza quanto la vita in essa espressa.Ne deducevo/sentivo/so : Una è l anima - l esistenza - e infinite le vi(t)e in essa! Non vi è implicato alcun dio all infuori di NOI. Anzi...NOI siamo quel dio...e IO sono voi ed esso!...e viceversa,of course! :D
La perfezione di come questo si manifesti l avete spiegata bene voi...aggiungo che capita persino che più testimoni d uno stesso evento abbiano visto (e non )sfumature differenti di esso sui vari piani a cui ciascuno è più legato in quel momento...(neologismo : anti-sincronicità)Se ne evince anche,la possibilità-difficoltà di un totale cambio di paradigma della realtà cui si appartiene - salvo eventi eccezionali pan coinvolgenti (chissà che qualcuno non si stia già adoprando perchè ciò avvenga...vedi le dicierie su eventi olografici per le masse a seguito delle quali inculcare nuovi para/dogmi)...che sennò resta buono il detto "divide et impera".

Tornando al discorso Tarocchi - intuii ben presto la responsabilità dell utilizzo di essi per la "previsione" del futuro...diciamo che è meglio astenersi quando si vede tutto nero!....
Più "assurda" bensì mi pareva la co-incidenza con cui le carte erano selezionate per descrivere eventi passati.(Luciano faceva riferimento ai libri-risposta)...sebbene ciò fosse spesso più un punto di partenza generico (ma non troppo quando si fa uso anche degli arcani minori!) per la sincronizzazione delle percezioni sulla linea coscienziale del soggetto (aprire un canale di informazioni non -locali...dai quali canali spesso mi arrivavano pure ospiti,graditi e non .)
Ultima cosa - quando mi chiedevano come facessi (a vedere nella loro anima/vita) io rispondevo (sibillinamente ma invero concretamente) : IMMAGINO!

Ed è infatti su quest ultimo concetto che vorrei soffermarmi.
"Immaginavo" non solo nel caso del futuro,ma ancor più per il presente ed il passato!
Immaginavo...ossia un misto di sogno ad occhi aperti,ispirazione creativo-artistica e concentrazione ricettiva focalizzata su un punto già esistente (la persona in questione). Forse l area del cervello (o meglio,la sua fase,il tipo di onda ,direi quella theta) in cui ciò avviene è la stessa,da qui la sensazione che io stessi CREANDO la vita delle persone difronte a me,prima d allora perfettamente sconosciute.
Riallacciandomi a quanto scritto nel topic,nel tentativo di dare una spiegazione,credo che stessi decidendo/attraendo alcune linee dimensionali (dal mare magno del tutto) a me....infondo quelle persone potevano essere chiunque! (e lascio a voi fare ulteriori considerazioni a partire da questo)
Ordunque :
Nulla si crea,nulla si distrugge...giusto?...e se NULLA ESISTESSE?
Intendo nei due sensi...
Ossia - questo NULLA è TUTTO ciò che esiste.In questa doppia valenza si regge il gioco.
Ma la domanda che mi pongo da una vita (della serie "l acqua calda") e alla quale non ho risposta ASSOLUTA è : PERCHE'?
Perchè esistere anzichè no?Da cosa è partita questa differenza? Da dove è arrivata la spinta?
Non ricordo di aver trovato,in genesi di Malanga,la spiegazione a questo PRIMUM MOBILE,all EIN SOPH e bla bla...lo dicono inconoscibile.Se fosse così,noi non ne faremmo parte.Se mi provo a visualizzarlo (immaginarlo!) finisco nel magico 8 alla Escher...e davvero vedo che tutto si regge da se in se per se...e va da dove viene...e così via...
(AIUTO!Ma questo non ricorda DARK CITY!?)
Il 95% è antimateria...noi siamo in quel misero 5% dove gli eventi precipitano, si depositano, muoiono.
E se fossimo all interno di un buco nero? Si ipotizzava,oltre che l effetto worm-hole,anche la genesi di nuovi universi a partire da un buco bianco...
Beh,buco bianco o nero che sia,visto come spesso va la vita,io ci sento puzza di m...a!....
Scusate,sono partito per la tangente....
L ultimo tiri l acqua!


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