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Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 9:54 
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Qui ed ora

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« L'istante presente non ritorna mai più.
Durante zazen, ogni nostra inspirazione ed espirazione è unica e non ritorna mai più.
Ieri era ieri ed oggi è oggi.
Dico sempre che bisogna concentrarsi "qui ed ora", creare "qui ed ora".
Così ci si rigenera, ci si rinnova[1] »
(Taisen Deshimaru)


Nel Buddhismo si insegna ad assumere un particolare atteggiamento interiore dell'animo, che viene definito "qui ed ora".
Questa espressione non è esclusivamente riferita ad un atteggiamento interiore specifico del momento della meditazione, ma vuole anche esprimere la realizzazione di una predisposizione e di un atteggiamento dell'animo in perfetta armonica integrazione ed interazione non solo della persona verso sé stessa e la propria vita interiore, ma anche nei confronti della realtà esterna e circostante in cui l'Uomo vive e si trova immerso.


La consapevolezza nell'introspezione

Nel Buddhismo "qui ed ora" significa vivere ciascuna azione e ciascuna situazione con la massima pienezza ed intensità, unitamente alla massima consapevolezza delle proprie sensazioni interiori. Infatti il Buddhismo insegna a realizzare sempre, in ogni circostanza di tempo e di luogo, la piena consapevolezza di ogni più piccola percezione dei sensi, degli stati d'animo e di ogni situazione si stia vivendo, unitamente ad ogni azione che si stia compiendo: in questo consiste il "qui ed ora" che emerge dall'insegnamento del Buddha.

« [...] Il fatto che quando una qualità ingannevole è presente dentro di te, tu discerni che una qualità ingannevole è presente dentro di te; e quando una qualità ingannevole non è presente dentro di te, tu discerni che una qualità ingannevole non è presente dentro di te: quello è il solo modo in cui il Dhamma è visibile nel "qui ed ora", al di là del tempo, stimolante la verifica, pertinente, atto ad essere realizzato direttamente dal saggio. [...] »
(Dai discorsi del Buddha - "Sanditthika Sutta: la visione del qui ed ora"; Anguttara Nikaya 6.47 -)


In termini diversi e per usare un modo di dire corrente in occidente, "qui ed ora" si può interpretare anche semplicemente nel significato di essere sempre costantemente perfettamente "presenti a sé stessi" in qualsiasi circostanza, sia di luogo sia di tempo. Nel sigificato buddhista, significa quindi essere sempre perfettamente vigili e consapevoli del nostro essere e del nostro agire, ovunque ed in ogni istante. Spesso nel Buddhismo questo si riassume anche con il detto: "se mangi, mangia", "se cammini, cammina", "se dormi, dormi", cioè qualsiasi cosa si stia facendo questa deve essere eseguita con la massima pienezza, con la sciente consapevolezza e la piena comprensione di ciò che si sta facendo.

« [...] E ancora, monaci, un monaco, quando cammina, è consapevole: “Sto camminando”. Quando è in piedi, è consapevole: “Sono in piedi”. Quando è coricato, è consapevole: “Sono coricato”. In qualsiasi posizione si trovi, egli è consapevole della posizione del corpo.[...] E ancora, monaci, un monaco, nell'avanzare e nel tornare indietro, applica la chiara comprensione[2]; nel guardare e nel distogliere lo sguardo, applica la chiara comprensione; nel chinarsi e nell'estendersi, applica la chiara comprensione; nell'indossare l'abito e nel portare la ciotola, applica la chiara comprensione; nel mangiare, nel bere, nel masticare e nel gustare, applica la chiara comprensione; nell'adempiere alle funzioni corporali, applica la chiara comprensione; nel camminare, nello stare in piedi, nel sedersi, nell'addormentarsi, nel destarsi, nel parlare e nel tacere, applica la chiara comprensione.[...] Ora, colui che pratica per sette anni i quattro fondamenti della consapevolezza, può aspettarsi uno di questi due frutti: la più alta comprensione “qui ed ora”[3] o, se rimane qualche residuo di dipendenza ed attaccamento, il frutto del "non-ritorno" (la cessazione delle future nascite) [...] »
(Dai discorsi del Buddha - "Satipatthana sutta"; Majjhima Nikaya,10)



La fusione dell'essere individuale con l'essere universale

Essere "qui ed ora" implica la massima armonizzazione e la completa sinergia del proprio "ego" individuale con la realtà cosmica, il cosiddetto Ego universale od anche Sé universale (simile al Brahman induista, ma che nel Buddhismo prescinde dalla concezione del Divino e dell'Assoluto), cioè implica che l'agire non sia solamente un mero ed ultroneo agire individuale ma, come la tessera all'interno del mosaico a cui appartiene, costituisca la singola ed intima parte della più vasta azione universale del Karma e ad essa si armonizzi perfettamente nell'istante e nel luogo stesso in cui l'azione del Karma cosmico già agisce.
Quindi il "qui ed ora" implica anche il fatto che ciascuno di noi, nell'essere "presente a sé stesso", sia anche perfettamente presente ed armonizzato all'azione che il Karma cosmico continuamente già svolge nella realtà dell'Universo intero.
Chi agisce nel "qui ed ora" secondo il significato buddhista e quindi sempre costantemente "presente a sé stesso", perfettamente consapevole di ogni sua più piccola percezione, con il proprio "ego" individuale che si esprime in modo intimamente armonizzato e concordante con del fluire dell'espressione del Karma universale, compie delle "azioni che sono conformi alla situazione" e quindi non è uno che "non agisce" con la sua proria individualità e non è uno che non esprime o, peggio ancora, che "ha estinto" il proprio ego, come spesso in occidente si intende usando espressioni negative quali "non Sé", "non ego" o "non agire" ma, chi agisce nel "qui ed ora" secondo il significato buddhista, è invece semplicemente colui la cui azione non è ultronea, non si esprime cioè "motu proprio" e non è dettata dall'interesse e dal tornaconto individuale, ma costituisce quell'azione che asseconda esattamente e si unisce armonicamente all'azione del Karma cosmico, ad esso allineata nel tempo e nello spazio in cui l'azione karmica universale stessa si produce, tanto da costituire intima parte di una sola ed unica espressione ed azione, non differenziata nel contesto dell'azione Karmica universale pur mantenendo in essa la propria autonoma parte di individualità.

« Occorre rendere noto che, per studiare la "Via" (della realizzazione spirituale buddhista), la (metodologia di) investigazione stabilita è quella della pratica della meditazione seduta (zazen). Il punto essenziale di questa metodologia è (comprendere) che c'è la pratica di un Buddha che non si cura di agire per fare un Buddha (di se stesso). Nel momento stesso in cui la pratica di un Buddha non consiste nell'agire fattivamente per fare (di se stesso) un Buddha, si compie la realizzazione di questo koan. Il Buddha insito nel corpo non agisce per diventare un Buddha; allorché "le catene e le gabbie" si infrangono, un Buddha seduto (in zazen) non interferisce con l'azione del processo di realizzazione di un Buddha. In tale preciso momento, da mille, da diecimila epoche passate, noi abbiamo il potere ancestrale "di passare attraverso ed andare oltre i Buddha ed i dèmoni". »
(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin" 坐禪箴 )



La vacuità buddhista nel qui ed ora

Termini come "vuoto mentale", "vacuità", od anche espressioni come "agire senza agire", "pensare senza pensare", hanno una valenza completamente diversa nella tradizione buddhista rispetto a quella che i rispettivi termini e le relative espressioni hanno invece nel linguaggio corrente della cultura occidentale.

« Un giorno, mentre il Grande Maestro Yueshan Weiyan stava seduto (in zazen), un monaco gli domandò: "A cosa state pensando (in quella postura) così immobile?.
Il Maestro rispose: "Sto pensando di non stare pensando (fu shiryô)".
Il monaco domandò: "Come fate a pensare di non stare pensando?
Il Maestro rispose: "Non pensando (hi shiryô)" »
(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin" 坐禪箴 )


Neppure l'espressione occidentale di "motore immobile", presente nel pensiero filosofico aristotelico-tomistico, ha nulla da spartire con il concetto orientale del "pensare senza pensare" e del "non agire" od "agire senza agire", espressioni quest'ultime che costituiscono un'inadeguata traslitterazione dell'espressione cinese "wei wu wei". Infatti il concetto orientale espresso dall'espressione taoista "wei wu wei" è quello della "azione conforme alla situazione", espressione assai più felice proveniente dalla traslitterazione dal cinese dello "yin-shih", sinonimo esprimente un concetto analogo molto simile al concetto buddhista dell'agire "qui ed ora".


Note

1. ^ "Lo Zen e le arti marziali" - pag.30 - ISBN 88-7710-313-2
2. ^ In questo contesto chiara comprensione identifica quella speciale e tipica comprensione buddhista che si realizza nel "qui ed ora", oggetto e frutto della meditazione buddhista in cui anche il corpo funge da strumento cognitivo al pari dell'intelletto
3. ^ In questo contesto alta comprensione identifica quella speciale e tipica comprensione buddhista che si realizza nel "qui ed ora", oggetto e frutto della meditazione buddhista in cui anche il corpo funge da strumento cognitivo al pari dell'intelletto



Hic et nunc

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La locuzione latina Hic et nunc, tradotta letteralmente, significa qui ed ora.

Questa espressione si usa per indicare che una cosa non ammette proroghe nella sua attuazione.

Tale locuzione è adoperata inoltre come sintetica quanto aderente espressione della filosofia esistenzialista, per la quale l'uomo è considerato nella fragilità della sua condizione finita. Essa si manifesta proprio nell'individualità dell'uomo presente "hic et nunc", in un tempo (nunc) ed uno spazio (hic) che non sono infiniti (cfr.Idealismo) e costituiscono la causa stessa dell'infelicità umana.

_________________
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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 Oggetto del messaggio: Re: Qui ed ora, hic et nunc
Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 13:08 
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anche sant'agostino nelle confessioni dice che la chiave della felicità è vivere il presente nel presente e non il presente nel passato(ricordo) o il presente nel futuro(previsioni)

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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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 Oggetto del messaggio: Re: Qui ed ora, hic et nunc
Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 22:44 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Su Sant'Agostino sto preparando un topic dedicato, perchè merita ^^

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Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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 Oggetto del messaggio: Re: Qui ed ora, hic et nunc
Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 22:56 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
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ho un dejà-vù questo scambio di battute su sant'agostino l'abbiamo già fatto nel vecchio forum rotfl

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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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