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Messaggio da leggereInviato: sab 27 dic 2008, 1:58 
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Sì è parlato molto di abbondanza e di come ottenerla, non solo mettendosi in condizione di ricevere, ma anche attivandosi per trovare: per generare una risonanza, che è il miglior modo di avvicinare (e avvicinarsi a) qualcosa stabilendo un collegamento con essa, bisogna agire in modo completo.
Abbiamo parlato molto anche di Coscienza, e dei 2 modi in cui essa esiste, ovvero percependo e manifestando: è usando questa completezza che possiamo ottenere abbondanza, risuonando con le situazioni favorevoli.
Infine, si parla spesso di fortuna e sfortuna, e di come siamo noi a crearcele. Ma quanto c'è di vero in questo? E perchè ne parlano tutti come se lo sapessero da sempre, e poi non sanno dare esempi validi di vita, sia come comprensione che come applicazione?

Sempre a proposito di dualità e di trascenderle per trovarne l'unità, trovo che il modo migliore per prendere coscienza di qualcosa e comunicarla sia quello di proporre non solo spiegazioni teoriche ma anche esperienze pratiche. Ho scritto molto poco in questi anni delle mie esperienze in merito, che mi hanno portato alle conlusioni che oggi scrivo un pò dappertutto e con tanta sicurezza. Ma con questo nuovo forum, a pochi giorni dall'ingresso nel 2009, inizia per me una nuova e migliore fase di esistenza, dove grazie ad una migliore gestione del mio tempo e dei miei pensieri, riesco a scrivere con più chiarezza e frequenza tutto ciò che voglio proporre da anni.

Ecco quindi una mia esperienza, ed anche molto recente: è successo stasera, poche ore fa. Dato che, a quanto pare, il concetto "come sopra, così sotto" è vero (universo matematico -> vettoriale -> olografico), penso che questa esperienza possa bastare a far comprendere anche tutte quelle che non ho scritto e che abbiamo vissuto io e tantissime altre persone.

Ma prima un passo indietro.

Sono cresciuto sentendomi spensierato, quindi non scegliendo alcuna posizione tra la fortuna e la sfortuna.
Poi, con il mio 1' cambio di casa, tra la 2' e la 3' elementare, mi sono visto crollare il terreno da sotto i piedi, ed ho vissuto in modo traumatico il cambio totale della mia vita, e le nuove circostanze ben poco favorevoli, quasi ostili, della mia realtà scolastica. Da allora, ho iniziato un periodo in cui mi rendevo conto di essere sfortunato: ancora non capivo che era una mia scelta data da una percezione alterata, e non una mia reale percezione equilibrata. E così, per molti anni, sono stato veramente sfortunato in ogni singola circostanza in cui riconoscevo di poter avere sfortuna (a riprova che ero io che facevo tutto, altrimenti mi andava male anche quando non pensavo che potesse succedere, e che quindi è un fenomeno soggettivo).
Molti anni dopo, non più bambino ma neanche ancora maggiorenne, lessi su una rivista scientifica un articolo sulla fortuna...quell'articolo mi cambiò la vita! La rivista era Focus, che molti di noi considerano ben poco realista e scientifica. Per la serie: ma guarda tu le informazioni che ci servono da che canali provengono...ho imparato una cosa del genere non dal guru di turno o dall'esponente new age più in voga, ma da un giornale che ora reputo pessimo. Io volevo inconsciamente un informazione, e l'ho trovata: ogni canale è buono, se si vive nella sincronicità (anche senza saperlo, a riprova che è un fenomeno oggettivo). In quest'articolo si diceva che la fortuna e la sfortuna non esistono, ma che sono le nostre scelte che ci portano verso queste situazioni. Si parlava di "andare verso", e non di "attrarre": già molti anni fa, e su una rivista poco considerata dai ricercatori spirituali, si diceva qualcosa di molto più serio e reale di ciò che ormai ci tirano dietro su siti internet, libri e riviste varie, a volte completamente campate in aria e scritte da persone che, il giorno prima, neanche credevano possibile la cosa, e non avevano avuto esperienze in proposito. Apprezzai molto, invece, il tono scientifico di quell'articolo, e tutti gli esempi riportati, realmente accaduti e ipotizzati, erano estremamente chiari ed inequivocabili.
Da allora decisi: voglio vivere le situazioni che più ritengo opportune di volta in volta! E così è stato: con gli anni, il mio controllo sulla vita, da quel momento, è aumentato. Qualche anno dopo, ogni volta che partecipavo ad un qualche gioco o estrazione, vincevo sempre qualcosa laddove prima non vincevo mai, ed evitavo sempre di essere scelto laddove la scelta comportava una qualche penalità o sacrificio, come ad esempio nelle interrogazioni scolastiche. Dal 2004, cioè da quando ho aperto un forum tutto mio su internet, ho iniziato ad ottenere tutte le cose che volevo e nel modo da me scelto, una alla volta. Da allora, ho parlato di felicità solo dopo averla compresa e sperimentata, e anche capito come riprodurla; stessa cosa per la salute, l'equilibrio, l'abbondanza, la fortuna, il piacere, la libertà, etc. Ho iniziato a parlare di queste cose solo dopo anni che le padroneggiavo abbastanza bene, perchè di gente che scrive solo per farsi leggere o farsi dare dei soldi, ce n'è già abbastanza.

Ecco quindi che torniamo alla mia esperienza, forse una delle prime che scrivo in proposito, ma l'ultima di una lunghissima serie.
Dopo cena abbiamo deciso di giocare a tombola: in famiglia siamo 4, e per le feste ci sono venuti a trovare 2 dei miei nonni e una delle loro figlie, mia zia, sorella di mia mamma. Era da tanto tempo che non ci si vedeva; da più tempo ancora che non si passavano le feste insieme. Non avevamo poi mai passato così tanto tempo insieme a casa nostra, da comprendere sia Natale che Capodano: per usare al meglio il tempo insieme, abbiamo iniziato a giocare alle cose più varie, pur di divertirci e sfruttare questo momento di unione.
Eravamo in 7 dunque, e una volta stabilito il prezzo delle cartelle, oguno ne ha comprato quante ne voleva, riempiendo il piatto che poi è stato suddiviso nei 5 premi: ambo, terno, quaterna, cinquina e tombola.

Esattamente com'è iniziata la mia storia con la fortuna nella mia vita, è iniziata anche questa sera la mia fortuna: con un'acquisizione di consapevolezza seguita da un'atto di volontà.
In questo modo inizia ogni cosa, non solo questa.
La mia consapevolezza era: "se voglio posso vincere".
Il mio atto di volontà è stato: "voglio vincere".

Lo faccio spesso, non solo per mettere alla prova le mie capacità, ma anche per mettere alla prova le mie credenze. Infatti, ciò che blocca non è solo l'incapacità, ma anche la non accettazione di un tale potere. Chi si chiede mai, oltre a "sono in grado di farlo", anche "riesco ad accettare di poterlo fare"? Perchè senza l'accettazione delle proprie capacità, queste non vengono manifestate, perchè vengono da noi bloccate.

1' partita.

Una volta entrato in quello stato di coscienza, ho scelto di prendere il tabellone per chiamare i numeri, e di comprarmi anche 3 cartelle: sono entrato in gioco con 1,50 euro, quindi.
Man mano che proseguiva il gioco e gli altri vincevano i premi, io ero tranquillo perchè tanto, dato che avevo deciso di vincere, avrei probabilmente vinto uno degli ultimi premi, e quindi poteva essere normale che i primi non me li aggiudicavo, e che non era un cattivo segno.
Risultato: con una rimonta incredibile dopo la cinquina di qualcuno, cioè quando io avevo veramente pochi numeri rispetto agli altri, sono riuscito a fare tombola, proprio come volevo.

2' partita.

Ho sempre fatto il cartellone, dato che nessun'altro voleva farlo, e dato che sembrava mi stesse portando fortuna: se non altro, sono stati gli altri a farmelo notare. Le cartelle, invece, per la 1' volta in vita mia, non le avevo scelte in base al loro numero o comunque a una decisione razinale come quella del cartellone, ma assolutamente a caso, affidandomi non solo alla percezione, ma alla più completa sincronicità. Idem per la 2' partita: di cartelle ne ho prese addirittura 4, dato che avevo vinto dei soldi e che ne volevo vincere ancora, continuando a restare nello stato di coscienza di abbondanza, dove io sono abbondante per risuonare con l'abbondanza.
Volevo ripetere la stessa performance: far divertire gli altri e prendermi la tombola finale.
Qui invece è successo qualcosa di ancor più prezioso ed interessante della partita precedente.
Dopo la cinquina di qualcun altro ho iniziato la mia rimonta (che statisticamente non può avvenire facilmente dato che l'estrazione dei numeri non è basata sull'abilità, e comunque non può avvenire 2 volte di fila senza una deviazione di qualche tipo), e infatti mi mancava un solo numero per fare tombola, mentre gli agli altri ne mancavano molti.
Mio padre era di fianco a me, e mi ha detto sottovoce, sorridendo: "se ti esce quel numero, rimettilo dentro". Io non capivo perchè; forse aveva qualcosa in mente Sono giunto alla conclusione che volesse far vincere qualcun'altro, perchè avremmo fatto solo 3 partite e io mi ero già "divertito". Il ragionamento aveva una logica e faceva presa sulla mia parte altruista: e qui è avvenuta la cosa curiosa. A un certo punto mi sono usciti 2 numeri, e uno l'ho rimesso dentro, ridendo, e chiamando l'altro. Mio padre ha pensato che era uscito, tra i 2, il mio numero, e che io l'avessi rimesso dentro seguendo il suo consiglio: da allora, fino alla fine della partita, ci saremmo spesso guardati ridendo, perchè lui credeva che io l'avessi assecondato, e io invece volevo vivere quella particolare situazione equivoca e vedere dove portava.
Ora, non essendo uscito il numero, in realtà aveva molta probabilità di uscire, contrariamente a quanto mio padre credeva: infatti, dopo avergli detto (non ci sentiva nessuno) che, se fosse uscito di nuovo, non l'avrei rimesso dentro (come lui credeva avessi già fatto), lui mi ha risposto che, essendo già uscito, è difficile si ripresenti una 2' volta in così breve tempo. Il ragionamento filava dal punto di vista statistico della "legge dei grandi numeri", ma comunque non poteva avverarsi perchè in realtà il numero non era uscito. E nonostante tutto, il numero non è uscito per molto: il che era insolito, specie il mio stato di coscienza fortunato e "vittorioso", e come si stava ripetendo dalla 1' alla 2' partita.
Chiamando i numeri, ho pensato a una cosa: era chiaro perchè non stava uscendo! Non c'entrava nulla la statistica, e nemmeno il fatto che io potessi aver creduto a mio padre ed aver influenzato la scelta dei numeri (avevo io in mano il panariello, il contenitore in vimini dei numeri, avendo io il cartellone)...era qualcosa di più interessante!
Ovvero: io ero d'accordo con mio padre.
Dentro di me, sapevo che la decisione di non vincere un'altra volta il premio massimo poteva essere giusta, specie visto che al tavolo c'era qualcuno che si diverte solo se vince, anche se poco. Quella sua affermazione aveva fatto presa sul mio inconscio, bypassando il subconsico, facendo leva sul mio altruismo. La mia ipotesi era: senza volerlo, mi aveva come ipnotizzato, e io avevo iniziato a muovere gli eventi in modo che seguissero ciò che mi era stato detto e che avevo accettato.
Io potevo aver accettato di non vincere!
Allora, sempre mentre estraevo i numeri, li chiamavo e coprivo con i bottoni quelli sulle mie 4 cartelle (sono multitasking), ho pensato: ora faccio una prova inattaccabile. Ovvero: non so se ho ricevuto\risvegliato a livello inconscio questa programmazione, ma voglio che prevalga la mia volontà di vincere. Se fosse uscito il numero e quindi avessi vinto facendo tombola, avrebbe quindi prevalso la mia volontà sulla mia programmazione; se non fosse uscito il numero, avrebbe probabilmente prevalso la mia programmazione. Ho escluso la normale possibilità di non vincere, dati gli eventi statisticamente alterati e ripetuti una 2' volta alla stessa maniera...stavo sicuramente per vincere a momenti. Il tutto, essendo fermamente consapevole che volevo prevalesse la mia volontà, così che se non avessi vinto sarebbe stato per forza di cose e non perchè, in realtà, non volevo vincere; ho anche escluso l'influenza di mio padre, che era sì convinto che non potesse uscire quel numero, ma aveva anche molto meno potere (e consapevolezza della situazione) rispetto a me in quel momento.
Risultato: per ben 15 numeri non è uscito il mio. 15! Come se volessero uscire tutti tranne il mio...ed essendo più avanti di tutti, chiaramente io restavo fermo e loro ci mettevano molto a vincere. Finchè vince un altro: a quel punto, non ho voluto formulare un'ipotesi sul perchè era andata così, non prima di continuare ad estrarre i numeri per prova. E qui è successo proprio quello che pensavo (ma che non volevo! Infatti l'ho pensato solo dopo): il mio numero è uscito penultimo! Avrei potuto e dovuto fare tombola circa 30 numeri prima dato che lo volevo e che stava per succedere, e non certo alla 89' estrazione!
Mia conclusione: avevo accettato l'idea di non vincere, modificando la situazione in un modo così profondo che non sono riuscito a modificare ulteriormente.
Ma non è finita qui.

3' partita.

Consapevole di quanto era accaduto, ho deciso di rimuovere coscientemente tale programma e di iniziare una nuova ultima partita, vincendo il più possibile. Con la 1' tombola avevo vinto 3,50 euro (si giocava con poco, in famiglia), di cui 2 li avevo spesi nella 2' partita (4 cartelle) e gli 1,50 euro rimasti li avevo spesi per 3 cartelle in questa 3' partita. Non avevo quindi più nulla di quello che avevo usato per entrare in gioco (1,50 euro) alla 1' partita.
Ho passato il cartellone a mio padre, con l'intenzione di dedicarmi maggiormente alle mie cartelle e non ai numeri sul tabellone: ed è qui che è iniziato il divertimento!
Risultato: ho vinto tutti e 5 i premi, cioè ambo, terno, quaterna, cinquina e tombola!
Una cosa che non avevo mai visto, nè tantomeno vissuto!
Avendo "sbloccato" completamente il mio potere di manifestazione di abbondanza, fortuna e vittoria in merito a quella sessione di tombola, ed essendomi concentrato solo sui miei numeri, ho sbancato tutto, con altre 3 cartelle diverse da prima, sempre scelte a caso dal dorso, come per le altre 2 partite.

Sono entrato in gioco con 1,50 euro, con l'intenzione di non dover aggiungere nient'altro nel corso e con la volontà di uscire con più soldi di prima: e così è successo.
Da diversi anni mi capita quasi sempre, ma ho riportato questo caso perchè è stato eclatante e molto significativo in modi diversi nelle 3 partite.
Questa è una delle dimostrazioni che, con uno stato di coscienza adatto e un'azione equilibrata:

. è possibile ottenere ciò che si vuole
. è possibile ottenere anche ciò che non si sa di volere
. è possibile ripetere queste cose

I soldi di stasera chiaramente non sono una vincita che contribuisce alle mie entrate, e fortunatamente non è una perdita consistente per gli altri giocatori, dato che erano tutti miei familiari. Però questi soldi, se in questi giorni giocheremo a qualcos'altro, come il mercante in fiera o 7 e mezzo, ce li rimetterò dentro tutti, perchè so che non solo il gioco sarà più divertente con più soldi e quindi con premi più alti, ma anche che io uscirò con più soldi di prima.

Mi ritrovo davanti questi 8,50 euro, la somma dei 5 premi della 3' partita, che per me significano abbondanza e fortuna ottenute con un uso completo e sincronico di percezione e manifestazione e una libera ed equilibrata espressione della Coscienza.


Auguri di un felice e consapevole 2009 a tutti voi!
<_< ^^ ;D ;) :) =) :D XD :P :lol :queenie :woot

_________________
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: sab 27 dic 2008, 8:22 
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Iscritto il: dom 14 dic 2008, 13:40
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E bravo, Mr Culetty :D
bello il secondo esempio, mi trovo concorde con la tua interpretazione
Citazione (Kenshirou... ops Luciano)
Mia conclusione: avevo accettato l'idea di non vincere, modificando la situazione in un modo così profondo che non sono riuscito a modificare ulteriormente.

però secondo me ci sono due cose da non sottovalutare :)
di cui una avrei piacere di confrontare con voi, perchè siccome è inevitabile parlare di convinzioni, vi prego anche di smontarmela se ci riuscite.
La mia ipotesi (è ipotesi perchè non sto nella tua testa e non so effettivamente a cosa pensavi) è che potresti non aver vinto perchè ci hai pensato troppo. Cioè riflettendo, soppesando troppo certe faccende si passerebbe dalla condizione di "vinco io" a "posso vincere se ..??", cambiando quindi le nostre "emanazioni". (<--questa è quella da smontare :lol )
Seconda cosa non vanno sottovalutate le influenze degli altri :)
La tua incertezza data dalla posizione di esperimento valutativo dell'esperienza sommata alla certezza di tuo padre che tu comunque avresti favorito non te stesso, data dagli ammiccamenti, potrebbe aver fatto la differenza :)

Con il mio gruppo di amici non facciamo altro che giocare a innumerevoli giochi da tavolo, di carte e dadi (ma non giochiamo d'azzardo) io ho partecipato anche diversi tornei di vari giochi, e per esperienza personale, posso dirti che in certi tavoli io non vinco, perchè " l'accanimento" di altri è superiore al mio :D (ma accanimento non è la parola giusta ... la parola giusta potrebbe essere volontà) Come si spiegherebbero altrimenti le dinamiche del "fato" difronte ad un tavolo di individui fortemente motivati a perseguire lo stesso obbiettivo? :)

----mi sono editata per eccesso di prolissità


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Messaggio da leggereInviato: sab 27 dic 2008, 23:41 
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anche io spesso capovolgo le situazioni e in genere vinco i giochi in cui centrano le probabilità.
ed è vero che è più difficile quando ci sono altre persone che influenzano il risultato involontariamente; col computer è molto più facile(vinco sempre a mario party :lol )
inoltre quest'anno, avendo io acquisito maggior consapevolezza del poter modificare gli eventi, ho evitato molte volte di essere interrogato, e anche due verifiche.
lo trovo molto divertente XD


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Messaggio da leggereInviato: sab 27 dic 2008, 23:56 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 9:13
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Grazie ken! finalmente qualcuno che scrive esperienze e consigli sull'uso della coscienza :) beh, ti posso dire che se, in un gioco probabilistico, mentre influenzo, una persona dice a voce alta "voglio che esca X" esce sempre X, quindi in qualche modo la mia influenza viene cambiata dalle parole di quella persona... comunque GRAZIE di scrivere le tue esperienze nell'uso della coscienza... mi aiuti un sacco!


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 Oggetto del messaggio: Approfondimenti e 2' esperienza
Messaggio da leggereInviato: dom 28 dic 2008, 3:33 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Citazione (Semyase)
La mia ipotesi (è ipotesi perchè non sto nella tua testa e non so effettivamente a cosa pensavi) è che potresti non aver vinto perchè ci hai pensato troppo.

Giusta osservazione: proprio ciò che volevo specificare riguardo la 2' partita della mia 1' esperienza scritta su questo topic.

Nel momento in cui pensavo a tutte quelle cose, assumevo fondamentalmente 2 comportamenti:

. accettare l'idea di non fare tombola
. pensare a una cosa diversa dal fare tombola

In poche parole, facevo proprio le 2 cose più lontane dal fare tombola: mi focalizzavo sulla cosa opposta e quindi contemporaneamente non mi focalizzavo sulla vincita. Potrebbe sembrare scontato, ma non è così. Infatti, potete facilmente immaginare 2 situazioni dove può avvenire una cosa senza l'altra.

Questa completa azione di autosabotaggio ha fatto sì che io abbia "allontanato" la tombola, "rimandando" il mio numero al penultimo posto, ben dopo la fine del gioco, nonostante gli eventi stessero portando sicuramente in quella direzione. Inoltre, nonostante la mia volontà volesse tornare nella situazione di prima, nulla è cambiato: segno che la mia emozione era cambiata così profondamente da non poter essere mutata se non con un'emozione uguale e contraria, cioè complementare. Non sono riuscito a provare quell'emozione perchè stavo pensando: proprio come hai scritto, è stato il mio troppo pensare a farmi fallire, dato che mi distraeva. Questa è una dimostrazione di come l'emozione sia più potente del pensiero, in quanto più vicina alla Coscienza.
Citazione
Cioè riflettendo, soppesando troppo certe faccende si passerebbe dalla condizione di "vinco io" a "posso vincere se ..??", cambiando quindi le nostre "emanazioni". (<--questa è quella da smontare :lol )

Ciò a cui ti riferisci è proprio l'emozione.
Dato che non è stata seguita da un'emozione adatta allo stato della vincita, ma solo da pensieri riguardo al non vincere e al meccanismo di queste cose (penso le cose più interessanti nei momenti più impensabili), è rimasta l'emozione che ha portato a quella conclusione. E' stata quella conclusione, e quello stato di Coscienza, a farmi comprendere quanto accaduto, e a farmi tornare in uno stato di abbondanza ancora maggiore al precedente, cosa che mi ha permesso quasi incredibilmente di vincere tutti e 5 i premi. Ciò che mi ha fatto riprendere così velocemente (di solito quando arriva il momento sfigato ci resta molto, e la fortuna non dura per sempre...per chi crede ad entrambe le cose) è stata la mia velocissima (1 minuto) capacità di analisi della situazione: avendo capito dentro di me, in quel lasso di tempo, tutto ciò che ho scritto nel post precedente e in questo, ho potuto tornare a vincere subito e più di prima, contro ogni previsione statistica.
Citazione
Seconda cosa non vanno sottovalutate le influenze degli altri :)
La tua incertezza data dalla posizione di esperimento valutativo dell'esperienza sommata alla certezza di tuo padre che tu comunque avresti favorito non te stesso, data dagli ammiccamenti, potrebbe aver fatto la differenza :)

Ho scritto di aver escluso l'influenza di mio padre, ma non ho specificato sufficientemente il perchè. Altra ottima osservazione: colgo l'occasione per approfondire qui.

Ecco i motivi principali:

. il panariello ce l'avevo io, quindi a livello cinetico e psicocinetico ero io ad avere l'ultima parola
. mio padre in realtà scherzava su quella cosa e la prendeva molto alla leggera
. nessuno contrastava me, ma ognuno pensava solo ai suoi numeri
. l'intenzione di fare tutto questo ce l'avevo solo io: nessuno tra i presenti aveva la minima idea del perchè stessi vincendo a quel modo, del come facevo, del fatto che mi interessassi di abbondanza e fortuna dal punto di vista della Coscienza, che stessi sperimentando tutto ciò e che avrei già deciso di scrivere successivamente tutto su questo forum, proiettando e ricevendo (manifestazione e percezione) lungo l'asse del tempo una serie di emozioni molto intense, che comprendono anche questo momento e tutto ciò che seguirà in questo discorso in ognuna delle nostre vite grazie a questa condivisione e discussione

Il motivo che sta dietro a tutti è però un altro.
Il fatto che qualcun altro possa influenzare la mia situazione è una percezione illusoria, parziale: al massimo, finchè si parla di psiche come in questo caso, l'influenza altrui può essere solo su di me e non sull'esito della situazione che mi vede protagonista. Sarò io che, a seconda dell'influenza altrui, cambierò il mio modo di essere e di agire. Sono stato quindi io a permettere che l'idea di mio padre, seppur scherzosa, facesse leva sul mio altruismo, e mi facesse cambiare direzione. Lui non ha fatto nulla in maniera intenzionale nè diretta: sono io che ho reagito ad uno stimolo esterno, trasformandolo in qualcosa.
La prova di ciò che dico è il fatto che dopo, nonostante il pensiero suo fosse ancora quello, io avevo rimosso quell'emozione e non avevo più accettato in me ciò che lui proponeva. L'azione non era sua quindi, ma mia!
Pensate all'ipnosi: se io mi lascio andare e accetto la cosa, posso farmi ipnotizzare come voglio, e dare ottimi risultati. Se non voglio, non succederà nulla. Questo avviene nell'ipnosi come in qualsiasi altra situazione psichica.
Si ritorna quindi a ciò che dicono tanti ma che, a quanto pare, pochi sono in grado di dimostrare e altrettanti pochi sono in grado di capire: io sono l'unico creatore della mia vita.
Nella vita degli altri e dell'universo io sono co-creatore, e gli altri sono co-creatori nella mia; ma nella mia io sono il solo creatore completo, quello che ha l'ultima parola, le cui decisioni dipendono dalla mia Coscienza e dalla sua manifestazione in tutti i punti dei 3 assi virtuali...tempo compreso: gli avvenimenti (presente) sono influenzati dalle cause (passato) e dai fini (futuro). E via dicendo.
Quest'esperienza testimonia come, acquisendo consapevolezza e cambiando il proprio stato di Coscienza con l'aiuto della naturale capacità di provare emozione, si possa creare o modificare una situazione favorevole o sfavorevole.
Ovvero: si può vivere qualsiasi situazione se si è pronti a comprenderla e a viverla nel modo giusto.
Citazione
Con il mio gruppo di amici non facciamo altro che giocare a innumerevoli giochi da tavolo, di carte e dadi (ma non giochiamo d'azzardo) io ho partecipato anche diversi tornei di vari giochi, e per esperienza personale, posso dirti che in certi tavoli io non vinco, perchè " l'accanimento" di altri è superiore al mio :D (ma accanimento non è la parola giusta ... la parola giusta potrebbe essere volontà) Come si spiegherebbero altrimenti le dinamiche del "fato" difronte ad un tavolo di individui fortemente motivati a perseguire lo stesso obbiettivo? :)

Ci sono giochi molto diversi che, per via della loro essenza ma anche a seconda del tipo e del numero di partecipanti, hanno una componente di competizione molto differente tra loro. La chiave per riuscire è averne Coscienza più degli altri e vivere quello stato con equilibrio. Dal momento che non c'è solo una Coscienza, ma che ci sono tante coscienze individuali (ego) che hanno accesso a quest'unica Coscienza, è incluso nel prezzo del biglietto della nascita in quest'universo che, per ottenere qualcosa, bisogna fare qualcosa di diverso dagli altri, che potrebbero quindi non ottenerla.
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Vorrei ora descrivere la mia esperienza di stasera: sia per dare un'ulteriore dimostrazione di quanto già scritto, sia per far capire che tutto ciò è ripetibile perchè è reale. In parole povere: avendo capito il meccanismo da molto tempo, lo posso mettere in moto quando voglio. L'esperienza di ieri ha quasi dell'incredibile, ma assume i toni dell'impossibile (statisticamente e storicamente) considerando che a me non capita una volta ogni tanto, ma quasi sempre.

Ho quindi riprovato stasera, ma con qualche accorgimento.
Come sapete, io sono molto preciso in queste cose, ed ho fatto di tutto per escludere alcuni fattori a quali magari nessuno di voi ha pensato, ma che io obietterei subito se qualcuno mi raccontasse esperienze simili.
Per evitare che la ripetizione della vincita fosse dovuta all'universo olografico, ovvero ad una risonanza tra punti dei 3 assi virtuali energia, spazio e tempo, ho giocato:

. senza pensare alla tombola (volevo giocare al mercante in fiera!)
. ad un orario diverso
. senza chiamare i numeri
. in una posizione diversa al tavolo
. entrando con una cifra diversa
. prendendo inizialmente una diversa quantità di cartelle
. cambiando diversamente la quantità di cartelle tra le partite

Ho quindi cercato di isolare dal resto solo le influenze coscienziali, per dimostrare che è la Coscienza l'unica artefice di tutto ciò e di ogni altra cosa. Ciò che è successo successivamente non è imputabile ad alcuna risonanza con la situazione passata, perchè era tutto diverso.

Non vi descrivo partita per partita, ma mi soffermo solo sui punti importanti.

Ho iniziato con 2 euro: le monete con cui ho finito di giocar ieri, 8,50 euro (ero entrato con 1,50), le ho spese non pensando alla mia precedente intenzione, scritta anche in questo topic, di rimetterle tutte in gioco e con l'intenzione di vincere.
Eravamo sempre in 7, e sono partito con 2 cartelle, con l'intenzione di acquistarne una in più ogni partita grazie ai soldi vinti; cambiandole ad ogni giro e scegliendole casualmente, sempre diverse, come ieri.

1' partita: 2 cartelle, ambo e terno
2' partita: 3 cartelle, ambo, terno, quaterna e tombola
3' partita: 4 cartelle, ambo, terno, quaterna e tombola
4' partita: 5 cartelle, nessuna vincita
5' partita: 6 cartelle, cinquina e tombola

Ho "sbancato" anche questa sera: sono entrato con 2 euro e sono uscito con 10,20 euro!

Una cifra altissima, considerati i pochi soldi in gioco (le cartelle costavano 0,50 euro).
Vorrei far notare che, più soldi mettevo, e più i premi crescevano: ma crescendo di poco perchè inizialmente ero quasi solo io che prendevo più cartelle, i soldi che mi tornavano indietro erano pochi in più rispetto a quelli che spendevo. Solo verso la fine, vedendo l'abbondanza di soldi che inserivo, anche gli altri si sono decisi a metterne dentro di più, permettendomi così di vincere molto nella 5' partita, almeno rispetto alle precedenti. Se gli altri avessero usato più soldi fin dall'inizio, avrei vinto molto di più. La differenza tra me e loro stava nel fatto che usavano poche cartelle e sempre le stesse, mentre io ne aumentavo la quantità - rischiando, ma sapendo di vincere - e le cambiavo ogni volta.

Ecco quindi che vanno approfonditi 2 concetti: come hanno fatto la diversità di quantità e di scelta delle cartelle a farmi vincere molti più soldi e molto più frequentemente rispetto agli altri?

Quantità
Il concetto di base, che ovviamente funziona meglio quando ci sono molti più soldi in gioco, è questo: se io sono abbondante, risuono con l'abbondanza, e vivo l'abbondanza. L'avere accesso alla Coscienza ci consente di fare una cosa paradossale: provare la conseguenza prima delle causa.
In altre parole: usando l'unica componente reale, la Coscienza, si possono alterare le componenti virtuali, l'energia, lo spazio e il tempo, vivendo la reazione prima dell'azione.
Normalmente, se si ha abbondanza, ci si sente abbondanti: facile!
Ma se non ho abbondanza? Poco male! Mi sento abbondante, e poi automaticamente lo divento!
Questo è un meccanismo la cui spiegazione può essere molto semplice come molto complessa, e che rimando ad un'altra discussione; mi limito qui a dire che il discorso vale per qualsiasi situazione (nell'universo virtuale) e stato di Coscienza (unica realtà).

Scelta
Scegliendo le cartelle a seconda del loro numero, o dei numeri in esse presenti, come facevano tutti ieri, come fanno quasi tutti in generale e come facevo io fino a qualche anno fa, è un modo troppo limitato per vincere.
Perchè? Perchè si obbliga un percorso che magari, in quella situazione, non è possibile che si realizzi!
Se ogni risultato si ottiene al meglio con un'azione equilibrata, allora bisogna usare percezione e manifestazione nella giusta proporzione.
Conviene poco forzare gli eventi su un unica via in mezzo ad infinite vie; conviene molto affidarsi alla Coscienza per trovare la via giusta.
Io uso il termine coniato da Carl Gustav Jung, sincronicità, per descrivere il perfetto equilibrio tra percezione e manifestazione, che porta quindi al raggiungimento certo e completo di un obiettivo prefissato.
Per questo The Secret è incompleto e non affascina le persone equilibrate! Perchè manca del concetto di risonanza, ovvero una potente forma di comunicazione che si può instaturare, tra i tanti casi, anche tra una coscienza individuale e una situazione potenziale da far avverare, cioè da far passare da virtuale a reale. E questa risonanza è creata dalla sincronicità (che, ricordo, non è il semplice sincronismo) tra percezione e manifestazione della coscienza individuale nei confronti della situazione voluta!
Questo è il vero "segreto": aiutati che il ciel t'aiuta...ovvero "non aspettare solo le cose, ma cercale". Mia rielaborazione dal punto di vista della sincronicità: "non aspettarti che vada tutto secondo un modello limitato, ma percepisci la via migliore per ottenere un risultato e poi manifestala".
Io l'ho provato: chiunque può provarlo.

Ora le ultime considerazioni sul cambio di stato di coscienza tramite il cambio di emozione.

La 4' partita, come avrete notato, è stata per me anomala: di norma, avrei dovuto vincere, e inoltre ritirare più di un premio...ma invece non ho fatto nulla di tutto ciò.
Sapete cos'è successo prima che iniziasse la partita?
Dato che per tutte le 5 partite è stato mio padre a giocare col cartellone, ho pensato (sic): "e se vincesse lui"?
Ebbene: ha iniziato a vincere in fila quasi tutti i premi.
Non qualcun altro: lui!
Sincronicisticamente, proprio chi (Coscienza), come (energia), dove (spazio) e quando (tempo) ho pensato io. Il mio pensiero poteva non corrispondere a nulla o ad una qualsiasi altra situazione, in un altro luogo, tempo, modalità, etc...invece ho percepito\manifestato proprio quella lì.
E non solo! Dato che prima vincevo quasi sempre io, e ora quasi sempre lui, mi ha detto sottovoce come ieri, che avrebbe rimesso dentro al panariello l'eventuale numero che gli avrebbe fatto fare tombola! In poche parole, si era instaurato tutto il meccanismo di ieri, ma addirittura in modo più pesante: accettavo sia che potesse vincere lui sia che potessero vincere gli altri, a scapito mio e suo. Effettivamente fece tombola ben 2 volte prima degli altri, ma invece di rimettere i numer dentro (giocava con porzioni da 15 numeri del cartellone invece che con le cartelle), li sistemava senza annunciare le sue tombole! E infatti ha vinto qualcun altro.
Ho percepito in anticipo come sarebbe andata a finire?
Oppure l'ho manifestato?
Più probabilmente, ho fatto entrambe le cose. Per questo, spesso, scrivo che avvenimenti come questi non sono mai il risultato di una sola delle 2 espressioni essenziali della Coscienza, e non potrebbero nemmeno esserlo (quest'ultima affermazione la motiverò in un'altra discussione).

Morale della favola: era successo di nuovo, ed in modo ancora più pesante.
Ieri sono stato in grado di uscirne: ci sarei riuscito anche oggi?
Sì! In un solo tentativo, grazie alla maggiore consapevolezza e alla nuova esperienza, sono riuscito ad uscire anche da quello stato di Coscienza.
Come?
Non pensando, ma provando emozioni!
Per tutta la durata delle prime 3 partite e della 5', ridevo da solo, sembrando uno scemo!
Me la ridevo quando vincevo, quando sapevo che avrei vinto di lì a poco, e ancor più quando quella situazione si verificava ogni volta!
Ho quindi inquadrato l'emozione corrispondente allo stato coscienziale di abbondanza e fortuna.
L'ho fatto in modo perfetto?
Non lo so: ma so che l'ho fatto in modo ripetibile, e questo è già un grandissimo risultato.
Conseguito anni fa, lo ricordo: questa è solo l'ultima esperienza. Per certi versi più eclatante di quelle passate: ma non è stata certo l'unica.

Ci sono molti tipi di abbondanza: ciò di cui ho fatto ulteriore esperienza in questi 2 giorni, e di cui ho parlato in questa discussione, è l'abbondanza relativa alla fortuna, ovvero ad una situazione dove ci sono molte possibilità, dove una o poche sono vincenti e le altre sono fallimentari, e dove ci sono più coscienze individuali che concorrono a concretizzare per sè tali possibilità.

Mettetevi in gioco, fate esperienza, gioite:
siate il cambiamento che volete vedere attorno a voi!

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: dom 28 dic 2008, 14:42 
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Iscritto il: mer 19 nov 2008, 21:34
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Io ho il problema della mancanza di concentrazione:
se mi ripeto di vincere e mi convinco,poi quando sono a buon punto della partita dentro di me nasce la domanda "ma sei sicuro di voler vincere?" e TAAAC,nella mano successiva và tutto a ramengo <.<
Avevo un amico che era talmente fissato coi giochi che sapeva di vincere,non sapeva però in quanto tempo ed in che modalità,ma lo sapeva:
se giocavi a Risiko e lui era messo male,risorgeva e sbaragliava chiunque.....e non ha mai perso una sola partita,neanche in quelle giocate con persone veramente brave.

E' questa la differenza...è la TENUTA MENTALE....faccio un esempio semplice semplice che mi riguarda seppure non ne sia coinvolto appieno:
seguo,come sapete,il basket e tifo la MPS Siena....ho visto giocare delle partite tiratissime con grandi squadre che magari erano avanti anche di 20 punti e pian piano abbiamo recuperato fino a vincere.
E' accaduto,ad esempio,l'anno scorso in gara 3 finale scudetto a Roma,con Roma avanti di 20...ed abbiamo vinto....è successo quest'anno in casa contro Barcellona(squadra costruita x vincere tutto,inclusa l'Eurolega)dove abbiamo vinto praticamente alla fine.

Ogni squadra in Europa invidia la nostra tenuta mentale,ed è questa la differenza....conta l'esperienza e la convinzione di farcela sempre,fino alla fine.

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L'ACQUA CHETA ROVINA I PONTI... OCCHIO A CHI VUOL ERIGERE CASTELLI DI CARTA.


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Messaggio da leggereInviato: dom 28 dic 2008, 14:59 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Citazione (G-chan)
mancanza di concentrazione
mi ripeto di vincere e mi convinco
la differenza...è la TENUTA MENTALE

E' chiaro che così non riesci!
L'ho scritto chiaramente, sia riferendomi alla teoria che alla pratica: stato di coscienza, e non pensiero mentale!
Col pensiero non vai molto lontano: non è la mente che manifesta a quel livello.
Non serve nessuna tenuta, nessuna concentrazione: è uno stato di coscienza, uno stato di consapevolezza, un sentire, un vivere.
Non serve alcuna azione intensa (energia), localizzata (spazio) e ripetuta (tempo)...è coscienziale!
E' caratteristica del pensiero focalizzarsi su una situazione precisa (esce quel numero in quel modo), localizzata (succede in un dato luogo in riferimento a un dato contesto) e programmata (ripetuta o tenuta nel tempo)...se levi tutto, resta solo l'intenzione.

La cosa più vicina all'intenzione è l'emozione, che oserei definire l'anello di congiunzione tra la realtà reale (coscienza) e la realtà virtuale (energia, spazio, tempo).
Quindi ci si può aiutare con essa...ma con il pensiero non si va lontano.
L'hanno capito in tanti...io l'ho scritto più volte in diversi anni: ormai lo può sperimentare chiunque!

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Messaggio da leggereInviato: dom 28 dic 2008, 15:03 
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Iscritto il: mer 26 nov 2008, 20:56
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Località: Cuneo
Se contano le emozioni... allora se devo desiderare qualcosa devo metterci dentro le emozioni (ovviamente geniune)...giusto?
Ecco perché quando uno fa qualcosa col cuore (emozione) riesce meglio, sia perché vuol dire che è bene incastrato dentro la sua faccenda, sia per il motivo dell'intenzione (però aspetta, forse solo se hai Anima)

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13/09/2009


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Messaggio da leggereInviato: dom 28 dic 2008, 23:21 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
Messaggi: 686
Località: Nocera Inferiore (SA)
come ho scritto nel mio altro topic è successo anche a me.
Praticamente io nella mia testa, senza parole e pensieri, esprimevo la volontà di vincere. Certe volte ho fatto delle rimonte( a 7 e mezzo) impressionanti:
Mia nonna aveva 7e mezzo leggittimo e si era giocata tutto il piatto(circa 2 euro mi pare). Io non volevo assolutamente perdere(avevo un mezzo punto) quei soldi che avevo vinto allora guardo il mazzo di carte(avevo la matta) ed esprimo l'atto di volontà: esce il dici di denaro e vinco circa 4 euro :P


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Messaggio da leggereInviato: lun 29 dic 2008, 1:39 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 3950
Citazione (Sefanor)
Se contano le emozioni... allora se devo desiderare qualcosa devo metterci dentro le emozioni (ovviamente geniune)...giusto?
Ecco perché quando uno fa qualcosa col cuore (emozione) riesce meglio, sia perché vuol dire che è bene incastrato dentro la sua faccenda, sia per il motivo dell'intenzione (però aspetta, forse solo se hai Anima)

Che intendi per genuine?
Se intendi "vere", allora certo che è così. Emozioni parziali o finte non servono a nulla.
Se intedi "buone", allora non c'entra nulla. Ogni emozione suscita l'effetto ad essa collegata, e ciò non rientra in uno schema "buono vs cattivo"...quello avviene nei 3 piani virtuali (energia entropica, onde disarmoniche, legami, violenza, etc), non nella Coscienza, dove ci sono solo archetipi.
"Fare qualcosa col cuore", infatti, significa appunto fare qualcosa con emozione, anche se più spesso si intende "sentimento" (per emozione di solito si usa la parola Anima).
Essere o non essere Anima può cambiare l'accesso alla Coscienza e la capacità di provare emozioni, ma non è che può garantire o vietare le 2 cose: comunque ci sono.
Chiunque infatti può provare emozione! Attenzione a non fraintendere il discorso di Corrado su Anima.
Citazione
come ho scritto nel mio altro topic è successo anche a me.
Praticamente io nella mia testa, senza parole e pensieri, esprimevo la volontà di vincere.

Proprio quello a cui mi riferivo. Si tratta di intenzione, al limite di emozione ad essa connessa, ma nient'altro, perchè tutto il resto (pensieri, parole, immagini, simboli, suoni, colori, etc) sono solo cose che si mettono in mezzo, pongono limiti e deviano dal risultato (tranne nel caso in cui si sa esattamente cosa e come lo si vuole fare, ma è un discorso a parte e comunque resta nell'ologramma e non può essere minimamente paragonato all'azione puramente coscienziale).
Citazione
esprimo l'atto di volontà: esce il dici di denaro e vinco circa 4 euro

Va tenuta presente un'altra cosa: nel gioco, la volontà di vincere è solitamente precedente. Le carte sono già mischiate, e non vengono cambiate...però possono essere percepite: ecco che vuoi quella carta, perchè sai che sta per uscire. Fateci caso: non succede sempre...proprio perchè non esce sempre la carta giusta (o il numero giusto, nel mio caso), e quindi ci si ricorda solo delle volte che si è percepito ciò che stava per accadere, che era proprio ciò che si voleva.
La manifestazione non avviene nel momento in cui si pesca la carta, ma dal momento in cui si decide di vincere, fino a tutta la durata della partita; idem per la percezione.
[linea][/linea]
Le esperienze che sto scrivendo mostrano chiaramente come percezione e manifestazione avvengano in ogni momento e in modo indistinguibile e non isolabile esclusivamente (principio d'indeterminazione).

Ad esempio: stasera gli altri hanno voluto giocare ancora a tombola...conservando ormai lo stato di abbondanza e fortuna che mi riesce così bene di provare, li ho avvertiti che era meglio che non giocassero, perchè li avrei ripuliti...neanche per 1 secondo mi è passato per la testa la possibilità di giocare senza vincere, ovvero sprecando le mie capacità. Non per una questione di avidità, ma di mia esperienza coscienziale: volendo vincere sempere e sapendo di poterlo fare, è meglio che io giochi solo quando mi serve vincere. Decido quindi prima se è bene che io partecipi e vinca soldi da qualcuno, evitando così di avere dubbi nel mezzo.

Eravamo in 6 questa volta, abbiamo giocato 3 volte, e io mi sono sentito abbondante come al solito: ho preso prima 4, 5 e 6 cartelle nelle 3 partite. Tenevo io il tabellone e sono entrato con 3 euro: dal momento che sono così abbondante, a cosa serve che rimetto in gioco tutto quello che ho vinto? Penso di essere ormai al "livello" successivo: posso permettermi di mettere da parte i soldi, senza aver paura che questa "protezione" mi faccia uscire dallo stato di abbondanza e fortuna. Noterete invece, che negli ambienti dove oggi va tanto di moda parlare di abbondanza, ciò che ho fatto viene condannato...non si rendono conto che, in realtà, così facendo agiscono per paura, non rendendosi conto che non hanno bisogno di metter su tutto un castello di finte credenze per ottenere qualcosa...non ha senso alleggerire il SCC per poi riempirlo di nuovo in altro modo.

Risultato: ho sbancato anche questa sera!

1' partita: terno e quaterna
2' partita: cinquina e tombola
3' partita: ambo e tombola

Sono uscito con 6 euro...sempre perchè gli altri giocavano poco per paura di perdere: e così si fregano 2 volte. Giocare poco per andare sul sicuro, infatti, è una cosa che riesce raramente: ad esempio, stasera è riuscita a mio fratello, che ha giocato sempre con 1 sola cartella, senza mai cambiarla (io invece le cambio sempre e le prendo a caso, senza sceglierle), e ha vinto più degli altri: quella è una vittoria che statisticamente è rarissima, ma quando capita porta veramente tanti soldi. Il metodo "coscienziale", invece, funziona sempre, come potete vedere dai miei risultati, che oltretutto in questo caso sono anche consecutivi e quindi contro ogni statistica, anche le più benevole.

Io volevo fare altri giochi non a soldi, o il mercante in fiera dove si usano i soldi ma avrei fatto il banditore che non usa i soldi...ma loro nulla: li avevo avvertiti!
Anche qui, la mia abbondanza ormai è quella che chiamo intenzione di fondo: non ho bisogno di richiamarla ogni volta, perchè la provo sempre. Da svariati anni tante cose mi stanno andando bene, capitandomi sempre nel modo migliore (energia), nel luogo migliore (spazio) e nel momento migliore (tempo) per me (Coscienza)...da alcuni mesi mi stanno poi andando più che bene, benissimo! Anche se non "attivo" l'intenzione e l'emozione d'abbondanza, anche se non la programmo come in questo caso, o se addirittura voglio fare il contrario...quando mi trovo nella situazione adatta, do il meglio di me stesso, e ottengo ciò che voglio.

Da piccolo mi consideravo sfortunato, anche se non lo ero propriamente: ora mi considero fortunato e so anche di esserlo.
La (mia) fortuna me la faccio io!

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Messaggio da leggereInviato: sab 3 gen 2009, 17:53 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 3950
Al classico giochino improvvisato di capodanno, con poco più di 10 partecipanti, indovinate chi ha vinto? :)

Peccato solo che il premio non c'era :lol

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Messaggio da leggereInviato: lun 5 gen 2009, 18:32 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 15:55
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Località: Atlantide
Fammi indovinare....tu! ;D
A me è successo un qualcosa di simile,l'altro giorno stavo giocando a tombola con i miei parenti ed io avevo espresso l'intenzione di non vincere,visto che sapevo quali erano i premi preferivo far vincere gli altri :P quindi indovinate!io non ho vinto la tombola,però mi ero fissata con alcuni numeri che avevo nelle mie cartelle diciamo che un pò me li chiamavoXD e poi sono usciti.
Sempre la stessa sera abbiamo giocato a "non t'arrabbiare",che è un gioco da tavolo,praticamente capitava che quando si tirava il dado,ed eravamo in 6,io già sapevo quale numero sarebbe uscito e per la maggior parte avevo ragione :D dopo un pò ho fatto che dire agli altri che sapevo cosa gli sarebbe uscito,ed è andata così!l'ho fatto per 4 o 5 volte poi non volendo esagerare ho fatto che dire dei numeri che non sentivo e che infatti non sono usciti^_^ma sono usciti i numeri che "sentivo".
Ieri più o meno la stessa cosa a 7 e mezzo,nel senso che percepivo le carte.


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Messaggio da leggereInviato: lun 5 gen 2009, 18:49 
Saluto tutti augurando un felice 2009.
Quest'anno ho deciso di scrivere sul nuovo forum, anche se sporadicamente, e inizio proprio da questo topic aggiungendo qualcosina.

Citazione (Luciano)

Va tenuta presente un'altra cosa: nel gioco, la volontà di vincere è solitamente precedente. Le carte sono già mischiate, e non vengono cambiate...però possono essere percepite: ecco che vuoi quella carta, perchè sai che sta per uscire. Fateci caso: non succede sempre...proprio perchè non esce sempre la carta giusta (o il numero giusto, nel mio caso), e quindi ci si ricorda solo delle volte che si è percepito ciò che stava per accadere, che era proprio ciò che si voleva.

Da quanto ho studiato e sperimentato posso tranquillamente affermare che le carte stesse, sebbene già mischiate, possono comunque cambiare. Questo perché, dal mio personalissimo punto di vista, percezione e manifestazione sono due concetti che si muovono sul medesimo asse (apparentemente opposti) e quindi li tratto come la medesima idea (percezione=manifestazione).
In parole povere, quando studio fenomeni statistici di questo tipo, tendo ad osservare gli eventi togliendo virtualmente l'asse del tempo, oppure percependone lo scorrere al contrario (antitempo, dal futuro al passato).
Provateci anche voi, vi assicuro che spunteranno fuori degli elementi davvero interessanti:

- Se al posto del panariello, Luciano avesse usato uno stream di numeri casuali (dall'1 al 90) generati qualche giorno prima da un computer, avrebbe ugualmente vinto (vedere tutto lo studio scientifico di Schmidt a tal riguardo).
Ciò viola l'affermazione sull'intenzione che inficia il mescolare delle carte. Ovvero, se oggi mescolo le carte per usarle domani, e domani Luciano esprimerà l'intenzione di vincere, potrà comunque vincere.
L'idea di causa-effetto se ne va quindi a quel paese, com'è giusto che sia dato che parliamo di Coscienza.

- Se qualche forma di coscienza visionasse le carte precedentemente mescolate, prima di mettersi a giocare, Luciano avrebbe ben poche chance di modificare gli eventi in corso.
Considerando l'asse del tempo, si dice che gli eventi si fissano a seconda di chi li guarda per primo.
Ma senza l'idea del tempo diviene possibile una nuova ipotesi: Luciano ha già accettato che vi sia una persona che osserva il mazzo di carte mischiate, e quindi lo stesso Luciano sta delegando la manifestazione (dell'ordine delle carte) a qualche altra coscienza.
Quale parte di Luciano sta delegando? Il suo Spirito, dato che è l'unico a poter virtualmente risiedere in tutti i giocatori di quel presente - ricordo che secondo il punto di vista di Spirito, tutte le coscienze presenti in un istante X di tempo sono la stessa medesima entità.
Idem per il discorso sulla tombola: il padre di Luciano, ovvero un'espressione dello spirito di Luciano stesso, fungeva da campanello di allarme; l'espressione della Coscienza di Luciano si stava quindi modificando ed era giusto ricorrere ai ripari.

- C'è sempre un'affinità archetipica tra l'istante prima di giocare, e quello dove il gioco termina.
Dato che non stiamo considerando l'asse del tempo, l'istante in cui si percepisce/manifesta l'intenzione ha una diretta relazione con l'istante in cui si percepisce/manifesta il risultato di tale intenzione.
Da notare che il ragionamento funziona anche all'opposto: una circostanza futura di cui abbiamo bisogno può scatenare l'impulso di una specifica intenzione nel passato (so che proverò la sconfitta -causa-, quindi in passato ho espresso un'intenzione affine -conseguenza-).
Questa è la principale ragione per la quale percepiamo i cosiddetti sincronismi (nell'antitempo tendono a scomparire, Jena ne sa qualcosa), oltre all'ormai famosa questione della risonanza, ovvero il sentirsi vincenti prima ancora di mettersi a giocare.
Come tanti di voi sapranno già, il sentirsi poveri difficilmente porta all'abbondanza. Ed è anche ovvio: a livello di Coscienza, dove il tempo non è ancora sviluppato, sentirsi in un certo modo richiamerà inevitabilmente affinità nel passato e nel futuro che andremo poi a percepire. In termini più comprensibili, sentire la mancanza di una certa cosa farà sì che la Coscienza si muova per affermare nuovamente questa sensazione, e quindi non la si otterrà. Si tratta proprio del paradosso del "per ottenere qualcosa non devi desiderarla", che sembra esprimere l'idea del "per ottenere qualcosa devi sentire di possederla fin da ora" (sentire, non immaginare - questa è la differenza sostanziale con "The Secret").

- Le emozioni sono una diretta conseguenza della Coscienza, e andrebbero trattate come tali
Secondo me è il punto fondamentale di tutta la questione.
Le emozioni hanno maggiore affinità con l'anima e non a caso vengono evocate anziché sviluppate. Non si può piangere di cuore con il semplice pensiero "adesso piango", piuttosto possiamo rievocare il dolore attraverso un ricordo o una circostanza; allo stesso modo un archetipo scatena una specifica emozione in base alla configurazione attuale degli assi virtuali.
Quest'ultima affermazione è molto importante: praticamente ci dice che non esiste una corrispondenza assoluta tra archetipo ed emozione, allo stesso modo per cui un accordo musicale evoca emozioni differenti in ognuno di noi, in base alla circostanza e all'esperienza culturale (il ricordo è anch'esso soggetto agli assi virtuali, non dimentichiamocene).
L'archetipo difatti rappresenta una funzione, e una funzione lega sempre due insiemi di dati. Se al posto di "funzione" poniamo il termine "archetipo", ne consegue che i due insiemi di dati corrispondono agli assi virtuali: C(STE) = S'T'E' ... ed ecco che nasce l'emozione soggettiva in base all'archetipo oggettivo.

Qui però risiede un valido strumento di analisi che possiamo sfruttare.
Mi metto a giocare ed esprimo l'intento della "vittoria" (che guarda caso è proprio un archetipo - vale tutto il discorso sopra esposto di Luciano).
Che tipo di emozioni mi sta suscitando quell'archetipo? Mi sento felice, euforico, gioioso? Oppure triste o dubbioso? Che percezione del futuro mi sta dando? Sento certezza?
(tradotto: la mia Coscienza con l'archetipo della vittoria, in che modo sta muovendo gli assi virtuali?)
L'archetipo come sappiamo è sempre lo stesso (tutti vogliono vincere), mentre l'emozione che ci suscita in quel dato momento può variare... Ho ragione di credere che la chiave di volta sia proprio qui, dove l'emozione rappresenta la misurazione effettiva dell'uso della nostra intenzione.
Ho sempre notato che il sentirsi pieni di gioia, divertiti, porta spesso alla vittoria nel gioco. Ogni volta che ho vinto nel gioco ho sempre provato una particolare emozione che descriverei come "l'euforia gioiosa dei bambini"... sembrava proprio che l'anima si stesse divertendo come un'ossessa (non solo durante la vincita, ma per tutto l'arco del gioco).

Cosa accade però quando queste emozioni affini alla vittoria si perdono nelle circostanze, come nel caso di Luciano e suo padre?
Richiamare ulteriormente l'intenzione sembra inutile, dato che ormai l'asse spazio-energetico se n'è andato a *** e risponde emozionalmente in modo diverso - e difatti in questi casi si tende sempre a perdere. Da quanto ho potuto sperimentare, occorrerebbe invece richiamare altri archetipi utili a rievocare l'emozione originaria e riequilibrare quindi la situazione.

Sembra proprio che in tutta questa enorme soggettività, le emozioni siano quel valido appiglio per comunicarci se siamo sulla giusta strada oppure no.


Spero di aver fornito qualche valido indizio di indagine...


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Messaggio da leggereInviato: mer 7 gen 2009, 17:49 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 13:06
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si Anonimo, è giustissimo ciò che dici ma voglio aggiungere anche che anche dal punto di vista coscienziale e cioè della connessione libera da linee causali con gli archetipi abbiamo sempre un pensiero organizzato per processo... cioè siamo sempre all'interno di un processo. nel momento in cui ne siamo fuori però, tutto questo come verrebbe a dipanarsi? cioè come apparirebbe? mi segui?


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Messaggio da leggereInviato: mer 7 gen 2009, 18:25 
Citazione (Jena)
si Anonimo, è giustissimo ciò che dici ma voglio aggiungere anche che anche dal punto di vista coscienziale e cioè della connessione libera da linee causali con gli archetipi abbiamo sempre un pensiero organizzato per processo... cioè siamo sempre all'interno di un processo. nel momento in cui ne siamo fuori però, tutto questo come verrebbe a dipanarsi? cioè come apparirebbe? mi segui?


Certo che siamo sempre all'interno di un processo.
Siamo imbarcazioni che viaggiano nel mare olografico... ma il nostro punto di vista rimane sempre all'interno dell'imbarcazione.
In pratica la stessa idea di "osservazione" rappresenta comunque uno o più archetipi, quindi ne rimani costantemente invischiato secondo il tuo soggettivo punto di vista - finché percepisci anche solo un'idea, sei soggetto al simbolo.
Quindi anche a livello coscienziale si rimane sempre nella morsa archetipica (che poi l'archetipo altro non è che la diretta percezione, ad alto livello, dell'azione della coscienza).

Ragiona per opposti: se ti ritrovi in uno sviluppo spasmodico di super-coscienza, dove tutto è uno, dove ottieni un altissimo livello di illuminazione permanente, cosa significa per te?
Che non hai più bisogno di esistere?
Oppure che finalmente sei davvero in grado di comprendere appieno il sistema e quindi capace di rivoltarlo come un calzino? (gli assi STE diventano pure variabili, e non più certezze)

In questo senso, liberarsi completamente dall'archetipo equivarrebbe a smettere di "scegliere" e, soprattutto, di esistere. Cosa accadrebbe se la tua mente rettiliana smettesse di applicare l'idea della pulsazione al tuo cuore?


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Messaggio da leggereInviato: mer 7 gen 2009, 21:04 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 13:06
Messaggi: 1329
Località: A n a r c h i A
Citazione
In questo senso, liberarsi completamente dall'archetipo equivarrebbe a smettere di "scegliere" e, soprattutto, di esistere. Cosa accadrebbe se la tua mente rettiliana smettesse di applicare l'idea della pulsazione al tuo cuore?

esattamente, è quello che volevo dire: senza il contenitore di vetro l'acqua dell'acquario non ha più senso in quanto acqua dell'acuqrio ma ne permane in quanto acqua e basta :)


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