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 Oggetto del messaggio: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: lun 17 feb 2014, 15:13 
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Iscritto il: dom 9 feb 2014, 14:47
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Considerando che la percentuale di addotti in Italia sia circa l' 1% della popolazione, e che in altri luoghi questa percentuale puo' essere maggiore (USA), o minore (nulla sappiamo dell'est europa, dell'asia e dell'oceania), potremmo dedurre che gli addotti possano essere un centinaio di milioni. Dal momento che ad ogni addotto viene inserita una MAA, dobbiamo concludere che il numero di alieni corporei presenti sul pianeta corrisponda al numero degli addotti?
Mi chiedo anche: ma gli alieni sul loro pianeta madre come fanno a parassitare anime? A meno che non facciano a turno un saltino sulla Terra, ma questo li includerebbe nel tetto dei 100 milioni. Oppure, a meno che non abbiano i loro allevamenti di "mucche da mungere" anche sui loro pianeti di origine. Oppure, altra ipotesi, a meno che non esistano altre razze di esseri animici su altri pianeti.
Se escludessimo queste due ipotesi, dovremmo concludere che si tratti di specie in via di estinzione.

Qualcuno ha dei dati, magari da ipnosi regressive sugli addotti, che possano supportare o smentire le mie ipotesi?

Grazie...


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: lun 17 feb 2014, 18:04 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Citazione (Rodolfo)
Considerando che la percentuale di addotti in Italia sia circa l' 1% della popolazione, e che in altri luoghi questa percentuale puo' essere maggiore (USA), o minore (nulla sappiamo dell'est europa, dell'asia e dell'oceania), potremmo dedurre che gli addotti possano essere un centinaio di milioni. Dal momento che ad ogni addotto viene inserita una MAA, dobbiamo concludere che il numero di alieni corporei presenti sul pianeta corrisponda al numero degli addotti?

La MAA è ciò che resta dell'alieno che non ha più un corpo. Dunque il numero di addotti corrisponde solo al numero di MAA "parcheggiate" (ce ne sono sicuramente un po' di più, in attesa di esserlo). Essendo che chi effettua le abduction è evidentemente ancora provvisto del corpo, non c'è relazione tra chi di loro è qui ed ha il corpo, e il numero di addotti.
Citazione (Rodolfo)
Mi chiedo anche: ma gli alieni sul loro pianeta madre come fanno a parassitare anime? A meno che non facciano a turno un saltino sulla Terra, ma questo li includerebbe nel tetto dei 100 milioni. Oppure, a meno che non abbiano i loro allevamenti di "mucche da mungere" anche sui loro pianeti di origine. Oppure, altra ipotesi, a meno che non esistano altre razze di esseri animici su altri pianeti.
Se escludessimo queste due ipotesi, dovremmo concludere che si tratti di specie in via di estinzione.

Non credo ci sia un solo posto d'origine, e non credo che lì facciano alcunché. Gli unici che agiscono a distanza sono quelli che vivono nella dimensione non materiale. Comunque sì: il loro pericolo è l'estinzione, e si son studiati un modo per evitarla, da centinaia di migliaia di anni.

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: lun 17 feb 2014, 19:00 
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Iscritto il: dom 9 feb 2014, 14:47
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Citazione (Luciano)

La MAA è ciò che resta dell'alieno che non ha più un corpo. Dunque il numero di addotti corrisponde solo al numero di MAA "parcheggiate" (ce ne sono sicuramente un po' di più, in attesa di esserlo). Essendo che chi effettua le abduction è evidentemente ancora provvisto del corpo, non c'è relazione tra chi di loro è qui ed ha il corpo, e il numero di addotti.


Giusto, non avevo considerato questo concetto. Quindi, dovrebbero essere complessivamente almeno qualche decina di milioni in più.... suddivisi fra le tre razze corporee dominanti che conosciamo. Non so se si dovrebbe comprendere nel computo anche i "Testa a cuore".

Domanda da un milione di dollari: è rimasto qualcuno che si occupa degli addotti in modo professionale, almeno nella fase iniziale?

Domanda da due milioni di dollari: perchè si è sempre pensato di fornire il servizio gratuitamente, invece che stilare una sorta di tariffario base che consentisse al gruppo di operatori di poterci campare? Nel gruppo, l'unico ad avere una sicurezza economica, credo, era il Dott. Malanga, per via della sua professione universitaria. Se invece si fosse, che so, creata una fondazione senza fini di lucro ma che ripartisse le sue entrate tra i collaboratori in ragione del lavoro svolto, secondo me ci sarebbero tanti operatori e molti più ex-addotti. E ovviamente la fondazione avrebbe potuto contare anche sulle entrate derivanti dall'addestramento degli aspiranti operatori (corsi a pagamento). Necessaria anche la verifica attitudinale degli aspiranti operatori (incluso il loro status di non adduzione), naturalmente, visto che non tutti possono sopportare con facilità quanto avviene nelle sedute.


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 3:38 
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Iscritto il: ven 15 feb 2013, 21:23
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Già le cose precipitano spesso per i puri rapporti umani, figuriamoci quando viene messo in mezzo pure un catalizzatore come il denaro...


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 11:12 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Citazione (Rodolfo)
Domanda da un milione di dollari: è rimasto qualcuno che si occupa degli addotti in modo professionale, almeno nella fase iniziale?

Domanda da due milioni di dollari: perchè si è sempre pensato di fornire il servizio gratuitamente, invece che stilare una sorta di tariffario base che consentisse al gruppo di operatori di poterci campare? Nel gruppo, l'unico ad avere una sicurezza economica, credo, era il Dott. Malanga, per via della sua professione universitaria. Se invece si fosse, che so, creata una fondazione senza fini di lucro ma che ripartisse le sue entrate tra i collaboratori in ragione del lavoro svolto, secondo me ci sarebbero tanti operatori e molti più ex-addotti. E ovviamente la fondazione avrebbe potuto contare anche sulle entrate derivanti dall'addestramento degli aspiranti operatori (corsi a pagamento). Necessaria anche la verifica attitudinale degli aspiranti operatori (incluso il loro status di non adduzione), naturalmente, visto che non tutti possono sopportare con facilità quanto avviene nelle sedute.

Sì qualcuno è rimasto.
No il denaro non c'entra e non deve entrarci in questa cosa. Se un giorno sarà materia di studio psicologico e quindi anche di impegno professionale, allora sarà giusto che funzioni come per ogni altra terapia o prestazione che oggi avviene. Chi lavora al problema ci mette impegno, tempo e passione, e non ha alcun bisogno di denaro da spenderci. Eventuali corsi di formazione sono stati esclusi perché solo l'esperienza, unita alle già nominate caratteristiche, rende una persona abile, sicura e affidabile nell'operare in questo campo. Tentativi fatti da altri di formare persone sono falliti miseramente o hanno prodotto pessimi risultati. Non c'è ancora una regolamentazione in tutto questo perché né la scienza né la legge contemplano il fenomeno abduction: è dunque impossibile parlare di servizi e pagamenti. Nè io in alcun modo prenderei in considerazione la cosa. La miglior soluzione è che ognuno si tiri su le maniche - addotti e non addotti - e lavori sul problema e su se stesso, se diventa cosciente che facciamo tutti parte della stessa popolazione e in un modo o nell'altro ci siamo tutti dentro e ci faremo tutti i conti ad un certo punto.

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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 12:15 
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Mi inchino di fronte alla saggezza che deriva dall'esperienza. Però i numeri parlano da soli: gli addotti (consapevoli e non) sono tantissimi e coloro che possono aiutarli sono, in proporzione, veramente pochi. E in tanti casi le statistiche dimostrano che è fatica sprecata, perchè molti di loro, anche dopo aver riconosciuto e risolto il problema, ci ricadono. Oppure non ne vogliono uscire.
Mi sento anche piuttosto imbarazzato a parlarne, in quanto sono l'ultimo arrivato e ho solo da imparare. Vogliate considerare il mio intervento come un tentativo di essere costruttivo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 13:23 
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Citazione (Rodolfo)
Mi inchino di fronte alla saggezza che deriva dall'esperienza. Però i numeri parlano da soli: gli addotti (consapevoli e non) sono tantissimi e coloro che possono aiutarli sono, in proporzione, veramente pochi. E in tanti casi le statistiche dimostrano che è fatica sprecata, perchè molti di loro, anche dopo aver riconosciuto e risolto il problema, ci ricadono. Oppure non ne vogliono uscire.

Non importa. Il messaggio che deve passare è che ognuno deve guardarsi dentro contando principalmente sulle proprie forze.
Per uscire dal problema non c'è una pillola miracolosa o un manipolo di professionisti che con tecniche perfette riescono a risolvere.
Se non c'è l'individuo che si è preparato, guardato, ascoltato interiormente da sè, allora ogni azione sarà un rimedio passeggero e/o poco utile.
Il punto è che tutta la materia supera i limiti che normalmente sono tracciati per dividere razionale e irrazionale (secondo il nostro modo di vedere le cose ed interpretare la realtà odierna).
E' tutto addirittura difficile da concepire .. figuriamoci da accettare.
Eppure... eppure.... c'è quel qualcosa che ti fa pensare.
Ed è da qui che deve iniziare il dialogo interiore che male non fa mai anzi, porta solo benefici a prescindere.
Citazione (Rodolfo)
Mi sento anche piuttosto imbarazzato a parlarne, in quanto sono l'ultimo arrivato e ho solo da imparare. Vogliate considerare il mio intervento come un tentativo di essere costruttivo.

Tranquillissimo, ci sono passato anche io :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 14:23 
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Citazione (Rodolfo)
Però i numeri parlano da soli: gli addotti (consapevoli e non) sono tantissimi e coloro che possono aiutarli sono, in proporzione, veramente pochi. E in tanti casi le statistiche dimostrano che è fatica sprecata, perchè molti di loro, anche dopo aver riconosciuto e risolto il problema, ci ricadono. Oppure non ne vogliono uscire.

Certamente. E proprio per questo non cambierebbe molto... sono gli addotti stessi che devono lavorare in prima persona, anzitutto. Un esercito di volontari potrebbe servire a poco in più rispetto all'esiguo numero presente ora... se non cambia qualcosa nella coscienza dei diretti interessati.
Citazione (Rodolfo)
Mi sento anche piuttosto imbarazzato a parlarne, in quanto sono l'ultimo arrivato e ho solo da imparare. Vogliate considerare il mio intervento come un tentativo di essere costruttivo.

Il bello di un forum è che capita anche che siano quelli ad essere arrivati prima a poter imparare qualcosa da quelli arrivati dopo, per via della libera espressione di differenti punti di vista ;)

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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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 Oggetto del messaggio: Re: Considerazioni matematiche
Messaggio da leggereInviato: mar 18 feb 2014, 15:17 
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Grazie Lexlater e Luciano. Ogni cosa che dite ha un senso, anche se al momento resto un po' confuso sul da farsi. Dopo aver ascoltato decine di conferenze di "quella persona" che parlava di alieni, di dualismo del 3D, di quelli del piano di sopra, e, infine, dell'UP, sono rimasto letteralmente senza parole mentre ascoltavo il suo "Presentazione del 2012" in cui arrivava a denigrare ed insultare chi lo aveva fino a quel momento supportato. Allora ho ascoltato le conferenze di Luciano, trovandole estremamente esaustive e piene di logica. Quindi ho trovato questo forum. La considerazione è che solo chi cerca qualcosa alla fine trova qualcosa. Non sempre si trova ciò che si cerca, ma nel mio caso devo reputarmi fortunato.
Una cosa che devo dire è che io non credo di essere addotto, anche se probabilmente ero parassitato da un Lux, che mi son trovato a strappare via a strattoni senza usare tecniche in particolare. Questo continuava a tentare di avvinghiarsi ma dopo tre botte non c'era più. Nel TCTDF sono arrivato a fondere la triade ma ora non la vedo più perchè penso che io ero la triade. Quindi non posso porre domande e aspettare le risposte, perchè gli interlocutori non sono più due. Devo solo cercare risposte.
Ma mi rendo conto di divagare. Sto attualmente cercando di rendere altri consapevoli del problema, ma la cosa non è facile da accettare da parte dell'individuo medio. Forse la divulgazione è il vero punto debole del sistema. Sarebbe bello poter padroneggiare le energie sottili in tal senso....


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