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Messaggio da leggereInviato: gio 20 feb 2014, 22:39 
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Iscritto il: dom 9 feb 2014, 14:47
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Devi scusarmi se ho scritto "matrix" con la minuscola... io ho sempre poco tempo e quando intervengo devo farlo in fretta. Si possono fare tante considerazioni su ogni cosa che hai detto... ma non ora, non ce la faccio e domani sarà una giornata dura sul lavoro. Premetto che sono d'accordo su molte cose che hai detto, ma vorrei approfondire in un secondo momento.
Comunque la giostra non girerà in eterno, era solo un modo di dire che si può ribaltare la situazione. Poi dove si finirà non lo sa nessuno, ma nel film era necessaria un'ambientazione tipica di una seconda Matrix, altrimenti non avrebbero potuto girare la pellicola...
A presto e buonanotte.


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Messaggio da leggereInviato: gio 20 feb 2014, 22:44 
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E' comunque un film :)
Alla prossima quando vorrai

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Messaggio da leggereInviato: gio 20 feb 2014, 23:08 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
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Io penso che il corpo abbia la funzione di darci ''località'' nell'universo o matrix.E' un punto geografico che ci localizza da cui partono i nostri sensi limitati dalla fisicità o relegati ad essa.Come dire:vuoi vedere il mondo sottomarino? Allora hai bisogno di una muta equipaggiata e vai.Il problema è secondo me,che i nostri sensi essendo appunto relegati al mondo fisico,percepiscono solo il mondo fisico e ci dimentichiamo del resto,forse si abbassa il livello di coscienza ,non so.Forse mi sbaglio non so.Penso che per uscire da questa matrix sia importante sapere che ci sia un'altro posto e conoscerlo sennò non serve a niente.Come se uno per cambiare se stesso cambia città.Non servirebbe a niente se non cambia se steso.Ho fatto un paio di sogni lucidi ma a parte lo stupore iniziale non succedeva niente.Probabilmente non succedeva niente, di quello che mi sarebbe piaciuto succedesse, perchè il mio livello di coscienza non me lo permetteva.
Comunque comincio a credere che in fondo sia tutta una rappresentazione o costruzione mentale nostra.Se è vero che ognuno con la propria mente costruisce la propria realtà,allora nessuno di noi vede le stesse cose ,in egual misura intendo,di un altro.Il termine ESISTE o NON ESISTE acquista un significato nuovo per me.TORNANDO AL CORPO,questo fa da punto di riferimento o di ritrovo ideale per i nostri sensi , per spirito ed anima se vogliamo per fare le esperienze.Verrebbe da chiedersi,ma perchè qui,con questa faccia,questa città,ecc.Secondo me perchè è così che io interpreto me stesso.Magari come pezzo di coscienza mi sento un individuo con queste caratteristiche.Dal momento che penso che tutto sia una rappresentazione o interpretazione della mia mente limitata dal livello di coscienza,consapevolezza,allora vuol dire che questa per il momento è la mia matrix.


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Messaggio da leggereInviato: ven 21 feb 2014, 0:16 
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Iscritto il: sab 28 set 2013, 21:57
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Citazione (lametta63)
Io penso che il corpo abbia la funzione di darci ''località'' nell'universo o matrix.

L'idea che mi sono fatto io (tutte congetture eh, si fa filosofia) è che il corpo è il supporto per mezzo del quale le informazioni esterne si instradano in naniera più efficente e per mezzo del quale abbiamo una esperienza più completa e ovviamente sì, il corpo ci dà 'località' perchè esiste nello spazio/tempo.
Citazione (lametta63)
Il problema è secondo me,che i nostri sensi essendo appunto relegati al mondo fisico,percepiscono solo il mondo fisico e ci dimentichiamo del resto,forse si abbassa il livello di coscienza ,non so.Forse mi sbaglio non so.

Bè sensi e mondo fisico, dunque.
Ci sarebbe da parlare in merito al verbo percepire.
Percepisco caldo, freddo, un suono, una luce... una ... sensazione.
Diciamo che la percezione di ciò che ci circonda è sicuramente subordinata alla sensibilità dei nostri recettori fisici e non.
Tornando per un attimo al modello malanghiano, il cervello dovrebbe essere il supporto fisico per mezzo del quale leggiamo la realtà.
Grazie a questo decodificatore leggiamo soggettivamente ciò che ci circonda, visibile e non.
Ma cosa dà più risoluzione e quindi capacità di lettura?
Una struttura cerebrale più complessa o una mente più brillante?
Entrambe le cose secondo me perchè l'una sono la manifestazione dell'altra o meglio, il cervello è il supporto fisico per mezzo del quale si manifesta il piano "mentale".
E il piano mentale è il supporto energetico che permette al cervello di agire.
Sono legati, tutto è legato, tutto è manifestazione densa sottile.
Piccola considerazione: se siamo tutti alterati geneticamente "dagli altri"... e se il cervello è il decodificatore/lettore della realtà che ci circonda.... non è possibile che questi "altri" abbiano alterato il nostro cervello e quindi limitato la nostra possibilità di percepirli permettendosi così di lavorare in tranquillità?
Non è possibile che così facendo si sono "oscurati" alla nostra normale visione?
Chiusa parentesi.
Citazione (lametta63)
Penso che per uscire da questa matrix sia importante sapere che ci sia un'altro posto e conoscerlo sennò non serve a niente.Come se uno per cambiare se stesso cambia città.Non servirebbe a niente se non cambia se steso.Ho fatto un paio di sogni lucidi ma a parte lo stupore iniziale non succedeva niente.Probabilmente non succedeva niente, di quello che mi sarebbe piaciuto succedesse, perchè il mio livello di coscienza non me lo permetteva.

Bò sai qua tornerò un pò a ripetermi.
Uscire da cosa? Ma perchè volete tutti uscirne? Aspettate no? prima divertitevi, risolvete i problemi che vi affliggono, prendete tutto come un gioco, abbiate carattere e poi lasciate andare tutto con serenità, abbandonatela senza tutta questa sofferenza e questo mal di vivere altrimenti come si può abbandonare un qualcosa che vi genera tanta carica.
Si può abbandonare un lutto? Si può lasciare una cosa dolorosa? No perchè finchè non è metabolizzata, compresa e assimilata rimane sempre agganciata.
Si può lasciare una vita serenza, felici dove avete vissuto e fatto ciò che vi divertiva e avete lasciato un bel ricordo, delle idee e dei valori a delle persone che vi amano?
Si può lasciare un'esistenza appagante in cui guardandovi indietro potete dire "che bella la vita, quante cose belle che ho fatto e che mi sono capitate.. anche i dolori mi hanno insegnato tantissimo e sono state tappe fondamentali".
E mentre fate questo sorridete sereni.
Questo si può lasciare ... o meglio.... SI PUO' PORTARE CON SE' COME UN TESORO.
Non si abbandona nulla, non si lascia Matrix... ma si vive e si porta con sè una volta fatto tutto quello che c'è da fare.... e chi è che "vuole fare tutto ciò che c'è da fare"?
Anima
Probabilmente in una visione atemporale, immaginando di abbracciare anni, secoli ed ere, viviamo in un sogno lucido in cui osserviamo le vite e le esperienze e svegliarsi vuol dire solo prendere coscienza di questo comportamento.... destarsi, prendere consapevolezza, sorridere e andare oltre.
E il problema delle abduction?
Non se ne scappa, si affronta, è un problema da accettare, risolvere, metabolizzare, de-potenziare, de-caricare, consapevolizzare, incamerare e rendere esperienza.
Se non si risolve rimane una cosa che ti aggancia qua.
Citazione (lametta63)
Comunque comincio a credere che in fondo sia tutta una rappresentazione o costruzione mentale nostra.Se è vero che ognuno con la propria mente costruisce la propria realtà,allora nessuno di noi vede le stesse cose,in egual misura intendo,di un altro.Il termine ESISTE o NON ESISTE acquista un significato nuovo per me.
TORNANDO AL CORPO,questo fa da punto di riferimento o di ritrovo ideale per i nostri sensi , per spirito ed anima se vogliamo per fare le esperienze.Verrebbe da chiedersi,ma perchè qui,con questa faccia,questa città,ecc.Secondo me perchè è così che io interpreto me stesso.Magari come pezzo di coscienza mi sento un individuo con queste caratteristiche.Dal momento che penso che tutto sia una rappresentazione o interpretazione della mia mente limitata dal livello di coscienza,consapevolezza,allora vuol dire che questa per il momento è la mia matrix.

E' una nostra rappresentazione mentale ma non nel senso che io essere umano vedo una mela tonda e un gatto la vede triangolare.
La mela è oggettivamente della stessa forma sia per un uomo che per un gatto.
Cambia la coscienza della mela come frutto e consapevolezza che fa bene per n motivi ed è ricco di nutrimenti.
Quindi la mela esiste sempre ma con significati ed importanze soggettive.
Sulla domande del "perchè qui,con questa faccia,questa città,ecc" bò, lungo da congetturare.
Sul discorso "allora vuol dire che questa per il momento è la mia matrix" fai riferimento a sopra e precedenti.
Ciao!

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Messaggio da leggereInviato: sab 22 feb 2014, 14:12 
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Iscritto il: lun 19 dic 2011, 1:47
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Località: teramo
Sono al 100% d'accordo con DIMMU! ( e in parte con lametta)
Anch'io ho sempre preso la vita come un gioco .... e sottolineo SEMPRE. Il problema nasce nel momento in cui ci si lascia coinvolgere come se il gioco potesse nuocerci (o nuocere ad altri...). In realtà questo processo mi si è innescato non appena ho preso coscienza che gli altri NON giocano, che ci stanno male anzi, se non ti vedono "preso" dalle cose "serie" o in amore .,... A volte hanno avuto ragione, ho loro trasmesso un senso di "poca importanza". Colpa mia. Ora gestisco meglio la cosa.
Il processo dei tarocchi, che partono dallo zero del folle (felicemente inconsapevole)per terminare con lo zero del folle (consapevolmente felice) significa anche questo.
Ma nel frattempo ci sono dolori da superare. Non ultimo il fatto che da questo corpo (nel quale mi sento a mio agio e che ho imparato a controllare ben oltre la norma fin da piccolo) NON posso scendere pur se non ho molta voglia di giocare...
Sul suicidio in quanto bestemmia dell'anima ho i miei dubbi - Se un capo del vostro bestiame volesse buttarsi da un fosso...non glielo impedireste? Ed ecco una bella recinzione .... Se non l'ho mai fatto - e ci pensavo già a 10 anni eh! - è stato prima per una serie di coincidenze "salvifiche" (il bestiame ...) ora perchè mi interessa più vincere la partita ...
grazie delle risposte comunque!!!


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Messaggio da leggereInviato: lun 24 feb 2014, 22:06 
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Iscritto il: dom 5 dic 2010, 12:07
Messaggi: 42
Beh,io non voglio uscire,sono solo curioso.Anch'io nella vita ho attraversato varie fasi ,dalla voglia esplosiva di vivere alla voglia di morire.Nel secondo caso era solo questione di ''ignoranza'' o di poca coscienza.
Riguardo l'affermazione di Malanga penso questo, come dice Luciano ,questa cosa l'ha detta più volte nel tempo.Secondo me i primi tempi era dovuto all'entusiasmo di ciò che andava scoprendo e che automaticamente lo portava a pensare di avere gli strumenti vincenti.Questo è ciò che io credo.Ultimamente lo dice,da quel che ho capito, perchè pensa che l'alieno sia solo un effetto collaterale portato dal livello basso di coscienza dell'addotto.L'alieno parassita solo soggetti ''deboli'' quindi questo dimostra che egli steso alla fine sia meno forte di quanto potrebbe sembrare.Per questo costretto a perdere , insegue un risultato che non potrà mai raggiungere in quanto non gli compete.Se vincerà non sarà per merito suo ma perchè saremo noi a voler perdere o a lasciarlo fare.Questo in parole molto spicciole quello che ho capito io delle sue ultime interviste.


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Messaggio da leggereInviato: mar 25 feb 2014, 2:27 
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Iscritto il: lun 19 dic 2011, 1:47
Messaggi: 206
Località: teramo
Circa Malanga.
Sono una persona molto istintiva e a pelle ci azzecco sempre, sebbene spesso la bravura dei simulatori sta nel farti cambiare idea ... per un po'.
Il mio primo incontro con Malanga (l'avrò già scritto altrove sul blog) fu ben prima che iniziassero i suoi studi sulle abduction, e quel pomeriggio lo ricordo che confabulava nell'allora sede romana del CUN col Baiata e il sig.Pinotti (tutto ciò prima dello scisma)
I miei tentativi di parlare con qualcuno delle mie esperienze "ufologiche" furono così sviati : Pinotti mi disse di parlarne a Malanga e quest'ultimo (nascondendo pure lui il sorrisino ... ma forse perchè ai loro occhi ero un metallaro, mica un anima seria!) mi mandò da quello che ai tempi faceva salotto da Costanzo (buon anima di ... memory failed,sorry) !
Ricapitolando : Per conto di chi hanno lavorato sti tizi fino ad oggi? Chi ha permesso loro di raggiungere certi risultati con precise scadenze?

Persino di certi esercizi di PNL a volte dubito - sono certo di quello che sto facendo? SO cosa faccio?

Ma anche se avessero (servizi segreti o che altro) usato Malanga a nostro temporaneo vantaggio (in una lotta segreta di poteri "altri") resta il fatto che i miei successivi incontri (alle convention) col prof. poterono solo confermare le impressioni : Da una parte lui che si divincolava dagli psicotici imbarazzanti, ok, dall'altra io che non volevo essere nè invadente nè allo stesso modo evitato ma che dopo due chiacchiere ne percepivo la distanza (animica, prima che mentale)... e me ne tornavo al mio posto, sconsolato.
Un signor professore con talento nell'esporre ... ma mi domando- tutta quella intelligenza e conoscenza, eppure non ha saputo prevedere che la sua l'anima gli avrebbe detto "sei cieco come una talpa,fermati!" ? Ma come amava ripetere sempre : La questione anima non riguardava lui stesso .... SEEEE!
Chi lo ha pilotato?
Blind leading the blind ...


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Messaggio da leggereInviato: mer 26 feb 2014, 12:19 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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In generale, e non solo su questa questione, io farei sempre attenzione a capire quando qualcosa sta diventando troppo antropocentrica, troppo incentrata sull'essere umano o peggio su un essere umano in particolare, con conseguente perdita di approfondimento e valutazione di dati e informazioni. Togliamo il personaggio, e in generale l'essere umano, dal centro della questione: cosa resta? Lì fuori c'è una realtà oggettiva, oltre alle nostre soggettive ;)

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: gio 27 feb 2014, 14:51 
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Iscritto il: dom 9 feb 2014, 14:47
Messaggi: 19
Scusate per l'intervento di qualcuno come me, che non ha mai avuto percezione diretta degli avvenimenti del 2012.

Io ritengo che Malanga sia un genio, e in quanto tale anche "sregolato". Un ego smisuratamente grande che però gli ha consentito di affrontare in ipnosi situazioni che i più non reggerebbero. Del personaggio vanno accettati sia i pro che i contro. Lui ha fornito un percorso, per poi abbandonare ciascuno al proprio destino. Ma è proprio in questo sgradevole modo che lui inizia a creare "mille eserciti di una sola persona". Ha gettato le basi del lavoro che molti, a modo loro, possono fare. Se dovessi tracciare un bilancio su ciò che ha fatto, sarebbe sicuramente positivo. Poi posso avere mille dubbi sull'esattezza della sua scelta, in quanto non lo ritengo in grado, da solo, di influenzare il livello collettivo di coscienza tramite il solo uso del campo morfogenetico. Però vedo che oggi i suoi lavori sono pubblicati in molte lingue e che si impegna ancora a livello di diffusione dell'informazione. Questo, consentitemelo, può solo fare piacere.


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Messaggio da leggereInviato: gio 27 feb 2014, 17:19 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 3950
Infatti, come ripetevo negli anni in cui facevo conferenze e rilasciavo interviste: ognuno lavori con quel che può, il materiale è tanto, e c'è chi per primo si è impegnato a fare ricerca e a procurarlo. Ora poco importano i personaggi, dato che la situazione è cambiata: che ci si dia da fare ora ;)
Finché si discuterà di uno o più personaggi, si rimarrà fermi. Nomi e cognomi ormai li sappiamo: vogliamo finalmente aprire il libro, lasciando perdere l'autore in copertina e dedicandoci al contenuto? ;)

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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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