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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: lun 27 apr 2009, 18:52 
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Iscritto il: dom 26 apr 2009, 19:27
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Citazione (Anonimo)
Citazione (Orloch)
Si proprio a questo. Le mie parole, le tue parole avranno un certo grado di comprensione a seconda di chi legge.
E' un limite che sta nel mezzo (linguaggio) e nella comprensione di chi legge. Ora un simbolo non lo si conosce fin quando non lo si è sperimentato e così anche i concetti che stanno dietro alle parole. Chiunque può intendere quello che vuole ma non è detto che sia quello che io ho voluto dire. Chi conosce i concetti che stanno dietro alle parole capirà perfettamente come te.

Sincronizzazione, affinità, risonanza. E' per questo che io capisco ciò che affermi.
Non perché dietro ci sia un significato oggettivo ed immutabile.
Vogliamo aprirne un topic, e magari iniziamo qualche test con fatti, e meno chiacchiere?


Quelle tre parole da dove derivano secondo te. Non sono concetti originari ma originati.
Mi comprendi perchè hai vissuto quello di cui parlo. Pur nelle differenze di linguaggio tu conosci quei concetti, li hai vissuti li hai fatti tuoi (=accetati).


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 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 10:08 
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Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Citazione
Quelle tre parole da dove derivano secondo te. Non sono concetti originari ma originati.
Mi comprendi perchè hai vissuto quello di cui parlo. Pur nelle differenze di linguaggio tu conosci quei concetti, li hai vissuti li hai fatti tuoi (=accetati).



Oh ma che bella la filosofia! Ma che belli i voli della mente! L'essere umano sì che è ganzo :) e fortunato è colui che trova il proprio Maestro in terra... Mmm... Siccome io sono una rompipalle magistrale e amo la concretezza... mi chiedo... a che serve tanta filosofia quando nella vita non si risolve niente? Quando la mente è usata solo come specchio per deviare le vere domande che potrebbero portare la struttura intera a CREPARE? (da crepa). In quel caso non sarebbe da rimettere in discussione tutto e riprendere dalle cose semplici?
Perchè parli sempre di concetti, Orloch, e non parli mai di quello che hai fatto nella tua vita, di come hai applicato, di quello che hai capito e dai prova che il percorso che stai facendo ti ha portato dei frutti in questo mondo assiatico? Non so se ti sei reso conto ma in questo forum si è molto concreti, si parla per esperienza e non solo per astrazione.
Leggendo te sembra quasi che tu sia qui per istruire Anonimo, che tu sia colui che lo conosce fino nelle viscere, che padroneggi i suoi schemi mentali. Se tu lo pensi sei libero di crogiolarti in ciò. Sappi però che il livello di intelligenza qui dentro è piuttosto altino e la gente se sta zitta è perchè ti osserva, non perchè è ipnotizzata :)

Ciao ciao :)

Irene (Inquistore_mode)

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S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
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 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: gio 30 apr 2009, 22:12 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 13:06
Messaggi: 1229
Località: A n a r c h i A
stupenda shabatu :lol


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 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: ven 1 mag 2009, 13:09 
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Iscritto il: ven 17 apr 2009, 22:24
Messaggi: 13
Orloch credo che le nostre posizioni siano inconciliabili .... io sono un idealista e parto dal soggetto per arrivare all'oggetto, tu l'opposto ( poichè concepisci la matematica come assolutamente vera ) ... come già diceva Fichte ognuno di questo due modi di concepire la filosofia non è in grado di confutare l'altro perchè entrambi presuppongono sin dall'inizio la validità del proprio principio ... quindi ritengo che la nostra conversazione non possa portare ulteriori risultati. Piuttosto prendiamo atto delle nostre posizioni differenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: ven 1 mag 2009, 13:22 
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Iscritto il: ven 17 apr 2009, 22:24
Messaggi: 13
Citazione (shabatu)

Oh ma che bella la filosofia! Ma che belli i voli della mente! L'essere umano sì che è ganzo :) e fortunato è colui che trova il proprio Maestro in terra... Mmm... Siccome io sono una rompipalle magistrale e amo la concretezza... mi chiedo... a che serve tanta filosofia quando nella vita non si risolve niente? Quando la mente è usata solo come specchio per deviare le vere domande che potrebbero portare la struttura intera a CREPARE? (da crepa). In quel caso non sarebbe da rimettere in discussione tutto e riprendere dalle cose semplici?

Credo che la filosofia possa essere estremamente utile, al fine di costruire qualcosa di pratico nella nostra vita. Per esempio, la creazione di un'etica in grado di conciliare le nostre necessità interne con il rispetto del prossimo, questo a mio giudizio dovrebbe essere il fine ultimo della filosofia. Quindi sono d'accordo quando dici che bisogna trasferire la conoscenza teorica alla vita pratica.

Riguardo alle domande semplici, volevo sapere che cosa ne pensavi. Secondo me la domanda più semplice che ci possiamo porre è la seguente:"Come possiamo comprendere l'essenza dei nostri modi di conoscenza?"
Secondo me è fondamentale perchè qualunque risultato che possiamo raggiungere è legato a ciò che abbiamo appreso, e quindi se il cervello non interpretasse la realtà nel modo giusto, allora ciò che abbiamo appreso risulterebbe limitato ( sto parlando da un punto di vista schiettamente pratico ).

E' una domanda molto semplice, ma una risposta è pressochè impossibile. Penso quindi che questa domanda potrebbe essere "lasciata da parte" , ovvero prendere atto dei nostri limiti e cercare di costruire qualcosa, anche se questo qualcosa risulta essere limitato dalla mediazione del nostro cervello nei confronti della realtà. Tuttavia credo che questa domanda rimanga estremamente importante e bisognerebbe continuare a porsela, nella serena accettazione della nostra impossibilità di trovare una risposta, perchè in quanto persone che aspiriamo a raggiungere la verità dovremmo in ogni caso tendere verso di essa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Esiste un senso?
Messaggio da leggereInviato: ven 1 mag 2009, 14:42 
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Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Caro Locke,

io non sono laureata in filosofia (studio psicologia che, anche se è figlia della filosofia, usa altri mezzi), purtroppo non ho avuto una formazione umanistica e tutto quello che ho imparato l'ho fatto solo spinta da passione (e in teoria non dovrei cavarmela malaccio). Come dici tu la Filosofia, se non è un pretesto per scappare dal mondo ed evitare di assumersi le responsabilità (ovvero giungere ad avere Abilità nel Responso) è un'ottima palestra e disciplina in quanto spinge la mente ad andare oltre se stessa.

Citazione
Riguardo alle domande semplici, volevo sapere che cosa ne pensavi. Secondo me la domanda più semplice che ci possiamo porre è la seguente:"Come possiamo comprendere l'essenza dei nostri modi di conoscenza?"


Secondo me questa non è una *domanda* perchè non è oggetto di speculazione nè di esperienza. Questa domanda presuppone che ci sia, che esista, un modo per com-prendere l'essenza di *come* apprendiamo... che esista un mezzo per sudiare un altro mezzo... è una domanda che messa così forse, come dici tu, non può avere risposta. Sarebbe più giusto magari chiederci in base a quale meccanismo-necessità apprendiamo qualcosa e non altro. E anche così non so se arriveremmo a qualche conclusione sulla natura del mezzo. La mente non può comprendere se stessa perchè per farlo dovrebbe uscire da quello che è (e si entrerebbe nel dominio della non-mente, il che è paradossale). Quello che si può tentare di fare (e che la psico-biologia sta facendo) è spiegare i meccanismi legati alla motivazione ad agire, ai ricordi, emozioni, ecc. Ma anche lì resta un grosso punto di domanda su *cosa* ha originato la pulsione (i geni? l'educazione? Dio?)

Citazione
Penso quindi che questa domanda potrebbe essere "lasciata da parte" , ovvero prendere atto dei nostri limiti e cercare di costruire qualcosa, anche se questo qualcosa risulta essere limitato dalla mediazione del nostro cervello nei confronti della realtà.


Tu parli di cervello... Io parlo di mente... intendiamo la stessa cosa? :)
Comunque concordo con te sul fatto che quando un approccio non porta frutti sia meglio lasciarlo da parte... il più delle volte non ci si arriva perchè è la struttura del pensiero che limita la propria espansione. Ma non è detto che questa sia immutabile (salvo i borderline e i nevrotici che non cambiano mai e restano uguali a se stessi per non vedere crollare l'intero palco... ma qui si entra nell'area dei disturbi del pensiero): capita molto spesso che una nuova struttura e quindi dei nuovi approcci sorgano per insight. Quello che conta è avere fluidità. E la filosofia, forse, assieme ad altre pratiche come lo yoga insegna a fare proprio questo. Ad essere fluidi.

Sono riuscita a spiegarmi?

Ciao
Shaba

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