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 Oggetto del messaggio: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: mar 12 mag 2009, 22:33 
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Il Trilemma di Münchhausen
Fonte: Wikipedia

Il Münchhausen-Trilemma, chiamato anche trilemma di Agrippa, è un termine coniato dal filosofo Hans Albert per definire l'impossibilità di provare alcuna verità assolutamente certa. È definito trilemma perché pone tre possibilità, di cui nessuna riesce a soddisfare l'assoluta certezza necessaria a fondare una conoscenza, ed il suo nome proviene ironicamente dal Barone di Münchhausen, che si dice sia riuscito a tirarsi fuori da una pozza di fango tirandosi per i capelli. Albert pose il problema in questi termini:

[list] [*] Ogni affermazione, per essere assolutamente certa, deve essere giustificata, ma a loro volta queste giustificazioni devono essere giustificate. Questo processo, tuttavia, non ha fine dato che ogni giustificazione dovrebbe essere giustificata, arrivando ad una situazione per cui le giustificazioni dovrebbero moltiplicarsi all'infinito;
[/*:m][*] Esiste un principio autoevidente, o accettato dal senso comune, o ritenuto vero per il principio di autorità. In questo caso, però, l'intenzione di fondare una conoscenza assolutamente certa viene a crollare e si cade nel dogmatismo
[/*:m][*] Qualsiasi affermazione viene provata tramite un'argomentazione circolare e, quindi, errata.[/*:m][/list:u]
Questo trilemma scardinò l'idea classica dell'esistenza di una verità assoluta, eliminando anche il problema della giustificazione delle teorie.

Tuttavia è bene distinguere le conclusioni a cui giunse il filosofo da orientamenti quali lo scetticismo o il relativismo: in accordo con Karl Popper, Albert accettò l'impossibilità da parte dell'uomo di giungere ad una conoscenza assolutamente certa, ma contemporaneamente affermò la possibilità di avvicinarsi il più possibile ad essa (sempre ricordando l'impossibilità della certezza) in modo asintotico, ovvero in base al controllo critico, infatti nessuna attività conoscitiva può pretendere di sottrarsi alla critica razionale

In definitiva, nella visione del filosofo è necessario partire da assiomi e principi indimostrabili per costruire le nostre certezze, abbandonando in questo modo ogni assolutezza nelle nostre affermazioni.

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(Proverbio cinese)


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: mer 13 mag 2009, 8:36 
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Iscritto il: mar 13 gen 2009, 1:26
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Suppongo che abbia ragione da un certo punto di vista.. nulla è dimostrabile con certezza. Però molte cose si accettano comunque come verità perchè abbiamo quello che si chiama "intuito", che ci serve per distinguere le verità dalle panzane :D . Se tutti quanti dessero conto comunque a questo trilemma non esisterebbero i radiestesisti, rabdomanti e company :ehm in quanto non c'è alcuna prova che quello che fanno funzioni ma effettivamente funziona perchè vediamo i risultati.. ma non c'è nessun modo di capire se è una coincidenza e si andrebbe avanti così per tutta la vita ...
Penso che meno s.. mentali sarebbe meglio :fear .


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: mer 13 mag 2009, 11:31 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:23
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Citazione (Eiko86)
Se tutti quanti dessero conto comunque a questo trilemma non esisterebbero i radiestesisti, rabdomanti e company :ehm in quanto non c'è alcuna prova che quello che fanno funzioni ma effettivamente funziona perchè vediamo i risultati..

No, guardala da un'altro lato: se si desse conto a questo dilemma, nemmeno la fisica con le sue strettissime leggi sarebbe da considerare certa e fondata, e questo per i radiestesisti ecc.. sarebbe un grande vantaggio, non trovi?
La stessa cosa si potrebbe dire per una marea di "convinzioni" ormai entrate nel senso comune come vere e certe, ma che in realtà assolutamente non sono dimostrabili, e ci limitano nelle cose che vogliamo fare.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: mer 13 mag 2009, 12:08 
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Iscritto il: mar 13 gen 2009, 1:26
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Quindi non la vedi come una sorta di scetticismo in tutte le cose, ma la vedi più come dare spazio aperto a tutte le possibilità, avendo la mente aperta a qualsiasi evenienza... ma è un po' quello che ho sempre pensato anche io allora :P


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: mer 13 mag 2009, 14:25 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
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i fatti devono essere giustificati? cioè se osservo che PV= costante lo devo giustificare?

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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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 Oggetto del messaggio: Re: Il Trilemma di Münchhausen
Messaggio da leggereInviato: ven 8 ott 2010, 1:45 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:23
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Beh sì, cioè non devi giustificare quell'affermazione ma giustificare cosa sono P e V, cos'è una costante, cos'è la moltiplicazione, ecc ... :P

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