Oggi è lun 25 mar 2019, 18:31

Annuncio: Ci siamo trasferiti sul nuovo Blog!




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 32 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Perchè lo facciamo?
Messaggio da leggereInviato: sab 6 giu 2009, 21:17 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
Messaggi: 634
Località: Nocera Inferiore (SA)
Ormai è quasi un anno che sto qui con voi e in me sono cambiate tantissime cose.
All' inizio quello che mi spingeva a conoscere e a fare certe cose era un po' la curiosità e un po' l' "essere quello speciale". Allora tiravo avanti, cioè avevo degli stimoli, degli obbiettivi si puo dire. Ora però non mi è rimasto più niente, nessuna motivazione e io sto pian piano scemando solo nella conoscenza mentre quello che voglio è più la parte pratica che teorica perchè è quella che mi da coscienza.
Alla domanda "Perchè faccio tutto questo?" ora non ho la risposta


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: dom 7 giu 2009, 21:53 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:23
Messaggi: 591
Località: Torino
Hehe, non hai tutti i torti: anche a me succede qualcosa di analogo.
Interessante discussione, voglio proprio sentire cosa dicono gli altri.
Per ora ti cito Matrix Revolutions (anche se preferirei recitarla :P ):
Citazione
Smith: Perché Signor Anderson? Perché? Perché? Perché lo fa? Perché si rialza? Perché continua a battersi? Pensa davvero di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta ammesso che ne abbia coscienza? E' la liberta? E' la verità? O magari la pace... Ma mi dica che non è l'amore!
Illusioni Signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un esistenza priva del minimo significato e scopo! Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa! Anche se ormai devo dire che solo la mente umana poteva inventare una scialba illusione come l'amore!
Ormai dovrebbe aver capito signor Anderson a quest'ora le sarà chiaro lei non vincerà, combattere è inutile.

[Neo si rialza]

Smith: Perché signor Anderson? Perché? Perché persiste?
Neo: Perché cosi ho scelto.

_________________
È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.
(Proverbio cinese)


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: dom 7 giu 2009, 22:18 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
Messaggi: 699
sono d'accordo, la scelta è la scelta, la si fa anche sapendo di illudersi ma se è necessario x qualcosa di più

_________________
Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: dom 7 giu 2009, 22:53 
Non connesso

Iscritto il: gio 20 nov 2008, 9:13
Messaggi: 417
O per qualcosa di meno?


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: lun 8 giu 2009, 13:35 
Non connesso

Iscritto il: ven 21 nov 2008, 15:55
Messaggi: 269
Località: Atlantide
Bella citazione Eddy :)


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: lun 8 giu 2009, 21:25 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
Messaggi: 634
Località: Nocera Inferiore (SA)
L' adoro quella parte di Matrix :D
Comunque io cerco piuche altro una motivazione a tutto questo che faccio.Cosa vi spinge ad andare avanti?


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: mar 9 giu 2009, 14:42 
Citazione (Daniele)
L' adoro quella parte di Matrix :D
Comunque io cerco piuche altro una motivazione a tutto questo che faccio.Cosa vi spinge ad andare avanti?

Se ti può interessare il punto di vista di chi, molti anni fa, tentò il suicidio almeno due volte, che finì in depressione cronica per un decennio proprio per questa domanda, e che poi nel tempo si rialzò...
Ciò che mi spinge ad andare avanti è: perché no?

L'unica cosa che mi diede davvero una mano è comprendere che c'è altro dietro a questa realtà, c'è del movimento "dietro le quinte". Non si tratta solo di puro meccanicismo, di mera azione-reazione.
C'è dell'altro che noi, semplici pedoni di un'immensa scacchiera, non potremo mai comprendere fintanto restiamo in questo sogno condiviso chiamato "realtà" - fintanto viviamo incarnati.
I sogni lucidi non sono la prassi, così come l'illuminazione non è la prassi. Ergo, è giusto che le cose stiano come le percepiamo e ci sono valide ragioni a monte.

Ma anche se non si riesce a cogliere questo "altro" dietro il palcoscenico della vita, basta semplicemente sentire l'illusione, il velo di maya.
Sembra davvero paradossale: l'illusione mi dà pace e certezza. :)

Lo vivo come una sorta di sogno lucido, ma senza presa di potere. So, sento che sto sognando, anche se resto immerso nella meccanica del sogno senza poter volare o acquisire presunti poteri.
Non faccio miracoli (anche se qualche esperienza personale potrebbe esprimere il contrario), continuo a vivere sentendo che la vita stessa è illusione.

In questo modo posso godermi il sogno... fintanto prosegue, ne faccio esperienza. Quando mi sveglierò (morirò), allora capirò altro, ma non c'è alcuna fretta... ho tutto il tempo del mondo.

E, dato che di sogno si tratta, posso tranquillamente smorzare tutte quelle tensioni emotive, aspettative e preoccupazioni che invece provano tutti coloro che prendono la vita come una cosa seria, assoluta. ;)
Come un viandante, un osservatore in grado di sorridere a qualsiasi fatto positivo o negativo, in quanto illusione. E d'altra parte, che riesce ad accettare e percepire qualsiasi eventualità, anche se sembra rompere gli schemi.

Per avere grandi esperienze occorre essere possibilisti.
Così come la Fede, nel senso più lato ("affidarsi a..."), trascende ogni possibile volontà se la si osserva dal punto di vista non religioso.

Daniele, hai mai avuto fede nell'infinito? =D


Top
 
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: gio 11 giu 2009, 14:31 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Mi scuso con tutti se sono sparita, ma un po' la mancanza di tempo, un po' la mancanza di voglia alla fine mi son connessa meno del solito.

Oggi, per una specie di sincronia o casualità, appena aperto il forum sono capitata su questa discussione. E quindi è a Daniele che rispondo.

Ho letto con molta attenzione quello che hai scritto, letto e riletto, cercando di capire anche quello che non dici... Il tuo stato d'animo, il pensiero che ti sta attraversando (tutto è vano) lo conosco. Fa parte di quel punto di arrivo (o di rottura) che si intravede davanti a noi dopo che si è studiato assiduamente, che si sono provati vari stati d'animo e varie maschere, che si ha portato il confronto tra il mondo interiore e quello esteriore a livello di polarità pura.

Quello che a te fa paura, credo di capire giusto, è il fatto di sperimentare un Tu diverso: meno motivato, con meno obiettivi, ma avendo ben chiaro che sei stufo della teoria e vuoi la pratica. Di fronte alla domanda "Perchè faccio tutto questo?" risponde bene Anonimo... Perchè non dovresti? Pensaci bene... ci illudiamo di avere le risposte a tutto, ma in realtà le risposte che abbiamo sono solo dei palliativi per evitare di pensare veramente. La tua mente, abituata a chiedere e indagare su tutto, in un automatismo nevrotico, è giunta al punto di chiedere conto anche di se stessa e della vita. Ti sei incartato :) ed ecco il grande potere della mente... ecco la sua grandiosità... tutto crolla :)

Questa la risposta teorica. Ora la pratica. La mente che si incarta è questione, ne sono sempre più convinta, di una mancanza di strumenti. Vedi Daniele... la vita, le sue contraddizioni, è tutta questione di interpretazione... la ricerca di senso è un'attività dell'essere umano, non è una caratteristica del mondo. Il punto in cui sei arrivato è semplicemente una delle tante strade buie in cui è necessario affidarsi a qualcun altro (competente) per capire che il Sole c'è ancora e non si è spento ;)

Se hai bisogno di qualche indicazione più precisa scrivi pure in pvt

Ciao

Ire

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: gio 11 giu 2009, 20:14 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:23
Messaggi: 591
Località: Torino
Citazione (shabatu)
Ora la pratica. La mente che si incarta è questione, ne sono sempre più convinta, di una mancanza di strumenti

Molto interessante questa interpretazione: la mente che s'incarta per mancanza di strumenti! Che strumenti esattamente? e di quali avremmo bisogno per andare avanti?

Citazione (shabatu)
Se hai bisogno di qualche indicazione più precisa scrivi pure in pvt

No, perchè in privato :( ? Se non ci sono particolari problemi di parlare in pubblico, io preferirei continuare la discussione qui, tutti insieme, così è utile a tutti.

_________________
È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.
(Proverbio cinese)


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: ven 12 giu 2009, 18:13 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Citazione
Molto interessante questa interpretazione: la mente che s'incarta per mancanza di strumenti! Che strumenti esattamente? e di quali avremmo bisogno per andare avanti?


Ciao Eddy,

il discorso è lungo più che complesso. Cerco di sintetizzarlo. L'essere umano, come sicuramente saprai, al momento della nascita non è ancora maturo dal punto di vista cognitivo: è anzi il più immaturo tra tutti i mammiferi. Come colma queste carenze? Apprendendo come una spugna dall'ambiente (genitori prima, contesto familiare, scuola e società -ma solo finchè funge da specchio-). Questo è ciò che crea la sua realtà: l'essere umano cresce in una sorta di paradigma che, se tutto va bene (!) non metterà mai in discussione. Gli orientali parlano in questo caso di sonno a cui non segue nessun risveglio. Ci può essere molta soddisfazione a vivere in questo modo e io penso non sia giudicabile.

Delle volte però alcuni individui crescono sentendo una insoddisfazione crescente, avvertendo che il loro mondo interiore profondo (chiamalo inconscio o profondità di pensiero e valutazioni) non corrisponde a quello esterno (in genere tutto sboccia fisiologicamente alla pubertà, quando la staticità pre-puberale è messa in discussione e in crisi dalle botte ormonali). Ecco la ribellione, che può portare alla ricerca. Cercando, comunque, è ovvio che <ciò che alimenta la mente> deve venire necessariamente dall'esterno (salvo rari casi che però rasentano la schizofrenia): libri, amici, internet. E non tutto ciò che si trova è <commestibile>. Come distinguere ciò che fa per te da quello che non ti è utile? Mancano gli strumenti, ovvero la possibilità di valutare. Questa è una prima definizione di strumento.

Arrivando alla spiegazione più tecnica, io per strumenti intendo ogni disciplina (e quindi essendo disciplina probabilmente è stata creata da qualcuno che ha capito e padroneggiato quello che andrà a scardinare) che porta, se seguita, a sviluppare e maturare un punto di vista alternativo che ti conduce fuori dall'impasse. La mente da sola non può produrre da sola le soluzioni quando è in blocco... altrimenti non sarebbe bloccata.

La scelta di CHI può fornirti questi strumenti... queste Abilità che ti porteranno ad essere responsAbile di te stesso... è un fattore soggettivo. Ci sono strade più battute (e sicure) di altre. E già cercare la strada che fa per sè è un buon modo per iniziare a muoversi, tenendo presente che purtroppo è in questi momenti che si è più vulnerabili perchè le risposte sono cercate come un affamato cerca il cibo :)

Quando ho scritto a Daniele che poteva scrivermi in pvt non era perchè ho dei segreti incomunicabili alla massa informe del volgo (che poi sareste voi :)).. ho semplicemente pensato che essendo per lui una cosa delicata (e lo comprendo bene) avrebbe magari preferito parlarne in separata sede. Non sono momenti simpatici da vivere, ma fanno parte della crescita e non sono, come l'opinione comune vuol far passare, delle anomalie del sistema :P

Comunque se ne può parlare qui, tenendo presente che io non sono una specialista nè una terapeuta, ma al massimo posso aiutare nel processo di riflessione :)

Ciau
Shabatu

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: ven 12 giu 2009, 18:40 
Citazione (shabatu)
Arrivando alla spiegazione più tecnica, io per strumenti intendo ogni disciplina (e quindi essendo disciplina probabilmente è stata creata da qualcuno che ha capito e padroneggiato quello che andrà a scardinare) che porta, se seguita, a sviluppare e maturare un punto di vista alternativo che ti conduce fuori dall'impasse. La mente da sola non può produrre da sola le soluzioni quando è in blocco... altrimenti non sarebbe bloccata.

"altrimenti non sarebbe bloccata"... meraviglioso! ;D
Credo però che gli strumenti, intesi come discipline già sviluppate, giochino un ruolo secondario in tutta la faccenda. Le reputo come una delle possibili conseguenze, dato che quando la mente si incarta vi è un dinamismo forzato che l'uomo poco attento può percepire come fattore esterno.
Così come gli impulsi maggiormente creativi avvengono proprio quando c'è un loop doloroso; vi è un sacrificio intimo a favore di...
L'apparente caso che ti porta ad una soluzione definitiva (in bene e in male) - è qui che occorrerebbe farsi la domanda "CHI?".


Top
 
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 13 giu 2009, 10:45 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Citazione
L'apparente caso che ti porta ad una soluzione definitiva (in bene e in male) - è qui che occorrerebbe farsi la domanda "CHI?".



Anonimo, "chi" cosa?

Già chiedersi CHI è un modo di procedere, ma è pur sempre solitario. Anche qui la soluzione arriverà dall'interno... Se hai fortuna può essere che arrivi da una profondità, ma la maggior parte delle volte gli automatismi incrostati bloccano l'emergere del nuovo. Quando si parla di orgoglio e superbia della mente è a questo che ci si riferisce, anche scegliere strade che sono perfettamente inquadrate negli schemi già presenti. Il cambiamento, la rottura è qualcosa che in genere proviene dall'esterno, e questa ricerca esterna di "qualcosa" porta a smuovere la stessa cosa nell'interiorità. Kuhn ne parlava mi sembra :)

Ps. Io continuo a scrivere, ma so per certo che il destinatario principale del messaggio preferisce "solo pensare, navigare nella nostalgia"... insomma, restare nella palude in cui è. Il messaggio dall'esterno non arriverà. Questo non è già di per sè emblematico di come funzioniamo? :) il certo (anche se di merda) non o si abbandona facilmente per l'incerto... specialmente in giovane età :)

S

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 13 giu 2009, 12:27 
Citazione (shabatu)
Anonimo, "chi" cosa?
Già chiedersi CHI è un modo di procedere, ma è pur sempre solitario. Anche qui la soluzione arriverà dall'interno [..] Il cambiamento, la rottura è qualcosa che in genere proviene dall'esterno, e questa ricerca esterna di "qualcosa" porta a smuovere la stessa cosa nell'interiorità. Kuhn ne parlava mi sembra :)

Ahia, mi hai frainteso. :P
Quando ho scritto "...dato che quando la mente si incarta vi è un dinamismo forzato che l'uomo poco attento può percepire come fattore esterno", intendevo proprio ciò che hai appena detto.

Da quanto ho potuto capire fino ad ora con la mia esistenza, e magari sbaglio pure, è che ciò che alla fine "ti salva" nei momenti di incartamento... è proprio l'amore. Quell'amore velato, invisibilie ma presente, che in un modo o in un altro ti spinge a metterti nella circostanza di ricevere qualcosa dall'esterno: rottura, presunta soluzione esterna, o presunta presa di coscienza interna. Quello stesso amore che è insito nella ricerca di uscire dall'abisso, quello stesso amore che con rabbia sacrifica radicalmente l'immagine di te stesso, quello stesso amore che a volte può portare anche al suicidio.

Chiedersi "CHI?", non durante, ma dopo.
Quando gran parte del tuo ego è stato sacrificato, quando la spinta è stata compiuta - e non da parte della mente, che è già incartata - CHI ha agito?
Per logica si arriverebbe a rispondere "sei sempre tu, sotto un'altra forma", il ché è certamente condivisibile, però c'è da dire che quando ti capita davvero lo percepisci come un essere esterno, un Io nell'Io, un te stesso che Vuole e ha addirittura più potere di azione dell'immagine usuale di te.
La stessa rottura esterna potrebbe tranquillamente essere generata da questo te che osserva silenzioso.

Mi rendo conto che il tentare di descrivere certe esperienze non è assolutamente facile a parole, scusami se non riesco a spiegarmi con efficacia.

Citazione
Ps. Io continuo a scrivere, ma so per certo che il destinatario principale del messaggio preferisce "solo pensare, navigare nella nostalgia"... insomma, restare nella palude in cui è.

Credo si tratti di scelte.
Rimanere immersi nel sogno è utile, se lo scopo è acquisirne ulteriore esperienza. Ad ognuno le sue possibilità, e tempistiche, non credi?


Top
 
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 13 giu 2009, 13:07 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Citazione
Rimanere immersi nel sogno è utile, se lo scopo è acquisirne ulteriore esperienza. Ad ognuno le sue possibilità, e tempistiche, non credi?


No, tzè :cool2

Shabatu

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: gio 18 giu 2009, 23:13 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:23
Messaggi: 591
Località: Torino
Citazione (shabatu)

No, tzè :cool2

Shabatu


Quoto:
Citazione (Anonimo)
Credo si tratti di scelte.
Rimanere immersi nel sogno è utile, se lo scopo è acquisirne ulteriore esperienza. Ad ognuno le sue possibilità, e tempistiche, non credi?

In sostanza in questo caso la scelta non la faccio io, ma quell'altro io di cui parlavi, quello che osserva e non agisce... e che si può fare, aspettare che l'altro si decida? come si fa ad uscirne?

_________________
È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.
(Proverbio cinese)


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: ven 19 giu 2009, 17:24 
Citazione
Citazione (Anonimo)
Credo si tratti di scelte.
Rimanere immersi nel sogno è utile, se lo scopo è acquisirne ulteriore esperienza. Ad ognuno le sue possibilità, e tempistiche, non credi?
In sostanza in questo caso la scelta non la faccio io, ma quell'altro io di cui parlavi, quello che osserva e non agisce... e che si può fare, aspettare che l'altro si decida? come si fa ad uscirne?

Credo si vada un bel pò nella percezione personale, ma provo ugualmente a fornirti il mio punto di vista.
Secondo me il vero problema nasce proprio dal fatto che si ha questa apparente doppia percezione di noi stessi: l'Io che pensiamo di essere (l'ego, l'individualità immersa nella cosiddetta realtà, nel tuo caso quell' "Eddy" contestualizzato nell'ambiente che ben conosci), e l'osservatore apparentemente passivo che sta a monte.

Io, in vita mia, ho percepito due volte in modo distinto quest'ultimo, e devo dire che la "botta" è stata impressionante.
Da una parte si ha una sorta di amore incondizionato verso qualsiasi cosa o essere, come una comprensione e accettazione totale, non tanto come una pace ma un'onniscenza particolare. Hai presente quando tu, programmatore, osservi un tuo software precedentemente realizzato? Ne accetti la forma che viene fuori, sei ben cosciente dell'interfaccia e c'è un misto di curiosità e controllo. Rende vagamente l'idea...
Dall'altra, ancor più impressionante, ci si rende conto che l'Altissimo, o il Tutto, sta guardando con i nostri stessi occhi. Utilizza noi come interfaccia esperienziale, e contemporaneamente è cosciente del nostro stato d'animo.

In pratica è come se tu, Eddy, fossi la telecamera a livello fisico, ma l'Altro te stesso - potrei accostarlo all'idea di Dio - è il cameraman che ti pilota. E tiene a cuore del suo mezzo di ripresa, come tutto ciò che sta riprendendo.
Un cameraman innamorato. :)

Benché si tratti di mie personalissime percezioni che magari potrebbero anche non essere condivise dagli altri, puoi comprendere benissimo che tipo di domande esistenziali possono uscire fuori.
Hai pieno controllo e volontà del come acquisisci l'esperienza, un pò come una macchina fotografica sceglie autonomamente la messa a fuoco, diaframma e tutti gli elementi di cui è composta. Ma la direzione in cui riprendi è scelta da chi ti tiene in mano. Ergo se c'è una scena che ti provoca emozioni spiacevoli, tu puoi cambiare ottiche, comportarti di conseguenza all'interno del contesto, ma un cambio netto di posizione, di ripresa, viene scelto da chi sta osservando dietro l'obiettivo.
Quanto può valere questa tua apparente volontà, in relazione a chi "ti muove"?
Quanto possiamo percepirci piccoli, di fronte a questo scenario?
E soprattutto, quanto è forte la nostra superbia di voler controllare razionalmente tutto, ponendoci abitualmente in un punto di vista egocentrico? Mi piace immaginare che chi sta dietro, spesso e volentieri, di questo se la ride. :)

Ho visto cadere molte persone proprio per questo motivo (io in primis)... si parla tanto di volontà razionale (individuale) che può ogni cosa, ma quando arriva la classica mazzata non ce n'è per nessuno. Parlo di quelle esperienze che ti solcano profondamente la vita, di quelle che non si augurano mai a nessuno.
Anche prendendo in esame lo scenario abduction, dietro le quinte c'è una ragione specifica che porta l'addotto ad essere rapito. Molte delle sue componenti tenderanno ovviamente a ribellarsi - ed è anche meccanicamente giusto - ma a monte di tutto c'è una Coscienza universale che ha effettuato una scelta che poi si è sviluppata in quella determinata forma.
Hai presente il famoso "Padre, perché mi hai abbandonato"? Lo considero un passo profondamente importante, ma invisibile all'occhio razionale.

Puoi vederlo come una serie di archetipi, come un essere divino, un angelo custode, oppure una sorta di tua Ombra... il discorso di fondo non cambia: in ogni cultura, mistica, spirituale o religiosa che sia, ci sono sempre elementi che tirano in ballo questo concetto.

Tornando alla tua domanda, "e che si può fare, aspettare che l'altro si decida? come si fa ad uscirne?", ognuno hai il suo metro di misura, di giudizio, ma per logica mi verrebbe da risponderti: inizia a trovare una forma di dialogo, non per forza vocale, con questo Altro. In fin dei conti, fintanto sei convinto che c'è solo Eddy a muovere i fili, non potrai mai percepirlo.
Anche se può suonare fuori luogo in questo forum, il ridimensionarsi e l'affidarsi all'Altro può fa nascere quell'eventualità.
Il perché di questo è semplicissimo: la mente fa anche da filtro, giusto? Secondo te un filtro passa-basso potrà mai portar fuori le alte frequenze? ;)

Poi ognuno è libero di credere in ciò che reputa più comodo, per carità.


Top
 
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 20 giu 2009, 0:56 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mer 19 nov 2008, 21:34
Messaggi: 1056
X me la risposta è semplice...PERCHE' SI'...se ti viene un dubbio,perchè non comprenderne l'origine?o meglio,perchè non dissiparlo?
A me piace la risposta di Osho quando dice che la realtà non è fuori ma che TU SEI LA LA REALTA',ecco perchè si chiama ricerca interiore...ciò che facciamo fuori è solo uno specchio di ciò che riflettiamo da dentro.
Ma dato che REALTA' e SPECCHIO RIFLETTENTE sono interattivi,bisogna vederli uniti,altrimenti si rischia la schizzofrenia.

Io sono uno che non riesce ad andare in TH e nemmeno riesce a fare quel cavolo di LGO che mi sembrava addirittura + semplice del SIMBAD(boh,o sò scemo io,oppure lo "specchio" in cui rifletto ha una patina di sporco),ma essendo profondamente EMPATICO,mi sono sempre chiesto il perchè di questa mia TOTALE e PROFONDA IMMEDESIMAZIONE.

X me l'empatia è incredibile...spesso pur non vedendo altro che m***a attorno a me,mi creo una realtà nella quale stò bene...e quella realtà si proietta fuori facendomi sembrare tutto + bello.
ILLUSIONE?certo,sarà anche un'illusione ma è pura creazione...l'illusione x come la vedo io è una porzione di realtà,ovvero ciò che si ha dentro.

PERCHE' LO FACCIO?
perchè mi piace,perchè dato che sono quì non vedo perchè non devo non farlo...o + semplicemente,perchè LO VOGLIO e basta,in quanto mia scelta di essere senziente.

_________________
L'ACQUA CHETA ROVINA I PONTI... OCCHIO A CHI VUOL ERIGERE CASTELLI DI CARTA.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 20 giu 2009, 9:44 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 110
Citazione
X me l'empatia è incredibile...spesso pur non vedendo altro che m***a attorno a me,mi creo una realtà nella quale stò bene...e quella realtà si proietta fuori facendomi sembrare tutto + bello.


Hai descritto esattamente l'opposto dell'empatia :)

S

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 20 giu 2009, 19:20 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
Messaggi: 634
Località: Nocera Inferiore (SA)
Allora, scusatemi per la mia assenza ma in questa settimana a causa degli esami non ho avuto proprio voglia di leggere e rispondere.
Citazione (shabatu)
Ho letto con molta attenzione quello che hai scritto, letto e riletto, cercando di capire anche quello che non dici... Il tuo stato d'animo, il pensiero che ti sta attraversando (tutto è vano) lo conosco. Fa parte di quel punto di arrivo (o di rottura) che si intravede davanti a noi dopo che si è studiato assiduamente, che si sono provati vari stati d'animo e varie maschere, che si ha portato il confronto tra il mondo interiore e quello esteriore a livello di polarità pura.

hai colto il mio stato d'animo

Citazione (shabatu)
Io continuo a scrivere, ma so per certo che il destinatario principale del messaggio preferisce "solo pensare, navigare nella nostalgia"

Quando l'ho scritto in tag mi riferivo solo al ri-vivere delle esperienze fatte con i miei compagni tramite il ricordo

Comunque:
La risposta di Anonimo "perché no?" mi è servita, e mi servirà anche se non è una vera motivazione ma almeno mi da la spinta per andare avanti. Io so che se continuo a leggere, provare ed esercitarmi arriverò ai miei obbiettivi (che tra l'altro non mi sono nemmeno molto chiari).

Scusate per la mia pesantezza, ma potreste scrivere in modo più semplice :shy ? No pechè essendo giovane, e quindi non avendo esperienza enon conoscendo nemmeno certi vocaboli mi risulta diffice comprendere a pieno quello che scrivete.
Il fatto del "CHI?" non l'ho proprio capito


Top
 Profilo
 
 
 Oggetto del messaggio: Re: Perchè lo faccio/amo?
Messaggio da leggereInviato: sab 20 giu 2009, 22:00 
Citazione (Daniele)
Io so che se continuo a leggere, provare ed esercitarmi arriverò ai miei obbiettivi (che tra l'altro non mi sono nemmeno molto chiari).

Daniele, hai colto proprio nel segno. ;)
Cos'è che vuoi, veramente?
So che non è ben definito, ma cerca. Nasce proprio da lì la conoscenza di sé stessi, non servono strani poteri o chissà quale esperienza mistica, inizia a vedere davvero come sei fatto, cos'è che vuoi davvero da te stesso.
Apparentemente sembra una domanda banale, ma puoi scommettere che io a 31 anni ancora devo scoprirlo. Continuo a cercare, naturalmente, ma non più in quel modo ossessivo di una volta... per lo meno ho imparato a godermi il viaggio. :)


Top
 
 
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 32 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo

Annuncio: Ci siamo trasferiti sul nuovo Blog!


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  




Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010