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 Oggetto del messaggio: Aborto-mie considerazioni personali
Messaggio da leggereInviato: lun 29 nov 2010, 23:02 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 10:44
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Località: Savona!
Ieri è saltato fuori il discorso con dei miei amici e in seguito ho fatto un paio di riflessioni, volevo avere un'idea chiara al riguardo, una condotta giustificata da tenere se succedesse a me ( spero di no!). Qui trascrivo tali riflessioni e considerazioni, magari e roba già detta ma mi piacerebbe avere un vostro commento.


Il problema dell'aborto si fonda principalmente sul problema di stroncare una vita umana, sul diritto di stroncare una vita umana e sulla definizione di essere vivente. Numerosi sono i punti da esaminare.
Innanzitutto partiamo da qualche caposaldo: l'uomo è provvisto di libero arbitrio è ciò è un dato di fatto, un assioma innegabile: l'uomo può fare ciò che vuole di sè e in linea di principio potrebbe fare ciò che vuole anche degli altri ( uccidere un altro fa parte del MIO libero arbitrio)..solo che ciò negherebbe la possibilità dell'altro di esplicare il proprio libero arbitrio o più semplicemente di vivere. Pertanto, in una società come la nostra, la tutela della possibilità di applicare il proprio libero arbitrio su di sè vivendo è fondamentale. Il libero arbitrio è ciò che ci rende vivi.
Quindi, torniamo al problema dell'aborto e procediamo per gradi. Di sicuro, non possiamo uccidere il neonato: ciò è omicidio per quanto detto sopra.
Omicidio è uccidere un essere umano e purtroppo non tutti sono d'accordo su cosa sia un essere umano, o meglio, quando un insieme di cellule possa essere definito essere umano, quindi dobbiamo anche qui procedere per gradi. Non esiste un equazione che regola ciò, non esiste una soluzione precisa del problema, perchè ciò non riguarda solo delle legge fisiche ma anche leggi morali e religioni ( o qualsiasi tipo di fede).
Anche l'ateismo in questo contesto è considerato una sorta di fede o credenza. L'ateo designa con la parola essere umano un essere dotato di cervello o di quelle strutture fisiche che gli permettono in qualche modo di comunicare, comprendere, capire ad un livello più evoluto rispetto ad altri esseri viventi: altrimenti, uccidere un animale o uccidere un uomo sarebbe la stessa cosa. Ci dev'essere qualcosa che lo contraddistingue dagli altri, e in questo caso viene designato nel cervello. Insomma, se il feto non è provvisto di cervello, se non ragiona, se non percepisce in modo "superiore", allora non è un essere vivente.
Facciamo ancora un altro gradino e aggiungiamo un altra componente. Per alcune persone, alcuni credenti, l'uomo è tale e si contraddistingue dagli altri essere viventi per una "facoltà" unica: chiamiamola in questo contesto Anima. Per qualcuno dunque una cellula è essere umano in quanto essa dev essere vista associata ad una componente animica. Tale componente, che distinguerebbe una cellula umana da una qualsiasa altra cellula, a seconda delle credenze può associarsi al corpo-cellula nel momento della fecondazione, qualche mese dopo la fecondazione ( uno può pensare che una cellula non basti a disegnare un essere vivente ma ci voglia qualcosa di più), o ancora prima, al concepimento ( e da qui tutti i discorsi sugli anticoncezionali).
Solo che l'anima non si può dimostrare, è una cosa a parte e come la fede è un qualcosa che dev essere affrontata con un altro approccio: non si potrà mai convincere quindi un ateo che esiste una componente in più che contraddistingue l'essere umano, e non è giusto farlo perchè ogni uomo è libero di credere ciò che vuole e se nel suo sistema di credenze l'anima non è prevista allora non esiste e non glielo si potrà mai dimostrare con il suo modo di vedere il mondo. Se definiamo omicidio il "impedire fisicamente a un altro individuo di esprimere il proprio libero arbitrio", per un ateo ciò si esplicherà distruggendo il cervello. Probabilmente, se si dimostrasse che una cellula per certi aspetti decide, allora saremmo sullo stesso piano...in fondo una cellula memorizza, percepisce e raccoglie informazioni, insomma vive! Ma la sua capacità nel fare ciò potrebbe essere ancora non paragonabile a quella di un essere vivente sviluppato. E' un discorso di "essere vivente potenziale"; impedire a questo potenziale di esplicarsi non vuol dire uccidere necessariamente. La definizione più generale di omicidio, se vogliamo, potrebbe essere un "impedire fisicamente di esplicare il libero arbitrio e eliminare quella componente che contraddistingue l'essere umano da un qualsiasi essere vivente". Quindi, a seconda del proprio credo l'omicidio è compiuto in momenti differenti...
Insomma se per un ateo un gruppo di cellule diventa uomo quando ha degli organi sufficientemente sviluppati da consentirgli di applicare nel suo piccolo il libero arbitrio e di avere un qualcosa in più rispetto agli esseri viventi, cosa gli si può dire contro? Scientificamente può anche essere così e non gli si può imporre un altra visione del mondo, se sono così tanti a condividerla.
Quindi una sorta di soluzione potrebbe essere quella di tenere per legge ( quindi regolamentare, concedere) ciò che si può dimostrare scientificamente con i paradigmi che regolano la nostra civiltà, dimostrabili o assiomatici che siano..sul personale invece è tutto un altro discorso, ognuno dovrebbe agire come crede.

Personalmente, cosa ne penso? Credo che il problema, in generale, vada trattato "cedendo al meno restrittivo"..non posso obbligare qualcuno a pensarla come me. Nel personale, e quindi in un discorso di coppia, vada invece trattato nel modo più restrittivo: devo rispettare l'idea dell'altro perchè...potrebbe essere vera e io non ho i mezzi per convincere l'altro a pensarla come me o dimostrare una volta per tutta come stia la faccenda.
Il tutto ovviamente nel rispetto del buon senso.

p.s. se ho sbagliato sezione mi scuso non sapevo dove metterlo :)


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