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Messaggio da leggereInviato: mar 12 ago 2008, 23:56 
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Iscritto il: sab 20 dic 2008, 19:23
Messaggi: 306
Località: Messina
ciao a tutti :)
vorrei sapere cosa pensate su quanto sta come titolo, da qualsiasi punto di vista, cristiano e no.
cosa sono, secondo voi, il male, la tentazione e il peccato?
perchè il male attira così tanto?
perchè la tentazione è pronta a sedurci ogni attimo della nostra vita?
perchè pecchiamo, cosa ci spinge a farlo e perchè è così affascinante?
attendo risposte ansiosa da tutti :)
buona notte :)
kiss,

Vanya





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Messaggio da leggereInviato: mer 13 ago 2008, 10:31 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 4545
Esprimo il mio personale punto di vista, senza voler denigrare nessuno.

Il male non esiste, se non come punto di vista relativo e contrapposto dualmente al bene, entrambi creati da noi.
Uccido e mangio un animale: bene per me, male per lui.
Sono un cacciatore e uccido un animale per poi portarlo al macello e quindi nei supermercati, lo faccio tutti i giorni, però stavolta vengo videoregistrato mentre lo faccio: sono il male perchè vengo maledetto da chiunque su youtube, sono il bene perchè le persone al supermercato prendono le confezioni di carne di cui hanno bisogno e che proviene dal mio lavoro.
Ci sarà sempre qualcuno che considererà qualcosa un bene, e qualcun'altro che la considererà un male. Ci sono sempre punti di vista complementari per osservare e giudicare ogni azione. Senza il giudizio forzato, non esisterebbe la dicotomia tra bene e male.
Quindi il male non attira per niente, come non attira il bene.

La tentazione è la volontà di soddisfare un bisogno, o il bisogno di soddisfare una volontà, che dir si voglia.
Mal dipinta dalle religioni, è semplicemente l'anarchica espressione della nostra libertà: voglio fare una cosa, la faccio. Non mi tenta nulla: sono io che la voglio fare. Se non la volessi fare, non mi tenterebbe nemmmeno la più bella visione del mondo. Posso anche fare qualcosa giusto per farla, senza nessun motivo particolare.
Non esiste la tentazione, e nulla è in grado di sedurmi contro la mia volontà, nè esiste qualcosa che lo fa tutti i giorni: un pericolo inventato dalle religioni e dal moralismo.
Quindi non si agisce per tentazione, ma per volontà, intima espressione del proprio essere.

Il peccato, poi, può far presa solo sui ferventi religiosi o educati come tali.
Il peccato proviene dall'invenzione del senso di colpa, il più antico modo di controllare le persone: con la paura di una punizione si induce a fare un'introspezione di tipo pessimista per far individuare sempre il lato negativo di ogni azione compiuta, o addirittura non compiuta.
Non esiste il peccato e non si può peccare di nulla e di fronte a nulla.
Quindi, il peccato non è affascinante, perchè oltre a non esistere e quindi a non poter affascinare, è semplicemente un giochetto psicologico in cui ci si crea qualcosa di ok e qualcosa di tabù, per il semplice gusto di provare a entrare nel tabù, facendo il "cattivo ragazzo" confronto alla religione praticata.

Da quando mi sono liberato della religione (quando ero piccolo), vivo molto meglio, molto più libero.
Trovo che le cose elencate, specialmente le ultime 2, siano solo un modo di controllare le persone accettato dalle persone stesse, che così possono divertirsi a sfidare il loro dio facendo la spola tra la buona azione e la cattiva azione, per provare una sensazione di semilibertà in mancanza di coraggio di provare una sensazione di totale libertà.

Questo è il mio personale punto di vista, e non intendo imporlo a nessuno.




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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")
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Messaggio da leggereInviato: mer 13 ago 2008, 11:50 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 9:13
Messaggi: 457
quoto ken! :)





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Messaggio da leggereInviato: mer 13 ago 2008, 12:35 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 13:06
Messaggi: 1346
Località: A n a r c h i A
Vi dico la mia, che per tanti aspetti è la stessa di Ken a parte per il punto di partenza differente (ma neanche poi tanto...).

il male: assenza del bene; bene: assenza del male, sono la dualità assoluta, salendo sempre più su nella scala evolutiva diventano sempre più chiari come eventi vibratori complementari (ma opponibili) quindi come bianco e nero, non come rosso e verde per fare un esempio cromatico.
il male come il bene, essendo loro stessi la dualità hanno tutte le caratteristiche proprie di superorganismi (intelligenza speculativa, stratturalità, autocoscienza, senzienza eccetra) e di conseguenza tutta la vasta gamma di potenzialità fisico-chimiche (trasmutazione, mutamorfismo eccetra).
Dal nostro punto di vista è chiaro che il male è ciò che ci distrugge, il bene è ciò che ci preserva e fa evolvere ma dal punto di vista di Dio (che ne sta sopra a quei due) non penso sia la stessa cosa bensì un discorso molto più pragmaticamente pratico: Dio ha creato la dualità per potersi autodeterminare del tutto (ipotesi) perciò non penso veda il male e il bene con i nostri occhi.
Qusto poi non lo so e nessuno di noi può saperlo per definizione: per saperlo bisogna essere Dio, c'è qualcuno che lo è, a parte G-Chan? :S

Tentazione: autonegazione. Una cosa tenta non perchè la cosa in sè attragga o respinga (solitamente, a meno di non entrare in discorsi esoterici molto complessi) ma perchè il soggetto osservante trova attrazione o repulsione verso quella cosa. Naturalmente a livello inconscio. Esempio: se prova attrazione a livello inconscio, a livello conscio (a meno che non abbia un eccellente rapporto con sè stesso) proverà repulsione; da questa doppia coppia vettoriale di forse nasce quella sensazione fallace che viene chiamata tentazione. Il discorso poi che ci siano entità che utilizzano questa sensazione per confondere determinati soggetti che gli fanno gola è un altro discorso ancora.
Esempio di tentazione: inconsciamente voglio uccidere uno ***, consciamente sono ben consapevole che questo mi provocherà gravi conseguenze a livello karmico e che il gioco non vale la candela: sul piano della realtà ecco che tutte le volte che vedo lo *** avrò voglia (sarò tentato) di fracassarlo di botte e in ogni caso cercherò di rendergli la vita impossibile per poi innescare un altro meccanismo (senso di colpa) del quale i miei nemici si approfitteranno per rubarmi energia e mettermi in posizione di maggiore indeterminazione (fisicamente parlando). Morale della favola: un nemico, utilizzando la tentazione di rompere uno ***, mi risucchia energia. :) chiaro, no?

Peccato: il peccato è la conseguenza di un errore verso il proprio Se; se per qualche ragione una qualsiasi delle parti del mio Io viene a rivestire, anche temporaneamente il ruolo del mio Sè, ho commesso "peccato".
esempio: il mio Ego si gonfia a tal punto che temporaneamente prende il posto del Sè dal punto di vista dell'Io; come sappiamo l'Ego non ha nessuna delle caratteristiche reali del Sè perciò tutto il microverso associato nello specifico a questo nuovo idolo crolla nel giro di poche ore, massimo giorni. Conseguenza: l'Io ne soffre e deve rimettere a posto i rapporti di precedenza psichici tra le altre parti; in questa sofferenza e inadeguatezza, in questo spreco di energia, non sempre esistenzialmente giustificabile, si esplica il concetto di peccato.





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Messaggio da leggereInviato: mer 17 mar 2010, 10:44 
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Iscritto il: mar 19 gen 2010, 13:08
Messaggi: 16
cosa si intende per conseguenze a livello karmico?

è una conseguenza personale? , sull'universo?(legge universale come funziona) , dopo la morte? , se ho anima oppure no cambia (quali conseguenze in vita o dopo)?

se male o bene è solo un punto di vista perche se consciamente o inconsciamente desidero o compio il male vi sono conseguenze(karmiche o non)???

da un profano...

quali testi o autori classici o meno possono essere un buon punto per capire?

grazie





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