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 Oggetto del messaggio: Solitudine e compagnia
Messaggio da leggereInviato: mar 16 set 2008, 12:35 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Riporto uno stralcio di conversazione avuto anni fa con un amico e compagno di studi, e con l'intervento di una terza persona.



Livio 3/8/2005, 20:58
Di pessimista c'è poco a dir la verità^^ io dico solo dal punto di vista filosofico che la vita è solitudine in quanto la presenza di altre persone non è altro che APPARENZA di essere in compagnia... MA è UNA SENSAZIONE !!!! Fatto sta che tu 6 tu e io sono io... ognuno vive da solo in realtà... poi che leghiamo o meno con altri esseri umani questo è a parte... E ovviamente è chiaro che non possiamo vivere isolati dal mondo visto che la vita cm ogni rapporto umano è fondato sulla COOPERAZIONE di 2 o più persone... specie nella coppia e nella famiglia... Ecco questo è un concetto basilare che nessuno ha capito... Tu immagina se possono capire gli altri argomenti psicologici che ho postato... (e io che ho sempre fiducia nelle capità degli altri...) In ogni caso io sto bene con gli altri proprio perchè accetto la mia solitudine Avendo letto i libri che ho letto io sai a cs mi riferisco visto che la solitudine è menzionata tra le cs che abbiamo letto... Inoltre invitavo le persone a non farne una dipendenza dell'affetto degli altri e della loro presenza proprio x non essere possessivi altrimenti si rischia di favorire lo scontro anzichè l'incontro... Non mi pare ci sia tante cs difficili da capire

Luciano 3/8/2005, 21:54
Penso che sia molto utile vivere insieme ed essere uniti, e che lo scontro nasca dallo stare troppo soli o pensare che sia giusto così e quindi trovarsi in difficoltà al momento della vicinanza...lo vedi dall'INDIFFERENZA tra la gente nel mondo. Il cammino PERSONALE è importante, ma non credo che la vita sia solitudine: la vita stessa nasce dall'unione di esseri viventi, è l'espressione stessa dell'unione, un rompicapo senza fine, perchè vita genera vita e conferma all'infinito questo fatto.

Livio 3/8/2005, 22:01
Allora mi spieghi perchè ogni filosofo asserisce col dire che la vita sia solitudine e che la compagnia degli altri non è altro che APPARENZA ??? Io vivo la vita dal punto di vista filosofico... non mi illudo di essere in compagnia anche se sono circondato di amicizie^^ Si nasce soli si vive soli e si muore soli... il resto è contorno...

Luciano 4/8/2005, 00:12
Non penso che ogni filosofo sostenga unicamente ciò. Oltretutto, la via FILOSOFICA non è la via REALE, o comunque la realtà non è completamente e perfettamente descritta dalla filosofia e dai filosofi, che non sono che una piccola parte del mondo.

Livio 4/8/2005, 11:03
O che la storpi o meno questa è la mia vita e questo è il mio pensiero Non vedo perchè dovrei cambiarlo visto che non sono l'unico a pensarlo e sono convinto delle cs che penso

Luciano 5/8/2005, 19:00
Albert Einstein diceva che "se 1000 persone dicono una cosa non vuol dire che sia vera" (o che sia più credibile di ciò che dice 1 solo, aggiungo): sempre relatività, in un certo senso. Non voglio convincerti di nulla, cerco solo di proporti il punto di vista complementare che penso tu stia tralasciando.

Livio 6/8/2005, 12:10
Certo quello è vero... non è che siccome tutti si buttano da un ponte allora fanno bene !!! è chiaro che si deve ragionare con la propria testa e avere un pensiero proprio... però ci sono anche numerosi articoli sui giornali e cs del genere che testimoniano quanto siamo soli nella nostra società pur vivendo IN SOCIETà unicamente perchè non vi è collaborazione e pensano tutti a fare il loro guadagno con i soldi... tutti i problemi delle guerre derivano da là infatti... insomma x capirsi mi sto rifacendo a quei discorsi sul petrolio che mi facesti tu tempo fa di cm ci controllano ecc...

Luciano 7/8/2005, 14:38
Ma allora tu ti riferisci alla società! Al "magna magna", a "ognuno pensa per sè"; comunque non è una cosa vera del tutto, c'e' anche chi si aiuta. Pensa al concetto stesso di famiglia, di amore: non puoi dire che la vita è (solo) solitudine. Tu ti riferisci alla società in cui viviamo, non alla vita stessa, che per antonomasia è unione. Secondo me vivere in modo solitario è utile in certi casi, vivere in compagnia è utile in altri.

Mattia 31/12/2005, 03:04
Ecco, forse io ho un pensiero ancor diverso... Naturalmente, la società ti impone dei ritmi precisi, dei ritmi che martellano nella tua testa e che rendono ottusi e ciechi gli ingranaggi di questa società (gli uomini), perchè la società non ha bisogno di filosofia e nemmeno di aver momenti di calma, per riflettere. No, la società ha solo bisogno che gli ingranaggi non smettano mai di funzionare. Ma questo è, in sostanza, un'evoluzione del concetto di unione... Poichè solo attraverso l'unione è possibile l'evoluzione in senso collettivo. Questo però in senso collettivo... Ma secondo te, Luciano, è importante l'essere uniti anche dal punto di vista accrescitivo della personalità? Prendiamo ad esempio la famiglia. Io stesso considero la mia famiglia soffocante, cieca, un ingranaggio alla massima efficenza di questa società. E a dir il vero non c'è nulla di peggiore che seguire questa filosofia, per la mia persona... Se io fossi caduto in questa rete sarei divenuto probabilmente solo una persona superficiale che come massima aspirazione ha quella di avere un buon stipendio con cui mantenere la mia futura famiglia. Ed è stata la solitudine a salvarmi, in questo senso, a crescere un mio pensiero e a farmi uscire dagli schemi consueti che la mia famiglia, e alle sue spalle la società, mi imponeva. Naturalmente è stato anche l'incontro con persone che già avevano, all'epoca, un mente "aperta" ad aiutarmi. Ma questa non la chiamerei unione, ma confronto.

Kenshirou 9/1/2006, 17:16
Quando si parla di famiglia, amici, partner...l'esperienza personale modifica di molto il giudizio. Prova ad immaginare in generale, non solo quindi riferendoti alla tua vita: io, ad esempio, non mi sento solo. C'è anche un percorso interiore che per forza è solitario: possono arrivare aiuti dall'esterno, ma sarai sempre e solo tu a fare i passi; gli aiuti saranno degli incitamenti, non delle spinte. Per questo si può avere l'idea che il percorso in compagnia non esista: in realtà, esso riguarda proprio quegli aiuti, quele condivisioni, utili al percorso solitario. Esistono e sono entrambi utili, secondo la mia esperienza.



Voi come la pensate?

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Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: mar 16 set 2008, 15:11 
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Che si apprendono molte cose :)
da tutti e tutti da noi... anche nei contrasti e quando non si va d'accordo... ogni tanto la solitudine è utile, ma penso che una vita da soli sia dura da vivere.

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 Oggetto del messaggio: Re: Solitudine e compagnia
Messaggio da leggereInviato: mar 4 ott 2011, 15:25 
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Con permesso... io sono esperto di solitudine, anche perché mai nessuno risponde ai miei post...^O^'
comunque, mi sembra di aver capito che ci sia un po' di confusione attorno a questa parola;
forse Livio e Mattia, riferendosi alla solitudine, in realtà parlano del divide et impera?

Dunque, la solitudine nella società, è un vero e proprio sistema di controllo, programmato e messo in atto dalle èlite dominati per separare l'uomo da Sè e dagli altri, al fine di indebolirlo fisicamente, sentimentalmente ed emotivamente, cioè, in tutti i sensi; attraverso i modelli sociali, le religioni, e la filosofia stessa; la quale, troppo spesso sfocia nella retorica, quando non è finalizzata ad uno scopo di vita, in altre parole, resta una palestra mentale, sicuramente utile, ma fine a se stessa quando manca l'esperienza di vita che è complementare ad essa.

Questo discorso lo si capisce bene se ci si mette nei panni di un padrone che vuole dominare una massa di persone; il modo migliore per farlo, è far credere ad ognuno di essere solo in un mondo ostile; in questo aspetto la televisione è determinate; il singolo individuo non capisce di far parte di una umanità che per sua natura è (già) UNITA e non ha bisogno di padroni.

Solitudine o compagnia non hanno più senso quando si scavalca il dualismo, alla base del quale è stato costruito qualsiasi modello finalizzato al divide et impera;

credere di essere soli, significa cadere nella trappola del "nemico", che in realtà non è propriamente un nemico (sarebbe un discorso dualistico), ma è lui stesso un ennesimo schiavo di un'ennesima gerarchia di potere;

quindi, ciò che non funziona, e che non fa parte della vera natura umana (per come dovrebbe essere), è proprio il concetto di gerarchia, e di potere;

un aspetto più sottile della solitudine, o divide et impera, infatti, è proprio la perdita di fiducia nell'essere umano, questo significa accettare che LORO sono più forti; ma cosi facendo la battaglia si perde in partenza.

Bisogna INSEGNARE agli altri esseri umani che non sono soli; indubbiamente, è opprimente e schiacciante, la sensazione di non essere capiti o di non riuscire a comunicare, soprattutto con altre persone animiche, fa passare la voglia di vivere, è un angoscia indescrivibile; ma questo peso, solo un anima è in grado di sopportarlo, l'alieno no! (Ricordo che ai vertici delle èlite c'è l'alieno); questa è la nostra più grande risorsa, ma il nostro più grande limite è la mente, perché la mente umana è come un bambino, rispetto a una mente aliena che ha migliaia di anni di esperienza e conoscenza; la partita la stiamo giocando in questo istante e i guerrieri sono proprio le persone più sole; ma la solitudine resta un concetto mentale, che si può trascendere.

Gli esseri di luce ci chiamano bambini della terra, con questa espressione vogliono proprio dire che la mente umana è un bambino; un bimbo che deve crescere ed imparare ancora tante cose... sicuramente non da loro (i lux), e non certo dalla odierna società (di stampo alieno), o dalla scuola istituzionale (menzognera finalizzata al divide et impera), ma dalla vita vissuta, e poi la filosofia (quando è frutto della propria mente) è importante per razionalizzare.

A questo punto del discorso mi sembra utile la lettura di questo articolo:

I guerrieri dell'arcobaleno

Il cui contenuto proviene da Enzo Braschi (ex comico di Drive-in), infatti si dice che i comici (moderni claun) siano le persone più tristi (e sole),
ciao e grazie per l'attenzione.:woot


Ultima modifica di Christian Leone il mar 4 ott 2011, 20:34, modificato 9 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Solitudine e compagnia
Messaggio da leggereInviato: mar 4 ott 2011, 15:41 
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mmmm sai vero che scoperchiare il vaso del dualismo qua dentro significa cominciare una guerra? XD (scherzo)

comunque concordo con te


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 Oggetto del messaggio: Re: Solitudine e compagnia
Messaggio da leggereInviato: mar 4 ott 2011, 19:00 
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Sono d'accordo in linea di massima con Christian, ma è un'utopia parlare di "scavalcare il dualismo": finché si resta in quet'universo, olografico e non solo fatto di coscienza, cioè non è possibile. In poche parole dobbiamo vivere nelle divisioni per sopravvivere. Dunque è tutto giusto ma è necessario sempre rimanere con i piedi per terra perché molti discorsi restano tali ma non hanno applicazioni pratiche.

Della "saggezza" degli "esseri di luce" invece faccio volentieri a meno. Ormai chi sono costoro lo sappiamo!

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