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 Oggetto del messaggio: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: dom 22 gen 2012, 1:47 
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Iscritto il: sab 21 gen 2012, 23:53
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Sarei felice di condividere con voi alcuni miei sogni. :)


Sogno I.

Mi piacerebbe raccontare un sogno che ho fatto qualche anno fa. Ci sono tornata in tre occasioni. Sono in una laguna, c'è acqua intorno a me, dappertutto. L'atmosfera è cupa, c'è foschia. Su entrambi i lati ci sono rocce, sempre più alte fino al centro, che è di fronte a me; ci sono come degli incavi in queste rocce, delle grotte, e in ognuna di queste grotte ci sono delle creature enormi. Sono in piedi, immobili, ho l'impressione che sono posti lì come a guardia di qualcosa. La prima cosa che distinguo è che hanno le squame, come i pesci. Penso che siano uomini pesce. Preferisco chiamarli uomini squalo. La sensazione guardandoli è di ferocia, e serenità al tempo stesso. Come se nessuna cosa al mondo potesse scuotere la loro pace interiore. Quegli esseri sono più scuri delle rocce, quel grigio che è quasi blu. Penso che quelle rocce sono troppo alte, e che non riuscirò mai a salire fino in cima. Poi torno a riflettere su me stessa. Non so cosa ci faccio in quel luogo, però so che sono lì per qualcosa di importante. Guardo di fronte a me, guardo quelle creature, mi incutono timore, però mi sento serena. Mi sento come se io appartenessi a quel luogo, come se fossi sempre appartenuta lì. L'ho rifatto quel sogno tempo dopo, circa sei o sette mesi dopo. Poi più tardi ancora, circa un anno, ho fatto un sogno con quelle stesse creature, ma l'ambiente era cambiato. C'era una parata, e il terreno intorno era arido e roccioso, giallastro. Loro erano in fila compatte, ordinate, indosso a loro un'armatura nera. C'era un tale fracasso, e io ero lì, senza sapere perchè, ero confusa. Dopo questo sogno non mi è più capitato altro di quel mondo. Ma ripensandoci mi manca. Chissà cosa ha cercato di dirmi la mia coscienza.

Sogni II.

Prima ancora dei sogni precedenti però, mi è successo che c'era una di quelle creature, quegli uomini squalo con le squame. C'è una sorta di ascensore, e questo essere sfonda gli sportelli, è molto arrabbiato, ringhia, i suoi denti sono affilati come quelli degli squali. Cerco di scappare; io sono lì di fronte a quell'ascensore. Mi rincorre. Solo che questo è verde bluastro, più colorato, qualche striscia rossa sul muso o sulla testa. Non so perchè, ma dopo questi sogni mi sono sempre più sentita attratta da quegli esseri stupendi che sono gli squali. Non so, come se la loro libertà fosse la mia.

Sogno III.

Sono in un enorme giardino. Ci sono palazzi antichi, stile gotico. C'è gente, poco prima ero scesa per le scale, appena uscita da un'aula. Poi entro in questo giardino, fino a un luogo appartato. C'è in mezzo ai fiori di un'aiuola un essere sconosciuto, non assomiglia a nessun animale che io abbia mai visto. Non è facile descriverlo. L'idea è trasparenza, però non è proprio trasparente come le meduse, è più bianco, ma attraversato da vene più chiare. Mi sembra a metà strada tra un serpente e un uccello, non so perchè, ha una forma così strana, inconsistente. Mi accosto di fronte a lui, catturata. Lo guardo, e non so cosa provo. So che dovrebbe incutermi paura, diffidenza, perchè è un qualcosa che non riesco a concepire. Guardo il suo volto, dal quale escono quelle che mi sembrano gli occhi; somigliano a lingue di serpente, però sono chiare come il resto del corpo, alle estremità hanno chiazze grigie, e sono ondulanti proprio come lingue di serpente, sottilissime. Non c'è altro sul suo corpo, è molto piccolo. Rimango lì a guardarlo, sono come ipnotizzata, come se tutto si fosse fermato, il tempo, tutto. Non riesco a staccare gli occhi di dosso a quella creatura, sembra parlarmi e mi sento bene. So che c'è qualcosa di pericolo ma sto bene. Strano sogno, non credo che riuscirò mai a descriverlo come l'ho vista in quel sogno; anche questo qualche anno fa; è tutto così nitido ma quell'uccello serpente mi è indescrivibile. Le parole che ho usato sono solo una semplificazione.

Sogno 4.

Sono nei sotterranei, in una specie di fogna, ma è tutto chiaro e pulito. Ci sono tubi gialli e grigi dappertutto. Poi salgo su per una botola, e c'è il cielo azzurro e limpido sopra di me. Ma c'è anche altra acqua lì, e nebbia. L'acqua è gelida. Ci sono tubi che salgono per su tutte e quattro le pareti. Guardo meglio e mi accorgo che ci sono delle capsule bianche, sommerse per metà. Poi penso che non riuscirò mai ad uscire da lì. Di qualche anno fa.

Sogno 5.

Di questa estate. Sono insieme a delle persone e aspettiamo qualcosa, probabilmente la fine; ho paura ma so che non potrò fare nulla, so che morirò. Sono nel giardino di casa mia, c'è gente, alcuni li conosco, altri no. Poi a certo punto dal cielo iniziano a scendere delle sfere dorate. Dei cerchi di luce, e tutti sappiamo che se ti colpisce uno di quei cerchi muori disintegrato. Corro per cercare un riparo. Le sfere colpiscono le persone, ma io riesco a scendere giù in cantina, che è già piena di gente. Quindi aspettiamo la fine. Poi si oscura tutto, e da un pezzo di finestra riesco a vedere una parte della gigantesca astronave ovale. Sappiamo che moriremo presto. Non c'è riparo che possa salvarci; tutti aspettiamo la fine. Spero solo che sia una cosa veloce, l'ultima cosa che penso.

Sogno VI.

Ormai è notte. Ma c'è qualcosa di strano, di sbagliato. C'è la luna piena ed è calda come il sole, sento i raggi caldi sulla pelle e penso che non può essere.

Sogno ricorrente.

C'è il mare, un'immensa distesa di acqua, ovunque guardi; è tutto calmo. Sopra c'è il cielo che si confonde con il mare e io sono serena, sto bene, nessuna cosa mi turba. Spesso ci sono degli squali che nuotano in quelle acque, spesso vicino a me. Ma io non ho paura; è tutto così tranquillo.



Questi sono alcuni dei sogni che non ho dimenticato, non ho mai preteso di capirli. Non riesco a liberarmene, soprattutto dei primi. Sono l'unica che ha nostalgia dei propri sogni? Scusate, ma non ho resistito. Spero di non avervi annoiato troppo. Ce ne sono altri, ma ora è meglio andare a dormire. Buonanotte, al prossimo sogno.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: dom 22 gen 2012, 14:02 
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Iscritto il: lun 25 lug 2011, 20:19
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No non sei l'unica che ha nostalgia dei propri sogni.
Per scrupolo... hai fatto il Test di AUTO Valutazione?


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 Oggetto del messaggio: Re: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: dom 22 gen 2012, 15:21 
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Iscritto il: sab 21 gen 2012, 23:53
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Ciao; no, non ho fatto il test. Ma sono tranquilla, non sono addotta; a me piace sognare. =D Del resto noi siamo collegati agli altri, e tutti ci creiamo la nostra realtà, e queste realtà entrano l'una nell'altra. Perciò credo che i sogni e le cose strane che ci accadono non siano per nulla strane, non so come spiegarmi. Credo che bisogna capirle; è la nostra coscienza che parla, che ricorda; e quei ricordi, quelle parole di chi sono, nostre o li abbiamo solo presi in prestito? Qualcosa del genere. Naturalmente questo dal punto della mia realtà. Non so molto, ma quello che so è che ho ancora molta strada da fare per capire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: dom 22 gen 2012, 15:58 
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Ok allora buon viaggio! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: mer 25 gen 2012, 0:02 
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Iscritto il: sab 21 gen 2012, 23:53
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Sogno 7. Avevo sedici anni circa.

Sono molto unita anche a questo. Ce l'ho ancora chiaro in mente, almeno i frammenti che mi sono rimasti dopo il sogno.
Mi ricordo che ero su un’astronave. C’era molta gente a bordo, in maggioranza turisti, credo. Ricordo che il colore predominante era il blu, c’era una sorta di luce al neon blu nelle stanze. Non ricordo esattamente perché ero lì; l’astronave era enorme, pieno di sale. Comunque la mia presenza lì era collegata ad un’altra persona; una donna. Lei era in un’altra stanza, non nel reparto passeggeri; non ricordo se era in coma o era già morta. Ricordo che era stato contagiata da qualcosa. Mi pare che fosse incinta prima, ma nel sogno non ero certa se il bambino era morto e le fosse stato tolto. C’erano delle persone a con me, ed erano lì anche per quella donna. Quindi non ero sola. Mi avevano fatto entrare nella sala dove c’era la donna; era pieno di schermi e c’era poca luce. La sorta di bara dove era sistemata, si trovava su un rialzo ed era al centro della sala. Così saliì la scaletta, una di quelle scalette corte di ferro e la guardai. La sensazione che avvertivo era di attesa, sì c’era frustrazione per quella situazione ed ero contrariata, mi pare, con le persone che erano con me; ma c’era anche speranza, sì speranza. Ricordo che avevo fatto una domanda a uno di questi uomini e che non mi aveva saputo rispondere con certezza. Comunque ero agitata, mi sarebbe piaciuto sapere di più; ero come prigioniera. Ricordo solo questo, poche immagini frammentate e sensazioni per lo più. Mi manca anche questo di sogno, non so perché; non ricordo proprio come è andata a finire.


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 Oggetto del messaggio: Re: Sogni di acqua e rocce
Messaggio da leggereInviato: mer 25 gen 2012, 13:30 
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Buongiorno a tutti. Sogno 8. Qualche giorno fa.

Non so precisamente qual’era il posto, ma c’erano delle persone con me. C’era confusione, alcuni di loro erano intenti a far rissa per non so quale ragione. Poi a un certo punto cade una tela, come quelle dei teatri, e di fronte a me appare una coppia che fugge da qualcosa. Mi accorgo che la causa della loro paura è un grosso giaguaro. Nel sogno so con certezza che quegli umani non sono del mio tempo, quindi inizio a riflettere. Per loro un giaguaro è un predatore, hanno paura degli animali con le zanne perché essi sono prede e non hanno i nostri mezzi per difendersi; non possono fare altro che aver paura. Così inizio a pensare che gli esseri umani sono prede, prede che hanno paura di essere sbranate, e che io e gli umani del nostro tempo non siamo differente da quella coppia che ha paura di tutto e scappa da tutto. Non so, ma questo sogno mi ha angosciata parecchio. Del resto è proprio la realtà dei fatti, siamo solo prede senza i mezzi tecnologici che abbiamo oggi. Mi chiedo se siamo prede come condizione permanente o se potremo liberarci da questo stato, senza per questo distruggerci l’un l’altro e distruggere il pianeta nel quale ora esistiamo. Probabilmente il mio ragionamento è molto semplificato, ^_^' ; forse tutti lo sappiamo.


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