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Messaggio da leggereInviato: dom 21 set 2008, 11:06 
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La fabbrica dei sentimenti
Giuseppe Calligaris: un grande scienziato


Scienza e conoscenza - Giuseppe Calligaris - 13-10-2008


“Io spero che gli uomini di scienza impareranno presto a non molto meravigliarsi se anche le funzioni psichiche, non altrimenti che quelle motorie, riflesse, sensitive ecc., sono rappresentate, secondo un ordine preciso e secondo una regola fissa, sulle diverse parti della nostra superficie cutanea. Trattasi, in ultima analisi, di elementari e speciali riflessi fisio psichici e psico fisiologici che, sotto altre forme, sono già noti al fisiologo ed allo psicologo.” Un augurio che si sta avverando.

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Introduzione
Giuseppe Calligaris scoprì nel 1928 che la stimolazione o la «carica» (come egli era solito dire) della linea assiale di un dito o di una linea interdigitale provoca, in ogni individuo, sempre lo stesso riflesso fisico e, contemporaneamente, genera un sentimento sempre della stessa specie. Calligaris divenne presto conscio che questa prima incursione sperimentale nel campo della psiche era d'importanza capitale, e nella conferenza tenuta il 21 Gennaio 1928, davanti all'Accademia delle Scienze di Udine, non poté reprimere la sua emozione nell'annunciare questa scoperta. Ulteriori scoperte si susseguirono rapidamente. Dopo breve tempo, trovò che la carica di una delle linee provoca, oltre al riflesso cutaneo-psichico, anche iperestesia in un determinato viscere, ossia il riflesso cutaneo-viscerale-psichico.

Nel 1931, durante l'esplorazione di una superficie cutanea, un soggetto intelligente e sensibile lo avvertì che in un certo punto percepiva una sensazione strana. Calligaris arrestò per qualche minuto il polpastrello del medio su quel punto ed ecco che la percettrice “vide” svolgersi, davanti ai suoi occhi chiusi, uno di quei misteriosissimi ed affascinanti fenomeni che vennero chiamati «esperimenti del Calligaris». In quel giorno accadde una delle più importanti scoperte della storia della scienza. Infatti, la “carica” delle “placche” permette di abolire, per tutta la durata della stessa, quell'ostacolo che impedisce alla coscienza di veglia di conoscere quello che avviene nel subcosciente. Queste placche ci permettono di conoscere le meravigliose facoltà della nostra psiche e di utilizzarle.

I risultati erano così strabilianti che non furono accettati da nessuno e fecero persino dubitare dell'integrità delle facoltà mentali dello scienziato.
Come conseguenza degli inconsulti attacchi che venivano mossi da ogni parte, egli dovette subire l'umiliazione di vedere diradare i pazienti che frequentavano la sua clinica, tanto che al principio della seconda guerra mondiale dovette venderla.
Oggi in Italia le opere del Calligaris stanno ritrovando una loro distribuzione, poiché sono state oggetto di attenzione da parte di scienziati stranieri, specie russi e americani, che ne hanno fatto incetta. Molti degli esperimenti in essi descritti sono stati ripetuti con successo da parecchi ricercatori.
Lasciamo quindi la parola a Calligaris stesso.

Le linee primarie e i sentimenti fondamentali
"Nella mia prima monografia su Le catene lineari del corpo e dello spirito (vedi note bibliografiche) ho dimostrato che la linea longitudinale primaria o assiale del dito pollice è quella dell'amore, come la I interdigitale è quella dell'oblìo; che l'assiale dell'indice è quella della memoria, come la II interdigitale è quella dell'odio; che la III interdigitale è quella del dolore, come l'assiale dell'anulare è quella del piacere; che la IV interdigitale è quella della calma e del sonno, come l'assiale del mignolo è quella dell'agitazione e dell'emozione, e che infine sull'assiale del dito medio sono rappresentate le associazioni, come sulla linea laterale del corpo sono rappresentate le dissociazioni mentali.

Ho anche detto che questi valori funzionali delle linee longitudinali primarie o di I ordine (assiali delle dita o interdigitali), decorrenti in senso longitudinale in ciascuna mano, sono corrispondenti, nello stesso ordine, a quelli delle omonime che decorrono nei piedi.
Ora posso aggiungere che tutte le numerose ricerche, tutte le prove e controprove, per cento vie ripetute in questi ultimi tempi, non mi obbligano a modificare il contenuto di quelle prime osservazioni, ma m'inducono a portarvi la più sicura conferma.

Dobbiamo invece prendere fin dapprincipio in considerazione il fatto che le sopra elencate operazioni mentali (amore e odio, memoria e oblio, piacere e dolore, sonno ed emozione, associazione e dissociazione psichica), regolarmente opponentisi, come si vede, con forze antagonistiche, rappresentano in realtà gli elementi primari, essenziali e fondamentali con cui la mente umana, riunendoli in numerose combinazioni e in diversa misura associandoli, costruisce tutti i suoi fantasmi, vale a dire forma tutte le sue espressioni e tutte le sue multiformi rappresentazioni.

La stessa cosa fa il cervello umano nel costruire tutti i pensieri e tutti i sentimenti di cui è capace, riunendo, con i complicatissimi e perfettissimi congegni automatici dei suoi meccanismi nervosi, non solo le funzioni primarie assegnate alle linee iperestetiche di I ordine, ma specialmente quelle secondarie, che risultano in numero grandissimo, e sono devolute alle corrispondenti linee iperestetiche di II ordine".

Il segreto del grande quadrato fondamentale
In un grande quadrato fondamentale della pelle (nell'adulto con un lato di 5-9 cm e che si ripete ininterrottamente su tutta la superficie del tegumento) hanno la loro proiezione geometricamente regolare e la loro rappresentazione costituzionalmente prefissa tutti gli organi del nostro corpo, con i loro varii segmenti, e tutte le funzioni del nostro spirito, con le loro diverse specificazioni. In ogni suo punto microscopico sono così rappresentati secondo una legge prestabilita, determinati frammenti di viscere o di tessuti e speciali componenti del pensiero.

La superficie cutanea del corpo umano è un mosaico composto di questi quadrati, che si susseguono l'uno all'altro in senso longitudinale e in senso trasversale, e che si ripresentano con una eguale e corrispondente organizzazione funzionale

Le linee secondarie
La stimolazione associata di due linee longitudinali primarie di una mano (linee assiali delle dita o intertigitali), praticata per alcuni minuti (5-15), fa sorgere nella mente dell'esaminato un pensiero che è la risultante logica e preparata della funzione psichica di ciascuna linea. Per es., la carica combinata della linea assiale dell'indice, che è quella della memoria, e della linea assiale dell'anulare, che è quella del piacere, suscita d'improvviso un ricordo piacevole (o il piacere dei ricordi, se prevale la linea del piacere su quella della memoria).

Lo stesso fatto avviene per la carica associata di quali siano due altre linee primarie: per e., l'eccitazione di quella assiale del dito pollice (amore) + quella della III Inter digitale (dolore) evocherà, nella mente dell'esaminato, un sentimento di amore doloroso, e così via. Il lettore già può comprendere e lo sperimentatore già può provare quanti e quali siano i pensieri o i sentimenti che si possono artificialmente determinare con le diverse combinazioni lineari. Tutto ciò è molto chiaro e viene confermato dalla sperimentazione.

Ciascuna banda (in quella degli amori o assiale del pollice, in quella degli oblii o I interdigitale, dei ricordi o assiale dell'indice, degli odii o II interdigitale, dei dolori o III interdigitale, dei piaceri o assiale dell'anulare, dei sonni o IV interdigitale, delle emozioni o assiale del mignolo, delle associazioni o assiale del medio, delle dissociazioni o laterale del corpo), le diverse varietà degli stati psichici primordiali e fondamentali si ripetono nello stesso ordine seriale e coinvolgono precisamente, a cominciare dalla prima linea secondaria dell'emiserie interna, per andare all'ultima dell'emiserie esterna (rispettivamente contrassegnate dal N. 1 al N. 8 nella Fig. 1), il sentimento sessuale, quello familiare, patriottico, umanitario e religioso, per la società, per la natura, per l'arte e per il lavoro.


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Alcuni esempi
La fabbrica degli amori nel dito pollice
La carica, praticata c. s., del punto d'incrocio della linea assiale di un dito pollice:
1. con una trasversa laterale del corpo ingenera l'amore per le dissociazioni mentali
2. con una trasversa dell'emozione richiama l'amore per le emozioni;
3. con una trasversa del sonno produce l'amore per la calma e per il sonno;
4. con una trasversa del piacere suscita l'amore per il piacere;
5. con una trasversa del dolore porta l'amore per il dolore (algofilia);
6. con una trasversa mediana o dell'associazione mentale origina l'amore per la confusione;
7. con una trasversa mediana dell'odio dà l'amore per l'odio;
8. con una trasversa della memoria dà l'amore lei ricordi;
9. con una trasversa dell'oblio induce l'amore per l'oblìo;
10. con una trasversa dell'amore richiama l'amore per tutti gli amori;
11 con una trasversa laterale del corpo ingenera l'amore per le dissociazioni mentali, c. s., (cioè per le bizzarrie dello spirito!).

La fabbrica nell'intestino
1. La compressione superficiale del duodeno suscita l'amore sessuale
2. La compressione, c. s., del digiuno suscita l'amore familiare.
3. La compressione, c. s., dell'ileo suscita l'amore patriottico.
4. La compressione, c. s., del cieco suscita l'amore umanitario e religioso.
5. La compressione, c. s., del soprastante segmento del colon ascendente (segmento intermedio collettore) suscita tutti gli amori.
6. La compressione, c. s., del più alto segmento del colon ascendente suscita l'amore per la società.
7. La compressione, c. s., del colon trasverso suscita l'amore per la natura.;
8. La compressione, c. s., del colon discendente suscita l'amore per l'arte.,
9. La compressione, c. s., del sigma colico e del retto suscita l'amore per il lavoro

La fabbrica degli amori nell'intestino
Compressione superficiale del duodeno = Amore sessuale; del digiuno = Amore familiare; dell'ileo = Amore patrio; del cieco = Amore umanitario e religioso; del primo segmento del colon ascendente = Tutti gli amori; del segmento superiore del colon ascendente = Amore per la società; del colon trasverso = Amore per la natura; del colon discendente = Amore per l'arte; del sigma colico e del retto = Amore per il lavoro (riflessi splancno-psichici).
Queste compressioni viscerali segmentarie, oltre che dare le surricordate ripercussionl psichiche (riflessi entero-psichici), si riverberano sulle concatenate e omonime linee secondarie nella banda assiale del dito pollice, sensibilizzandole (riflessi entero-cutanei).
Per l'opposto, se questi diversi amori vengono agitati nello spirito dell'uomo, resta sensibilizzato il corrispondente segmento viscerale (riflesso psico enterico degli amori), e diviene iperestetica la concatenata linea secondaria nella banda assiale del pollice (riplesso psico cutaneo degli amori).

La fabbrica nel cervello
L'autorappresentazione (visualizzazione) del duodeno richiama l'amore sessuale; quella del digiuno, l'amore familiare; quella dell'ileo, l'amore patrio; quella del cieco, l'amore umanitario e religioso; quella del colon ascendente (parte alta), l'amore per la società; quella del colon trasverso, l'amore per la natura; quella del colon discendente, l'amore per l'arte; quella del sigma colico e del retto, l'amore per il lavoro


Chi era Giuseppe Calligaris ?
Giuseppe Calligaris nacque il 29 Ottobre 1876 a Forni di Sotto (Udine). Il padre era medico condotto del luogo.
Seguì i corsi di medicina dell'Università di Bologna, dove, nel 1901, si laureò con una brillante tesi dal titolo Il pensiero che guarisce.
Nel 1902 si trasferì a Roma e divenne assistente del famoso Prof. Mingazzini, direttore dell'Istituto di Neuropatologia della Facoltà di Medicina di quell'Università.
Già nei primi anni della sua carriera scientifica, il Calligaris aveva osservato alcune anomalie della sensitività su ammalati di disturbi e lesioni del sistema nervoso che furono di capitale importanza per la sua futura attività. Nel 1908 pubblicò le sue prime osservazioni su questo argomento.
Nel 1909 fu nominato segretario del primo congresso dei neurologi italiani, ottenne la libera docenza a Roma e pubblicò la sua prima opera scientifica: Le mieliti sperimentali. Ritornò ad Udine, dove fondò, con l'aiuto del padre, una clinica per malattie nervose, non trascurando però di tenere i corsi alla Facoltà di Medicina di Roma fino al 1939.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914, si arruolò e fu assegnato come capitano-medico ad un reparto della III Armata. In quell'occasione, si prodigò coraggiosamente per alleviare le sofferenze fisiche e morali dei soldati. Tornato a casa, pubblicò il volume Un medico e la guerra, che sollevò molto scalpore per alcune spregiudicate riflessioni sulla guerra.
Nel 1927 pubblicò Il sistema motorio extrapiramidale, un'opera fondamentale di neuropatologia, che fu per circa venti anni uno dei libri di testo degli studenti di medicina italiani.
Fino al 1928 aveva pubblicato, sulle principali riviste mediche italiane e straniere, oltre 40 lavori sperimentali su un campo che più tardi avrebbe chiamato Le catene lineari del corpo e dello spirito. In essi riferiva sulle linee iperestetiche e sui particolari riflessi da lui scoperti nel corso di 20 anni di ricerche.
La scoperta delle placche cutanee gli permisero di estendere le investigazioni al di là del mondo sensibile, ossia nella metafisica (termine inteso nel significato datogli da Aristotele: al di là della fisica). In possesso di questo strumento, Calligaris si gettò a capofitto nelle ricerche e con ghiotta avidità esplorò la parte occulta, completò le conoscenze di parecchie discipline scientifiche. In soli 12 anni pubblicò ben 16 volumi, con i risultati delle sue ricerche, e due sono rimasti inediti (non sono più reperibili. Ma c'è chi afferma che gli inediti siano addirittura sette!).
Queste pubblicazioni, e specialmente il primo libro sul “cancro”, gli procurarono numerose amarezze e pesantissime delusioni. Le riviste che avevano pubblicato i suoi articoli arrivarono a rifiutare di pubblicarne altri; e così pure le Case Editrici che avevano pubblicato le sue prime opere (anche perché “consigliate” da alcuni politici e da alcuni “luminari” della scienza). I suoi oppositori avrebbero potuto anche ricordare che da queste ricerche egli non traeva nessun vantaggio immediato, né finanziario né morale.
Si ritirò nella sua villa di Magredis, a 20 kilometri da Udine, dove scrisse la maggior parte dei suoi libri (alcuni pubblicati a proprie spese), e il 31 Marzo 1944 si spense.


Il riverbero del genio di Calligaris nell'attualità
A quando la scoperta che i neurotrasmettotori attraversano l'intero corpo dentro e fuori?
Michael D. Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, ha presentato la teoria dei due cervelli. Un'idea che poggia su solide basi scientifiche - spiega l'esperto americano - Basti pensare che l'intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l'intestino è la sede di un secondo cervello. A lungo l'intestino è stato considerato una struttura periferica, deputata a svolgere funzioni marginali. Ma la scoperta di attività che implicano un coordinamento a livello emozionale e immunologico ha rivoluzionato questo pensiero - spiega Umberto Solimene dell'Università di Milano, direttore del centro collaboratore Oms per la medicina tradizionale. Nella pancia troviamo infatti tessuto neuronale autonomo. E non a caso le cellule dell'intestino - aggiunge Gershon - producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. L'intestino rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni, come immissione di cibo, ma anche suoni o colori. E a input interni: emozioni e abitudini. 'Insomma questo neurotrasmettitore è come un direttore d'orchestra, che manovra le leve del movimento intestinale, dice il ricercatore americano, autore di un best seller su "The Secondo Brain". Studi su cavie geneticamente modificate, ma anche in vitro, 'hanno dimostrato l'esistenza di un asse pancia-testa. Il sistema nervoso enterico comunica con quello centrale. E quando l'intestino soffre, ad esempio per la sindrome del colon irritabile, la persona ne risente anche a livello psichico. Insomma, nella pancia c'è un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazione ed emozioni che arrivano dall'esterno, dice Solimene. E che copre un'area vasta: il tessuto intestinale srotolato ha dimensioni di 200-250 metri quadri, ed è abitato da 10.000 miliardi di cellule batteriche.




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 Oggetto del messaggio: Calligaris, medico dell'Anima
Messaggio da leggereInviato: mar 12 mag 2009, 9:41 
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Pensieri che fanno ammalare e guarire
Calligaris, medico dell'Anima
La grande innovazione, che nasce da queste scoperte, è che tanto un malessere psichico (che si ripercuote su un organo fisico) quanto uno fisico possono essere “letti” sulla pelle, e, cosa ancora più sorprendente, è possibile stimolare la pelle in modo adeguato per inviare un messaggio “controtendenza”, quindi avviare il procedimento risolutivo del malessere
http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/calligaris-medico-dell-039-anima.php
di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini
10-4-2009



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“L'essere umano è costituito da corpo, mente ed anima. Questa triplice essenza è riflessa sulla sua pelle”. Questa frase illuminante scritta da Giuseppe Calligaris rappresenta un'apertura affacciata su un ampio universo di conoscenza. Il centro di tale universo è l'uomo e il clima che si manifesta nell'ambiente circostante è la conseguenza dell'alternarsi di “perturbazioni e schiarite” che hanno origine dal flusso di tempeste nate nel mondo psichico.
Ebbene, se in poche righe abbiamo presentato i personaggi attorno ai quali ruoterà l'intera vicenda, facciamo ora conoscenza con ognuno di essi.

Giuseppe Calligaris è stato un medico ricercatore che ha operato le proprie indagini in campo neuro-psichiatrico nella prima metà del Novecento. La citazione, tratta da uno dei suoi numerosissimi scritti, è sintomatica della direzione presa fin dai primi giorni delle sue esplorazioni nel campo della neurologia. Partendo, infatti, da un tema abbastanza preciso come la necessità di scoprire i collegamenti tra le zone cutanee prive di sensibilità e specifiche aree della corteccia cerebrale, lo scienziato friulano finì con l'incappare in un discorso molto più ampio, che ha dato origine alla citazione in apertura. Come si comprende chiaramente dalle poche parole citare, il fisico (con tutti i suoi organi e le sue funzioni) è indissolubilmente legato ai pensieri (mente) e all'anima (sentimenti ed emozioni di ordine superiore). Ma il circuito non si interrompe qui! Un ulteriore elemento, che è la pelle, fa da specchio per i precedenti soggetti.
Quando cominciammo a ripercorrere le sue ricerche, senza accontentarci di “credere ciecamente”, ma verificando sperimentalmente passo dopo passo i risultati ottenuti dal nostro predecessore (e illuminante guida), abbiamo riscontrato la veridicità di quanto espresso, per arrivare in seguito ad estendere la materia fino a renderla una tecnica applicativa capace di risolvere (e non soltanto identificare e comprendere) gli stati di malessere che turbano la comune esistenza dell'essere umano.

Ritorniamo, per un attimo, all'inizio: il protagonista assoluto del concetto base è l'essere umano e le sue componenti principali sono corpo, mente e anima. Intendiamoci meglio sul significato preciso di questi termini. Per corpo dobbiamo intendere la materia che compone il corpo stesso e l'energia vitale che anima ogni organo, quindi volendo usare termini di origine antroposofica, di facile comprensione, il Corpo fisico ed il Corpo eterico. L'insieme di questi due elementi costituisce la nostra “materialità viva” e risponde, appunto, alle leggi fisiche del mondo materiale.

L'anima (o psiche, che in greco ha il medesimo significato) è la componente immateriale dell'uomo. Per la precisione il termine andrebbe esteso a comprendere anche la parte spirituale e quindi l'unione dei Corpi astrale e causale. Quindi l'anima, come intesa da Calligaris, sarebbe all'origine dei sentimenti, delle percezioni, delle illuminazioni e, infine, della coscienza di sé e della volontà. Queste ultime manifestazioni si presentano sul mondo fisico, ma non “vivono” propriamente su di esso, tanto è vero che non sono costrette a soggiacere ai vincoli del tempo e dello spazio. Un esempio apparentemente banale è costituito dagli avvenimenti della vita onirica: quando il fisico è in stato di riposo e quindi non manifesta particolari esigenze, non “soffoca” (permetteteci il termine) l'indipendenza psichica, l'individuo non è costretto a mantenere la percezione di trovarsi nel proprio letto, ma può muoversi nel tempo e nello spazio provando sensazioni altrettanto concrete e reali quanto quelle che si presentano durante l'attività diurna.

Possiamo quindi dire che la suddivisione fin qui operata evidenzia che dei due diversi personaggi uno è soggetto alle “regole materiali” e l'altro a “leggi quantistiche”.
Veniamo alla mente: possiamo immaginarla come una sorta di “capacità pensante”, presente nell'uomo, in grado di elaborare e tradurre le percezioni provenienti tanto dal mondo materiale, quanto da quello più sottile. Questa mente che riesce a comunicare con entrambi i corpi, si occupa anche della registrazione degli eventi, ovvero collabora al processo mnemonico. Tale processo ha una doppia finalità: la prima è evolutiva e consiste nella comprensione del proprio vissuto come bagaglio di esperienza, il secondo scopo è conservativo, ovvero serve alla sopravvivenza e al mantenimento della specie, alla protezione della vita secondo criteri di miglioramento.

La mente, dunque, quando viene accusata di fare brutti scherzi è spesso malcompresa. Il suo lavoro è difficile soprattutto perché deve essere in grado di parlare due lingue differenti: quella psichica e quella materiale.

Calligaris afferma che un osservatore esterno può trovare sulla pelle di qualunque soggetto i riflessi delle sue attività fisiche, mentali e psichiche, a patto di conoscerne perfettamente le aree corrispondenti. Ed è vero, ma è altresì reale (e qui lo affermiamo come autori di molteplici sperimentazioni) la possibilità di riportare alla luce gli eventi memorizzati per favorire la presa di coscienza ed annullarne gli eventuali effetti negativi tanto sul piano fisico, quanto nei processi mentali ed emotivi.
Per comprendere come ciò possa avvenire, consideriamo la triplice corrispondenza sotto una forma semplificata (vedere illustrazione).

Il collegamento che unisce questi tre elementi è percorribile in ogni direzione e le ripercussioni di un malessere fisico, di un problema psico/emotivo o di uno squilibrio energetico si possono rintracciare in ognuno di questi tre piani dell'essere umano. Fin qui, probabilmente, non stiamo dicendo nulla di particolarmente nuovo, almeno per gli studiosi o appassionati di cure olistiche, medicine naturali ed esoterismo. La grande innovazione, che nasce da queste scoperte, è che tanto un malessere psichico (che si ripercuote su un organo fisico) quanto uno fisico possono essere “letti” sulla pelle, e, cosa ancora più sorprendente, è possibile stimolare la pelle in modo adeguato per inviare un messaggio “controtendenza”, quindi avviare il procedimento risolutivo del malessere.

La procedura proposta non si fonda, ovviamente, sull'impiego di una bacchetta magica, ma di una stimolazione cutanea, quindi di una tecnica riflessologica. Non si stupiranno, quindi, i riflessologi né tantomeno gli esperti di medicina cinese, quanto chi è abituato ad utilizzare rimedi che agiscano sulla pura materia.
Certo che se non fossimo costituiti anche da una componente animica e spirituale o, meglio ancora, se non fossimo neppure dotati di memoria (conscia ed inconscia che sia), sarebbe sufficiente abolire il sintomo per cancellare anche la causa! Per fortuna non è così. Anzi, maggiormente sono sviluppate le facoltà del corpo astrale e del corpo causale e più risultano possibili attività degne di nota e rispetto tra le quali, appunto, la coscienza di sé. Il processo che conduce a questo stadio, da Carl Gustav Jung, era denominato individuazione del Sé. E, si faccia attenzione: la maiuscola è ben meritata a tutti gli effetti!

Torniamo dunque alla pelle! Su di essa si estende una fitta rete di Linee energetiche che riflettono lo stato di benessere degli organi fisici e delle facoltà psichiche (sentimenti è il nome che è stato loro impartito da Calligaris e che manterremo).
Sulla cute, possiamo rilevare gli squilibri, siano essi a livello fisico o psicologico, e operare in modo da riarmonizzare sentimenti e pensieri.
Tutto ciò può accadere grazie ad una regola fondamentale delle corrispondenze psico-fisico-cutanee, la “Legge degli Antagonismi”. Per chiarire nel modo più sintetico possibile questo concetto, si rende necessario un esempio.

Il sistema cardiocircolatorio (fisico) è collegato secondo la Triplice corrispondenza all'emozione (sentimento) ed entrambi si riflettono su una linea energetica che passa (in un tratto del suo decorso) lungo la linea assiale del dito mignolo la quale riflette contemporaneamente lo stato dell'organo e del sentimento corrispondenti.
Il sistema respiratorio (fisico), correlato con il sonno (sentimento), si riflette, invece, su una linea che decorre nella zona interdigitale tra il mignolo e l'anulare. Per sonno si intende effettivamente il riposo, ma anche la calma, quindi lo stato che permette di recuperare le energie spese durante i periodi attivi (e-mozionanti, cioè che partono da una causa fino ad esplicitarsi in movimento, azione).

Probabilmente ci siamo già traditi, anticipando la sorpresa! Come emozione e sonno sono due sentimenti atti a compensarsi l'un l'altro, così cardiocircolatorio e respiratorio lavorano in “antagonismo”. Ma non dobbiamo immaginare l'antagonismo come quello che fa scontrare due nemici… Tutt'al più sono antagonisti come i due piatti di una stessa bilancia!
La Legge degli Antagonismi, quindi, permette di ripristinare l'equilibrio momentaneamente perduto agendo riflessologicamente sulla linea opposta a quella che manifesta un'iperattività!

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L'uomo che è in continuo rapporto con il mondo che lo circonda risente delle influenze esterne che si susseguono e si alternano ininterrottamente. Pertanto, per poter sopravvivere in un ambiente “così movimentato”, ogni essere umano deve essere (e difatti lo è) dotato di un meccanismo di autorecupero e di autobilanciamento.

Quando le “prove della vita” non superano le capacità di recupero dell'individuo (a patto di rispettare i tempi tecnici) nessuna di tali prove si trasformerà in un trauma irrisolto. Ma quando un uomo si trova a fronteggiare situazioni per le quali non è sufficientemente equipaggiato, allora l'esperienza vissuta può trasformarsi in una “ferita aperta”, in un evento traumatico. Destabilizzante può essere anche una successione di fatti troppo rapida che non lascia il tempo necessario alla metabolizzazione (digestione e assimilazione) degli eventi. Se un trauma non viene affrontato fino alla sua comprensione, rimane parcheggiato a livello inconscio nel “reparto” dei problemi ancora da risolvere. Le manifestazioni di un di malessere non sono che il segnale per riportare l'attenzione sul tema specifico. Quindi la “costruzione” di un'esistenza equilibrata e felice richiede inevitabilmente una ricapitolazione cosciente dell'esistenza.

Il Metodo Calligaris per il Riequilibrio Energetico psico-fisico consente di avviare proprio un processo regressivo e di analisi interfacciandosi contemporaneamente con il piano fisico e con quello psichico.
Ma le meraviglie della Riflessologia cutanea non si esauriscono qui… In effetti il discorso è ben lontano dal finire, poiché l'uomo, oltre a rappresentare un intero micro-cosmo, è in costante contatto con il macro-cosmo. E non soltanto tramite i consueti cinque sensi che ci offrono la possibilità di captare gli stimoli provenienti dal mondo fisico, bensì grazie anche a quegli “organi percettivi sottili” che ci consentono di captare i segnali provenienti dagli strati immateriali, o meglio di differente densità.

Anche sotto questo punto di vista, le scoperte di Calligaris si rivelano straordinarie. Infatti, stimolando adeguatamente alcuni punti sensibili sulla superficie cutanea è possibile aiutare il risveglio di facoltà superiori e, in seguito, incrementarle e ottimizzarle.
La ricerca in tal senso di Giuseppe Calligaris è durata tutta la vita e non ha mai trovato una fine…
Attraverso la fondazione dell'Associazione Culturale Vega stiamo cercando di non lasciare cadere questa eredità e, anzi, di portare avanti sperimentazioni, ricerche, e tutti i possibili sviluppi che queste scoperte hanno proposto.


Chi è Giuseppe Calligaris
Nato a Forni di Sotto, in provincia di Udine, il 29 ottobre 1876, era figlio di un medico condotto operante nell'Alta Valle del Tagliamento che, in quell'epoca, era “terra di frontiera”, da non molti anni appartenente al Regno d'Italia. E “di frontiera” si rivelerà, in seguito, anche il pensiero dello studioso.
Anche ammettendo la forte influenza della tradizione familiare sulla scelta dell'indirizzo di studi del giovane Calligaris, indubbiamente non si può escludere una vocazione innata per la medicina, né si può negare che, già allora, la sua mente fosse fortemente innovativa. Infatti, nel 1901, Calligaris si laureò a Bologna discutendo una tesi estremamente insolita: “Il pensiero che guarisce”.
Evidentemente, il nostro personaggio non aveva nessuna intenzione di lasciarsi incatenare la mente dalle teorie più classiche e consolidate. Leggendo il suo primo scritto si comprende come abbia fin da subito riconosciuto l'imprescindibile legame tra gli stati psicologici e le condizioni di salute fisica. In altre parole il legame psico-cerebro-viscero-cutaneo stava già prendendo forma dentro di lui senza, però, avere ancora il supporto della sperimentazione.
Soltanto un anno più tardi, Calligaris si trasferì nella Capitale per assumere l'incarico di assistente del professor Mingazzini, direttore dell'Istituto di Neuropatologia dell'Università di Roma ed ottenere, poco più tardi, una propria cattedra come docente.
Nel 1909, a soli 32 anni, fu nominato segretario del primo Congresso dei Neurologi italiani e, nello stesso anno, pubblicò il primo testo dal titolo “Le mieliti sperimentali”.
Dopo questo brillante inizio, la sua carriera sembrò diventare ancora più promettente quando, ritornato in Friuli, fondò con l'aiuto del padre una clinica per malattie nervose.
Ma, per quanto brillante e dotato di intuizioni, l'uomo non può sfuggire alle condizioni storiche e politiche della sua epoca e Calligaris si trovò ben presto a vestire la divisa di Capitano Medico per prestare la propria opera durante il lungo Primo Conflitto Mondiale.
Abituato ad annotare tutte le sue esperienze, dalla sua vita militare nacque l'unico libro non strettamente scientifico partorito dalla sua penna “Un Medico e la guerra”. Il volume, che fu criticato per l'analisi “clinico-pacifista” degli eventi bellici e per la crudezza del giudizio rivolto a chi scaricava le proprie ansie e frustrazioni in una violenza ingiustificata, segnò l'inizio dei suoi contrasti con la collettività.
Ma il danno più pesante inflittogli dalla Guerra, oltre alla “perdita” di cinque anni di ricerche, fu la distruzione della clinica e di quasi tutto il materiale di studio in essa contenuto. Durante l'invasione del Friuli da parte dell'esercito Austriaco, infatti, la clinica era stata requisita e, poco prima della ritirata, completamente devastata.
Tutt'altro che prostrato da tali vicissitudini, Calligaris, riprese il proprio lavoro con immutato vigore e, nel 1927, consegnò alla stampa il libro in due volumi “Il Sistema Motorio Extrapiramidale” che fu adottato per lungo tempo come testo nelle Facoltà di Medicina. Da qui in poi, la successione delle sue opere fu rapidissima e, nell'arco di sedici anni, sfornò numerose migliaia di pagine di testo raccolte in oltre venti volumi.
Via, via che le sue teorie venivano divulgate in libreria, nei convegni e tramite le riviste specializzate, cresceva anche l'ostracismo da parte dei vertici della medicina accademica fino a portare ad una sorta di "processo inquisitorio” dello studioso ed alla “distruzione” sistematica delle sue opere.
La sua scomparsa, nel 1944, non fu mai seguita in Italia dalla meritata riabilitazione, neppure a partire dal momento in cui l'influenza della psiche sui disturbi fisici è diventata innegabile. In compenso in Russia, in Germania, in Austria, negli Stati Uniti d'America e in molti altri Paesi le sue teorie sono state analizzate seriamente e hanno trovato un loro spazio, a volte anche nell'universo medico.
Una breve frase estremamente illuminante a proposito dell'operato e della personalità di Calligaris è la seguente, tratta dalla dedica del suo libro "Telepatia e radio-onde cerebrali" (pubblicato postumo): “… il labirinto delle Catene Lineari del corpo e dello spirito, nel quale mi aggiro da tanti anni, rinchiuso prigioniero insieme con i miei critici, non è altro che un circuito oscillante delle irradiazioni dell'Universo…”.
In poche parole Calligaris riesce a rendere l'idea di come i suoi studi lo abbiano in qualche modo “preso in ostaggio”, insieme a tutti quelli che non tenevano in considerazione le sue rivelazioni; nel contempo sintetizza il cuore stesso delle sue scoperte: il fondamentale collegamento con quell'Energia Universale di cui l'Uomo è utilizzatore superficiale e poco cosciente.

Note sugli autori
Flavio Gandini e Samantha Fumagalli sono scrittori, studiosi e ricercatori di metodi naturali per la salute e il benessere, di esoterismo, psicologia, metapsichica e spiritualità. La formazione antroposofica ha permesso a entrambi di affrontare e comprendere le innovative scoperte del prof. Giuseppe Calligaris e di renderle una materia accessibile al vasto pubblico. Nel 2000 fondano l'Associazione Vega e creano il Metodo Calligaris, così chiamato in onore del geniale scienziato. La metodologia riflessologica si rivela una potente chiave d'accesso al regno dell'inconscio, capace di: - ristabilire l'equilibrio energetico, - condurre alla rievocazione e ricapitolazione per sanare le ferite del passato (Cronoriflessologia) - risvegliare le facoltà superiori, e molto altro...
Tengono conferenze e seminari in Italia con l'intento di divulgare le tecniche riflessologiche e rendere accessibile a molti una conoscenza che fino ad oggi è stata di pochi.
Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.vega2000.it oppure scrivere a vega@vega2000.it.
Autori di numerosi articoli apparsi su riviste di settore e dei libri:
L'anima svelata (2006), La Quinta via (2007) Felicità, il Tesoro nascosto (aprile 2009), Anima Edizioni.
(Di prossima pubblicazione un saggio sulla Cronoriflessologia, Edizioni Il Punto d'Incontro).




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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")
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 Oggetto del messaggio: Re: Calligaris, medico dell'Anima
Messaggio da leggereInviato: ven 15 mag 2009, 15:24 
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Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
Messaggi: 128
Ahhh noi friulani :)




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Messaggio da leggereInviato: mar 23 mar 2010, 13:04 
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Iscritto il: lun 1 dic 2008, 23:41
Messaggi: 36
Interessante devo dire :) Appena ho un pò di tempo me lo leggo con calma !





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Messaggio da leggereInviato: ven 25 mar 2011, 12:41 
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Iscritto il: ven 4 mar 2011, 22:47
Messaggi: 12
Ho fatto una riflessologia plantare riscontrando scontrando che il piede e la mano è un frattale del nostro corpo. volevo fare un'osservazione.
L'universo è olografico, composto da una griglia olografica che possiamo interpretare come quadrati che formano altri frattali di quadrati sempre piu piccoli. da questo arriviamo al quadrato fondamentale nelle catene lineari di Calligaris. vedendolo dall'alro punto di vista. l'uomo e gli altri esseri sono il quadrato fondamentale da dove si espande la griglia olografica, partendo dalla linea centrale che taglia completamente a metà il corpo , a metà le dita per poi andare a misurare millimetricamente tutto il corpo. nel piede e nella mano ritroviamo le stesse cose, che ritroviamo nel corpo e nel nostra griglia olografica emozionale , familiare, lavorativa, fisica, della nostra fetta di coscienza,nel nostro punti di vista. questo credo se non erro sia lo stesso principio della fisica di bohm e poi della matematica frattale.
Nel piede si vede il dualismo tra gli emisferi dettato dagli alluci per quanto riguarda la mente e lo sviluppo dei due emisferi. e cosi via per tutti gli organi. c'è un punto piu piccolo nel corpo che li racchiuda tutti, in cui trattando quel punto si riesca a trovare la terapia base universale. una teoria del tutto medica ;). da utilizzare anche nelle persone che hanno poca coscienza del sè e che mai ne prenderanno.

http://www.reflessologia.it/libro2_Alluce.htm





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Messaggio da leggereInviato: ven 25 mar 2011, 19:42 
Concordo con le tue riflessioni...la struttura frattale si sta rivelando sempre di più la chiave di lettura-collegamento tra le parti che definiscono la "realtà" in cui siamo immersi. Il corpo in ogni suo singolo elemento è esso stesso un "modulo" che si ripete all'infinito...

In questi giorni riflettevo sul fatto che forse siamo una struttura frattale pensante dotata di coscienza e operiamo immersi in un "fluido" avente anch'esso struttura frattale. Se fosse vera questa mia ipotesi, noi saremmo continuamente in viaggio tra differenti stati frattali, cioè viaggeremmo continuamente in strutture parallele (universi paralleli) solo che non ce ne rendiamo conto. Il nostro mutamento o viaggio tra le diverse strutture avverrebbe ogni volta che operiamo una scelta che muta la nostra esperienza, ovvero ci trasferiamo automaticamente nell'universo parallelo dove questa mutazione di eventi è predisposta...viaggiamo senza rendercene conto e questo in base a ciò che scegliamo di fare... :crazy

...non ci fare caso se ciò che dico è folle, sono un po' visionaria. :woot asd rofl





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