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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 16:54 
Lo sfogo di Giampaolo Giuliani: "Qualcuno deve chiedermi scusa"
di FEDERICA CRAVERO
fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nord-roma/intervista-giuliani/intervista-giuliani.html

TORINO - "Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto". È arrabbiato, distrutto, Giampaolo Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni, evidentemente, non erano errate, ma soltanto anticipate.

Cosa ha pensato quando ha visto che il suo allarme non era ingiustificato?
"Questa notte non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo la situazione che stava precipitando e io non potevo fare nulla perché ho ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto".

Lei vive all'Aquila, come ha vissuto il sisma?
"Qui ci sono dei morti, cinquantamila persone senzatetto, una situazione drammatica, nemmeno durante i bombardamenti in guerra si vedevano cose del genere. Vedevamo le case muoversi, una sensazione tremenda, anche se per me si aggiungeva la rabbia ".

Lei è stato anche messo in ridicolo per la sua previsione. Come si sente adesso?
"Di me sono state dette delle cose tremende. Mi hanno dato dell'imbecille, perché i terremoti non si possono prevedere. Ma era una situazione creata ad arte. Io adesso non ce la faccio nemmeno a parlare, la situazione è troppo grave. Ma adesso c'è gente che mi deve chiedere scusa".

A chi si riferisce?
"Al capo della protezione civile Guido Bertolaso: andate a leggere cosa ha dichiarato di me. E poi parlo del sindaco di Sulmona e dell'assessore alla protezione civile. Mi devono chiedere scusa sulle pagine dei giornali nazionali. Queste persone portano sulla coscienza un peso enorme".




Questo è quanto ho letto, in prima battuta, stamattina.
E' davvero scoinvolgente: un terremoto predetto a distanza di alcuni giorni, mentre come al solito gli arroganti fedelissimi alle proprie convinzioni permettono che il culo ce lo metta sempre la povera gente.
Fa rabbia, sul serio.

Sono comunque andato ad approfondire la vicenda, giusto per osservare l'altra faccia della medaglia (è sempre bene farlo).

Ciò che ne è scaturito è che è giusta e sacrosanta l'indignazione di Giuliani, ma c'è sempre un neo della questione.
In un'intervista datata 25 marzo, di un quotidiano abruzzese, Giuliani dichiarava quanto segue:

Cita:
“Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con cinque precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon” spiegava il 25 marzo Giuliani al quotidiano abruzzese aggiungendo: “il precursore sismico permette di monitorare i territori e, attraverso la variazione di concentrazione del radon, permette di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e una efficienza maggiore dell’80 per cento. Ora disponiamo di cinque stazioni che ci consentono di triangolare i dati ottenendo con precisione l’epicentro ed il grado sismico dell’evento. Attraverso questa macchina ho potuto studiare il comportamento del radon e conoscerne delle caratteristiche non note alla scienza ufficiale perché sprovvista della tecnologia da noi utilizzata. I cinque precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell’INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a più di tre metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile".

fonte: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=817188

Innanzitutto vorrei far presente che Sulmona (l'epicentro previsto da Giuliani) dista circa 200Km da l'Aquila, quindi ipotizziamo cosa sarebbe accaduto se quella popolazione fosse stata spostata a l'Aquila, come sarebbe stato logico aspettarsi.
In secondo luogo, vi è l'impossibilità di spostare tutto l'Abruzzo per chissà quanti giorni.
Vorrei ricordare che lo stesso Giuliani dichiarava di essere in possesso di un'attendibilità certa riguardo il luogo, con addirittura 6-24 ore di scarto.
Ok che il terremoto si è comunque presentato, anche se in ritardo rispetto le previsioni. Ma a livello logistico cosa si poteva effettivamente fare?

Avvertire comunque la cittadinanza? Verissimo, anche se era stato già fatto via Internet (youtube compreso). Spezzo comunque una lancia a favore degli organi competenti, che si trovano continuamente a scremare informazioni poco certe evitando quindi un allarmismo generale.

Indagare meglio su quel fenomeno del Radon fuori normalità? Indubbiamente. In questo caso sono completamente d'accordo.





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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 17:09 
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Iscritto il: mar 27 gen 2009, 15:50
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Si poteva fare qualcosa... Intanto dare fede alle parole di Giuliani, anche se proprio non spostando le persone ma anche solo avvertendole.. nessuno le ha avvertite UFFICIALMENTE, le perosne ormai si fidano TROPPO di pubblicazioni UFFICIALI emanate dai media e dalle stampe generali.. e siccome la protezione civile ha infangato tutto e DENUNCIATO giuliani dicendo che ci possiamo solo avvalere delle conoscenze sotriche, le persone se la sono presa in quel posto.. la TV e i mass media smentirono il fatto "condannando" quelle persone. quello che dici tu non e' totalmente falso.. comunque la distanza e' di 100 chilometri, non 200..




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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 17:18 
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previsioni del dott giuliani sul terremoto in abruzzo ignorate dalla protezione civile



SERVIZIO DI STUDIO APERTO DEL : 01/04/09 . Il dott. Giuliani grazie ai suoi studi rivoluzionari aveva previsto la grande scossa e la conseguente tragedia che avrebbe colpito l'Abruzzo da li a pochi giorni. Il dott. Giuliani avvertì la protezione civile...e puntualmente non è stato ascoltato dalle autorità e dalla stessa protezione civile..il risultato è questo decine e decine di vittime...VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA..CHE SI FACCIA LUCE SU QUESTA IGNOMINIOSA VICENDA...CHI HA SBAGLIATO DEVE PAGARE.... PROVIAMO LETTERALMENTE SCHIFO E RIBREZZO. METTIAMO QUESTO VIDEO CON GRANDE RABBIA E RAMMARICO PER CIO' CHE E' SUCCESSO, SPERANDO CHE LA NOSTRA TESTIMONIANZA AIUTI A FAR PARLARE DEL DOTT. GIULIANI E SOPRATTUTTO DI CHI NON L'HA ASCOLTATO. CHI NON L'HA ASCOLTATO E' SEMPLICEMENTE UN INCOMPETENTE E NON PUO' OCCUPARE UN POSTO CHE NON E' IN GRADO DI RICOPRIRE...QUINDI DENUNCIAMO E AGIAMO PER IL BENE DELLA COMUNITA'. DIFFONDETE! - Nota informativa: in ogni caso diffidate da studio aperto, il tg più fazioso che abbiamo in italia - grazie dell'attenzione.



Segnalo inoltre il sito di aiuto creato oggi dal mio amico Simone, alias Salinguerra: Aiuto per l'Abruzzo




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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 17:28 
fulvio_il_veggente ha scritto:
Si poteva fare qualcosa... Intanto dare fede alle parole di Giuliani, anche se proprio non spostando le persone ma anche solo avvertendole.. nessuno le ha avvertite UFFICIALMENTE, le perosne ormai si fidano TROPPO di pubblicazioni UFFICIALI emanate dai media e dalle stampe generali..


Ti riporto qualche dato.

http://www.youtube.com/watch?v=WieaAPrQEN4
Posizione 7:20 del video:
"Quello che vorrei dire ai miei concittadini e a tutta la popolazione, è di stare tranquilli e di non aver paura dei terremoti. Questo sciame, per la fine di marzo, dovrebbe diminuire di intensità e quindi scomparire e rimanere soltanto un ricordo".

L'ha detto lui, non io.
Ed era sempre lui che affermava la certezza relativa al luogo e al range orario di manifestazione.

Fulvio, se io ti dico che ho certezza di una previsione, che poi non si presenta, tu come la interpreti? Un conto se ti avessi dato una certa probabilità, e un range di tempo piuttosto ampio. Allora sì che avresti pienamente ragione sugli avvertimenti.

Sarebbe inoltre giusto se si parlasse di ricerca.
Questo tizio ha brevettato quei rilevatori. Tu lo sai, vero, che un brevetto di solito fa in modo che nessuno ci possa fare ulteriore ricerca, se non... pagando?
Perdonami, ma io questa la chiamo speculazione sul culo della gente.
Un brevetto si fa quando hai uno strumento che ti fornisce un grado di certezza, rappresenta un prodotto finito e funzionale, non una possibilità incerta (e nemmeno dichiarata!!!) senza possibilità di ricerca.

fulvio_il_veggente ha scritto:
comunque la distanza e' di 100 chilometri, non 200..

Grazie per la correzione.





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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 17:34 
Luciano ha scritto:
previsioni del dott giuliani sul terremoto in abruzzo ignorate dalla protezione civile


Grazie per il link, Luciano.
Come volevasi dimostrare, non solo la popolazione è stata avvertita (ha dormito per strada), ma QUEL tipo di previsione non si è poi presentata.

Vogliamo studiarci meglio, più a fondo?
Bene, che Giuliani tolga quel *** di brevetto e permetta a chi fa ricerca di analizzare meglio con maggior efficienza, senza per forza reinventare la ruota.
Il culo è sempre dei cittadini, ricordiamocelo.





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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 17:51 
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Beh comunque ora e' inutile discuterne, e' successo, e ce ne dobbiamo fare una ragione. e magari dare piu' ascolto alle persone come Giuliani..




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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 18:59 
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al di là di giuliani, scusate ma se da dicembre andavano avanti le scosse non era ovvio che prima o poi ci sarebbe stata una piu forte? eppure non mi pare che siano state prese misure di sicurezza o di prevenzione




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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 19:17 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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C'erano anche una marea di case a rischio, e non se ne sono preoccupati, dirottando i soldi verso altre costruzioni meno urgenti, se non per chi ne avrebbe ricavati molti altri.




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Messaggio da leggereInviato: lun 6 apr 2009, 19:46 
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Iscritto il: mer 19 nov 2008, 21:34
Messaggi: 1181
Le notizie si fanno sempre + numerose e confusionali....c'è chi dice una cosa,chi la smentisce,c'è chi propone un'altra causa,c'è chi smentisce anche questa ipotesi ecc ecc,ma su una cosa ho avuto la conferma:
UN TERREMOTO NON SI PUO' PREVEDERE QUANDO PUO' ACCADERE MA SI SA' DOVE ACCADRA'.

Dato che in Italia siamo messi in una situazione territoriale disagiata perchè pur non essendo una zona ad elevata sismicità è TOTALMENTE SISMICA perchè è all'incrocio di 2 placche tettoniche enormi quali quella euroasiatica e quella africana,possiamo sapere dove si possono attivare i terremoti in base al tipo di terreno.

Quindi:
1)I TERREMOTI NON SONO ATTUALMENTE PREVEDIBILI AL 100%;
2)SI CONOSCE LA COLLOCAZIONE DELLE FAGLIE E LE ZONE DI POTENZIALE SISMA perchè' RILASCIANO COSTANTEMENTE PICCOLE SCOSSE;
3)QUANDO TANTE PICCOLE SCOSSE AUMENTANO D'INTENSITA' NEL CORSO DEI MESI O DEI GIORNI,E' UNA PROBABILE,E QUINDI NON CERTA,AVVISAGLIA DI UN SISMA MAGGIORE.

Sul punto 3 posso prendere a riferimento ciò che accadde al Monte Sant'Elena negli USA che nel marzo dell'80 iniziò ad avere un aumento dell'intensità sismica che ebbe il culmine ben 2 mesi dopo quando un intero versante crollò uccidendo 70 persone a causa della sua eruzione....il Sant'Elena è un vulcano ma dato che i vulcani possono svilupparsi in zone dove c'è un incontro di placche tettoniche,essi si manifestano anche attraverso terremoti...non è un caso infatti che il Sant'Elena è lungo una catena montuosa chiamata Cascades dove è piena di vulcani dormienti che s'attivano scatenando terremoti crescenti.

L'Italia ha 2 problemi territoriali:
1)il DISSESTO IDROGEOLOGICO;
2)é UNA ZONA SISMICA.

Ad esempio Siena è una zona vulcanica quindi è sempre soggetta a scosse costanti ma di lieve intensità....quando però nel novembre dell'80 si scatenò il terremoto in Irpinia,fu avvertito benissimo anche quì dove dovettero evaquare alcuni edifici,anche se la distanza tra le 2 zone è di circa 400km.
Come ho già scritto in tag,3 notti fa nel dormiveglia mi svegliai completamente quando sentii letteralmente un'onda percorrere la casa a breve intensità eppure erano almeno 2 anni che non si sentiva una scossa del genere....la direzione della scossa veniva da Est-Sud Est,cioè dagli Appennini quindi qualche cosa era imminente ma non immaginavo mai una cosa simile.

La scossa è stata avverita bene a Firenze,che non è affatto un territorio sismico,e soprattutto ad Arezzo che è stata la provincia toscana + colpita dalla scossa.




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Messaggio da leggereInviato: mar 7 apr 2009, 15:15 
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Iscritto il: mar 27 gen 2009, 15:50
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Stamane alle 11:23 un'altra scossa di magnitudo 4.7 della scala Richter, si e' sentita fortemente anche a Roma. Io ero solito andarci tutti gli anni da quando sono nato a l'Aquila e dintorni, piu' specialmente in un paesino che si chiama Teora (circa 50 abitanti) per ora non e' successo nulla, ma le scosse ci sono e si stanno dilagando. Spero proprio che finisca presto anche perche' vorrei tornarci, ci ho passato la mia infanzia in quei posti :(




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Messaggio da leggereInviato: mar 7 apr 2009, 16:14 
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Gianpaolo Giuliani aveva previsto il terremoto in Abruzzo DERISO DA STUDIO APERTO



complimentoni a questi vermi criminali per la loro disinformazione e per il loro prendere in giro una persona che, in un certo qual modo, aveva previsto una catastrofe...verificatasi poi a l'aquila, proprio pochi giorni dopo. non dico che era semplice agire in virtù di tali indicazioni, ma dargli retta invece di prenderlo per il culo, appoggiare le sue ricerche e costruire strumenti come quelli che usa...sarebbe stato così da stupidi?



TERREMOTO ABRUZZO-Giampaolo Giuliani "Si poteva prevedere"



Giampaolo Giuliani, ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, aveva lanciato l'allerta, scatenando la psicosi: «Ci sarà un sisma disastroso». Ripreso da Bertolaso e denunciato per procurato allarme.




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Messaggio da leggereInviato: mer 8 apr 2009, 10:41 
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Terremoto, colletta-truffa su Facebook
Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista Carlo Pellegatti (Mediaset), sul proprio profilo sta cercando di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sostiene esser stata organizzata insieme dal Milan e da Mediaset, ma che è in realtà inesistente
http://milano.repubblica.it/dettaglio/terremoto-colletta-truffa-su-facebook/1615118
(07 aprile 2009)


Ci sono sciacalli non solo tra le macerie delle città colpite dal terremoto, ma anche su Facebook: Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista Carlo Pellegatti (Mediaset), sul proprio profilo sta cercando di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sostiene esser stata organizzata insieme dal Milan e da Mediaset, ma che è in realtà inesistente. "Mediasetpremium in collaborazione con Ac Milan sta raccogliendo fondi per la popolazione dell'Abruzzo colpita dal terremoto. Se volete devolvere anche una minima cifra potete farlo su Carta Lottomaticard n...." si legge sul profilo del sedicente Marco Pellegatti.

Per smentire gli scettici che hanno messo in dubbio la sua parentela con il noto giornalista sportivo, ha inserito un post in cui spiega che "mio zio Carlo Pellegatti ha appena detto a Milan Channel che è iscritto a Facebook e che ha un nipote di nome Marco, quindi finitela, adesso non potete dire più nulla". "Non ho nessun nipote che si chiama Marco, non sono iscritto a Facebook e, soprattutto, non esiste nessuna raccolta fondi organizzata da Milan e Mediaset", ha chiarito Carlo Pellegatti, che ha già allertato l'ufficio legale di Mediaset e presenterà una denuncia alla polizia postale.




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Messaggio da leggereInviato: mer 8 apr 2009, 13:28 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Il sisma in abruzzo
Gli atenei «credono» nel radon: previsioni possibili
Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/atenei_radon_mangiarotti_6b70ff22-2403-11de-a75a-00144f02aabc.shtml
Alessandra Mangiarotti, 08 aprile 2009


MILANO — Ventitrè gennaio 1985: per la prima (e unica) volta in Italia scat­ta l’allarme terremoto. L’Istituto naziona­le di geofisica prevede una «scossa peri­colosa ». E il ministro della Protezione ci­vile Giuseppe Zamberletti, oggi presiden­te della Commissione grandi rischi e so­stenitore dell’impossibilità di prevedere i terremoti, ordina lo stato d’allerta per dieci comuni della Garfagnana: scuole chiuse per due giorni, case vecchie o in cattivo stato evacuate.

Centomila persone abbandonarono le proprie abitazioni, ma il terremoto non arrivò. Allora la previsione di un sisma distruttivo fu formulata, dopo una scos­sa premonitrice, sulla base di un’analisi storico-statistica. Oggi, tra gli indicatori sismici, c’è anche il radon. Giampaolo Giuliani non è solo. Sono diversi i ricer­catori che studiano questo gas: l’univer­sità di Bari ha messo a punto un sistema di 25 centraline fermo per mancanza di fondi; quella di Pisa ha elaborato un pro­getto per il monitoraggio nelle acque sot­terranee della Garfagnana e della Luni­giana allo studio degli enti locali. Ricer­che sono in corso anche all’Istituto nazio­nale di geofisica e vulcanologia.

Pier Francesco Biagi è docente di Fisi­ca all’Università di Bari. Studia il radon e i disturbi sui segnali radio. «I sistemi per prevedere un terremoto già esistono — dice —, è che mancano i soldi per perfe­zionarli. A differenza dei miei colleghi so­no convinto che non è impossibile preve­dere un sisma, ci riusciremo. Fu proprio Boschi, oggi nemico dei precursori, a fa­re la previsione del 1985». E spiega: «Nel 2005 abbiamo presentato un progetto al­la Regione per l’installazione di 25 cen­traline per il rilevamento di radon e sta­zioni radio a bassa frequenza (alcune an­che nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate».

All’università di Pisa si studia invece il radon nelle acque sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana. Il team di Giorgio Curzio, docente di Misure nucle­ari, ha elaborato uno studio di fattibilità per il monitoraggio del radon: stazioni prototipo che ogni sei ore dovrebbero trasmettere al dipartimento e alla Prote­zione civile i livelli.

Tra i ricercatori che studiano il radon c’è anche Calvino Gasparini, dell’Istituto nazionale di geofisica. Nel 1985 fu uno degli esperti a formulare la previsione della Garfagnana. Oggi è direttore del Museo geofisico di Rocca di Papa dove da quattro anni una centralina misura il radon. «Sappiamo che questo gas è un precursore dello stress sismico, ma per ora non ci dice il 'dove' e il 'quando' av­verrà un terremoto». Più attendibile l’analisi storico-statistica: «Sulla base della quale scattò l’allerta del 1985. Nel caso di Giuliani non esistevano parame­tri consolidati, ma un censimento a se­taccio grande degli edifici più vecchi e una maggiore informazione, forse...».

Nel 1985 la «scossa pericolosa» non ar­rivò. E l’ex ministro Zamberletti finì sot­to inchiesta per procurato allarme. Forse per questo da allora ha sempre chiamato i centomila sfollati «un test». E oggi riba­disce: «I terremoti non sono prevedibi­li ». Ma poi spiega: «Allora il radon non c’entrava, lì ci trovavamo davanti a dati statistici particolari. Davanti a una previ­sione della comunità scientifica come quella di 24 anni fa, proprio Boschi e Bar­beri mi avvertirono del rischio, farei la stessa cosa: ordinerei lo stato d’allerta».




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In duemila chiedono di non costruire il Ponte di Messina
Facebook, in aiuti il montepremi del Superenalotto. Nasce la linea telefonica per gli abruzzesi all'estero
Sul social network più diffuso nel mondo si susseguono i gruppi in favore delle popolazioni colpite dal sisma. In 335 mila chiedono di donare i 41 milioni di euro della prossima estrazione della lotteria a chi ne ha bisogno. Attivato un numero per chiedere informazioni su vittime e ferite. L'università abruzzese crea un blog sul web per tenersi in contatto

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3191888926
08 aprile, ore 14:52



Immagine
Milano, 8 apr. (Adnkronos)- Annullare il montempremi del Superenalotto, pari quasi a quaranta milioni di euro, per devolverlo agli abitanti dell'Abruzzo colpiti dal terremoto di due giorni fa. Sono oltre 335 mila le persone che si sono iscritte al gruppo che su Facebook, il social network più diffuso nel mondo, chiede che il montepremi della prossima estrazione della lotteria più famosa in Italia sia indirizzato alla ricostruzione della regione colpita dal sisma.

Il gruppo, che ha come simbolo una bandiera italiana listata a lutto, chiede a tutti gli iscritti a Facebook che in Italia superano i cinque milioni, di scrivere sulla propria 'bacheca': ''Vediamo se Facebook funziona veramente e se le buone idee arrivano ai pezzi grossi, annulliamo il montepremi Superenalotto di oltre 41 milioni di euro e doniamolo a chi ne ha bisogno''.

Annullare il Superenalotto non è l'unica proposta dei frequentatori di Facebook. Quasi 130 mila persone chiedono infatti di fermare i reality show in televisione assegnando i soldi destinati ai premi per i vincitori alle vittime del terremoto.

Non è finita. In duemila chiedono di non costruire il Ponte di Messina mentre alcune centinaia di persone invitano il governo ad unificare le elezioni di giugno con un 'election day' utilizzando i soldi risparmiati per la ricostruzione dell'Abruzzo.

Nessuna proposta ma una candela votiva come simbolo per il gruppo che invita "a rivolgere un pensiero alle vittime del terremoto", gruppo che conta oltre trecentomila iscritti.




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Terremoti, adesso si possono prevedere
Il sisma cinese segnalato dalla Nasa con due settimane di anticipo
http://notizie.virgilio.it/tecnologia/terremoti_prevenzione.html,page=2.html
12/06/08



”Per ora stiamo monitorando i disastri”, dice Stuart Eves, un ricercatore della Surrey Satellite Technology Limited, la compagnia che propone la creazione della rete satellitare di screening. L’idea dei satelliti orbitanti che captano segnali di allarme nell’etere potrebbe essere perfezionata nel giro di due anni e servire ad osservare attentamente fenomeni naturali distinti e aiutare a comprovare teorie complesse come quella del Big One.

“Per intendersi, tutti i fenomeni che si sviluppano nelle profondità terrestri”, ha spiegato il ricercatore della Nasa Friedmann Freund, un ricercatore del Centro Nasa di Ames, tra i fautori della teoria su cui è basato il progetto. Sismologi e ricercatori intanto si dividono. Le critiche e i fallimenti dei passati sistemi di rilevamento sismico non spaventano i ricercatori. Freund ha già investito un milione di dollari di tasca propria per instradare il progetto pilota. Altri partner aspettano con ansia sviluppi che confermino le prime indicazioni della loro teoria, che saranno disponibili entro la prossima estate, basati su una memoria estratta e rielaborata da Dimitar Ouzounov, un altro ricercatore interessato al progetto.

Il 2 maggio scorso Ouzounov stava guardando alcune sorgenti di raggi infrarossi e ha individuato un particolare che lo ha incuriosito nella zona del Sichuan. Ouzounov ha inviato ai colleghi un rapporto nel quale ha riportato l’anomalia. Il 12 maggio un terremoto di magnitudo violentissima, pari quasi all'ottavo grado della Scala Richter ha distrutto la provincia cinnese. Ouzounov e i suoi colleghi stanno preparando un elaborato scientifico dettagliato, che dovrebbe essere il primo passo per predire più efficacemente i fenomeni sismici.




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Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")
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Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?
http://www.byteliberi.com/2009/04/indovinate-da-chi-e-stato-costruito-il.html


Immagine
Impregilo! Si, sempre lei.
La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (Leggi la notizia)
La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta. (Link)

Chi diavolo è questa società dell'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

Rabbia. Rabbia. Rabbia.

PS: Se per qualcuno la prima fonte non fosse sufficiente segnalo che basta andare sul sito dell'Impregilo e ricercare "Ospedale" per leggere:

In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio.

Oppure ricercare direttamente "San Salvatore" per leggere:

Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare:

Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Perù), Ospedale St. David’s (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L’Aquila) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano)




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Gli animali sono fondamentali nell'individuare corpi attraverso l'olfatto abbaiano e scodinzolano guidando i soccorritori sui punti giusti in cui scavare
Il fiuto dei cani tra le macerie: così Gabri sta salvando molte vite

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila/soccorsi-cani/soccorsi-cani.html
PAOLO G. BRERA, 8 aprile 2009



Immagine
L'AQUILA - "Cerca!". Gabri sale sul monte di calcinacci che una volta era un palazzo di quattro piani, fa un largo giro tendendo le narici al vento e alla polvere, ne fa un altro più stretto, poi si concentra su un'area di pochi metri quadrati esattamente identica alle altre. Una distesa di ciottoli di mattone e cemento, pezzi di legno che fino a domenica devono essere stati mobili, stracci e brandelli di vestiti e tappeti. È lì che Guglielmina ha capito: Gabri, il suo cane da soccorso, ha trovato qualcuno.

Gabri, un pastore tedesco di otto anni delle unità cinofile degli alpini, è stato il primo ad annusare una presenza umana in quel che resta del palazzo di via Venti Settembre all'Aquila devastato dal terremoto, in cui è in corso un disperato tentativo di salvataggio di una bambina. Hanno già trovato due corpi, ieri, manca all'appello quella bimba e nessuno sa se sia ancora viva. "Il cane ha dato una segnalazione debole", spiega Guglielmina Calvi, "perché lo spessore di calcinacci è molto profondo".

Sono un centinaio le unità cinofile al lavoro all'Aquila. Un aiuto indispensabile per trovare i dispersi e localizzare i corpi prima che sia troppo tardi. "Noi abbiamo 1300 cani da soccorso in Italia - racconta il vice presidente dell'Ucis, Unità cinofile italiane soccorso della Protezione civile, Raffaello Colombo - di cui 75 specializzati in macerie. In questo momento ne abbiamo qui 44, e domani ne arriveranno altre 20 per dare il cambio". È grazie al loro lavoro se Marta Valente e gli altri sopravvissuti salvati in questi giorni sono riusciti a uscire dallo scafandro di calcinacci che li intrappolava.

"I cani - spiega Colombo - non distinguono facilmente tra vivi e morti. Sono addestrati per cercare l'odore di una persona sotto le macerie, e quando la identificano lo dimostrano al loro addestratore. Scodinzolano, sono eccitati". Ma il loro lavoro non si limita a verificare la presenza di qualcuno, devono anche identificare esattamente il luogo in cui si trovi permettendo ai soccorritori di scavare - a mani nude, aiutandosi solo con mazze e motoseghe - arrivando nel minor tempo possibile a liberare la persona sepolta.

"Nei soccorsi si comincia proprio con il lavoro dei cani. Si effettua cioè la 'bonifica', lasciando che i cani salgano sulle macerie dando priorità alle zone in cui siano segnalati dispersi. Se il cane annusa una presenza lo dimostra chiaramente, cerca di 'marcare' esattamente il luogo abbiando con tanto più vigore quanto più sia certo di averlo identificato. A quel punto i soccorritori salgono e chiamano per nome la persona che si ritiene dispersa, cercando di ascoltare il minimo lamento di risposta. Se non lo sentono vanno avanti a scavare, asportando una nuova porzione di calcinacci. Poi si chiama un altro cane, per verificare la segnalazione precedente e per controllare che i sifoni di odore che salgono dalle macerie non si siano spostati rimuovendo i detriti. Lastroni di pietra o di legno, per esempio, possono falsare di parecchi metri la segnalazione di provenienza di un odore".

Ci sono cani di tutte le razze e tanti meticci tra gli animali che lavorano nei palazzi sventrati dell'Aquila e dei paesini in provincia. "L'importante è che siano robusti e ben addestrati", spiega Colombo. Tra le razze più utilizzate c'è quella dei border collier come Manù, che ha cinque anni e alla sua prima esperienza ha già identificato una persona in una palazzina sfondata a metà, dove tetto e solaio sono precipitati per due piani travolgendo e sommergendo, e dove monconi di muri e di travi minacciavano chiunque si avvicinasse. Manù era con la sua addestratrice Erika Bonzanni, 30 anni, architetto di Bergamo. "Siamo passate dal seminterrato, l'unico accesso possibile. C'era una nuvola di polvere e non si vedeva nulla, e le condizioni statiche di quello che restava in piedi dell'immobile erano terribili. C'erano continue scosse di assestamento, e ogni volta eravamo costretti a scappare fuori mentre precipitavano altri calcinacci. Manù ha subito annusato una presenza, poi ha abbaiato forte in un punto preciso". Una segnalazione chiarissima, ma il finale è amaro: le condizioni dell'immobile erano così precarie che ci sono volute sei ore per trovare il corpo di Alice, una studentessa di 24 anni che purtroppo non ce l'ha fatta. "Era ancora sdraiata sul letto, che nel crollo era finito quasi in piedi. Povera ragazza... abitava a Bergamo come me".



La ragazza, una studentessa di 24 anni, salvata dal soccorso alpino. Era sul suo letto. Una trave l'ha protetta dopo il crollo. Ancora 34 dispersi
Marta, viva sotto le macerie: è stata estratta dopo 23 ore

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nord-roma-1/marta-salva/marta-salva.html
(7 aprile 2009)



Immagine
L'AQUILA - Nelle orecchie il rumore della casa che si sbriciola. In bocca il sapore della polvere e dei calcinacci. Dentro, la paura di non farcela. Eppoi le voci dei soccorritori, la speranza che cresce. E quelle mani che la tirano fuori dalle macerie. I capelli neri sciolti sulle spalle, le lacrime agli occhi, la mano a stringere un pezzo di coperta. E l'applauso dei soccorritori dopo un silenzio lungo un giorno. Marta Valente ce l'ha fatta: 23 ore dopo la scossa che ha sbriciolato la sua casa nel centro storico dell'Aquila, è uscita viva da quell'inferno di pietre, tubi, calcinacci e vetri.

L'hanno tirata fuori gli speleologici del soccorso alpino, dopo 5 ore di lavoro su quello che resta della palazzina di quattro piani in via Sant'Andre. Un salvataggio non facile. "C'erano travi pericolanti molto vicine. E poi dovevamo fare attenzione a non provocare crolli, mentre tentavamo di liberarle le gambe" raccontano i soccorritori che l'hanno trovata stesa sul letto. "Protetta" da una trave di cemento armato che si è staccata dal soffitto e che ha che venisse travolta dalle macerie.

Studentessa di 24 anni della provincia di Teramo, Marta deva anche ringraziare Matteo, un ragazzo estratto dalle macerie dello stesso edificio alcune ore prima di lei. Appena uscito ha segnalato ai soccorritori che lei era incastrata là sotto e ha indicato il punto dove più o meno si trovava. Ed è allora che è scattata la gara contro il tempo. Pezzo dopo pezzo, calcinaccio dopo calcinaccio. Fino ai momenti decisivi. Per tirarla fuori i soccorritori hanno smontato parte del letto in modo da abbassarlo e far così scivolare fuori le gambe. Poi l'applauso liberatorio. E l'incubo che finisce. Mentre le ricerche dei 34 dispersi continuano.




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14.11: Diretta dal terremoto. La gente si dispera e Berlusconi dice: "Prendetela come un week end di campeggio"
http://www.agoravox.it/14-11-Diretta-dal-terremoto-La.html
mercoledì 8 aprile



Immagine
Sull’altopiano delle Rocche la situazione è più tranquilla anche se Rocca di Cambio è caduta dopo la scossa delle 19.42 di ieri sera – magnitudo 5.3 -. A Ovindoli, confinante con Rocca di Mezzo, è stato allestito un campo d’accoglienza per gli sfollati.

La statale che collega la Piana del Fucino – Celano, Avezzano - con L’Aquila è chiusa. Se dovessero richiudere l’autostrada non ci sarebbero altre vie d’accesso.

Nel frattempo Berlusconi ha dichiarato stamane alla televione tedesca N-TV che: “Hanno tutte le attenzioni del caso, cure mediche, pasti caldi. Lo dovrebbero prendere come un week end di campeggio”. (Non sono le dichiarazioni di ieri sull’andare a mare, è un’altra; ndr).

Mentre il bilancio sale a 260 morti, 28.000 senza tetto il Primo Ministro italiano non risparmia battute. La notizia battuta dalla Reuteurs è apparsa già sui quotidiani tedeschi, inglesi e spagnoli segue la pessima battuta di ieri in cui invitava gli sfollati ad: “andare al mare”.

Un week end di campeggio è questo lo scenario (set?) che è nella mente del Presidente del Consiglio?

Così mentre il TG1 annuncia che la situazione è sotto controllo tocca apprendere dal Telegraph che la popolazione si lamenta per la mancanza di tende: “Vergogna, la Rai dice che è tutto sotto controllo ma noi non possiamo neanche accedere alle tende”.

Ogni volta che il Presidente del Consiglio scende in Abruzzo blocca 400 uomini tra scorta e parata. Il suo presenzialismo è ingombrante, ogni sua discesa comporta una dispersione di forze e forse sarebbe meglio che restasse a gestire l’emergenza dall’unità di crisi romana.

Molti punti dove si scavava non sono più in sicurezza dopo la scossa di ieri sera delle 19.42. Alcuni tecnici, in via ufficiosa, hanno detto che la scossa di ieri non sarebbero state di assestamento, prendiamo questa notizia con le dovute precauzioni per evitare allarmismi.

Sciacallaggio: “arrivano sciacalli da tutt’Italia”. La notizia battuta dall’ANSA non trova riscontro nelle parole delle forze dell’ordine che pattugliano la zona e hanno trovato solo alcuni delinquenti locali e affermano che il rischio è legato sopratutto ai centri piccoli. Sia a Fossa che ad Onna gli abitanti hanno iniziato ad insultare ed attaccare i giornalisti che cercano “l’immagine bella”, il “grido di dolore”. Le telecamere, ad Onna, sono tenute da un cordone di Forze dell’Ordine che le separa dal prato dove sono disposte le bare. La popolazione è stanca di questa continua ricerca dello scoop.

Da Roma sono arrivati i Vigili Urbani per gestire il traffico di mezzi di soccorso, mischiato alle persone che cercano di lasciare in tutti i modi l’Aquila.




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Messaggi: 983
Località: Cuneo
Sta impregilo... non la conoscevo! Che rabbia... ma chi è il presidente dell'impregilo?




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13/09/2009


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Appello al governo, i 460 milioni del referendum vadano ai terremotati
http://www.unita.it/news/83769/appello_al_governo_i_milioni_del_referendum_vadano_ai_terremotati
07 aprile 2009



FIRMA L'APPELLO

A fronte delle vostre adesioni, che crescono di ora in ora, l'Unità ha deciso di attivare la finestra "Petizioni", dove potrete continuare ad aderire all'appello per il terremoto che abbiamo lanciato due giorni fa. "Petizioni" è uno spazio che vogliamo condividere con voi, un luogo dove lanciare i vostri appelli e sensibilizzare noi e gli altri lettori sui temi che riguardano il nostro paese, i diritti dei lavoratori e la solidarietà.

Intanto, il tam tam sul nostro appello sta crescendo sempre di più. La domanda è semplice e le risposte date finora dalla politica appaiono, in queste ore, sempre più insensate. Perché devono andare sprecati quei 460 milioni di euro per organizzare il voto dei referendum, quando potrebbero essere accorpati con le elezioni europee. Quella cifra potrebbe essere impiegata immediatamente per ricostruire le case degli abruzzesi, le decine di scuole indispensabili per far riprendere l'anno scolastico ai bambini de L'Aquila, rimettere a posto le strade, ristrutturare e rimettere in funzione l'ospedale danneggiato dal terremoto.

Per il sisma abruzzese il governo ha stanziato 30 milioni di euro. Altri fondi si attendono dall'Unione europea, ma chissà quando arriveranno e chissà quanti saranno. Appaiono misure insufficienti paragonate ai 460 milioni preventivati per il referendum che, inoltre, invece sarebbero immediatamente disponibili.

L'Unità rilancia con forza questo appello e in queste ore non siamo gli unici. «Accorpare elezioni e referendum e destinare le somme risparmiate agli italiani colpiti dal terremoto in Abruzzo» dice anche Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia, al governo.

Margherita Mastromauro, esponente de Pd barese e imprenditrice, ha già scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo che «i 400 milioni già stanziati per il referendum sulla legge elettorale abbiano un uso utile e alternativo, e siano destinati all'emergenza terremoto». Ricordano la richiesta dei promotori del referendum di abbinare la consultazione alle europee del 6 e 7 giugno, la parlamentare chiede a Napolitano «che attraverso di lei questo paese dimostri la responsabilità di cui molte volte ha dimostrato di essere capace. Che operi uno scatto di lealtà, di solidarietà, di correttezza».

«Quei 400 milioni di euro che, così come destinati, rappresenterebbero un colpevole spreco, indirizzati all'Abruzzo, invece, ci farebbero sentire tutti più vicini e in qualche modo utili ai nostri connazionali colpiti dal terremoto», afferma la parlamentare, per la quale «non sarebbe una vittoria politica, ma un gesto in nome dell'unità nazionale. È un appello al buon senso quello che faccio, signor presidente. Non abbiamo molto tempo. Confido nella sua attenzione e nella sua sensibilità».

Anche il comitato promotore dei referendum di Giovanni Guzzetta e Mario Segni chiede l'accorpamento degli appuntamenti elettorali.

Insomma, in queste ore nessuno ha voglia dei tatticismi politici di fronte alle immagini e alle storie drammatiche che arrivano dall'Abruzzo. Quello che si chiede allo Stato è una risposta concreta. Quei 460 milioni possono essere un primo, importante, passo.

LE PRIME 10.000 FIRME




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