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Messaggio da leggereInviato: mer 30 lug 2008, 15:34 
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Località: La Spezia
Certo che Barbareschi ha proprio una faccia da c**o! Ma come si fa a dire che intrnet non fornisce una conoscienza approfondita perchè la gente tende a saltare da una parte all'altra? E poi che differenza ci sarebbe con la televisione? Anzi, a maggior ragione l'interattività stimola la partecipazione attiva e, in qualche modo, il senso critico. La TV inebetisce, monopolizza, aizza la gente, crea miti fasulli e distrugge certezze.

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"La scienza non è altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità"
Nikola Tesla

"La Chiesa dice che la Terra è piatta, ma io so che è rotonda perchè ho visto l'ombra sulla Luna, e ho più fiducia in un'ombra che nella Chiesa"
Ferdinando Magellano


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Messaggio da leggereInviato: gio 31 lug 2008, 20:53 
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TG4: Fede, Romani e le intercettazioni (deliri e falsità)

Nuova puntata del teatrino comico chiamato TG4

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: lun 4 ago 2008, 19:09 
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Guerra tra Mediaset e Youtube

Ecco i veri motivi della crociata di Mediaset contro la libertà di informazione su YouTube

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Messaggio da leggereInviato: mar 5 ago 2008, 10:31 
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Questo è davvero troppo :angry:

E se vi dicessi che dove abito io c'è uno dei gruppi massonici + forti d'Italia?
Il Monte dei Paschi di Siena,la banca della città,è stata la banca che iniziò a dare soldi a Berlusconi padre e figlio(Silvio)x fare in modo che quest'ultimo iniziasse la sua carriera ed avanzasse nell'ambito delle comunicazioni di massa e della politica.

Mi duole dare una notizia a me cara ma lo sport è 1 dei mezzi che stà trasformando la banca + antica d'Italia in una delle + forti nel territorio italiano....oggi è 3a,a furia di comprare altre banche ed inglobare quelle + piccole.....cosa c'incastra lo sport?pura notorietà.....sponsorizza club ad alti livelli:
Siena Calcio(serie A)
Siena Basket(la mia passione sportiva.....serie A1)
Viadana(Mantova)Rugby(Super 10)
Nazionale Italiana Ping Pong(sembra una *** ma non è così,soprattutto dopo aver fatto un incontro con la nazionale cinese al Forum d'Assago)
Grosseto Baseball(IBL,serie A)

Ma non si fermano quì.....stanno cercando anche una squadra,maschile o femminile,di pallavolo dei massimi....oltretutto sponsorizzano tuuuuuuuuuuuuuuutti gli eventi sportivi della zona di Siena(tipo l'Eroica,una manifestazione ciclistica tra asfalto e sterrato)e la maggior parte delle piccole squadre sempre di basket o di altri sport....sponsorizzano anche eventi della Toscana ed anche cose a livello nazionale.

In pratica quà da me controllano praticamente tutto e danno da lavorare a molte persone.

Non sò se c'avete fatto caso,ma il MPS è presente anche nei Master in Comunicazione create proprio da Mediaset x creare nuovi prospetti nell'ambito finanziario-economico.

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Messaggio da leggereInviato: ven 8 ago 2008, 14:32 
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"Foreign Correspondent" - ABC - Australia

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Messaggio da leggereInviato: lun 11 ago 2008, 12:00 
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Vergognoso Fede su Roberto Saviano

Incommentabile uscita del vergognoso Emilio Fido dal suo vergognoso tg abusivo contro il giornalista Roberto Saviano, autore del libro inchiesta "Gomorra" sulla camorra, il quale vive sotto scorta dall'uscita del libro a causa delle minacce rivoltegli dai clan camorristici

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Messaggio da leggereInviato: lun 18 ago 2008, 21:42 
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Siamo in un mondo di disinformazione

Dario Fo: cronaca nera e morti bianche. "Napolitano dovrebbe parlare tutti i giorni delle morti sul lavoro"

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Messaggio da leggereInviato: sab 11 ott 2008, 22:36 
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Governo berlusconi contro Youtube blog e web censura

Riappare il progetto di legge Veltri che limità la possibilità di informarsi

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Messaggio da leggereInviato: dom 12 ott 2008, 21:17 
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Free Blogger

Beppe Grillo - 12 Novembre 2008


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Obama ha vinto anche grazie alla Rete. Ha raccolto fondi on line per un miliardo di dollari per la sua campagna elettorale. "A campaign powered by people, not the special interests". Una campagna finanziata dalle persone, non dagli interessi di parte.
L'Obama de noantri, al secolo Topo Gigio Veltroni, dopo aver fracassato le palle a tutti gli italiani sulla somiglianza tra lui e Obama (un insulto peggiore dell'abbronzatura dello psiconano) vuole dare una mano alla Rete. Tutti i blogger si stanno toccando.
Topo Gigio è peggio di uno spyware, di un malware, è un virus insidiosissimo che trasforma tutto ciò che tocca in una Walterloo. Il suo incaricato del Pdmenoelle, in arte Franco "Ricardo" Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera, con alcuni ritocchi degni di Pol Pot, la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.

In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.

Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni.
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER":

Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con:
- Oggetto: il tuo nome
- Testo: l'indirizzo del tuo blog
- Allegato: la tua foto (con un cartello "Free Blogger")

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

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Messaggio da leggereInviato: lun 13 ott 2008, 15:46 
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Il Governo vara la Internet Tax

Punto informatico - Paolo De Andreis - venerdì 19 ottobre 2007


Roma - Questa minaccia era proprio sfuggita agli occhi di Punto Informatico e, purtroppo, anche a quelli di molti altri. Ma non è sfuggita a Valentino Spataro, curatore di Civile.it, che in un editoriale appena pubblicato avverte tutti del siluro sparato dal Governo contro la rete in pieno agosto e approvato formalmente dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 ottobre.

La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé burocrazia e procedure.

Il testo parte bene, spiega che "La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati".
Bene, anche perché esplicita che si parla di editoria e non, ad esempio, di pubblicazioni spurie prive di intenti editoriali, come può esserlo un sito personale. Il problema, come osserva Spataro, è che poi il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale.

Una definizione che chi legge Punto Informatico da almeno qualche anno sa essere già oggi molto spinosa e che, con questo disegno governativo, assume nuovi inquietanti connotati:

"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (art 2, comma 1).

Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale:

"Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico".

Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell'articolo 2, il terzo comma, che recita:

La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano "diffusi unitamente al prodotto editoriale principale".

Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l'intero articolo 5:

"Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".

Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai "prodotti" non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca pubblicità di sorta sulle proprie pubblicazioni.

Qualcuno potrebbe pensare che il solleone ad agosto abbia giocato brutti scherzi. In realtà all'articolo 7 viene raccontato il motivo del provvedimento. Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l'iscrizione al ROC serve "anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa".

Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio nuovo provvedimento sia la necessità di tutelare dalla diffamazione. Come se fino ad oggi chiunque avesse avuto mano libera nel diffamare chiunque altro. Il che non è, tanto che più volte siti non professionali e altre pubblicazioni online, anche del tutto personali come dei blog, e anche senza alcuna finalità di lucro, si sono ritrovati coinvolti in un processo per diffamazione.

"Potessero, - conclude Spataro - chiederebbero la carta d'identità a chiunque parla in pubblico. Su internet il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l'apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l'internet Italiana".

Vista l'enormità di quanto sta producendo questo Governo, visto anche l'impegno profuso da Punto Informatico e da decine di migliaia di utenti negli anni scorsi per cercare di tenere lontani dalla rete i tentacoli del controllo editoriale tradizionale, mi sembra doveroso lasciar qui alcune righe.

Ci troviamo dinanzi ad un provvedimento che non andrà lontano. I suoi scopi sono altri, i primi articoli del testo sono scritti malissimo: verranno riscritti, è facile prevederlo, forse persino prima che il New York Times titoli qualcosa tipo "Italia nel Medioevo" come fece quando fu approvata la legge sulle staminali.

La dimensione macroscopica dell'errore del Governo è tale, e capace di nuocere alla rimanente parte del disegno di legge, che con un colpo di bianchetto verrà consegnato all'oblìo nel più rigoroso silenzio mediatico. Presto non ne sentiremo più parlare. È già successo, si può aver fiducia che accada di nuovo.
Il punto è, evidentemente, un altro.

Sopravvivere al numero di oggi di Punto Informatico non è facile, richiede quella stessa capacità di controllo di quando si versano le imposte nelle mani della casta perché ci faccia ciò che crede: c'è Marco Calamari che fa il punto su come le diverse leggi sulla pedopornografia negli ultimi 8-10 anni abbiano provocato una compressione delle libertà individuali, c'è Valentino Spataro che spiega a tutti come sia capitato che il Governo abbia imposto una tassa (e una serie di procedure) in capo a qualunque pubblicazione online di qualsiasi genere anche senza finalità di lucro, e c'è Francesco Rutelli che fa sapere, vivaddio, di non poterne più, lui, di Italia.it.

Come dicevo, sopravvivere è difficile. In un solo giorno vengono condensati i risultati di fallimenti plateali e costosi, sia in termini economici che di libertà individuali, nati dalla ostinata ignoranza di chi alberga nella stanza dei bottoni, ignoranza almeno riguardo alle cose della rete, volendoci limitare a quelle.

Quando andavo a scuola e sbagliavo una frase importante in una versione di greco, il mio insegnante non mancava mai di metterci sotto due righe a penna con due o persino tre "x rosse", e di conseguenza abbassava in modo sostanziale il voto finale che assegnava alla mia traduzione. Non contento, le correzioni si eseguivano sempre tutti insieme pubblicamente, ognuno cosciente e informato degli errori degli altri.

Nel caso del Governo, una penna rossa riscriverà quegli articoli ma nessun brutto voto verrà emesso. Chi è riuscito a scrivere quegli obbrobri non dovrà ammettere il proprio errore, né sarà chiamato a risponderne. Il Consiglio dei ministri che ha letto e approvato quel testo non verrà certo messo in croce per l'irresponsabilità dimostrata e l'allarme inutilmente causato. Nessuno dirà nulla a quegli esponenti governativi che parlano di riforma eccellente.

Così vanno le cose in Italia. L'unica speranza è che noi si possa continuare a raccontarle. Passi l'essere italiani, ma non ci ridurremo certo ad agire come omertosi pattalorrinchiti.

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Messaggio da leggereInviato: mer 15 ott 2008, 19:54 
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Iscritto il: mer 19 nov 2008, 21:34
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Difficilmente mi sento di far parte di un movimento di pensiero,sia esso di ambito sportivo(vabbè,quì ci stà :lol: ma non eccedo)o politico,ma se c'è una cosa che chiunque deve evitare di fare al sottoscritto è LIMITARE LA MIA LIBERTA',siano anch'essi x cause "buone" come le manifestazioni pro/contro qualcosa.

Se limitano la mia libertà IO ESPLODO tanto quanto basta x limitare la loro.
Ne ho le palle piene di questo abuso di potere.
Recentemente ho guardato I LOVE ROCK 'N' ROLL su AllMusic dove Emo,1 dei 2 cantanti dei Linea77,è andato al concerto dei Metallica svoltosi a Berlino all'O2 WORLD.....alla domanda "Conoscete la situazione politica italiana?che cosa ne pensate?" la risposta di Kirk Hammett è stata "Voi avete quel certo....Berlusconi....bè,è inconcepibile che un politico come il vostro 1° ministro sia padrone di una casa editrice,di varie riviste e che abbia delle televisioni....è SPAVENTOSO...davvero speventoso.....non ho idea di come riuscite voi a vivere una cosa simile.....un politico con potere di controllo nei mass-media...nemmeno da noi una cosa simile è in atto così tanti anni!"

SPAVENTOSO....già.

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Messaggio da leggereInviato: sab 18 ott 2008, 17:26 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Censura su Youtube

Ecco alcuni video censurati su youtube.
Abbiamo scoperto la censura, le prove ci sono.

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Messaggio da leggereInviato: ven 24 ott 2008, 19:43 
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Dall'ammazzablogger alla fottiblogger

Beppe Grillo - 21 Novembre 2008


L'Italia sta fallendo. Le famiglie arrivano alla terza settimana del mese prima. Due milioni di nuovi disoccupati entro un anno. E le nostre Marie Antoniette, prima Levi (PDmenoelle), ora Cassinelli (PDL) non hanno niente di meglio da fare che lavorare notte e giorno, PAGATI DA NOI, per mettere il bavaglio alla Rete.
Appena Levi ha "dichiarato" di aver ritirato la sua proposta ammazzablogger, ecco che s'avanza Cassinelli con una nuova legge fottiblogger. La differenza è sostanziale. Se Levi ammazzava i blogger, Cassinelli prima li fotte dicendo che li salva e poi li ammazza come spiega l'articolo di Punto Informatico.
Io veramente non capisco più questi politici. A quale punto di esasperazione popolare vogliono arrivare. Riusciranno a trasformare gli italiani in conigli mannari. Le aziende chiudono, i risparmi di una vita sono bruciati, tre assassinati sul lavoro al giorno. Mentre ciò avviene, questi irresponsabili discutono dell'ammazzablogger, di Villari e della sorveglianza RAI. Bisogna chiuderla la RAI insieme a Mediaset. Sono lezzo, CO2 mischiato a menzogne e a interessi privati.
Questa politica è tenuta in piedi dai media. Senza chiude in un giorno. Per questo si preoccupa della Rete e tiene sotto controllo la televisione. Cassinelli, non rompere i co....ni. La Rete non ha bisogno delle tue leggi. Non ha bisogno di nessuna nuova legge. E' in buona salute e sputtana ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo le porcate del tuo partito, di Forza Italia. Non ci rappresenti, nessuno ti ha eletto.
Invito i blogger a lasciare un commento alla proposta di legge di Cassinelli nel suo blog: robertocassinelli.blogspot.com o (se i vostri commenti non vengono pubblicati) una mail a: cassinelli_r@camera.it
No all'ammazzablogger. Il mandante ha cambiato nome. Da Levi a Cassinelli, ma si legge sempre Veltrusconi.
Loro non molleranno mai, noi neppure.

Informazione comparata 21/11/2008 tra Financial Times e Repubblica.
Titolo d'apertura in prima pagina. FT si occupa del crollo dell'economia, Repubblica (come le altre testate nazionali) si occupa di Villari, e quindi del controllo dell'informazione da parte dei partiti.

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Siti web da registrare, la nuova proposta di legge

Punto informatico - Paolo De Andreis - giovedì 20 novembre 2008


Roma - Difficile credere che si tratti di una coincidenza: a poche ore da quando Ricardo Levi ha annunciato la cancellazione delle sue criticatissime proposte per la registrazione coatta di siti web e blog, ritiro subito applaudito dagli esperti, ecco che si affaccia una nuova proposta di legge, che conferma alcuni obblighi per i siti web ma con alcuni decisivi distinguo rispetto all'orientamento Levi.

A presentarla, questa volta, non è un esponente del Partito Democratico ma Roberto Cassinelli del Partito Popolo delle Libertà e membro della commissione Giustizia della Camera. Cassinelli sia nelle dichiarazioni con cui ha ieri presentato la sua proposta sia nella introduzione alla stessa sottolinea energicamente come si tratti di un testo che vuole correggere la normativa esistente per liberare, scrive, "blog, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali".

In particolare Cassinelli prende di mira la legge 62 del 2001, quella che i lettori di Punto Informatico conoscono benissimo, una legge che quell'anno ha provocato una mobilitazione in rete all'epoca senza precedenti animata proprio da questo giornale: le ragioni di Cassinelli sono quelle che già all'epoca furono proposte da una petizione firmata da più di 53mila utenti Internet. In quella norma, infatti, la definizione di prodotto editoriale è così generica da comprendere qualsiasi cosa, siti e blog compresi. Da qui parte il parlamentare della maggioranza, spiegando come quella legge di fatto estenda obblighi previsti e considerati necessari per la stampa tradizionale anche a realtà elettroniche che con questa nulla hanno a che spartire. A cominciare, è lecito aggiungere, dalla caccia ai ricchi contributi pubblici per i quali quella norma era nata in primo luogo.

Secondo Cassinelli la sua proposta, dunque, limita qualsiasi obbligo ai prodotti editoriali cartacei oppure solo a quelli che definisce giornali online, "ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno". A detta del parlamentare tutto questo "risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli", al punto che definisce la sua proposta una legge salvablog "in piena antitesi con il ddl ammazzablog presentato dall'ex sottosegretario all'editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi". Cassinelli ci va giù molto pesante sull'impianto Levi: "Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee, per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet".

Nonostante le buone intenzioni, però, c'è già in queste ore chi ha individuato nella nuova proposta alcuni rischi per una serie di siti.

La falla più pesante, in particolare, si troverebbe nella nuova definizione di prodotto editoriale "pubblicato nella rete Internet". Perché un sito venga considerato in questo modo, infatti, deve valere una qualsiasi di sette condizioni. Tra queste non c'è solo la sussistenza di una redazione giornalistica o la riproposizione su web dei contenuti di un giornale cartaceo, ma anche quanto previsto dal "punto b" dell'articolo 2 comma 1, un assai più generico "il gestore o gli autori delle pagine ne traggano profitto". Questa definizione, associata al fatto che la proposta legge si applicherebbe a pressoché qualunque sito si focalizzi su "la pubblicazione o la diffusione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica" si può tradurre, dicono gli esperti consultati da Punto Informatico in queste ore, in nuovi obblighi per qualsiasi sito il cui gestore tragga profitto di qualsiasi genere (non solo economico) dalla propria attività.

Peraltro, che l'espressione "traggano profitto" del punto "b" possa non riferirsi per gli autori del sito solo all'aspetto economico ma a qualsiasi genere di profitto anche non economico, ad esempio in termini di visibilità o reputazione professionale, sembra indicarlo anche il successivo punto "f", in cui riferendosi agli autori o gestori dei siti si parla invece esplicitamente di "compensi periodici o salutari per la propria attività di gestione o redazione". Sulla stessa linea anche il successivo "g". Il problema dell'obbligo di registrazione e di dover sottostare alle altre pendenze della legge sulla stampa a cui sono sottoposti i giornali tradizionali, viene sottolineato ora, non sembra dunque affatto risolto. Anzi si confermerebbero gli obblighi della legge sull'editoria per pressoché qualunque sito pubblichi un banner, un annuncio AdSense o, più semplicemente, permetta a chi lo realizza di ottenerne un profitto di qualsiasi genere.

In effetti Cassinelli, che Punto Informatico sta tentando di raggiungere per ulteriori approfondimenti proprio in queste ore, nella presentazione della proposta dichiara che "in questo modo, il numero di siti tenuti ad essere registrati presso il Tribunale si restringe sensibilmente rispetto a quello attuale (ossia quello previsto dalla 62/2001, ndr.) che, se si ottemperasse alle vigenti normative, risulterebbe in pratica pari alla totalità dei siti web". In altre parole nella proposta Cassinelli c'è una fondamentale presa di coscienza del vulnus giuridico causato dalla controversa legge sull'editoria del 2001, c'è l'intenzione di liberare blog e siti web da obblighi che non hanno senso ma non sembra ancora esserci una corretta definizione di prodotto editoriale, con la conseguenza che si lascia aperta la porta ad una conferma degli obblighi di registrazione e degli altri obblighi previsti per la stampa anche per tutta una serie di altri siti.

Di rilevanza, per quanto generico, il comma 2 dell'articolo 2 di questa proposta che afferma, ed è questa la più importante novità rispetto tanto alla legge sull'editoria quanto alla proposta Levi:

"Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell'autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l'aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l'aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale".

Quanto emerge, dunque, è un chiaro tentativo di distinguere come due insiemi separati le attività professionali di informazione da tutte le altre. Il problema, osservano però gli esperti in queste ore, è che questo confine nella realtà delle attività di moltissimi siti è sfumato e quasi impercettibile. Un esperto di cinema, è uno degli esempi che viene fatto, che utilizzasse il suo blog per aggiornare i suoi lettori, esprimendo opinioni e dando informazioni sul cinema, e condisse il tutto con dei banner AdSense, rischierebbe di doversi registrare pur essendo tutto meno che una testata giornalistica, e certo non interessato a recuperare finanziamenti pubblici ma solo a parlare di ciò che lo appassiona con altri utenti della rete.

Come detto, ad ogni modo, quella di Cassinelli è una proposta di legge e come tale potrà essere modificata in corsa eliminando le possibili ambiguità. Nelle prossime ore Punto Informatico conta di poter approfondire la questione con il suo promotore e con altri esperti della materia.


Grillo e Travaglio sulla proposta di legge Levi, detta ammazzablogger


Ci avviciniamo alla censura cinese di Google.

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: lun 3 nov 2008, 23:45 
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Berlusconi: "Regolamentare internet al G8" - Sky, ecco lo spot anti-Premier

"Regolamentare internet". Silvio Berlusconi, ispirato dalla visita al Polo tecnologico di Poste italiane all'Eur di Roma, parla di un sistema per dare delle regole al web. E di una proposta che il governo s'impegna a portare sul tavolo del prossimo G8, presieduto proprio dall'Italia. "Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo", ha annunciato.

Il G8 sede ideale. "A gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20", ha detto. Secondo il premier, per trattare l'argomento world wide web sarà proprio quello il luogo ideale perché "rappresenterà l'80% dell'economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale". Al problema, ha specificato Berlusconi, non possono porre soluzione le Nazioni Unite, che sono "pletoriche".

Regole per la rete. L'iniziativa del premier parte dall'osservazione che "per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune". Nessun altro dettaglio, ma Berlusconi ha spiegato che si tratterà di una proposta fatta con una "prospettiva internazionale, in cui l'Italia possa essere avanguardia".

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Messaggio da leggereInviato: dom 18 gen 2009, 15:14 
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[list][*]RECESSIONE? NO, GRAZIE!
Servizio farsa del tg5 sulla crisi in Italia [10/12/2008][/*:m][*]Riotta: con me al Tg1 l'Italia migliora
Speciale Tg1 - L'ultimo cronista - 6 novembre 2007
Gianni Riotta: "Diceva di sè Enzo Biagi quando ha diretto il Telegiornale: ero l'uomo sbagliato al posto sbagliato. Quando sono venuto a lavorare qui, mi ha detto: mi raccomando, fai come me, non prendere le telefonate dei politici. Io sono durato già all'incirca il doppio di quanto è durato lui al Tg e quindi, evidentemente, in qualche modo l'Italia migliora."
[/*:m][*]Delirio dell'informazione[/*:m][*]Le interviste del blog beppegrillo.it: Francesco Di Stefano[/*:m][/list:u]

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Messaggio da leggereInviato: gio 19 feb 2009, 12:05 
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Iscritto il: mar 17 feb 2009, 19:04
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Vi informo che è stato approvato il disegno di legge proposto dal senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, che, in caso di istigazione a delinquere ed apologia di reato su internet, permette al Ministro dell'Interno di oscurare, tramite imposizione ai provider, interi siti web, tra cui youtube e facebook.

L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.

Spero che la cosa non si attui e non si estenda anche a tutti i siti internet liberi, blog e forum (compreso questo).

http://www.baab.it/leggeuniversale/inde ... 1235037962


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Messaggio da leggereInviato: gio 19 feb 2009, 13:08 
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Quei figliol d'una mangiaghiande....ora vado lì in parlamento e li trito dalle botte :evil

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L'ACQUA CHETA ROVINA I PONTI... OCCHIO A CHI VUOL ERIGERE CASTELLI DI CARTA.


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Messaggio da leggereInviato: dom 22 feb 2009, 15:20 
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Noooooo!!!! :fear2 :evil :evil


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Messaggio da leggereInviato: dom 22 feb 2009, 16:00 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
Messaggi: 699
scusate se ho capito bene, vogliono chiudere i siti che invitano a delinquere, non mi sembra male come idea e per ora noi stiamo anche tranquilli perchè non istighiamo a compiere nessuno reato

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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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Messaggio da leggereInviato: dom 22 feb 2009, 16:08 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 15:55
Messaggi: 269
Località: Atlantide
Si ma da quello che ho capito non vogliono togliere solo quei tipi di video da youtube,ma vogliono proprio oscurare il sito!!Sono d'accordo nel levare di mezzo su youtube i video stupidi,che aiutano i ragazzini a fare ***,ma di oscurare completamente il sito no!Non è giusto!


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