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Messaggio da leggereInviato: lun 22 feb 2010, 20:45 
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Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae
Un decreto del ministro dei beni culturali aggiorna ed estende - come in nessun paese europeo - il cosidetto "equo compenso". Introdotti su tutti i dispositivi dotati di memoria. Piovono soldi sulla società degli autori ed editori, aumenti in arrivo per i prodotti hi-tech
http://www.repubblica.it/tecnologia/201 ... i-1953830/
di ALESSANDRO LONGO, 15 gennaio 2010


Immagine
Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova "tassa", fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata. Cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.

Finora però l'equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. Adesso viene esteso a tutti i prodotti dotati di memoria. Un bel colpo, per Siae: "dall'equo compenso finora ha ricavato circa 70 milioni di euro. Dal 2010 passerà a circa 300 milioni, secondo stime di Confindustria e Assinform", dice Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di copyright e hi-tech. Prevedibile che i produttori vorranno scaricare questa tassa sui consumatori, almeno in parte, come del resto è avvenuto con Cd e Dvd.

Il decreto contiene i dettagli del compenso per ciascun prodotto. In alcuni casi, come i cellulari, c'è una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c'è una quota (in centesimi) per ogni GB. Considerato che ormai è comune trovare 250 GB di hard disk nei pc e che ne sono stati venduti 6,9 milioni nel 2008, solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni euro l'anno. Destinati a salire di molto nei prossimi anni, visto che la quantità di GB degli hard disk cresce nel tempo.

Così Altroconsumo parla di "regalo di Natale in ritardo", dal governo alla Siae. "Anche in altri Paesi europei c'è l'equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti", dice Scorza. "L'assurdo è che in Italia l'industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata. O che c'entrano solo marginalmente". È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su cd; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in dvd. "Impossibile, inoltre, usare l'hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l'equo compenso si applicherà anche a tali prodotti", continua Scorza.

La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è prevista a giorni e subito dopo diventerà effettivo. Con buona pace di chi, come Altroconsumo e l'associazione confindustriale Asstel, si era opposto con tutte le forze al decreto, nelle scorse settimane.



Il regalo di Natale di Babbo Bondi alla SIAE è arrivato dopo la befana, ma purtroppo è arrivato
http://pierani.wordpress.com/2010/01/14 ... -arrivato/
gennaio 14, 2010




Mi devo scusare con i lettori di questo blog, qui avevo detto che il Ministro non aveva ancora firmato il decreto SIAE e così infatti riferivano da via del Collegio Romano.

Le cose non stavano così, il decreto SIAE, che trovate qui è stato firmato in data 30 dicembre, ma il Ministro non ha detto nulla fino ad oggi. Strano, quando si fanno certi regali bisognerebbe andarne orgogliosi.

Ad una primissima analisi direi che hanno tassato tutto! con una sola sforbiciata del 10% sui prezzi rispetto alla prima bozza e non penso proprio che serviranno a qualcosa i Protocolli applicativi e il Tavolo di lavoro tecnico per rimediare al malfatto.

Sul sito del Ministero dicono che

la determinazione interviene a più di sei anni di distanza dal decreto legislativo n. 68/2003, che era stato emanato in attuazione della normativa comunitaria.

Come se in questi anni la SIAE non avesse percepito nulla di equo compenso !!!

Il decreto è stato adottato a conclusione di una lunga e complessa istruttoria che ha visto la partecipazione di tutte le categorie interessate.

Non è vero, il decreto lo ha scritto la SIAE e nella Commissione ad hoc non sedeva neanche un rappresentante dei consumatori. In Francia la commissione permanente sull’equo compenso per copia privata prevede una componente del 30% di consumatori !

Esso individua un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze, altrettanto importanti, degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico.

Suvvia !

Mi rifaccio vivo dopo una valutazione più approfondita.



Caro Assumma: sull’iPod le canzoni le ho già pagate!
http://pierani.wordpress.com/2010/01/15 ... ia-pagate/
gennaio 15, 2010


Leggo sul sito di SIAE questa nota sempre in merito alla questione del c.d equo compenso ampiamente allargato a nuove fattispecie dal Decreto Bondi

Ora, mettendo temporaneamente da parte tutte le altre dicutibilissime affermazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 5, mi soffermerei sul punto 4:

E’ un freno alle nuove tecnologie. No. E’ uno degli auspicati adeguamenti anche al mondo digitale di regole di garanzia a tutela del lavoro. In questo caso del lavoro creativo e dell’ industria dei contenuti. Per di più l’industria tecnologica si è sviluppata in gran parte proprio grazie alla diffusione dei contenuti. Cosa sarebbe un iPod senza canzoni? La straordinaria disponibilità di contenuti in rete, genera valore per migliaia di operatori della connettività; perché creatori, editori, produttori dovrebbero esserne esclusi?

E qui casca l’asino, esempio sbagliato caro Assumma! le canzoni che ogni consumatore scarica legalmente da iTunes le ha pagate alla fonte insieme al diritto di fare un certo numero di copie sulla base della licenza, come spiega bene Altroconsumo, che fa anche una botta di calcoli su quanto peserà il Decreto Bondi sulle tasche degli italiani. In questo preciso caso si ingenera un fenomeno di triplo pagamento:

Ben 100 euro a famiglia in più per accontentare la SIAE
Nel corso di un anno una famiglia media spenderà in più 100 euro grazie al decreto Bondi. Comprando dotazioni tecnologiche o prodotti Hi-Tech, senza saperlo, si vedrà costretto a pagare una quota, nascosta, per l’equo compenso. Per remunerare, cioè, gli autori per il presupposto mancato compenso dovuto alla copie dei contenuti – musicali, audio, video – che i consumatori faranno per uso privato.
Per Altroconsumo è un’aberrazione, perché il consumatore paga anche fino a tre volte una tassa, per fruire di uno stesso contenuto, anche una sola volta. Ed è una misura contraria allo sviluppo della tecnologia e del mercato digitale.

Esempio: scaricando legalmente un brano da iTunes, il consumatore sta già pagando per le copie private. Poi paga l’equo compenso sul pc. Poi quello sull’IPod.

Decisamente un po’ troppo. Anche per un Governo che dichiara di voler fare gli interessi delle famiglie italiane.

Costo annuo dell’equo compenso per una famiglia

Prodotti acquistati - Quota di equo compenso (in euro)
Confezione di 20 CD da 80? 5,87
Confezione di 20 DVD da 4.7 GB 8,20
Una Memory Card da 2 GB 0,10
Due Memory Card da 4 GB 0,40
Una Memory Card da 8 GB 0,24
Una chiavetta USB da 4 GB 0,36
Una chiavetta USB da 8 GB 0,72
Hard Disk esterno da 1000 GB 10,00
iPod Classic 160 GB 16,10
Lettore Mp3 16 MB 9,66
Videoregistratore con hard disk integrato da 250 GB 22,54
Un telefonino multimediale 0,90
Console videogiochi con memoria da 120 GB 6,44
Decoder DGTV con hard disk integrato da 160 GB 16,10
Hard disk esterno multimediale da 640 GB 12,88

Totale: 110,51


Come affermano, tra le altre cose, i Presidenti di Confindustria ANIE (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi, di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri, di Assinform, Paolo Angelucci e di Assotelecomunicazioni-ASSTEL, Stefano Parisi, il Decreto Bondi:

…introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell’apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sui costi sostenuti dagli utilizzatori. E’, a quanto ci risulta, l’unico esempio al mondo di penalizzazione dell’innovazione!!

Ulteriore penalizzazione introdotta dal decreto è la sua estensione a tecnologie (cellulari, PC, decoder, game console) che non hanno come funzionalità principale la duplicazione di contenuti digitali. Il legislatore, nel giustificare tale estensione, si richiama alla situazione europea dove però 23 Paesi su 27 non prevedono alcun compenso sui telefoni cellulari mentre i PC sono tassati in un solo Paese e nessuno tassa le game console.


Mi riservo di approfondire successivamente gli eventuali aspetti di illegittimità del decreto sotto il profilo del diritto amministrativo interno oltre che antitrust/aiuti di stato a livello comunitario, per ora buon weekend.




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