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 Oggetto del messaggio: Chiesa cattolica e pedofilia
Messaggio da leggereInviato: mar 9 mar 2010, 18:58 
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Abusi sui bambini del coro diretto dal fratello del Papa
http://www.in-dies.info/05/03/2010/abus ... -papa/2852
05/03/2010


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Lo scandalo suscitato dai casi di abusi dei preti cattolici in Germania, dopo aver interessato vari istituti e varie città, è giunto ormai anche al coro della cattedrale di Ratisbona.

"Vogliamo indagare in modo trasparente", ha detto il portavoce della diocesi Clemente Neck.

L'ex capo del coro della cattedrale di Ratisbona, Georg Ratzinger (86 anni), fratello del Papa, ha detto però di non essere a conoscenza di casi di abuso verificatesi nel famoso coro di voci bianche.
Georg Ratzinger lo ha precisato alla Radio di Ratisbona.

Il fratello di Benedetto XVI è stato a capo del coro della cattedrale nel periodo 1964-1994.

Nella diocesi di Ratisbona ci sono stati casi di abuso, nel periodo tra il 1958 e il 1973, ha detto il Vescovo di Ratisbona. C'è stato un sospetto concreto nei confronti di due ex pastori senior del coro dei ragazzi. Ma sono due uomini che sono morti nel 1984 e che sono già stati condannati.

Il vescovo Gherard Muller ha comunque garantito che la Chiesa intende fare chiarezza.

Anche il Vaticano, ha detto il vice-direttore della Sala Stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, "prende molto sul serio il problema degli abusi sessuali in Germania".



Germania, preti pedofili: nuove accuse al Vaticano
http://www.in-dies.info/09/03/2010/germ ... icano/2893
09/03/2010


Sono continuate in Germania le accuse contro il Vaticano per i presunti abusi sessuali commessi dai preti sui bambini. Il ministro tedesco della Giustizia, Sabine Leutheusser Schnarrenberger, recentemente ha criticato il Vaticano per aver ostacolato le indagini. "In molte scuole c'è stato un muro di silenzio - ha detto i Ministro - che ha consentito abusi e violenze". Sabine Leutheusser Schnarrenberger a una radio tedesca ha citato una direttiva del 2001 con la quale la Congregazione per la dottrina della fede, allora diretta dal futuro papa Joseph Ratzinger, chiedeva di non divulgare all'esterno le notizie. La direttiva avrebbe permesso di insabbiare gli abusi.

Il ministro Sabine Leutheusser Schnarrenberger ha già sponsorizzato un'associazione per l'assistenza ai bambini vittime degli abusi sessuali ed ha auspicato ''una tavola rotonda'' con i rappresentanti della Chiesa per discutere sui risarcimenti da accordare alle vittime. Tuttavia i reati sono ormai tutti prescritti e molti autori degli abusi sono morti. Ma c'è chi vorrebbe estendere i termini della prescrizione per alcuni reati.

In Germania gli scandali degli abusi sui bambini nelle scuole cattoliche hanno scosso la Chiesa dopo che sono stati rivelati nuovi casi nel coro della cattedrale a Regensburg, nella scuola benedettina a Ettal e in un'altra scuola di cappuccini a Burghausen. Nel mese scorso altri sacerdoti cattolici erano stati accusati di aver abusato sessualmente di oltre 100 bambini nelle scuole gesuite di tutta la Germania. Il fatto aveva indotto l'arcivescovo Robert Zollitsch, capo della conferenza episcopale tedesca, a scusarsi pubblicamente.

La Merkel, dopo l'intervento della Guardiasigilli, si è affrettata a ricordare che la Chiesa cattolica ha già dichiarato di prendere "la questione degli abusi molto seriamente".

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 Oggetto del messaggio: Re: Chiesa cattolica e pedofilia
Messaggio da leggereInviato: gio 8 apr 2010, 9:39 
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Le Iene: un prete molesta sessualmente un minorenne, ripreso con videocamera nascosta e successivamente interrogato

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 Oggetto del messaggio: Re: Chiesa cattolica e pedofilia
Messaggio da leggereInviato: mer 4 ago 2010, 0:47 
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LE VIOLENZE DI UN SACERDOTE DEL WISCONSIN SUI PICCOLI AFFETTI DA SORDITÀ
LA RIVELAZIONE DEL NEW YORK TIMES: "LA PRIORITÀ ERA PROTEGGERE LA CHIESA"

Usa, sacerdote abusò di 200 bambini
"Ratzinger e Bertone occultarono il caso"

Padre Lombardi: "Non fu punito perché malato e non ci furono nuove accuse". L'Avvenire: "La diocesi
si mosse, un giudice archiviò tutto". L'Osservatore: "Tentativo ignobile di colpire il papa"

http://www.repubblica.it/esteri/2010/03 ... t-2883760/
25 marzo 2010



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ROMA - I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Lo scrive il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l'allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo.

ECCO LA DOCUMENTAZIONE DEL NEW YORK TIMES: http://download.repubblica.it/pdf/2010/ ... ticano.pdf

La notizia arriva all'indomani delle dimissioni del vescovo irlandese John Magee, che ha lasciato l'incarico perché travolto da un'inchiesta su presunti casi di pedofilia. E in mattinata, a Roma, due cittadini americani vittime di preti pedofili, insieme ad attivisti dell'associazione statunitense Snap, che raccoglie coloro che denunciano abusi sessuali commessi da sacerdoti, hanno distribuito questa mattina volantini contro Papa Ratzinger proprio al confine tra l'Italia e la Città del Vaticano, cioè al limite tra piazza Pio XII e piazza San Pietro. Sui volantini, la storia del prete del Wisconsin del quale parla oggi il New York Times.

La vicenda in questione riguarda il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1974. Nel 1996, riferisce il quotidiano americano, l'allora cardinale Joseph Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall'arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, mentre solo otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy.

LE FOTO DI PADRE MURPHY: http://www.repubblica.it/esteri/2010/03 ... 2891223/1/

Secondo la documentazione del New York Times gli unici a preoccuparsi di Murphy sono stati i vertici della diocesi americana e la Congregazione per la Dottrina della Fede, mentre le autorità civili avevano archiviato il caso. In particolare la Congregazione della Dottrina della Fede che si occupò del caso solo tra il 1996 e il 1997, ha dato indicazione di procedere nei confronti di padre Murphy malgrado la lontananza temporale dei fatti costituisse un impedimento a norma di diritto canonico.

Bertone, precisa il New York Times, fermò questo processo dopo che lo stesso padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione. "Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda", chiese il sacerdote. Nei documenti, ottenuti dal quotidiano dai legali di cinque uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee, non c'è traccia della risposta di Ratzinger a questa lettera. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche, prima di morire nel 1998.

Diversa in parte la versione fornita da Avvenire: sul sito il quotidiano dei vescovi italiani sostiene però che dopo la prima denuncia ( 15 maggio 1974) di un ex studente della St. John's School per i sordi sugli abusi compiuti su lui e altri ragazzi da padre Lawrence Murphy tra il 1964 e il 1970, un'indagine ci fu. Ma il giudice incaricato archiviò il caso. La diocesi di Milwaukee invece allontanò subito padre Murphy, con un permesso temporaneo per motivi sanitari (fino a novembre 1974) che però divenne definitivo. Nel frattempo però le denunce presso la diocesi di Milwaukee si moltiplicarono e tra il luglio e il dicembre del 1993 padre Murphy venne sottoposto a quattro lunghi interrogatori dai responsabili dell'arcidiocesi assistiti da psicologi esperti di pedofilia.

Il quadro che ne emerse fu quello di un 'pedofilo tipico'. Il trattamento raccomandato fu quello psicologico per maniaci sessuali oltre a un accompagnamento pastorale/spirituale e una restrizione nell'attività ministeriale. Dalla relazione degli interrogatori si evince che ci furono 29 denunce di ragazzi. Dai documenti successivi si ha poi la dimostrazione che l'arcidiocesi di Milwaukee proseguì nelle indagini cercando di appurare la realtà e l'ampiezza dei fatti. Il 17 luglio 1996 il vescovo Rembert Weakland scrisse all'allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, cardinale Joseph Ratzinger, chiedendo lumi sul caso di padre Murphy e su quello - non collegato - di un altro prete, accusato di crimini sessuali e finanziari. Dai successivi documenti non sembrerebbe che la lettera sia mai arrivata sul tavolo del cardinal Ratzinger e dell'allora monsignor Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, con un comunicato citato dal New York Times spiega che elementi determinanti nella decisione di non punire padre Murphy furono la sua salute precaria e l'assenza di nuove accuse nei suoi confronti. Il sacerdote ha certamente abusato di bambini "particolarmente vulnerabili" e violato la legge e si tratta di "un caso tragico", osserva Lombardi, sottolineando però che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che "il diritto canonico non prevede punizioni automatiche".

Anche l'Osservatore Romano replica all'articolo del New York Times, definendolo in un editoriale intitolato "Nessun insabbiamento" un "evidente e ignobile intento di arrivare a colpire a ogni costo Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori". "La tendenza prevalente nei media è di trascurare i fatti e di forzare le interpretazioni al fine di diffondere un'immagine della Chiesa Cattolica quasi fosse l'unica responsabile degli abusi sessuali, immagine che non corrisponde alla realtà", denuncia il quotidiano della Santa Sede.

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 Oggetto del messaggio: Re: Chiesa cattolica e pedofilia
Messaggio da leggereInviato: mer 4 ago 2010, 0:48 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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La pedofilia si perdona, l’aborto no. Parola della Chiesa
http://www.newnotizie.it/2010/04/04/la- ... la-chiesa/
04/04/2010



Monsignor Gianfranco Girotti è il reggente della Penitenzieria Apostolica, l’organo che da secoli, secondo i dettami del Vaticano, “elargisce grazie, assoluzioni, dispense, commutazioni, sanzioni e condonazioni. E, inoltre, esamina e risolve i casi di coscienza che le vengono proposti”.
In questi giorni difficili per la Chiesa di Roma, pesantemente coinvolta in casi di pedofilia spesso coperti dalla curia stessa, la Penitenzieria ha riunito circa 600 sacerdoti per tenere un “corso di aggiornamento” a proposito delle confessioni e delle penitenze; impossibile, quindi, non parlare anche dei recenti casi che stanno minando alle basi la credibilità della Chiesa.
“I peccati sono sempre gli stessi, – ha spiegato monsignor Girotti in un’intervista concessa a “Il Messaggero” – semmai possiamo parlare di nuove forme di peccato. Aspetti che prima non esistevano e che ora fanno parte della coscienza collettiva. [...] Un penitente che si è macchiato di un delitto simile (pedofilia, ndr), se è pentito sinceramente, lo si assolve. E’ chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica“.
Parole illuminanti e assolutamente credibili, se rilette alla luce dei particolari emersi a proposito dell’atteggiamento dei piani alti delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti dei prelati responsabili di abusi e violenze su minori; per Girotti, infatti, non esiste neppure la remota possibilità che un uomo di Chiesa si senta in dovere di denunciare un “collega” pedofilo alle autorità giudiziarie dello Stato.
“Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata”.
Ma se un qualsiasi prelato può assolvere un fedele o un uomo di Chiesa responsabile di violenze su minori indifesi, lo stesso non può fare con una donna che ha abortito, a meno che non riceva “una dispensa speciale” dal vescovo.
“L’aborto viene considerato un peccato riservato, – spiega ancora Girotti – diciamo speciale. Nel caso specifico è chiaro che la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile, e cosa c’è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?”.
Forse, più fragile di un embrione, c’è la vita di un bimbo indifeso, una vita turbata e violentata per sempre dall’agire di uomini che liberano così le loro frustrazioni, ricevendo poi l’assoluzione della Chiesa.
Il pensiero della Chiesa è ormai chiaro: la pedofilia si perdona, l’aborto no. La Repubblica democratica italiana pensa l’opposto, l’aborto è un diritto, entro determinati limiti, della donna; la pedofilia è un abominio contro vite indifese.
Le problematiche che ne conseguono sono enormi, soprattutto per un Paese da sempre succube del pensiero Vaticano; e, per uscirne, servirebbe una lucida riflessione, non certo l’invio contro i magistrati che indagano di ispettori ministeriali che tanto somigliano a pattuglie di una resuscitata Santa Inquisizione.

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