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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: mer 29 dic 2010, 20:24 
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Il centro siamo noi


Il centro al quale tutto attorno ruota è Dio, non "noi"

e prima che qualcuno ripeta a macchinetta frasi come "io sono dio", "ciascuno crea la sua realtà" e simili, dico subito che questi sono solo motti new age


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 13:47 
Dio
E' sicuramente un discorso complicato da fare e forse dovremmo cambiare la discussione su altri post, ma desidero comunicare con te non per convincerti, anzi per arricchire le mie intuizioni con le tue. Le mie sono idee non dogmi, le idee sono mobili e non fisse, si evolvono lasciando che il flusso della crescita personale si adegui. Non desidero annoiarti con i miei trascorsi spirituali, ma desidero dirti che non mi sento Dio, quanto piuttosto una sua parte. Ho abbandonato con riluttanza la confortevole idea del Dio/Padre che ci aiuta, se lo invochiamo. Quella idea era meravigliosamente rassicurante, ma inadeguata ai tempi... direi addirittura anacronistica. Siamo artefici della nostra evoluzione e, in base a ciò che scegliamo di vedere, vediamo realmente delle cose. Io cosa ho visto? Ho visto/sentito/compreso che dobbiamo toglierci le "stampelle" essoteriche che ci hanno sorretto fino ad oggi per guardare in faccia la realtà: siamo soli con noi stessi e delle volte la compagnia non è molto piacevole, perchè nasconde le parti più oscure del nostro intimo.
Fare i conti con se stessi (conosci te stesso) è così difficile che a un certo momento perdi ogni punto di riferimento, ma siccome siamo esseri elastici e adattabili per fortuna, prima o poi riusciamo ad adeguarci allo stato disagevole in cui ci ritroviamo. Il problema sta nel fatto che devi scegliere di stare in questo stato e molti non desiderano complicarsi la vita.
La prospettiva in cui navigo è difficile, ma più in sintonia con la mia forte curiosità di comprendere; mi sento libera, ho rotto le catene che mi legavano ai dictat: Dio è Dio, tu sei solo un essere umano, non puoi paragonarti a lui. Probabilmente considererai blasfemo ciò che sto per dirti, ma io credo che Dio non veda l'ora di vederci tutti più svegli e attenti ai suoi messaggi, anche se questo vuol dire credersi Dio o una sua parte. :P


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 14:14 
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Iscritto il: mar 8 giu 2010, 21:16
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Quella idea era meravigliosamente rassicurante, ma inadeguata ai tempi... direi addirittura anacronistica.


forse è anacronistica, nel senso che oggi è molto più difficile trovare qualcuno che sia legato ad una visione tradizionale delle cose. Ma quella tradizionale non è affatto una concezione sbagliata od inferiore, al contrario è nettamente superiore.

Tu dici che è più facile accogliere l'idea di un Dio Padre, mentre è più coraggiosa la scelta di imporsi come divinità...dici?

Ma cos'è più facile: dire "io sono dio e faccio quello che voglio perchè creo la mia realtà" oppure accettare la volontà divina, qualunque essa sia (fiat voluntas tua)?

Ripeto che secondo me la concezione antica era nettamente superiore...non ci sono paragoni.

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dobbiamo toglierci le "stampelle" essoteriche che ci hanno sorretto fino ad oggi


Una volta venuto meno l'appoggio delle stampelle si cade e si sbatte la faccia contro l'asfalto.
Il punto è che mentre si cade, si pensa: "che bello, non ho più stampelle e sto volando"...


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 15:07 
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Iscritto il: mer 3 feb 2010, 11:56
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Non c'è una contrapposizione tra l'uomo e Dio, perché nella tradizione l'uomo è stato fatto a immagine di Dio perché custodisca il giardino. Cioè l'uomo ha ricevuto in custodia, quindi deve gestire al posto del padrone, oppure come se fosse il padrone egli stesso. In tal modo Dio agisce attraverso l'uomo.
L'uomo compie la volontà di Dio quando egli stesso si fa Dio, altrimenti come potrebbe compierla?

Magari qualcuno sta volando davvero. Ma se non si guarda in alto, non lo si vede.


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 15:33 
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Iscritto il: mar 8 giu 2010, 21:16
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se l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza non è identico.
Poi è logico che ciò che è creato è inferiore e dipende da Chi crea.
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L'uomo compie la volontà di Dio quando egli stesso si fa Dio

Nel cattolicesimo forse si preferirebbe usare espressioni come "avvicinarsi a Dio"
Secondo la dottrina Ortodossa invece c'è proprio "l'unione con Dio" (la theiosis). Il punto è che se uno deve avvicinarsi a Dio, è chiaro che non è Dio...altrimenti perchè mai dovrebbe fare questo "percorso" ? :)


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 16:49 
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Iscritto il: mer 3 feb 2010, 11:56
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L'uomo non è identico a Dio (cioè non coincide), perché la Creazione non è l'esistenza nell'immanifesto quale quella dell'Invisibile Spirito Vergineo. La Creazione cioè non è uguale alla non-Creazione. Questo è ovvio.
E proprio perché c'è Creazione, l'uomo non coincide con Dio.
Ma nella Creazione l'uomo rappresenta ed è Dio, perché tutto è stato fatto per l'uomo.

L'uomo non è inferiore, perché l'uomo e Dio non sono confrontabili sullo stesso piano: l'uomo è nella Creazione mentre Dio in qualche maniera la trascende.
Dire che qualcosa è inferiore o superiore a un'altra significa distinguerle nettamente, dividendole. Ma l'uomo non è diviso da Dio. Egli ne è la rappresentazione nella virtualità della Creazione.
L'amore unisce e l'uomo è unito a Dio dall'amore di Dio (e quindi non ne è mai diviso), ma l'uomo si considera diviso da Dio quando in lui non c'è l'amore che unisce. C'è la scelta come libero arbitrio e c'è l'interiorità umana che ama oppure no. Amare è segno di divinità.

Il cattolicesimo infatti non è cristianesimo. "Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli" (Matteo, 5,48): questo è cristianesimo.
L'uomo ha una doppia natura: fisica e metafisica. La prima è immagine speculare di Dio, la seconda è sostanza di Dio o Luce.
Nel cristianesimo l'uomo, oltre ad essere immagine di Dio, ne è anche una parte da recuperare, che è quella divina. Altrimenti che cosa si dovrebbe rendere perfetto? La carne che muore?
Se uno potesse diventare Dio, non servirebbero più i ministri del culto. Ecco che quindi il massimo che si può ottenere dai ministri è "avvicinarsi a Dio", beninteso nei posti dietro, dopo i ministri stessi che hanno l'apposito sacramento (la raccomandazione).
E' chiaro per definizione che se uno può solo avvicinarsi a qualcosa, non sarà mai quella cosa. Ma il problema è solo di chi crede ai ministri.
Quindi l'uomo è potenzialmente Dio: sceglie se esserlo anche in effetti. Allora intraprende un percorso. Personalissimo, dove la religione (qualsiasi essa sia) non c'entra. Allora egli unisce le sue due nature ed è Uno.


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 17:26 
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non condivido proprio tutto...
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E' chiaro per definizione che se uno può solo avvicinarsi a qualcosa, non sarà mai quella cosa.


Il punto è che uno non deve avere la pretese di poter diventare Dio da sè. Infatti secondo la dottrina per raggiungere Dio è necessaria la Grazia

Mi sfugge la distinzione tra cristianesimo e cattolicesimo.
Se per "cristianesimo" intendi prendere i vangeli ed interpretarli "come si vuole" allora non posso condividere. La Chiesa, come istituzione, serve a trasmettere il messaggio e conservarlo il più inalterato possibile nel corso del tempo. Così ovviamente vale anche per la dottrina (e dovrebbe valere per i riti).


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Messaggio da leggereInviato: gio 30 dic 2010, 23:53 
[quote.]La Chiesa, come istituzione, serve a trasmettere il messaggio e conservarlo il più inalterato possibile nel corso del tempo. Così ovviamente vale anche per la dottrina (e dovrebbe valere per i riti)[/quote]

Qui è il nocciolo del problema...la Chiesa non garantisce niente di tutto ciò che affermi. Il Vaticano è uno stato governato da una monarchia assoluta. Possiede ricchezze incredibili e agevolazioni fiscali (es. ICI) che noi esseri umani comuni ci sognamo.
Cristo, invece, è morto senza possedere niente...professando l'amore per tutte le cose...il cristianesimo è dentro di noi, il cattolicesimo è esterno e pieno di dogmi per i quali i papi del passato hanno ucciso e sterminato...ancora oggi il papa attuale dice un "ni" sul preservativo...mi sembra strano che un ragazzo giovane come te possa essere così aderente a certe visioni della vita. Probabilmente l'ambiente in cui sei cresciuto ti ha lasciato vedere solo questa versione della realtà spirituale (sto ipotizzando ovviamente non desidero essere offensiva, anzi cerco solo di capire il perchè di convinzioni così radicate in un giovane).
Sentire dentro l'amore per tutto ciò che ci circonda non è uno stato di grazia, ma semplicemente il risultato di introspezione profonda che ti permette di "toccare" le parti più intime del tuo animo. Cristo diceva "ama il prossimo tuo come te stesso". Dietro queste parole che cosa c'è? Ti sei mai chiesto perchè dobbiamo amare noi stessi e gli altri con la stessa intensità? Come possiamo amare gli altri come noi stessi? Ebbene, io ci ho messo 42 anni per capirlo, ma adesso comprendo il senso di quelle parole: siamo uniti, uniti da ciò che cerco di spiegarti...questa energia vitale che anima noi e tutte le cose che ci circondano. Se tutto è unito da questa energia, non possiamo fare a meno di amare indistintamente ogni cosa, compreso noi stessi.

Capisco il tuo punto di vista, per te rappresenta la base sulla quale hai costruito la tua essenza, per me invece è solo un modo per sentirsi al sicuro, credimi è molto più difficile camminare con le proprie gambe ed è probabile che cada sull'asfalto, ma sarà una scelta mia e non imposta da un altro uomo che dice di essere un ministro di Dio.

Amore equivale a non separare, non dividere. Tutti coloro che amano sono uniti...ciao :lust


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