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Messaggio da leggereInviato: mar 2 set 2008, 11:25 
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Brain-reading
Un dispositivo in grado di leggere quello che vedono le persone

Nexus n' 74


Secondo uno studio, un nuovo programma informatico è in grado di accoppiare l'attività cerebrale con immagini visive e persino di predire quello che le persone vedranno. Tale opera contempla la possibilità che in futuro i computer siano in grado di "leggere" il cervello di un soggetto per poi ricreare digitalmente ricordi, sogni o fantasie.
I precedenti tentativi di decodificare la capacità evocativa secondo questi parametri hanno avuto come unico esito quello di estrarre semplici informazioni relative alle immagini, come ad esempio il loro orientamento fisico, mentre non riuscivano a indentificare immagini che i soggetti partecipanti vedevano per la prima volta.
I ricercatori della University of California, a Berkeley, hanno utilizzato imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI) per misurare l'attività della corteccia visiva dei cervelli dei soggetti mentre questi osservavano fotografie di animali, alimenti, persone e comuni oggetti. La tecnica fMRI è un modo relativamente nuovo di misurare i cambiamenti dei livelli di sangue-ossigeno del cervello, i quali presentano strette connessioni con l'attività neurale. I dati raccolti sono stati impiegati per "insegnare" a un programma informatico ad associare determinati schemi di flusso sanguigno con specifici tipi di immagini.
Quindi ai partecipanti è stato richiesto di osservare un secondo gruppo di immagini, mai viste in precedenza. Il modello era programmato in modo tale da selezionare quello che aveva appreso dai precedenti accoppiamenti e di capire quello che veniva mostrato nel nuovo gruppo di immagini.
Data una raccolta di 120 immagini, il modello ha identificato correttamente nel 90% dei casi quello che un soggetto stava vedendo. Quando il set è stato ampliato sino a comprendere 1000 immagini, la precisione è scesa a circa l'80%.


National Geographic News, 5 marzo 2008
http://news.nationalgeographic.com/news/20...brain-scan.html
http://news.nationalgeographic.com/news/20...ain-scan_2.html
http://news.nationalgeographic.com/news/bi...s/47438275.html
Nature, vol. 452, 6 marzo 2008, pubblicato online il 5 marzo



L'esercito ha investito quattro milioni di dollari per arrivare, nel giro di qualche anno, a mettere a punto un elmetto speciale
I militari Usa non grideranno più: "Comunicheranno col pensiero"
Sarà in grado di trasformare le onde cerebrali in comunicazioni radio che possono essere mandate ad altri soldati o al comando

La repubblica - Luigi Bignami - 23 settembre 2008


image

Tra qualche anno molte azioni militari, soprattutto quelle che richiedono sorpresa e dunque silenzio assoluto, potranno svolgersi senza che alcuno emetta un parola o un ordine vocale o un segnale con il corpo, che a volte può essere male interpretato. Ma i militari comunque, si muoveranno con estrema sincronia, come guidati da una voce invisibile. Nessun comando ad alta voce, dunque, ma gli ordini arriveranno comunque precisi e chiari alle orecchie dei militari in azione. Non è la descrizione di un corpo militare da fantascienza, ma quanto si promette la US Army per i propri soldati che saranno impegnati in azioni particolarmente pericolose e complesse.

A permettere tutto ciò sarà un sofisticato elmetto in grado di leggere i pensieri delle persone e trasmetterli via onde radio. Queste, una volta raggiunto gli elmetti dei propri compagni, verranno "tradotte" in parole udibile e comunicate attraverso un auricolare.

La US Army ha dato il via ad una ricerca tecnologica con un budget da 4 milioni di dollari, che è stata affidata ad un gruppo di università americane (Università della California a Irvine, l'Università Carnegie Mellon e l'Università del Maryland), per giungere, nell'arco di alcuni anni, ad uno strumento con queste caratteristiche. I ricercatori sostengono che, realisticamente, i militari potranno scendere sul campo di battaglia con simili elmetti entro un decennio, anche se la tecnologia per tutto ciò è già alla portata di mano.

Gli stessi ricercatori, infatti, hanno lavorato a lungo su altre interfacce cervello-computer che, ad esempio, ha portato alla società "Emotiv System", alla messa a punto di un sistema basato sulle onde cerebrali per guidare sofisticati videogiochi che entreranno in commercio a partire dalla prossima estate.

Gli elmetti per i soldati tuttavia, saranno molto più sofisticati rispetto ai sistemi utilizzati per i videogiochi, perché le comunicazioni dei dati tra cervello e computer dovrà essere molto più sofisticata. L'elmetto infatti, sarà composto da 128 sensori che saranno in grado di riconoscere frasi chiare e ben definite che già oggi vengono utilizzate durante le azioni militari. La chiave di tutto ciò sta nel realizzare in piccolissimo computer in grado di leggere un elettroencefalogramma che sarà diverso per ogni frase pensata e quando il soldato sarà sul punto di emettere la parola dalla bocca il computer trasformerà il pensiero in onda radio e la diffonderà.

Ma poiché il cervello è una sofisticatissima macchina, ci vorrà anche da parte dei militari un training molto sofisticato. Essi infatti, dovranno imparare a "non pensare" le frasi chiave quando non sono necessarie, mentre le dovranno pensare chiaramente quando saranno necessarie. E i computer degli elmetti dovranno essere così avanzati da capire quali saranno le frasi da inviare e quali no. In un primo momento la voce che giungerà ai soldati sarà robotizzata, ma in un secondo tempo giungerà con la stessa modulazione di colui che l'ha formulata e inviata.

Ma non c'è il pericolo che ponendo sulla testa di una persona un simile elmetto si riesca a leggere il suo pensiero? "No - risponde Elmar Schmeisser, un neuroscienziato dell'esercito americano che segue il progetto - perché le comunicazioni tra cervello e computer possono sussistere solo se c'è la collaborazione di chi intende comunicare, altrimenti è impossibile leggere il pensiero di chiunque".

Ovviamente le applicazioni in campo civile, se mai verranno concesse, potranno essere di grande beneficio, basti pensare al fatto che tali elmetti potranno permette di comunicare con persone impossibilitate a parlare, con frasi e concetti che con il tempo potranno via via diventare sempre più complessi.




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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")
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 Oggetto del messaggio: Re: Tecnologie del pensiero
Messaggio da leggereInviato: mar 10 nov 2009, 23:57 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Gli Usa pensano alle armi del futuro, prossima frontiera saranno quelle psichiche
http://notizie.tiscali.it/articoli/cron ... 12345.html
09 novembre 2009


Immagine
I soldati americani saranno presto dotati di poteri psichici simili a quelli dei cavalieri jedi della saga di Guerre Stellari. Mitragliatori, fucili e pistole, armi convenzionali utilizzate dai militari di tutto il mondo, verranno sostituiti da capacità mentali capaci di manipolare il nemico fino ad alternarne le percezioni e la stessa volontà. Il progetto è di quelli che gli Usa considerano di massima importanza, tanto è che l’esercito statunitense avrebbe già investito 49milioni di dollari nel Laboratorio di Ricerca dell’Aeronautica Militare con lo scopo di sviluppare armi che “inibiscano artificialmente le capacità cognitive del nemico”.

La frontiera della guerra psichica, chiamata “bioscienza”, rappresenta oggi la “tecnologia” di offesa più potente e, al tempo stesso, inquietante mai sviluppata. Il progetto, presentato ufficialmente lo scorso mese, non è tuttavia nuovissimo. L’America, tramite la Cia, negli anni ’80 tentò di percorrere tale strada conducendo degli esperimenti discutibili su una squadra di volontari. Gli uomini, di cui non si hanno notizie, dovettero assumere droghe psicoattive, erbe e acidi che avrebbero dovuto conferir loro dei poteri mentali con i quali avrebbero potuto anche uccidere il nemico. Gli esperimenti non ebbero evidentemente i risultati sperati e per alcuni anni gli Stati Uniti si concentrarono sullo sviluppo di armamenti convenzionali.

Il sogno di alcuni ricercatori non si era tuttavia spento con quel fallimento. Oggi, dopo 9 inconcludenti anni di guerra in Afghanistan e sette in Iraq alcuni scienziati hanno rilanciato l’idea del supersoldato. Lo scorso anno, proprio per questo motivo, il Consiglio Nazionale di Ricerca e l’Agenzia di Intelligence e della Difesa avevano sollecitato l’impiego di sostanze biochimiche capaci di indebolire le forze avversarie. Allo stesso tempo il progetto mira ad individuare delle sostanze farmacologiche in grado di potenziare e rendere più reattive le proprie forze di terra.

I test, sostengono alcuni ben informati, sarebbero già cominciati. I ricercatori sarebbero già impegnati nel selezionare soldati particolarmente resistenti allo stress fisico e mentale che poi accettino di sottoporsi ai primi esperimenti. Dopo aver analizzando i tracciati biochimici del cervello dei militari i ricercatori somministreranno loro degli “stimolanti esterni” capaci di attivare reazioni cognitiva ed elevare le loro prestazioni operative.




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Messaggio da leggereInviato: mer 11 nov 2009, 22:48 
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Località: Roma
quanto cè di vero e affidabile in queste notizie ? si hanno prove e testimonianze concrete di questo ?





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Messaggio da leggereInviato: mer 11 nov 2009, 23:12 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Sì, sono cose risapute che vanno avanti dalle guerre mondiali.




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Messaggio da leggereInviato: mar 15 dic 2009, 3:29 
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Iscritto il: mar 15 dic 2009, 0:30
Messaggi: 11
poveri soldati occidentali, non si rendon conto che essi sono le Prime vittime di tutto qst bombardamento???




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"O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato." - (CORANO, Sura 49. Al Hujurat -Le Stanze Intime- versetto 13) /// Allora, Conosciamoci!!!


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Messaggio da leggereInviato: mar 12 gen 2010, 12:43 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Le pistola 'telepatica' a microonde
Si chiama MEDUSA, non è letale, ma è in grado di sparare flussi di microonde che producono suoni fastidiosi nella testa della persona che viene colpita. Primi esperimenti in ambito militare, ma c'è già chi pensa ad utilizzi per scopi di marketing.
http://www.visionpost.it/lab/le-pistola ... roonde.htm
Nicola Bruno, Lunedì 07 luglio 2008


Ha la forma di una pistola, ma non è letale. Invece di proiettili spara onde sonore silenziose che possono essere percepite solo dalla persona che viene colpita. Fantascienza? No, stiamo parlando di Medusa (acronimo di Mob Excess Deterrent Using Silent Audio), progetto di ricerca dell'esercito statunitense che cerca di sfruttare il cosiddetto "effetto uditivo delle microonde" che da tempo stuzzica la fantasia degli scienziati, senza che però fino ad ora se ne intravedessero applicazioni utili.
Secondo quanto rivela New Scientist, la marina militare a stelle e strisce sta finanziando dal 2003 il progetto Medusa. A occuparsi dello sviluppo è la società privata Sierra Nevada Corporation, che nel giro di 18 mesi intende presentare la prima pistola telepatica, come è stata subita ribattezzata.

L'effetto microonde
Quando un flusso di microonde raggiunge la testa di un individuo si viene a creare un surriscaldamento dei tessuti cerebrali, che a sua volta genera un rumore fastidioso nella testa della persona colpita. In alcuni casi questo effetto acustico può essere così violento da riuscire anche ad immobilizzare il soggetto.
Una pistola a microonde potrebbe essere utilizzata in ambito militare, ma anche per scopi di sicurezza: invece di lacrimogeni, durante manifestazioni turbolente le forze di polizia potrebbero iniziare a sparare fasci di microonde paralizzanti. Allo stesso tempo, però, c'è già chi pensa anche ad applicazioni civili. Se si riesce a modulare meglio il suono, producendo un effetto piacevole al posto di quello fastidioso, si potrebbe utilizzarlo nei centri commerciali per inviare "messaggi subliminali" e invogliare così i clienti all'acquisto.

Potenziali rischi
Eppure, è meglio non correre troppo avanti con la fantasia. Sono in molti ad avanzare dubbi sui rischi di un simile dispositivo. Secondo James Lin, ricercatore dell'Electrical and Computer Engineering Department dell'Università dell'Illinois, bisogna ancora valutare bene l'impatto delle microonde sui tessuti cerebrali. Un'esposizione troppo violenta potrebbe anche causare seri danni.




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Messaggio da leggereInviato: mar 12 gen 2010, 22:45 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
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non sanno far altro che inventare nuove armi, e pensare che lo stesso principio può essere usato contro i tumori...




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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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Messaggio da leggereInviato: ven 12 nov 2010, 21:57 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Il computer sa cosa pensi: un software legge la mente
Dimostrato da Intel un sistema che analizza l'attività cerebrale e individua le parole che una persona sta immaginando. In futuro, permetterà di comandare dispositivi elettronici senza usare le mani

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/04/10/news/il_software_che_legge_la_mente-3233385/
10 aprile 2010



Immagine
Leggere la mente non è più un'attività riservata agli studiosi delle psiche o ai maghi. Il colosso dei microprocessori Intel ha appena presentato un software in grado di indovinare con estrema accuratezza cosa una persona sta pensando tramite l'analisi della sua attività cerebrale.

Il sistema è stato dimostrato per la prima volta al Tech Heaven di New York. La tecnica è ancora in una fase di sviluppo, ma promette di aprire scenari potenzialmente rivoluzionari tanto nell'informatica di consumo che nell'assistenza alle persone affette da gravi handicap fisici.

Il programma messo a punto da Intel è collegato a un'apparecchiatura per la risonanza magnetica. A un soggetto viene chiesto di pensare una serie di nomi comuni suggeriti da un ricercatore. L'algoritmo associa a ogni parola le aree del cervello che si attivano quando esse vengono pensate. Successivamente, al soggetto viene chiesto di pensare a una delle parole precedentemente suggeritegli. Durante i test, il sistema creato da Intel ha mostrato un'accuratezza superiore al 90 per cento.

I maggiori limiti della tecnologia sono legati all'ingombro e al costo delle attuali apparecchiature per la risonanza magnetica. Ma secondo Dean Pomerleau, ricercatore dei laboratori Intel, i progressi nel settore permetteranno in un futuro prossimo di far entrare tutto il necessario nell'ingombro di un cappello. Un altro sviluppo riguarderà la possibilità di individuare parole riferite a concetti astratti e non solo a persone o oggetti.

Lo scopo dei ricercatori che lavorano a queste applicazioni non è creare nuove macchine della verità, ma fornire nuove modalità di interazione tra l'uomo e le macchine. Se la ricerca andrà avanti, in futuro sarà possibile comandare un computer senza usare tastiera, mouse o touch-screen. Ma la ricaduta più importante si avrebbe nell'assistenza alle persone affette da gravi invalidità o menomazioni fisiche, che potrebbero riacquistare una parziale autosufficienza manovrando col pensiero sedie a rotelle, sintetizzatori vocali e altri strumenti di assistenza fisica.




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Messaggio da leggereInviato: lun 18 lug 2011, 12:34 
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Ecco l'elmetto con i sensori: comanderà soldati "a distanza"
Il progetto della Difesa Usa: il dispositivo collegato al cervello dei militari permetterà di infondere stimoli di regolazione dello stress, mantenimento della concentrazione, limitazione del dolore
di LUIGI BIGNAMI, 10 settembre 2010



Immagine
L'idea è semplice: se ogni singolo aspetto delle sensazioni umane, dalla percezione alle emozioni fino al comportamento è regolato dall'attività del cervello, allora è sufficiente stimolare quest'ultimo per indirizzare al meglio un militare durante un'azione di guerra. Già ma cos'è il "meglio"? Una risposta l'ha data la Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), il dipartimento che si occupa dei progettazione e ricerca per la difesa degli Stati Uniti. Il "meglio", secondo gli alti comandi, consisterebbe nel poter infondere nei militari, quando necessario, un impulso al cervello per ridurre o aumentare gli stati d'ansia, lo stress, la miglior capacità possibile di osservare e trarre deduzioni durante un'attività, sentire meno dolore se feriti, rimanere svegli a lungo e intervenire sul militare in modo psichiatrico. Il mezzo sarebbe un elmetto, che, oltre che a proteggere la testa del soldato, abbia al suo interno queste potenzialità e faccia da interfaccia con un computer che posto a distanza adeguata possa interagire con il cervello. Una sorta di "controllo a distanza" delle menti degli uomini e delle donne inviati sui fronti più pericolosi, che pone non pochi interrogativi etici.

Fino ad oggi, al di fuori del mondo militare, molte sono le limitazione che rallentano le possibilità di stimolare il cervello per trattare malattie e controllare i processi di informazioni che passano per i circuiti dell'encefalo. La DBS, ad esempio, ossia la stimolazione profonda del cervello, viene utilizzata per limitare i problemi creati dal Parkinson, ma richiede un intervento chirurgico per impiantare elettrodi e batterie nel paziente. La TMS invece, che è utilizzata su chi, con problemi di depressione o allucinazioni, non reagisce alle medicine, non richiede interventi chirurgici, ma necessita di una stimolazione su una piccola area del cervello, circa un centimetro per lato, e da lì non si deve uscire per ottenere gli effetti e, oltretutto, non riesce a stimolare i circuiti profondi del cervello dove risiedono molti circuiti importanti per il problema (tant'è che alcuni ricercatori la considerano niente più che un placebo).

"Al fine di oltrepassare queste limitazioni, abbiamo messo a punto un nuovo sistema tecnologico che invia ultrasuoni al cervello che stimolano i suoi circuiti senza interventi chirurgici. Inoltre il sistema ha una capacità che è almeno 5 volte superiore come qualità di intervento rispetto alla TMS", spiega William Tyler, della School of Life Sciences all'Arizona State University e che lavora per la Darpa. I risultati di tali ricerche sono ormai così avanzati che la Darpa vuole applicarli ai militari americani impegnati in azioni di guerra.

L'idea è di inserire in un casco tutti gli strumenti necessari per stimolare il cervello del combattente a seconda delle esigenze. I prototipi di tali caschi sono già sul tavolo della Darpa. Essi presentano una miniaturizzazione del sistema di trasmissione degli ultrasuoni e mostrano la possibilità di colpire i centri nervosi del cervello del militare senza che questi debba rimanere immobile. "Con questo elmetto, il soldato potrà ricevere informazioni di qualunque genere, sarà protetto come nessun altro elmetto ha fatto finora, ma soprattutto potrà essere stimolato in modo neurologico affinché i suoi centri nervosi rimangano in allerta per tutto il tempo necessario di un'azione di guerra senza momenti di riposo, potrà riceve stimoli per avere un comportamento da "uomo senza paura" e se l'azione di guerra lo porterà ad avere stati d'ansia pericolosi, questi potranno essere cancellati. E in caso venga ferito, gli si potrà limitare il dolore.




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Messaggio da leggereInviato: mar 19 lug 2011, 0:46 
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Iscritto il: mar 21 giu 2011, 11:28
Messaggi: 797
United abominations of america

una schifezza assoluta




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Messaggio da leggereInviato: lun 25 lug 2011, 22:29 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
Messaggi: 712
Località: Nocera Inferiore (SA)
Beh, invece di creare queste macchine controlla mente, basterebbe essere più umani e iniziare a ridurre le azioni di guerra :) troppo bello? Mannò





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