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Messaggio da leggereInviato: ven 20 giu 2008, 11:33 
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"Makemake", il nuovo pianetino lontano dal sole 7 miliardi di km: è un "plutoide" e si trova nella cosiddetta "fascia di Kuiper", la zona ricca di corpi celesti ben oltre oltre NettunoE' il terzo del genere dopo Eris che è ancora più lontano e lo stesso Plutone: la classificazione attribuita dall'Unione Astronomica InternazionaleUN NUOVO fratello è arrivato a far compagnia ai pianeti del sistema solare. Il suo nome è Makemake e si trova nella fascia di Kuiper, un ammasso di piccoli pianeti, asteroidi e comete che, al di là di Nettuno, circonda il sistema solare e a cui fa parte anche Plutone. Questo oggetto si trova a 6 miliardi e 850 milioni di chilometri dal Sole (la Terra dista 150 milioni di chilometri dalla nostra stella). Il suo nome deriva dal creatore dell'umanità secondo la mitologia Rapa Nui, dell'Isola di Pasqua. L'affiliazione è stata decisa l'Unione Astronomica Internazionale, dopo aver studiato le caratteristiche dell'oggetto che fino a ieri era segnalato solo con una sigla, 2005 FY9, ad indicare che era stato scoperto nel marzo del 2005 da un gruppo di astronomi dell'Osservatorio di Palomar in California (Usa).Ma cos'è Makemake? Si tratta di un "Plutoide", ossia un corpo celeste in orbita attorno al Sole ad una distanza maggiore di quella di Nettuno e che, per definizione, è dotato di una massa sufficiente a far sì che la propria forza di gravità e la rotazione gli abbiano fatto assumere una forma all'incirca rotonda. Oltre a Plutone fino ad oggi era noto un altro Plutoide, Eris il quale possiede un satellite e si trovano a ben 10 miliardi e 123 milioni di chilometri dal Sole.E' assai probabile che nei prossimi anni la categoria dei Plutoidi si allarghi enormemente perché l'esplorazione della fascia di Kuiper è solo agli inizi. E' noto infatti, che essa è composta da decine di migliaia di oggetti e non è da escludere che ve ne possano essere a decine o centinaia e alcuni con dimensioni anche simili alla Terra.Ma da quando nel 2006 si è voluto dare una nuova suddivisione ai corpi che circondano il Sole oltre ai Plutoidi è stata introdotta una nuova categoria, i "Pianeti nani". Questo oggetti, che comprendono anche in Plutoidi, si differenziano dagli otto pianeti principali (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno) perché non sono stati in grado di "ripulire" la fascia orbitale da altri oggetti di dimensioni confrontabili.In altre parole vuole dire che vicino ad essi vi sono altri corpi, che non sono loro satelliti, che potrebbero impattare con essi. Nonostante il nome, "pianeta nano" non significa che deve essere piccolo, in quanto non c'è limite alle sue dimensioni. E' proprio il non avere ripulito lo spazio circostante a sé che lo differenzia da un pianeta normale.Ad oggi, oltre ai tre Plutoidi, fa parte dei Pianeti Nani anche Cerere, un oggetto che si trova nella fascia degli asteroidi posta tra Marte e Giove, ad una distanza dal Sole di 413 milioni di chilometri. La scoperta di nuovi pianeti nani all'interno del sistema solare è assai improbabile, in quanto gli asteroidi sono già stati studiati in modo abbastanza approfondito, ma come si sa le sorprese in astronoma non mancano mai.(http://www.repubblica.it/2008/07/sezion ... etino.html)Ecco a voi Makemake18 luglio 2008Tutto come previsto: la famiglia dei plutoidi sta cominciando ad allargarsi. D'altra parte, con tutta quella folla di oggetti transnettuniani in attesa di essere presi in considerazione per una classificazione definitiva, non era difficile pronosticare l'inesorabile aumento del numero degli appartenenti alla neonata classe di oggetti celesti.Il nuovo arrivato è Makemake, già noto come 2005 FY9 - sigla assegnatagli in occasione della scoperta avvenuta il 31 marzo 2005 - oppure, più familiarmente, come Easterbunny, nomignolo affibbiatogli dagli scopritori (Mike Brown, Chad Trujillo e David Rabinovitz) perché era stato individuato pochi giorni dopo la festività di Pasqua. E un certo riferimento alla Pasqua è rimasto anche nella denominazione definitiva. Makemake, infatti, è il creatore dell'umanità e il dio della fertilità secondo la mitologia degli abitanti di Rapa Nui, nome con il quale gli abitanti indicavano quella che per noi è l'isola di Pasqua.Benché da tempo l'IAU avesse già assegnato al KBO la numerazione definitiva (136472), non si era ancora pronunciata in merito al nome. Finalmente nei giorni scorsi la lacuna è stata colmata ed è stato dato l'annuncio ufficiale che il nome proposto dagli scopritori era stato accettato. Da qualche giorno, dunque, l'elenco ufficiale dei pianeti nani è composto di quattro nomi ed è contemporaneamente salito a tre il numero dei plutoidi.Dal punto di vista fisico non sono molte le cose che sappiamo di Makemake. Il suo spettro, studiato grazie allo Spitzer Space Telescope, è risultato molto simile a quello di Plutone e da questa somiglianza si è stimato che il suo diametro possa essere di circa 1500 chilometri, dimensioni che garantirebbero una forma sferica e, di conseguenza, autorizzerebbero la sua classificazione come pianeta nano. Sappiamo inoltre che non possiede satelliti e questo è curiosamente in contrasto con quanto si osserva per i KBO di maggiori dimensioni, tutti accompagnati da un sistema di satelliti. Makemake, infine, è il KBO più luminoso dopo Plutone e la sua magnitudine apparente di circa 16.7 lo potrebbe trasformare in un ambito trofeo di caccia per gli astrofili meglio attrezzati.(http://www.coelum.com/index.php?goto=ne ... m=7&id=505)MakemakeMakemake (ufficialmente 136472 Makemake, secondo la designazione asteroidale abituale; precedentemente noto con la designazione provvisoria di (136472) 2005 FY9) è un pianeta nano della classe dei plutoidi del Sistema solare. Poiché la sua orbita è interamente situata esternamente rispetto all'orbita di Nettuno, è corretto definirlo un oggetto trans-nettuniano, appartenente al gruppo dei cubewani.La sua scoperta risale al 31 marzo 2005, ad opera di un gruppo di astronomi californiani dell'osservatorio di Monte Palomar.La scoperta fu annunciata il 29 luglio 2005, lo stesso giorno in cui vennero rese note le scoperte di altri due oggetti trans-nettuniani particolarmente massicci, Eris e 2003 EL61.(http://it.wikipedia.org/wiki/(136472)_2005_FY9)




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Messaggio da leggereInviato: ven 20 giu 2008, 12:46 
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Messaggio da leggereInviato: mar 1 lug 2008, 15:02 
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La Nasa conferma: c'è acqua su Marte
Rainews24, 31 luglio 2008

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La Nasa ha ufficialmente confermato oggi che c'è acqua su Marte. Le prove dell'esistenza di acqua su Marte sono state fornite dalla sonda Phoenix. "Abbiamo le prove", ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa.
"In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che acqua su Marte è stata toccata e assaggiata".
La sonda Phoenix ha "assaggiato" l'acqua marziana per la prima volta. Il robot che è calato sulla superficie del pianeta ha scaldato il ghiaccio raccolto nel corso delle sue esplorazioni all'inizio della settimana e alla luce di quell'operazione, gli scienziati hanno confermato oggi che quel ghiaccio è effettivamente acqua.
Gli scienziati possono quindi oggi affermare senza ombra di dubbio che nella zona del Polo Nord di Marte esiste ghiaccio. Fino ad ora la presenza di ghiaccio era stata accertata solo grazie a un metodo, per così dire, di tipo 'indiziario', basato cioè su una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix.

Fonte:
http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=84421


Tracce sul pianeta rosso
La Nasa: «C'è acqua su Marte»
L'annuncio dell'agenzia spaziale americana: «Grazie alla sonda Phoenix adesso abbiamo le prove»
Il Corriere della Sera, 31 luglio 2008

MIAMI - C'è acqua su Marte. La Nasa lo ha ufficialmente confermato. Le prove sono state fornite dalla sonda Phoenix. «Abbiamo le prove», ha detto il ricercatore della University of Arizona, William Boynton, in una dichiarazione ufficiale. «In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che l'acqua su Marte è stata toccata e testata». La sonda Phoenix, spiegano gli studiosi, è calata sulla superficie del pianeta rosso, ha scaldato il ghiaccio raccolto nel corso delle sue esplorazioni all'inizio della settimana e, alla luce di quell'operazione, gli scienziati hanno confermato che quel ghiaccio è effettivamente acqua. Gli scienziati possono quindi affermare senza ombra di dubbio che nella zona del Polo Nord di Marte esiste ghiaccio.
FOTO - Fino ad ora la sua presenza era stata accertata solo grazie a un metodo, per così dire, di tipo 'indiziario', basato cioè su una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix. La sonda Phoenix è atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso, per cominciare una missione di prelievi di suolo che avrebbe dovuto durare tre mesi. Dopo l'ultima scoperta, però, la missione è stata prolungata per altri due mesi.

Fonte:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologi...44f02aabc.shtml


Spazio: Nasa, c'e' acqua su Marte
Prima volta che liquido pianeta rosso toccato e assaggiato
Ansa, 31 luglio 2008

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WASHINGTON, 31 LUG - Su Marte c'e' acqua. La conferma ufficiale arriva oggi dalla Nasa, grazie alle prove fornite dalla sonda Phoenix. 'Abbiamo le prove', ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa. 'In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa e' la prima volta che acqua su Marte e' stata toccata e assaggiata'.

Fonte:
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/to..._131144342.html


NASA conferma: c'è acqua su Marte
Ansa, 1 agosto 2008

ROMA - La Nasa ha ufficialmente confermato oggi che c'e' acqua su Marte. Le prove sono state fornite dalla sonda Phoenix. ''Abbiamo le prove'', ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa. ''In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa e' la prima volta che acqua su Marte e' stata toccata e assaggiata''.
La sonda Phoenix ha ''assaggiato'' l'acqua marziana per la prima volta. Il robot che e' calato sulla superficie del pianeta ha scaldato il ghiaccio raccolto nel corso delle sue esplorazioni all'inizio della settimana e alla luce di quell'operazione, gli scienziati hanno confermato oggi che quel ghiaccio e' effettivamente acqua. Gli scienziati possono quindi oggi affermare senza ombra di dubbio che nella zona del Polo Nord di Marte esiste ghiaccio. Fino ad ora la presenza di ghiaccio era stata accertata solo grazie a un metodo, per cosi' dire, di tipo 'indiziario', basato cioe' su una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix. La sonda Phoenix e' atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso, per cominciare una missione di prelievi di suolo che avrebbe dovuto durare tre mesi. Dopo la scoperta di oggi, pero', la missione e' stata prolungata per altri due mesi.

Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/not..._732039980.html


La sonda Phoenix ha analizzato a fondo un campione di suolo confermando i risultati già ipotizzati in precedenza
La Nasa: "C'è acqua su Marte, l'abbiamo toccata ed esaminata"
La missione è stata prolungata di cinque settimane, fino al 30 settembre
La Repubblica, 31 luglio 2008

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WASHINGTON - La Nasa ha ufficialmente confermato oggi che c'è acqua su Marte. Le prove dell'esistenza di acqua su Marte sono state fornite dalla sonda Phoenix. "Abbiamo le prove", ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa.
"In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che acqua su Marte è stata toccata ed esaminata".
Infatti un campione del suolo marziano è stato prelevato ed esaminato dalla strumentazione della sonda Phoenix Mars Lander, ed è stato riscontrato che effettivamente si tratta di acqua. Tanto che, con il riscaldamento, si legge nel comunicato della Nasa, si è trasformata in vapore.
La Phoenix è dotata di una raffinatissima strumentazione, compreso uno spettrometro di massa, uno strumento capace di trovare tracce infinitesime di materiale organico e di verificare il rapporto tra i diversi isotopi di ossigeno e azoto, il cui valore può essere influenzato dai processi biologici. E' stato attraverso questi strumenti che Phoenix ha 'assaggiato' per la prima volta nella storia della ricerca spaziale l'acqua marziana. I risultati di quel test sono stati inviati a Terra grazie ai satelliti Mars Odissey e Mars Orbiter.
La Nasa, alla luce della scoperta, ha deciso di estendere di cinque settimane, fino al 30 settembre, la missione: "La Phoenix è a posto, e quindi vogliamo usufruire del vantaggio di avere questa risorsa in uno dei siti più interessanti di Marte", spiega Michael Meyer, lo scienziato a capo del Mars Exploration Program al quartier generale della Nasa. La sonda Phoenix è atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso.
Nelle prossime settimane, verranno esaminati pertanto altri campioni. Obiettivo, capire se "in questa parte di Marte era possibile la vita". Mentre sarà compito delle prossime missioni capire se "in questo ambiente c'è anche la vita".

Fonte:
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/s...html?ref=hpspr1


Nasa: "Su Marte c'è acqua"
Le prove dalla sonda spaziale Phoenix
Tgcom, 31 luglio 2008

C'è acqua su Marte. La conferma ufficiale è della Nasa. Le prove dell'esistenza del prezioso elemento sono state fornite dalla sonda Phoenix. "Abbiamo le prove", ha annunciato il ricercatore William Boynton. Fino a ora la presenza di ghiaccio era stata accertata solo grazie a una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix. La missione, dopo la sensazionale scoperta, è stata prolungata di due mesi.
C'è acqua su Marte, dunque. Phoenix Mars ha riscontrato "prove di quest'acqua prima nelle osservazioni di Mars Odissey e poi lo scorso mese da Phoenix, ma questa è la prima volta che l'acqua marziana viene toccata e testata", commentano dall'agenzia spaziale americana.
Il robot della sonda, calato sulla superficie del pianeta, ha scaldato il ghiaccio raccolto nel corso delle sue esplorazioni all'inizio della settimana e alla luce di quell'operazione, gli scienziati hanno confermato che quel ghiaccio e' effettivamente acqua. Gli esperti possono quindi affermare senza ombra di dubbio che nella zona del Polo Nord di Marte esiste ghiaccio.
Fino ad ora la presenza di ghiaccio era stata accertata solo grazie a un metodo di tipo "indiziario", basato cioè su una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix. La sonda Phoenix è atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso, per cominciare una missione di prelievi di suolo che avrebbe dovuto durare tre mesi. Dopo questa scoperta la missione è stata prolungata per altri due mesi.

Fonte:
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articol...olo423024.shtml


Phoenix beve: su Marte c’è acqua
Il Giornale, 1 agosto 2008

Washington - L’acqua su Marte c’è davvero. Toccata, assaggiata. La prova è arrivata dalla sonda Phoenix: il ghiaccio a suo tempo prelevato dal robot sbarcato il 25 maggio sul suolo marziano è effettivamente acqua allo stato solido.
«Abbiamo l’acqua», ha detto ieri il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa. «In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto, riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che acqua su Marte è stata toccata e assaggiata». Prima di diffondere la notizia, gli scienziati della Nasa volevano essere certi al cento per cento e per questo hanno atteso i risultati di tutte le analisi condotte attraverso Phoenix, un laboratorio avanzatissimo, con strumenti che, nei laboratori, occuperebbero intere stanze e che invece in Phoenix sono condensati in 60 chili.
L’obiettivo della missione, che in un primo tempo sarebbe dovuta durare appena 90 giorni, era quello di scavare il suolo marziano per ottenere campioni di ghiaccio da analizzare con gli strumenti tipici della chimica in soluzione. Phoenix è infatti dotato di quattro microcelle dove i campioni di suolo prelevati dalla superficie del Polo Nord del pianeta sono stati sciolti e testati in diversi modi. A questo è servito il modulo chiamato Meca (Microscopy electrochemistry and conductivity analyzer), che contiene un microscopio a forza atomica e che ha analizzato le particelle per testare la conducibilità elettrica e l’acidità dei campioni prelevati.
Phoenix è dotato di uno spettrometro di massa capace di trovare tracce infinitesimali di materiale organico e di verificare il rapporto tra gli isotopi di ossigeno e azoto. È stato attraverso questi strumenti che Phoenix ha «assaggiato» per la prima volta nella storia della ricerca spaziale l’acqua marziana. I risultati di quel test sono stati inviati a Terra grazie ai satelliti Mars Odissey e Mars Orbiter. Poi la conferma della Nasa: è acqua.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280100




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Messaggio da leggereInviato: mar 1 lug 2008, 15:02 
è una scoperta che dà spazio a ipotesi interessanti





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Messaggio da leggereInviato: mar 1 lug 2008, 16:03 
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finalmente!!!!!!!!





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Messaggio da leggereInviato: mar 1 lug 2008, 22:40 
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kiss,

Vanya





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Messaggio da leggereInviato: gio 3 lug 2008, 10:54 
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Scusate ma non si sapeva gia? Cioè, non mi sembra una gran novità! Troverei più interessante se dicessero che c'è vita su Marte, l'acqua si era gia vista nei ghiacciai al polo. Ad ogni modo, vi immaginate se scoprissero che ci sono organismi viventi in quei campioni d'acqua, e poi subito dopo vedessero davanti alle telecamere della sonda un alieno che gli passeggia tranquillo davanti?




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Messaggio da leggereInviato: gio 3 lug 2008, 22:07 
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bon almeno lo hanno confermato dai xD




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Messaggio da leggereInviato: ven 4 lug 2008, 21:44 
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Ma certo, è gia qualcosa. Mi piacerebbe allora che andassero a dare un'occhiata a quei pozzi profondissimi che hanno visto dall'alto, visto che sono lì...




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Messaggio da leggereInviato: dom 26 ott 2008, 17:19 
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Portali magnetici collegano il Sole alla Terra
La scienza conferma


The living spirits - NASA - Tradotto da Cristina Bassi - Monday 10 November 2008


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"Nel tempo che ci metti a leggere questo articolo, accade qualcosa lassù, molto in alto, qualcosa a cui molti scienziati solo fino a poco tempo fa, non credevano.

Si aprirà un portale magnetico, che unisce la Terra al Sole, lontano 93 milioni di miglia. Tonnellate di particelle di alta energia, fluiranno in questa apertura, prima che si chiuda nuovamente, più o meno nel tempo che ci impiegherai a leggere questa pagina.

Il fenomeno viene chiamato "evento di trasferimento flusso, o FTE", flux transfer event, come dice l'astrofisico David Sibeck, del Goddard Space Flight Center. "Dieci anni fa ero certo che non esistesse, ma ora le prove sono incontrovertibili".

Infatti, oggi Sibeck sta dicendo ad una assemblea internazionale di astrofisici, nel seminario "2008 Plasma Workshop" a Huntsville, in Alabama, che i fenomeni FTE non sono solo abituali, ma forse doppiamenti abituali, più di quanto chiunque avesse mai immaginato.

I ricercatori da tempo sanno che la terra ed il Sole devono essere collegati.

La magnetosfera della Terra (la bolla magnetica che circonda il nostro pianeta) è colma di particelle provenienti dal Sole, che arrivano attraverso il vento solare e penetrano le difese magnetiche del pianeta
. Entrano seguendo linee di campo magnetico che possono venire tracciate dalla terra ferma all'atmosfera del Sole.


"Eravamo soliti pensare che i collegamenti fossero permanenti e che il vento solare potesse entrare alla spicciolata, ogni volta che questi era attivo, nell'ambiente vicino alla Terra", dice Sibeck. "Avevamo torto. I collegamenti non sono affatto fissi. Sono spesso brevi, scoppiettanti e molto dinamici".

Molti oratori nel seminario hanno delineato la forma dei fenomeni FTE: sul lato diurno della Terra (quello più vicino al Sole) il campo magnetico terrestre preme contro il campo magnetico del Sole. Ogni 8 minuti circa, i due campi si fondono per un breve momento oppure si "riconnettono," formando un portale attraverso il quale possono scorrere le particelle.

Il portale prende la forma di un cilindro magnetico, ampio circa quanto la Terra. La flotta della Agenzia Spaziale Europea, composta da quattro veicoli spaziali Cluster e le 5 prove THEMIS della NASA, vi sono volate attraverso ed hanno circondato questi cilindri, misurando le loro dimensioni e percependo le particelle che vi scorrono. "Sono vere", dice Sibeck.

Ora che Cluster e THEMIS hanno direttamente fatto le prove di questi fenomeni FTE, i teorici possono usare quelle misurazioni per simulare gli FTE sui loro computers e predire come possono comportarsi.

L'astrofisico Jimmy Raeder della University of New Hampshire ha presentato una simile simulazione durante il seminario. Ha detto ai suoi colleghi che i portali cilindrici tendono a formarsi sopra l'equatore terrestre e quindi ruotano sul polo invernale terrestre. In dicembre gli FTE ruotano sul polo nord, in luglio sul polo sud.

Sibeck crede che questo accade il doppio delle volte a cui si pensava prima. "Credo ci siano due varietà di FTE: quelli attivi e quelli passivi".

Gli FTE attivi sono cilindri magnetici che consentono alle particelle do scorrere piuttosto velocemente: sono canali importanti di energia per la magnetosfera terrestre.

Quelli passivi sono cilindri magnetici che offrono più resistenza; la loro struttura interna non ammette un flusso così scorrevole di particelle e campi.

Sibeck ha calcolato le proprietà degli FTE passivi e incoraggia i suoi colleghi ad andare alla caccia di loro segni nei dati di THEMIS e Cluster. "Gli FTE passivi non sono molto importanti, ma finchè non ne sappiamo di più, non possiamo esserne certi"

Ci sono molte questioni irrisolte: perchè i portali si formano ogni 8 minuti? Come fanno ad avvolgersi ed attorcigliarsi i campi magnetici dentro il cilindro?

"Ci stiamo pensando molto intensamente nel seminario, dice Sibeck.

Nel frattempo...molto al di sopra della vostra testa, un nuovo portale si sta aprendo, collegando il vostro pianeta al Sole".

Un pensiero corre immediato ad una analogia con ciò che affermava P. Deunov:

"(...) Ci sono due correnti principali nel corpo umano:
l'una va verso l'alto dall'ombelico alla sommità del capo,
l'altra va verso il basso partendo dall'ombelico.
La prima corrente conduce al centro del Sole,
la seconda al centro della Terra.
Una terza corrente collega le due ed è chiamata aura umana.
Siete un epicentro attraversato da energie del Sole e della Terra".




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Messaggio da leggereInviato: dom 26 ott 2008, 18:46 
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Mmmh... interessante...
ora la butto lì, ma non è che per caso i nostri chakra (mi pare lo splenico anteriore o il coronale anteriore) prende l'energia sottile del Sole grazie ai campi magnetici che vengono collegati?
Poi, queste scoperte, porta prove a favore dell'universo elettrico?

ci mettono 8 minuti... esattamente uguale al tempo che ci mette la luce solare per raggiungerci (son collegate?)




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Messaggio da leggereInviato: dom 26 ott 2008, 19:31 
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Tutto il nostro sistema prende energia densa e sottile dal Sole.
Proprio come gli autori di questa scoperta, non so gli 8 minuti a cosa siano dovuti, ma è un discorso diverso dalla luce: la luce viaggia ininterrottamente e arriva dopo 8 minuti, questi campi invece si attivano ogni 8 minuti.




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Messaggio da leggereInviato: gio 21 mag 2009, 20:22 
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in questi portali possono passarci atraverso cose o persone?? puo essere collegato a strani episodi che succeddono nel triangolo delle bermuda??





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Messaggio da leggereInviato: gio 21 mag 2009, 20:29 
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Dovrebbero essere solo portali magnetici, nel senso stretto del termine.
Non so se c'entrano col triangolo delle Bermuda: ci sono così tante cose sulla Terra che potrebbero spiegarlo, a partire da particolari costruzioni legate alle interferenze aliene...




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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")
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Messaggio da leggereInviato: gio 21 mag 2009, 20:34 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
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portale è una parola grossa, che fa molto stargate, in realtà si tratta semplicemente della parziale fusione tra i campi magnetici terrestre e solare, e comunque penso che ci passi ben piu di una nave :DD




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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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Messaggio da leggereInviato: gio 21 mag 2009, 21:16 
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Iscritto il: gio 21 mag 2009, 20:18
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Località: cagliari
la butto li :-) la parziale fusione tra i campi magnetici terrestre e solare non potrebbero creare una sorta di portale'? :P nel triangolo delle bermuda parlano di una grossa fonte di luce che dura poco circa 5 8 minuti dove si bloccano tutti i sistemi di aerei e navi alcune ritrovate addirittura con solo i cani o i gatti che c'erano a bordo ma senza equipaggio e altre sparite nel nulla e mai ritrovate compreso l'equipaggio potrebbero essere correlati come fatti!! oppure ci sono dietro i nostri amici alieni :alien





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Messaggio da leggereInviato: gio 21 mag 2009, 21:38 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
Messaggi: 827
no non credo proprio, i campi magnetici non fanno luci asd




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 Oggetto del messaggio: Niente più stelle il 10 agosto
Messaggio da leggereInviato: lun 10 ago 2009, 15:30 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
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Località: Nocera Inferiore (SA)
Margherita Hack, non vedremo più le stelle cadenti il 10 agosto
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1383&ID_sezione=243&sezione=
"E fra un po' scompariranno"

Immagine
ELISABETTA PAGANI
Margherita Hack è sempre in viaggio. Roma, Firenze, Trieste, di continuo su e giù da un treno. Di spendere tempo e fatica per raggiungere un luogo abbastanza buio da non oscurare la meraviglia delle stelle cadenti non ci pensa proprio. «Per carità, ho già abbastanza da fare», sorride l’astrofisica.

Non la affascina il fenomeno delle Perseidi?
«È spettacolare, non lo metto in dubbio, ma non mi ha mai entusiasmata. Mi è capitato di alzare gli occhi al cielo e vederne un paio, ma casualmente, non perché andassi a cercarle. E poi dal punto di vista scientifico è un fenomeno poco interessante, non c’è più nulla da scoprire».

Come mai da qualche anno il picco di intensità si osserva il 12 agosto e non più il 10?
«Perché le orbite si muovono a seconda dell’attrazione degli altri pianeti. E continueranno a spostarsi».

Vuole dire che San Lorenzo non sarà mai più la notte delle stelle cadenti?
«Certo. Il picco di intensità si sposterà sempre più avanti, verso il 13-14 agosto. E comunque fra poco non le vedremo nemmeno più».

Sono destinate a scomparire?
«Sì, secoli fa il cielo era inondato di stelle. Ci sono disegni di inizio Ottocento che riproducono vere e proprie piogge luminose. Ora è diverso».

Come mai le Perseidi sono così famose mentre gli altri sciami meno?
«Le prime sono più note solo perché sono un fenomeno agostano. Delle Leonidi, che sono di novembre, non si accorge nessuno».





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 Oggetto del messaggio: Re: Niente più stelle il 10 agosto
Messaggio da leggereInviato: lun 10 ago 2009, 17:22 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 4545
Peccato!

Comunque la Hack è proprio di pietra, è tutta Mente.
Margherita Hack ha scritto:
Non la affascina il fenomeno delle Perseidi?
«È spettacolare, non lo metto in dubbio, ma non mi ha mai entusiasmata. Mi è capitato di alzare gli occhi al cielo e vederne un paio, ma casualmente, non perché andassi a cercarle. E poi dal punto di vista scientifico è un fenomeno poco interessante, non c’è più nulla da scoprire».

Come se guardandole semplicemente si possa scoprire qualcosa di scientifico :rolleyes
Le si guarda perchè è un modo di provare Emozione!




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 Oggetto del messaggio: Re: Niente più stelle il 10 agosto
Messaggio da leggereInviato: lun 10 ago 2009, 17:34 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 20:46
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Località: Nocera Inferiore (SA)
Intendeva che le stelle cadenti sono un fenomeno semplice, senza niente di misterioso da scoprire.

Comunque concordo, non mi ha provocato nessuna sensazione leggere l'intervista asd





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