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Messaggio da leggereInviato: mar 18 ago 2009, 10:04 
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Due italiani scoprono gene anticancro
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1391&ID_sezione=243&sezione=
Antonio Iavarone e Anna Lasorella lavorano presso il Columbia University Medical Center di New York: hanno individuato una proteina fondamentale per lo sviluppo delle cellule adulte e per combattere il tumore al cervello
17/08/2009



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ROMA
Si chiama Huwe1 il gene che aiuta le cellule staminali a svilupparsi e a diventare adulte. L’hanno scoperto gli italiani Antonio Iavarone e Anna Lasorella, che da molti anni lavorano negli Stati Uniti, presso il Columbia University Medical Center di New York.

La ricerca, che si è meritata la copertina della rivista internazionale Developmental Cell, dimostra che lo stesso gene è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme. La scoperta promette di avere conseguenze importanti sulla ricerca di base relativa alle cellule staminali, ma getta anche le premesse per future terapie contro i tumori.

UN GENE DISTRUTTIVO
Far regredire nello sviluppo le cellule adulte è possibile da tempo utilizzando un cocktail di geni. In questo modo si ottengono le cosiddette cellule Staminali pluripotenti indotte (Ips), ma il problema era fare in modo che queste cellule staminali ottenute artificialmente tornassero adulte. In qualche modo era necessario liberarsi dei geni che costringevano le cellule a restare bambine. A trovare la chiave per riuscirci sono stati Iavarone e Lasorella: «Adesso - ha detto interpellato all’agenzia ANSA Iavarone - abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte». La proteina, come il gene che la produce, si chiama Huwe1.

RIPARTE LO SVILUPPO
Una volta introdotta nelle staminali del cervello, la proteina Huwe1 «permette loro di diventare neuroni». I ricercatori hanno osservato questo risultato sia nelle colture di cellule sia in embrioni di topo.

UN FRENO AL TUMORE
Una proteina come Huwe1, che spinge le cellule a diventare adulte, è scomoda per i tumori. Impedisce infatti alle cellule che li alimentano di moltiplicarsi, e così il tumore cerca di liberarsene. «Abbiamo scoperto - spiega Iavarone - che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo del glioblastoma multiforme».

Anna Lasorella ha dimostrato che nel topo, in assenza di Huwe1, le cellule staminali si moltiplicano in modo incontrollato, per cui la formazione dei neuroni è compromessa e lo sviluppo del cervello procede in modo anomalo. Poichè sia le cellule staminali che le cellule tumorali hanno in comune la capacità di crescere molto rapidamente, Iavarone ha ipotizzato che l’attività di Huwe1 possa essere bassa nelle cellule dei tumori del cervello umano. Ipotesi che è stata confermata dal confronto fra i livelli di Huwe1 nel cervello normale e nei tumori cerebrali e dall’analisi condotta con un algoritmo messo a punto da un altro italiano, Andrea Califano, responsabile del Centro di Bioinformatica applicata allo studio dei tumori alla Columbia University.

FUTURA TERAPIA
Per Lasorella la scommessa è «aumentare la funzione di Huwe1 nelle cellule tumorali». Questo, secondo Iavarone, «potrebbe consentire una corretta riprogrammazione di queste cellule e permettere la rigenerazione delle cellule neurali perse nel corso di malattie neurodegenerative».Inoltre, conclude, «ci aspettiamo che riportando al normale l’attività di Huwe1 nelle cellule dei tumori cerebrali di pazienti in cui Huwe1 è assente potremo fermare la crescita del tumore».



'Fuggiti' dall'Italia per nepotismo scoprono gene per lo sviluppo
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/staminali/scoperta-italiani/scoperta-italiani.html?rss
Antonio Iavarone e Anna Lasorella hanno individuato una proteina fondamentale per lo sviluppo delle cellule adulte e per combattere il tumore al cervello
Rosaria Amato, 17/08/2009



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ROMA - Nel 2000 hanno lasciato l'Italia per gli Stati Uniti, in polemica con il sistema nepotista dell'università, che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Developmental Cell.

AUDIO

"Adesso - spiega Iavarone - abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte". La proteina si chiama Huwe1 e la sua scoperta potrebbe in futuro portare anche a nuove terapie contro i tumori cerebrali.

"La molecola - spiegano i ricercatori - si è rivelata indispensabile per la corretta programmazione delle cellule staminali del cervello perché grazie ad essa si formano i neuroni durante lo sviluppo dell'embrione di topo. Ma abbiamo anche scoperto che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo del più maligno tumore del cervello che colpisce bambini e adulti, il glioblastoma multiforme".

Durante la formazione del cervello dell'embrione, spiegano i due ricercatori italiani nell'articolo che presenta la loro scoperta, "le cellule staminali che risiedono nel sistema nervoso si dividono ad una velocità molto alta prima di trasformarsi, dando origine alle cellule nervose mature, i neuroni. Perché questo processo avvenga in maniera corretta, le proteine che mantengono le cellule nello stato staminale ed immaturo devono essere eliminate".

Cosa accade invece nel caso di tumori al cervello? Secondo la scoperta di Anna Lasorella, "nel topo, in assenza di Huwe1, le cellule staminali si moltiplicano in modo incontrollato per cui la formazione dei neuroni è compromessa e lo sviluppo del cervello procede in modo anomalo". A questo punto, il dottor Iavarone ha ipotizzato che "l'attività di Huwe1 possa essere deficitaria nelle cellule dei tumori nel cervello dell'uomo", ipotesi che ha trovato ampio riscontro. "La perdita di Huwe1 potrebbe essere una importante tappa nello sviluppo dei tumori cerebrali più maligni, i glioblastomi multiformi, ed una modalità mirata di terapia per questo tipo di tumori potrebbe derivare se riuscissimo ad aumentare la funzione di Huwe1 nelle cellule tumorali", concludono i due ricercatori.

Combattere il tumore al cervello è l'obiettivo che Antonio Iavarone e Anna Lasorella, marito e moglie da molti anni, si sono posti dai primi anni di studio all'Università. "Siamo entrambi pediatri, io sono di Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo tutt'e due al reparto di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002".

Iavarone non torna volentieri sulle ragioni che hanno spinto lui e la moglie a emigrare negli Stati Uniti. Ma Repubblica si è occupata con molta attenzione della loro vicenda, raccontata in un articolo del 5 ottobre 2000 da Elena Dusi, e ripresa successivamente da Curzio Maltese. "Da noi la bravura non paga", s'intitolava l'articolo che per la prima volta parlava della vicenda. "Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto".

E a quel punto, anche sulla scia di una denuncia per diffamazione effettuata dal professor Mastrangelo ("Abbiamo vinto la causa", dice Iavarone) ai due coniugi ricercatori non è rimasta che la via del volontario esilio. Che si è rivelata molto proficua, dal momento che lavorare negli Stati Uniti ha permesso loro di sviluppare nel migliore dei modi le loro intuizioni, dando una speranza a chi contrae questa terribile malattia.

L'unico commento che si riesce a strappare sulla vicenda che li ha allontanati dall'Italia (dove torneranno comunque a settembre, per presentare la loro scoperta), è che "il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato". "Però non mi chieda altro - conclude Iavarone - altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso vogliamo parlare solo della nostra scoperta, che ci fa essere molto speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure".





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Messaggio da leggereInviato: mer 10 mar 2010, 13:16 
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Chi è Bruce Lipton?

Bruce H. Lipton è unautorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dellUniversità del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Le sue rivoluzionarie ricerche sulla membrana cellulare hanno precorso la nuova scienza dellepigenetica e hanno fatto di Lipton una delle voci più note della nuova biologia.


Conferenza - La Mente è più forte dei geni

Finora abbiamo creduto di essere vittime dei nostri geni: eravamo convinti che il nostro patrimonio genetico determinava la nostra vita.
Lipton in maniera chiara e semplice e, al tempo stesso, scientifica e autorevole ci spiega come le scoperte inoppugnabili dellultimo secolo dimostrano invece che i geni stessi sono controllati dalle nostre percezioni dellambiente che ci circonda! Questa scoperta restituisce allumanità un grande potere tra cui la capacità di guarire se stessi e ci libera dal destino beffardo di doverci ammalare delle malattie dei nostri avi. Nel dvd viene dimostrato come ognuno di noi ha quindi le potenzialità per creare una vita piena di salute, felicità e amore.

Non più vittime ma creatori!


Bruce H. Lipton e La Biologia delle Credenze

Durante il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli "automi genetici" vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia.
Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro "La biologia delle Credenze". Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all'avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale.
Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell'evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l'opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste?




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A mio modesto parere la più grande opera che mette in relazione il pensiero con la vita. Bruce Lipton non ha scoperto nulla di estremamente complicato, ma ha avuto la capacità di far comprendere con ESTREMA CHIAREZZA concetti che qualcun altro avrebbe propinato sotto un punto di vista maggiormente, fisico-chimico conseguentemente non accessibile a tutti. Ho letto la biologia delle credenze e visto il dvd, sono rimasto estasiato. Il libro si legge in un giorno e lo si rilegge con estremo piacere, è diventato un best-seller in tutto il mondo e gli ha consentito di avere conferenze spare un pò qua e un pò là. Sono particolarmente affezionato a questo testo, se qualcuno vuole discuterne sono qui.




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