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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Mia esperienza con il CL: glicemia
Messaggio da leggereInviato: mar 15 set 2009, 21:00 
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Iscritto il: mar 30 giu 2009, 18:44
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Oggi dopo circa due settimana di sosta nell'uso del CL l'ho ripreso in mano per cercare di risolvere un piccolo problema avuto per la prima volta una decina di anni fa.
Purtroppo ogni tanto la mia glicemia supera i valori normali, i medici la definiscono borderline.
Premetto che non ho nessuna malattia di tipo autoimmune, per le quali l'uso del Cl è sconsigliato.
Oggi pomeriggio dopo aver misurato la glicemia e riscontrato valori di 120, decido di riprendere in mano il CL e di mettere i paratica quanto ho imparato sia in termini di percezione che di Palming nonchè i consigli ricevuti negli ultimi giorni.
Visto che è possibile testare tutto, comincio con il testare l'energia del mio pancreas e di seguito il Campo Ordinatore dell'insulina.
Ho cercato di sentire il tutto come un vero e proprio CK, come rappresentato graficamente nei libri di Zamperini.
All'inizio le sensazioni erano scarse ed i CK mi apparivano poco densi e dai contorni sfumati, ma comunque sporchi.
A questo punto faccio dei movimenti a croce su entrambi i palmi delle mani e ricomincio a testare.
Le cose cominciano a migliorare in termini di somatizzazioni tattili al palming.
A questo punto anche se la somatizzazione al tatto non è vivida come al solito, cioè ben chiara e netta, decido ugualmente di far passare l'intero CK del mio pancreas dalla faccia Out del CL, piano piano, accompagnandolo e mantenedo sempre ferma l'attenzione su questa sorta di attraversamento.
Durante l'attraversamento visualizzavo mentalmente il CK od il CO che con tutte le loro strutture attraversavano lentamente tutto il CL mantenendo via l'attenzione proprio su questo momento.
Oltre ad attenzione mettevo un sentimento che nell'ambito del Pranic Healing usano chiamare di "gentilezza amorevole". Quindi mi ponevo durante tutta questa procedura "dell'attraversamento" in uno stato di gentilezza amorevole nei confronti delle mie strutture sottili.
Ho ripetuto questi passaggi un paio di volte, sia per il CK del pancreas che per il CO dell'insulina.
Alla terza volta la somatizzazione al palming di entrambe le strutture sottili era nettissima, inoltre le due strutture apparivano molto più grande delle precedenti volte.
Dopo circa 15-20 minuti di questo esercizio il CK ed il CO erano ancora caldi ma molto meno sporchi di prima, in compenso erano molto densi e molto grandi.
A questo punto decido di misurare di nuovo la glicemia, ebbene i valori erano scesi da 120 a 100!!!! :O :O sìsì sìsì cioè i valori erano rientrati nella norma!!!! [1thumbup.gif] [1thumbup1.gif]


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 Oggetto del messaggio: Re: Mie esperienze con il CL
Messaggio da leggereInviato: mar 24 gen 2012, 17:43 
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Bel colpo!

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(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: mar 24 gen 2012, 19:11 
Citazione
Oltre ad attenzione mettevo un sentimento che nell'ambito del Pranic Healing usano chiamare di "gentilezza amorevole". Quindi mi ponevo durante tutta questa procedura "dell'attraversamento" in uno stato di gentilezza amorevole nei confronti delle mie strutture sottili.


Premetto che non mi intendo delle procedure qui sopra descritte e chiedo scusa se vado fuori argomento rispetto alla converszione, ma mi è sembrato interessante questo dato di cui parla Parthenia qui sopra. Mi ha colpito la particolare disposizione in cui ci si dovrebbe mettere per operare con le energie sottili e l'argomento in sè (se ho capito bene di che si tratta) mi interessa molto. Quindi, pur tentando di agganciarmi a questo aspetto, vorrei dire che secondo me il nostro universo è costruito da un canale comunicativo che sono costretta a definire con il termine "amore", ma che in realtà è solo un modo riduttivo di indicare molto di più. Alimentare di giorno in giorno questa disposizione amorevole per se stessi a me sembra come una sorta accrescimento del proprio ambito energetico sottile (ogni giorno impari ad amarti sempre di più), tale procedura nel tempo potrebbe portare poi ad una soglia di "saturazione" sufficiente da permettere un collegamento/sintonizzazione con il linguaggio di base dell'universo. Il mio discorso non vuol essere newgiano, sto solo cercando di dare voce a una intuizione tutto qui. Per cui il termine riduttivo di "amore per se stessi" potrebbe diventare una procedura che innesca un sistema di aggancio con il linguaggio macchina in cui siamo immersi.


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