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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: ven 31 lug 2009, 18:10 
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http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=370741

L’Aifa, Agenzia del farmaco, ha dato ieri in serata l’ok alla commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru486. Ma il presidente dell’Accademia per la vita Monsignor Sgreccia annuncia la scomunica per chi la userà: «È un veleno letale, non un farmaco», è come l’aborto chirurgico, quindi «un peccato, un delitto» che comporta la «scomunica per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo all’iter».



http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... PRIMOPIANO

ROMA (31 luglio) - La pillola Ru486, «è oggettivamente un male». E' il commento dell'arcivescovo Rino Fisichella, presidente della pontificia Accademia per la vita, al via libera dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva Ru 486. No anche per non incorrere negli «effetti collaterali» del farmaco: «Nel mondo sono morte diverse donne» ribadisce Fisichella.

Le polemiche. Il Vaticano parla di «veleno letale» e «delitto» che comporta «la scomunica» per chi lo usa o lo prescrive. Per il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, c'è invece il pericolo che con la Ru486 si possa arrivare a una «clandestinità legalizzata» degli aborti. Bruno Mellano e Igor Boni, rispettivamente presidente di Radicali italiani e segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, parlano invece di «una vittoria radicale».

Fisichella ricorda in un'intervista al Corriere della Sera che per il Vaticano «la soppressione dell'embrione di fatto è la soppressione di una vita umana: che ha dignità e valore dal concepimento alla fine».

Meloni: messaggio culturale negativo. Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, spiega in un'intervista al Corriere della Sera che bisogna «fare tutto il possibile per prevenire ogni aborto» ma se non si riesce a convincere una donna a evitare l'aborto «si può accettare uno strumento che rende l'intervento meno invasivo, meno doloroso, meno lacerante». E oggi aggiunge: «Ammesso che siano fugati i dubbi sulla pericolosità di questa pillola, e spero sia davvero così, altrimenti l'Aifa avrebbe delle responsabilità enormi sulle potenziali conseguenze per le donne italiane, resta la totale negatività del messaggio culturale ricompreso nella diffusione della Ru 486».

Franceschini. «Siccome siamo in un Paese in cui l'aborto è consentito per legge - dice Dario Franceschini - se c'è la possibilità per cui si usi un sistema che sia meno invasivo per la donna, non vedo perché dire di no».

Livia turco: la scienza ha prevalso. Livia Turco, già ministro della Sanità e capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera spiega che è stata sconfitta «la baruffa ideologica» ed è prevalsa «la valutazione tecnico scientifica». «L'importante decisione dell'Aifa - prosegue Turco - sulla pillola Ru486 è la conclusione di un rigoroso iter istruttorio iniziato due anni fa, durante il quale sono stati valutati scrupolosamente gli aspetti medici e la compatibilità dell'uso del farmaco con la legislazione italiana». Ora, conclude, è «necessario garantire che questa metodica abortiva sia utilizzata nel modo più appropriato e nell'ambito della legge 194. Per questo mi auguro che il ministero della Salute definisca insieme alle Regioni delle linee guida per garantire una presa in carico adeguata su tutto il territorio nazionale».

Gian Luigi Gigli, responsabile del dipartimento Salute e Welfare dell'Udc parla di «farmaco veleno» e di come venga fatto «un regalo alle multinazionali e all'ideologia radicale sulla pelle delle donne».

Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, fa sapere che si fida «di ciò che ha deciso l'Agenzia del Farmaco sulla RU486, del resto già adottata in molti paesi del mondo». «Evidentemente - aggiunge - è del tutto legittima l'obiezione di fondo della Chiesa».

Boniver: si usa in quasi tutti i paesi europei. Margherita Boniver (Pdl) sottolinea che «la pillola viene usata in quasi tutti i paesi europei dagli anni 80» e spera che «dopo la rassicurante informativa sull'ulteriore calo degli aborti in Italia le obiezioni che provengono da autorevoli esponenti delle gerarchie ecclesiastiche non incidano più di tanto sull'alternativa all'interruzione della gravidanza chirurgica».

Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Giustizia parla di «gravissimo errore, che strizza l'occhio alla cultura della morte» anche perché spiega «la Ru486 ha causato la morte di diverse donne in tutto il mondo».

Licastro (Pdl): governo modifichi linee guida 194. «Il Governo deve modificare quanto prima le linee guida della legge 194 per adeguare la normativa vigente alla decisione dell'Agenzia» dichiara Simonetta Licastro Scardino, parlamentare del Pdl, membro della Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato. «Le modalità di esecuzione dell'interruzione volontaria di gravidanza - afferma la senatrice - fino ad ora compiuta all'interno di strutture ospedaliere, come previsto dalla 194, cambiano radicalmente. La pillola assassina, oltre ai pericoli di emorragie e di decessi, comporta un'incertezza sul momento e soprattutto il luogo dell'espulsione del feto. Le donne - conclude la Licastro - non possono essere lasciate sole con il loro dramma».

Critico Francesco Cossiga. Con il via libera alla pillola abortiva Ru486 da parte dell'Agenzia del farmaco «tanto vale dire semplicemente che l'aborto è libero» afferma il senatore a vita su Il Foglio che rivolge un'interpellanza al governo ed al ministro del Welfare. «Chiedo - spiega Cossiga - che si faccia riferimento alla legge 194 e si spieghino i limiti dell'aborto farmacologico, più pericoloso di quello chirurgico. Così l'aborto diventerà un metodo contraccettivo come gli altri. Io mi muovo sul piano morale del male minore, e il male minore è l'aborto chirurgico. Anche per la presa di coscienza cui obbliga: c'è un colloquio da fare, poi un'operazione chirurgica. Qui si tratta di mandar giù una pillola e via».

Colozzi (Aifa): ecco perché ho votato no. Romano Colozzi, esponente del consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco ed assessore alle Finanze della Regione Lombardia, spiega che il suo voto negativo all'introduzione in Italia della Ru486 «è stato determinato soprattutto dalla consapevolezza che questo nuovo strumento abortivo darà meno garanzie e procurerà più danni alle donne che ne faranno uso rispetto all'intervento chirurgico, già traumatico di per sè». Secondo l'assessore Colozzi l'apparente semplicità d'uso di tale strumento farmacologico farà abbassare inevitabilmente il livello di prudenza e di responsabilità. «C'è poi - continua - una gravissima motivazione giuridica: nonostante le prescrizioni che verranno proposte dalla delibera dell'Aifa sulla permanenza della donna in una struttura ospedaliera fino al momento dell'espulsione del feto, in coerenza con quanto previsto dalla legge 194, sono convinto che ci saranno mille espedienti giuridico formali per aggirare tale prescrizione. Ne è conferma il fatto che nelle regioni in cui da anni si utilizza la Ru486, pur in presenza della 194, tale obbligo non sia mai stato rispettato».

Medici cattaolici: è inaccettabile, attentato alla vita. «L'aborto resta un inaccettabile attentato alla vita». Vincenzo Saraceni, presidente dei medici cattolici, appare fortemente amareggiato sul via libera dell'Agenzia italiana del farmaco alla Ru486. «Come medici - spiega - siamo preoccupati per la salute della donna. Il via libera, infatti, non ha tenuto conto delle 29 morti che sono state attribuite all'uso di questo farmaco». Quella dell'Aifa «è una decisione che ci addolora - incalza - è che non ha considerato gli effetti collaterali importanti attribuiti alla Ru».



Io stamattina mi sono letteralmente incazzata e come istinto ho pensato agli atti più blasfemi contro la Chiesa...

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S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


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