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 Oggetto del messaggio: La Proton-Terapia
Messaggio da leggereInviato: mer 21 ott 2009, 14:39 
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Come funziona la Proton-Terapia
http://www.gvonline.it/public/approfond ... hp?id=1755
Giovedi, 30 Luglio 2009


E’ come quando si getta un sasso in uno stagno: l'energia impressa si scarica quasi interamente al momento dell'impatto con l'acqua, producendo con un “pluff” un minuscolo maremoto. Si può prendere la mira e decidere dove far accadere quel “pluff”. Se ci fosse una barchetta di carta, si potrebbe decidere di colpirla e distruggerla, magari evitando quella a fianco (la propria...) che non subirebbe alcun danno. Se invece si avesse a disposizione solo un potente raggio laser e tra noi e il nostro bersaglio ci fosse la nostra barchetta... sarebbe inevitabile, per incendiare una, mandare a fuoco anche l'altra. Il sasso colpisce in un punto scaricando lì quasi tutta la sua energia; il raggio per colpire lascia una scia di distruzione.
I vantaggi della protonterapia. Ecco, se il bersaglio non è una barchetta ma un tumore, è questa la differenza che corre tra la radioterapia “tradizionale”, effettuata attraverso elettroni e fotoni (paragonabili al raggio), e quella che utilizza i protoni (paragonabili al sasso). Precisione, potenza, effetti collaterali trascurabili sono i vantaggi della protonterapia nella cura delle neoplasie. Ecco perché nel mondo si sta assistendo a una corsa alla costruzione e all'utilizzo di queste nuove tecnologie. E Mestre sarà tra i centri che per primi si doteranno di queste grandi e costose apparecchiature, entrando nell'empireo - che si sta rapidamente espandendo - dei centri “che contano” a livello mondiale.
La radioterapia tradizionale. Per capire meglio i vantaggi della protonterapia occorre spiegare prima come avviene la radioterapia “tradizionale”. Un acceleratore lineare spara raggi di elettroni o direttamente sul paziente da trattare o su un anodo che produce fotoni, indirizzati poi verso il paziente. Gli elettroni scaricano rapidamente la dose curativa in superficie: vengono perciò utilizzati per curare tumori superficiali (senza causare effetti distruttivi sulle cellule degli organi più profondi).
Quando un tumore ha colpito un organo interno è necessario usare invece i fotoni, che penetrano nei tessuti, cedendo la loro forza progressivamente. La radiazione produce il suo effetto sia sulle cellule sane che su quelle malate; e non può distinguere tra quello che si trova davanti o dietro il bersaglio da trattare. Ecco che, per colpire un organo interno con la dose necessaria a distruggere le cellule tumorali, si ricorre all'irradiazione da più punti d'ingresso: il fuoco è sempre lo stesso e in quel punto si concentra la dose più alta di radiazioni; gli altri tessuti attraversati, invece, ricevono una dose minore.
In bilico su una lama. L'utilizzo di particolari software, associati alla diagnostica a tre dimensioni (Pet-Ct, Tac, risonanza magnetica), permette di progettare ancora meglio l'intervento e dosare nei dettagli la cura. Le apparecchiature di ultima generazione, poi, sono dotate di sistemi per schermare in modo selettivo la radiazione ionizzante, permettendo di aumentare la dose di trattamento solo nei punti che interessano, con precisione millimetrica (Radioterapia con modulazione di intensità - Imrt).
Malgrado questo, non si possono dire eliminati del tutto gli effetti collaterali di cure di questo genere, di tipo acuto o a distanza nel tempo. Il radioterapista a volte deve camminare su una lama sottilissima, rischiando di cadere da una parte verso l'inefficacia della terapia sull'organo malato, dall'altro verso danni irreversibili su altri organi sani.
I vantaggi dei protoni. La protonterapia permette di superare dilemmi e problemi. E questo perché il fascio di protoni sparato sul bersaglio malato ha un comportamento molto diverso da quello dei fotoni. L'energia ceduta alle cellule è bassa fino al raggiungimento del bersaglio, si impenna e raggiunge i livelli più alti quando lo raggiunge e lì si ferma. Vuol dire che i tessuti che attraversa vengono colpiti in misura minore rispetto alla radioterapia con fotoni; che il tumore può ricevere dosi di cura molto più alte che con il metodo tradizionale; che i tessuti retrostanti non vengono in alcun modo danneggiati. Alla protonterapia si possono applicare poi, raggiungendo il massimo dell'efficacia, le tecnologie Imrt. Ma con un grande ulteriore vantaggio: il volume da trattare viene suddiviso in minivolumi piccoli (i voxels) che compongono un'immagine digitale tridimensionale; e all’interno di ognuno di questi viene scelta l’energia più appropriata, cosa non possibile con la Imrt. Questo conferisce alla Impt (Intensity Modulated Proton Therapy) una modulazione di dose senza precedenti rispetto ai fotoni.

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Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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