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 Oggetto del messaggio: Tumore al seno e deodoranti
Messaggio da leggereInviato: ven 23 ott 2009, 10:59 
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Iscritto il: mar 13 gen 2009, 1:26
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Oggi mi è arrivata una mail.. di quelle classiche che arrivano nella catene. Di solito non le leggo manco queste cavolate ma visto che tratta un argomento importante volevo condividerlo con voi anche per ottenere aiuto nel cercare conferme o smentite della cosa.. se la cosa fosse vera sarebbe abbastanza grave secondo me.




Citazione

IMPORTANTISSIMO!!!!!!!!!!!!!!

Ci è stato chiesto di diffondere il più possibile quest'informazione :
Il cloridrato di alluminio sarebbe la causa di numerosi cancri al seno.
Una specialista in biologia cellulare, la Signora Gabriela Casanova
Larrosa dell'università in Uruguay ha scritto questa spiegazione
sulle origini del cancro al seno:
Qualche tempo fa ho assistito ad un seminario che trattava del cancro
al seno. Al momento delle domande-risposte, ho chiesto perché
l'ascella è il posto dove si sviluppa maggiormente un cancro al seno.
Allora non ho ricevuto risposta alla mia domanda, ma ho appena
ricevuto una lettera che risponde alla mia domanda, e desidero condividerlo con voi.
La causa principale del cancro al seno è l'utilizzo di ANTI-TRASPIRANTI.
La maggioranza dei prodotti sul mercato sono una combinazione di
anti-traspiranti e deodoranti.
Guardate, la composizione dei prodotti che avete in casa. Se ce ne
sono che contengono cloridrato di alluminio (anche i deodoranti)
bisogna buttarli via e trovare altre marche che non hanno componenti a
base di alluminio. Ce ne sono sul mercato..

Eccovi una spiegazione molto semplice:
Il corpo umano ha solo poche zone suscettibili di eliminare le tossine :
dietro alle ginocchia, dietro alle orecchie, tra le gambe e le ascelle.
Le tossine vengono eliminate sotto forma di sudorazione. Gli
anti-traspiranti impediscono questa sudorazione, quindi EVITANO la
missione del corpo che consiste nell'eliminazione delle tossine attraverso le ascelle.
Queste tossine non scompaiono. Sono trattenute nelle ghiandole linfatiche che si trovano sotto alle braccia.

La maggioranza dei cancri al seno iniziano in questa regione superiore al seno.
Gli uomini sono meno suscettibili di sviluppare questo tipo di
malattia perché anche se utilizzano anti-traspiranti, questi vengono
trattenuti in superficie dai peli delle ascelle e non vengono applicati direttamente sulla pelle.
Le donne che si rasano sotto le ascelle accrescono il rischio di piccole ferite causate dalla lametta e applicando questo prodotto subito dopo la rasatura permettono ai prodotti chimici di penetrare
più facilmente nel corpo. Per favore, informate tutte le donne e gli uomini che conoscete !
Il cancro al seno prende proporzioni veramente allarmanti! Se con questa nota, possiamo evitarne qualcuno..

Grazie

Per favore, permettete a questa nota di continuare a fare il giro del mondo !
È la nostra candela per la lotta contro il cancro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Tumore al seno e deodoranti
Messaggio da leggereInviato: ven 23 ott 2009, 11:24 
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 Oggetto del messaggio: Re: Tumore al seno e deodoranti
Messaggio da leggereInviato: ven 23 ott 2009, 17:37 
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Deodoranti e cancro al seno
Loredana Gambardella e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II

Secondo uno studio condotto dall’Università di Reading (Regno Unito) e pubblicato nel gennaio 2004 sul Journal of Applied Toxicology (Darbre P.D. et al.), alcune sostanze chimiche contenute nei deodoranti, come ad esempio i “Parabeni”, potrebbero favorire l’insorgenza di tumori al seno.
I parabeni sono esteri dell’acido para-idrossi benzoico e vengono impiegati per la conservazione dei prodotti cosmetici (Elder et al., 1984). Rappresentano, in particolare, le sostanze maggiormente presenti nei prodotti per l’igiene del corpo in quanto sono considerati tra i più efficaci agenti antimicrobici, attività che aumenta all’aumentare della lunghezza della loro catena esterea (Murrel et al., 1950). Il loro ampio utilizzo, inoltre, è dovuto al fatto che sono considerati, ormai da anni, composti innocui, ben tollerati dalla pelle e soprattutto attivi a basse concentrazioni (< 1%) (Elder et al. 1984).
L’allarme sulla loro potenziale pericolosità è stato diffuso in quanto i risultati dello studio condotto dall’Università di Reading hanno evidenziato che dei 20 campioni prelevati da donne con tumore al seno ed esaminati, ben 18 presentavano elevate tracce di parabeni, in particolare metilparabeni. Inoltre in quattro dei venti campioni la concentrazione totale di parabeni era di circa due volte superiore ai valori medi ritrovati nelle venti pazienti. Il loro potere cancerogeno deriva, come affermato da questo studio, dalla capacità dei parabeni di comportarsi come gli estrogeni (Routledge et al., 1998, Byford et al., 2002; Darbre et al., 2002, 2003), ormoni che le donne producono naturalmente dalla pubertà alla menopausa e che, assunti in grande quantità, potrebbero facilitare la proliferazione delle cellule tumorali. In particolare i parabeni oltre che legarsi ai recettori degli estrogeni sono anche in grado di regolare l’espressione dei geni (es. pS2) che mediano l’attività estrogenica (Byford et al., 2002).
Il possibile legame tra l’utilizzo dei deodoranti e l’insorgenza di cancro al seno sembrerebbe, inoltre, riconducibile al fatto che i parabeni ritrovati nei campioni esaminati si presentano in forma esterea e non sotto forma di metaboliti, indicando che la loro penetrazione nell’organismo non è avvenuta per assunzione orale (Darbre et al., 2003, 2004). Inoltre poichè uno dei modi utilizzati dall’organismo per eliminare i prodotti tossici è la “traspirazione”, i deodoranti impedendo, in parte questo fenomeno ridurrebbero l’eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Ciò provocherebbe, con il tempo, un loro accumulo a livello delle ghiandole linfatiche presenti sotto il braccio e quindi un primo passo verso la formazione di cellule cancerose (Darbre et al., 2003). Tutto ciò è anche confermato da osservazioni cliniche, pubblicate nell’arco di 10 anni, che mostrano che la maggior parte dei tumori si sviluppa a livello del margine superiore esterno del seno, cioè in corrispondenza della zona in cui viene maggiormente applicato il deodorante (Haagensen et al., 1971).
Anche se la maggior parte degli studi hanno evidenziato che i parabeni non sono mutageni (Elder et al., 1984), alcuni hanno dimostrato, invece, che essi possono provocare alterazioni cromosomiche (Ishidate et al., 1978) ed in particolare è stato osservato che la somministrazione sottocutanea di metilparabeni è causa dell’insorgenza di adenocarcinomi mammari nei ratti (Mason et al., 1971).
E’ stato mostrato, inoltre, che i parabeni sono anche in grado di distruggere la funzionalità cellulare mediante l’inibizione della secrezione di enzimi lisosomiali (Bairati et al., 1994).
Altri studi hanno, inoltre, evidenziato che la maggior parte del deodorante applicato rimane intrappolato nei peli ascellari. Questo suggerisce, dunque, che i deodoranti non dovrebbero mai essere utilizzati subito dopo la depilazione in quanto i parabeni potrebbero facilmente penetrare nel corpo attraverso microscopiche lesioni originatesi dalla rasatura (Darbre et al., 2003).
Comunque, in realtà il legame diretto tra parabeni e cancro è ancora solo un’ipotesi che dovrebbe essere confermata da studi epidemiologici a lungo termine e soprattutto condotti su un maggior numero di campioni. Occorre anche dimostrare la presenza di basse concentrazioni di parabeni nelle donne che non usano deodoranti o la presenza di questi composti anche nei tessuti di seno sano (Darbre et al., 2004). Se, infatti, si trovassero analoghi livelli di parabeni anche nei tessuti sani di donne che usano regolarmente i deodoranti sarebbe possibile escludere un legame tra l’insorgenza del cancro e l’uso di questi prodotti. Bisogna, però, anche sottolineare il fatto che ritrovare tracce di essi nei tessuti tumorali non avrebbe, comunque, alcun significato se i livelli raggiunti non risultassero essere sufficienti ad indurre conseguenze biologiche.
Sono stati, inoltre, sollevati dei dubbi sul processo di assorbimento “diretto” dei parabeni attraverso la pelle in quanto l’epidermide è in grado di metabolizzare, almeno in parte, le sostanze con cui viene a contatto, motivo per cui qualsiasi loro traccia, penetrata nella cute, dovrebbe essere degradata dalle cellule epidermiche in sostanze innocue (Darbre et al., 2003). Alcuni studi condotti successivamente su animali hanno, però, dimostrato che i parabeni possono essere rapidamente assorbiti attraverso la pelle (Whitworth et al., 1973; Fischmeister et al., 1975; Komatsu et al., 1979) a causa della presenza nei deodoranti di sostanze che facilitano la penetrazione del prodotto nell’organismo (Kitagawa et al., 1997) e anche perché nella pelle e nei tessuti adiposi sottocutanei sono presenti sostanze, in particolare carbossilesterasi, che favoriscono l’idrolisi dei parabeni ad acido p-idrossibenzoico che viene più facilmente assorbito (Lobemeier et al., 1996; Bando et al., 1997). Essi, inoltre, vengono rapidamente assorbiti anche dal tratto gastrointestinale, idrolizzati ad acido p-idrossibenzoico, coniugati ed infine rapidamente escreti con l’urina (Jones et al., 1957; Heim et al., 1957; Tsukamoto et al., 1960, 1962, 1964; Derache et al., 1963; Philips et al. ,1978; Kiwadw et al., 1979).
Oltre ai parabeni altri due composti, presenti nella maggior parte dei deodoranti sono ritenuti responsabili di causare alcuni problemi per la salute (morbo di Alzheimer, cancro al seno, granulomi e patologie del SNC): l’alluminio e lo zirconio (Laden et al, 1988; Exley et al., 1998). Ciò sembra essere collegato al fatto che questi composti sono normalmente presenti in elevate concentrazioni nei prodotti per l’igiene del corpo, in effetti:

il cloridrato di alluminio è permesso a concentrazioni fino al 25% (Flick et al., 1989);
il cloruro di alluminio fino al 15% (Flick et al., 1989);
il cloridrato di alluminio-zirconio fino al 20% (Flick et al., 1989);
In particolare è stato osservato che alcuni sali, quali il cloruro ed il cloridrato di alluminio o i sali di zirconio (zirconio idrati) sono in grado di ostruire i canali sudoripari ed inibire, quindi, il normale processo di traspirazione (Darbre et al., 2003). Inoltre, a causa delle loro piccole dimensioni questi composti vengono facilmente assorbiti e potrebbero, con il tempo, accumularsi nell’organismo, attaccare e danneggiare il DNA e la sua capacità di autoripararsi. In particolare essi sono in grado di indurre alterazioni dei geni BRCA-1 e BRCA-2 che sono responsabili della riparazione del DNA, cioè agiscono come geni “tumour-suppressor” (Hilakivi-Clarke et al., 2002). L’azione cancerogena è supportata anche dalla capacità di questi composti di interferire con i processi che regolano la crescita cellulare; in particolare è stato osservato che l’alluminio è anche in grado di modulare la topologia del DNA inducendo cambiamenti nelle triplette CCG-12 (Latha et al., 2002).
Nel 2003 un altro studio ha ipotizzato possibili meccanismi responsabili dell’insorgenza di cancro al seno (Darbre et al., 2003). E’ possibile, infatti, che essi agiscano non solo bloccando i condotti del sudore ma anche rendendo impraticabili i condotti adiacenti al seno, dando così luogo alla formazione di cisti. La carcinogenesi del seno può, inoltre, essere il risultato di una combinazione di costituenti chimici presenti negli antitraspiranti (fitoestrogeni, xenoestrogeni, estrogeni fisiologici o farmacologici) che prima danneggiano le cellule e poi ne promuovono la proliferazione. Tutto questo ha come conseguenza l’insorgenza di tumore benigno o maligno al seno.Occore, però, anche ricordare che nel 2002 è stato pubblicato uno studio epidemiologico (Mirick et al., 2002) che non ha riscontrato alcuna associazione tra l’utilizzo dei deodoranti e la comparsa di cancro al seno.
Occorre, però, anche ricordare che nel 2002 è stato pubblicato uno studio epidemiologico (Mirick et al., 2002) che non ha riscontrato alcuna associazione tra l’utilizzo dei deodoranti e la comparsa di cancro al seno.
Infine è importante sottolineare che nonostante le sostanze contenute nei deodoranti rispondano alle linee guida sulla sicurezza dei farmaci (Laden et al., 1988) esse non presentano sul contenitore indicazioni riguardo alla quantità da utilizzare o alla frequenza delle applicazioni, come invece accade per i prodotti farmaceutici. Questo fa si che si pensi, erroneamente, che tali prodotti possano essere usati in quantità illimitate e ad elevata frequenza senza invece neppure lontanamente immaginare che un prodotto che all’apparenza sembra cosi’ innocuo potrebbe essere dannoso per la salute. Sarebbe, quindi, opportuna una valutazione retrospettiva sugli effetti a lungo termine dei deodoranti sulla popolazione.
Un altro aspetto importante da considerare è rappresentato dalla regolamentazione in Australia dei prodotti contenenti i parabeni, in quanto l’Australia possiede uno dei più restrittivi sistemi regolatori al mondo riguardo ai prodotti cosmetici, tra cui i deodoranti (Australian Government, Department of Health and Ageing). In particolare il programma regolatorio in materia di cosmetici è il “National Industrial Chemicals Notification and Assessment Scheme" (NICNAS) che è un sistema elaborato nel 1989 che si occupa:

del controllo dell’introduzione in commercio dei prodotti chimici (es. tinture, solventi, plastica, ecc);
della divulgazione nei luoghi di lavoro della pericolosità dei prodotti chimici;
L’obiettivo del NICNAS è dunque, quello di offrire tutte le informazioni su questi prodotti in modo da proteggere gli operatori del settore, il pubblico e l’ambiente dai loro effetti nocivi. In particolare, per garantire l’utilizzo di prodotti efficaci, ma soprattutto sicuri, in Australia sono stati stabiliti, mediante la Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974, alcuni requisiti obbligatori per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti cosmetici. Secondo tale provvedimento è obbligatorio riportare sull’etichetta l’elenco degli ingredienti del prodotto in ordine decrescente di peso o di volume, in modo da facilitare, così, l’identificazione da parte dei consumatori degli ingredienti ai quali possono essere allergici o che possono provocare l’insorgenza di reazioni avverse. Le etichette devono anche riportare, quando è possibile, i pericoli specifici provocati dai vari ingredienti o da loro combinazioni. E’ in particolare obbligatorio riportate tali pericoli quando il componente chimico utilizzato è presente nel ”Standard for the Uniform Scheduling of Drugs and Poisons” (SUSDP), elenco di sostanze ritenute dal governo Australiano pericolose per la salute, come ad esempio i parabeni (Australian Government, Department of Health and Ageing).

fonte e bibliografia http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/corso/0406-04.asp
invece leggete qui http://www.forumsalute.it/community/forum_68_senologia_e_prevenzione_oncologica/thrd_103956_info_su_cloridrato_alluminio_1.html

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Ultima modifica di davide il ven 23 ott 2009, 22:57, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Tumore al seno e deodoranti
Messaggio da leggereInviato: ven 23 ott 2009, 18:41 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
Messaggi: 3497
Senza dubbio quei prodotti sono tossici per la pelle; il link che ho postato è esclusivamente rivolto a far notare che il testo in oggetto è una bufala, sia facilmente riconoscibile, che smentita dall'autrice stessa.
Propongo di dividere in 2 il topic: sposto nel cestino la bufala con il link antibufala, e tengo qui la discussione più seria sui dati reali, eliminando questo mio post e quelli di conferma a questo.
Ok?

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 Oggetto del messaggio: Re: Tumore al seno e deodoranti
Messaggio da leggereInviato: ven 23 ott 2009, 19:17 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
Messaggi: 699
ok metti come topic il mio post, poi lo modifico e metto per esteso la ricerca del secondo link

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