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Messaggio da leggereInviato: mar 23 mar 2010, 13:06 
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Cellule disinformate
Il cancro e la ricerca del senso perduto

Scienza e conoscenza - Ervin Laszlo - 25-9-2008


Riportiamo qui di seguito alcuni stralci significativi della presentazione che il Prof. Laszlo, Presidente del Club di Budapest, “padre” dell'olismo e candidato al Premio Nobel per la Pace, ha fatto al libro di Pier Mario Biava “Il Cancro e la Ricerca del Senso Perduto” edito da Springer.

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Questo è senza dubbio uno dei libri più straordinari che abbia mai letto. Per iniziare, è la storia di una intuizione personale, che arriva inaspettata ed apparentemente a ciel sereno, che contiene la soluzione per sconfiggere uno dei più grandi flagelli che abbia mai colpito l'umanità: il cancro. Il libro è anche un saggio sulle idee che caratterizzano questa scoperta epocale: un saggio filosofico che si inoltra nelle fondamenta della nostra visione del mondo e della vita. E da ultimo, ma non per importanza, questo è un libro di saggezza concreta. Esso contiene una critica ben fondata ai valori ed alle priorità che caratterizzano il nostro tempo, una “Zeitkritik”, che ci obbliga a riflettere sulla necessità, da sempre presente, ma oggi ancor più urgente, della ricerca di senso.

La scoperta del Dr Biava conferma l'affermazione di Einstein, spesso citata: non si può risolvere un problema adottando lo stesso tipo di pensiero che ha caratterizzato il contesto in cui il problema è sorto. In questo caso il problema non è il cancro, che è uno stato dell'organismo, una condizione del corpo umano, così come di altri organismi pluricellulari. Il problema da risolvere è come trattare questa condizione: quale approccio avere con il corpo in cui il cancro si è sviluppato. La scoperta del Dr. Biava è che le cellule maligne non sempre richiedono di essere asportate, irradiate o chimicamente distrutte: esse possono essere riprogrammate verso il normale funzionamento. Questo è un modo di pensare radicalmente diverso.

Come suggerisce il termine “programma” la cura delle cellule maligne coinvolge l'informazione, un elemento importante fino ad oggi trascurato. L'informazione si trasmette non solo quando parliamo, scriviamo o comunichiamo in altro modo; l'informazione è anche presente in natura dove risulta assolutamente fondamentale. Come un fattore sottile, scoperto relativamente di recente, essa sta sotto “l'entanglement” ovvero “l'intreccio” fra particelle e la loro “non-località” nel mondo microscopico. Nel mondo della vita l'informazione sottende la coerenza delle parti che costituiscono l'organismo, che è poi la coerenza di tutto l'organismo.

Ciò assicura il coordinato funzionamento delle cellule e degli organi; è la perdita di questa informazione che porta alle gravi alterazioni che si manifestano come cancro.

Come può essere ristabilito un corretto, sano flusso di informazioni fra cellule malfunzionanti? La risposta a questa domanda costituisce il tema centrale del libro di Biava. È una risposta complessa, che lascio scoprire ai lettori nelle pagine seguenti, ma che poggia, come tutte le intuizioni del genio, su basi straordinariamente semplici e logiche. Biava ha scoperto che l'informazione che “convince” le cellule maligne a tornare alla normalità è prodotta dagli organismi viventi stessi, ma solo in specifiche circostanze.

L'isolamento dei fattori che portano questa informazione e la loro somministrazione alle cellule tumorali può riprogrammare tali cellule, fino a farle ritornare alla normalità. Così il programma di moltiplicazione cambia in programma di differenziazione. Un cambio simile avviene nel corso dello sviluppo solo nello stadio embrionale, in cui la madre “comunica” attraverso l'utero con le cellule che costituiscono l'embrione.

Questa comunicazione induce le cellule staminali a passare, in un preciso momento, dallo stadio di moltiplicazione a quello di differenziazione, dando così origine al processo di organogenesi, che porta al completo sviluppo del feto.

Il fondamento del trattamento del cancro, ideato da Biava, è quello di identificare, estrarre e ridare le informazioni, che le cellule staminali ricevono nella vita embrionale alle cellule tumorali di un organismo adulto. Tale informazione induce le cellule cancerose a passare dallo stadio di moltiplicazione a quello di differenziazione e quindi alla corretta integrazione con le altre cellule dell'organismo. In casi di alcune varietà di cancro è stato dimostrato che ciò è possibile. Ulteriori ricerche sono necessarie per verificare se ciò è possibile anche in altri tipi di tumore o in tutti i tipi di tumore.

Per quanto attiene al terzo aspetto di questo libro straordinario, l'aspetto della Zetkritik, cioè alla critica del nostro tempo, vorrei ricordare le conclusioni a cui arriva Biava e che riguardano la lezione che il suo lavoro offre alla vita ed all'esistenza di tutti noi. La perdita di senso, egli sottolinea, è la principale caratteristica dell'età moderna. Mai nessuna società come l'attuale aveva provato una tale mancanza di senso. Il cancro, ricorda Biava, è uno dei sottoprodotti di questa perdita. Il cancro è una patologia della significazione: i codici della sana comunicazione sono cambiati in modo negativo nelle patologie tumorali. Guarire dal cancro equivale ritrovare il senso nella vita. Prima di lasciare la parola all'autore, una delle grandi menti e dei grandi benefattori del nostro tempo, mi prendo la libertà di aggiungere una nota personale.

Perchè un medico ed un ricercatore ha chiesto a me, filosofo e teorico dei sistemi, di scrivere una prefazione a questo libro? E perchè io ho accettato di scriverla? La risposta ad entrambe le domande è la stessa. Risulta che, sebbene noi abbiamo avuto punti di partenza molto diversi - Biava è partito dal tentativo di trovare una cura per il cancro ed io dal tentativo di vedere quali intuizioni fondamentali stiano dietro le scoperte scientifiche - alla fine siamo arrivati alle stesse conclusioni. Il mondo non è un aggregato meccanico di parti separate e separabili, ma un'unità organica, una gerarchia in cui il tutto si annida nel tutto, ovvero una gerarchia di “oloni” per usare il termine suggerito dal filosofo-scrittore Arthur Koestler.

Se si adotta il punto di vista olistico, lungi dal costruire astratte teorie, si conseguono i più grandi risultati pratici: emerge la differenza su come noi ci rapportiamo l'un l'altro nella società e di come noi trattiamo le malattie del nostro corpo. La salute dentro di noi e la salute attorno a noi, rispondono alle stesse intuizioni basilari: esse sono l'espressione della integrità e della coerenza dei sistemi che la manifestano. Mantenere o riacquistare la salute significa ristabilire il flusso di informazioni essenziali nel sistema. Questa è la via per guarire il corpo, guarire la società, guarire il pianeta.

_________________
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


Ultimo bump di Luke effettuato il mar 23 mar 2010, 13:06.


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