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Messaggio da leggereInviato: mer 5 mar 2008, 11:27 
Se davvero l'uomo è un carnivoro, perché non mangia la carne come tutti gli altri veri carnivori, e cioè cruda? Ed invece è costretto a camuffare questo cibo - non compatibile con il suo organismo - con una infinita quantità di salse e salsette, non prima di averlo fritto o bollito o invecchiato, e trasformato in mille modi.
Molti biologi e fisiologi sono d'accordo nell'affermare che l'uomo, in realtà, non è fisiologicamente "costruito" per mangiare carne, e offrono prove estremamente convincenti. Vediamo quali: la classe dei carnivori ha una struttura fisica predatoria (artigli, canini sviluppati), intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del tronco) e fortemente acido (10 volte di più di un normale erbivoro); l'intestino breve, lungo 3 volte il tronco, serve ad evitare una sosta troppo prolungata della carne ingerita, in quanto essa è facilmente putrescibile. L'intestino breve, inoltre, è fortemente acido perché deve neutralizzare le sostanze tossiche carnee.
Vediamo come avviene la digestione della carne: una volta giunta nello stomaco la carne ha bisogno, per essere digerita, della secrezione di succhi gastrici ricchissimi di acido idrocloridico. I carnivori, infatti, secernono grandi quantità di acido idrocloridrico, atto a sciogliere le ossa. Il tratto intestinale dove avviene l'ultima parte della digestione, che serve a far passare gli elementi nutrivi nel sangue, deve per forza di cose essere meno lungo possibile: si deve considerare, infatti, che il pezzo di carne altro non è che un cadavere in putrefazione che crea velenosi rifiuti all'interno del corpo. Il carnivoro, quindi, deve liberarsene il più presto possibile. Il problema, per i non carnivori, è la lunghezza del tratto intestinale, che a volte è lungo addirittura 20 volte il tronco. Se i non carnivori mangiassero carne, questa rimarrebbe nel loro corpo un tempo troppo lungo, avvelenandoli.
Passiamo alla classe degli erbivori: struttura fisica forte ma non aggressiva, dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti, e canini per dilaniare; intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante. Gli erbivori secernono una quantità minima di acido idrocloridrico, non sufficiente a digerire del tutto la carne.
Poi c'è la classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività e sono simili in molte caratteristiche fisiche ai carnivori; molti, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori, poiché se nutrito di sola carne esso muore.
Adesso osserviamo l'uomo: struttura fisica non aggressiva, tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco, mandibole deboli e non pronunciate, secrezione salivare idonea (grazie alla ptialina) agli amidi dei cereali, dentatura sviluppata soprattutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari piatti e robusti per macinare semi, stomaco debole e poco acido, che non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne; inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli che favoriscano il movimento peristaltico: frutti, cereali ed ortaggi hanno queste capacità, la carne no. L'intestino crasso, inoltre, per ottimizzare la sua funzione deve avere un contenuto acido: i semi, le radici e i frutti lasciano nel crasso residui acidi, mentre le carni lasciano residui alcalini: ammoniaca e basi diverse. Fisiologicamente l'uomo è più simile ai mangiatori di piante e agli animali da pascolo e da foraggio (come le scimmie, gli elefanti e le mucche), che non ai carnivori come tigri e leopardi. I carnivori, ad esempio, non traspirano dalla pelle: la temperatura corporea viene regolata con il respiro accelerato e l'estrusione della lingua. Gli animali vegetariani, invece, sono dotati di pori sudoriferi per eliminare le impurità e regolare la temperatura.
Pare proprio che l'uomo non rientri né nella classe dei carnivori, né in quella degli onnivori, anzi per alcune caratteristiche fisiche potrebbe essere accostato ai frugivori (come le scimmie) ed in modo minore ai granivori (scoiattoli e topi). Vediamo perché: l'uomo ha una mano pensile come le scimmie e i roditori, atta ad afferrare e cogliere frutti ed oggetti tondeggianti. Se consideriamo la placenta, quella umana è discoidale, come quella delle scimmie antropoidi. Sembra dunque che l'uomo abbia come cibo elettivo i semi, la frutta, la verdura e gli ortaggi.

;)


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Messaggio da leggereInviato: mer 5 mar 2008, 11:31 
Gli effetti della carne sull'organismo umano:
Bisogna sapere che quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia la carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l'animale avrebbe eliminato con l'urina. Il dottor Owen S. Parrett, nella sua pubblicazione "Perché io non mangio carne", osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile, del "tè di manzo", che all'analisi chimica risulta molto simile all'urina. Questo perché, non bisogna dimenticarlo, la carne che l'uomo ingerisce altro non è che un pezzo di cadavere in putrefazione, un cadavere che, quindi, porta con sé rifiuti tossici e altre impurità altamente pericolose.
Un'altra indicazione che il consumo di carne non è naturale per l'uomo è data dall'incapacità del suo corpo di assimilare le dosi eccessive di grassi animali contenute nei cibi, mentre gli animali carnivori possono metabolizzare una quantità quasi illimitata di colesterolo e grassi, senza effetti negativi. A tal proposito sono stati effettuati degli esperimenti sui cani: per due anni vennero aggiunti circa 2 etti di grasso animale alla loro dieta quotidiana, senza che ci fosse alcun cambiamento nel loro tasso di colesterolo. Gli animali vegetariani, invece, hanno una limitata capacità di elaborare grassi saturi o colesterolo superiore alla quantità richiesta dal loro corpo; qualora si ecceda per molti anni nel consumo di tali elementi, i depositi grassi (placche) si accumulano nelle pareti interne delle arterie, provocandone l'indurimento, ossia quella malattia conosciuta col nome di arteriosclerosi. Poiché i depositi di grasso impediscono il normale flusso del sangue verso il cuore, ecco che aumentano le probabilità di collassi, attacchi cardiaci e infarti.
Nei paesi industrializzati che praticano l'agricoltura intensiva, la carne è ulteriormente caricata di additivi chimici: DDT, arsenico (usato come stimolante della crescita), solfato di sodio (che dà alla carne il colore rosso) e il DES, un ormone sintetico notoriamente cancerogeno. La carne contiene molti agenti ritenuti cancerogeni o responsabili delle metastasi del cancro: per esempio, un kg scarso di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette! Numerosi prodotti chimici potenzialmente dannosi, dunque, vengono aggiunti alla carne, senza che i consumatori lo sappiano. Nel libro "Poison in your Body", Gary e Steven Null offrono una descrizione delle ultime tecniche adottate nelle fattorie per allevamento industriale: "Gli animali sono tenuti in vita e ingrassati con la continua somministrazione di tranquillanti, ormoni, antibiotici e altre 2700 droghe. Questo trattamento inizia prima della nascita e continua a lungo, anche dopo che gli animali sono morti. E, sebbene queste droghe continuino a essere presenti nella loro carne quando voi la mangiate, la legge non richiede che esse vengano denunciate sulla confezione. Una di queste sostanze è il dietilstilbestrol (DES), un ormone della crescita che si continua ad usare in America anche se si è scoperto che è cancerogeno. Un altro stimolante della crescita è l'arsenico: nel 1972 il Dipartimento Americano dell'Agricoltura riscontrò che la presenza di questo veleno superava il limite legale, fissato nel 15% della produzione nazionale di pollame. Il nitrato e il nitrito di sodio, conservanti chimici per rallentare il processo di putrefazione nelle carni salate e in altri prodotti come prosciutto, pancetta, salame, salsicce e pesce, sono anch'essi nocivi per la salute e vengono usati per dare alla carne quel coloro rosso. Poiché gli animali sono costretti a vivere in condizioni di scarsa igiene e in poco spazio, necessitano di dosi massicce di antibiotici i quali, naturalmente, venendo ingeriti insieme alla carne, creano all'interno dell'organismo umano dei batteri resistenti agli antibiotici. Anche la macellazione violenta determina nella carne la formazione di altri veleni naturali altrettanto forti. Questi veleni, uniti agli stimolanti e alle sostanze nocive rimaste nel sangue dell'animale (come l'acido urico), contaminano ulteriormente la carne destinata ai consumatori". Un quadro davvero rassicurante per i cosiddetti "carnivori".
In aggiunta ai veleni chimici, spesso la carne trasporta le malattie degli animali da macello che, stipati tutti assieme in condizioni di scarsa igiene e ipernutriti in modo innaturale, si ammalano molto più spesso degli altri. Nonostante le ispezioni fatte durante la selezione della carne, questa viene spesso messa sul mercato anche quando è meno sana di quanto gli acquirenti possano immaginare. Nel 1972 l'USDA rilasciò un rapporto sulle carcasse degli animali esaminate dopo che erano state asportate le parti malate. Circa 100.000 mucche presentavano forme di cancro agli occhi e 3.596.302 avevano il fegato malato. Del resto, spiegano gli stessi ispettori, se i controlli venissero fatti sul serio e si mantenesse una rigorosa severità, non resterebbe aperta una sola ditta di confezione di carne.
Forse l'argomento più importante di per sé a favore di una dieta senza carne, almeno per quanto riguarda la salute personale, è l'innegabile e ben documentata correlazione tra il consumo di carne e le malattie del cuore. In America, il paese con il più alto consumo di carne, una persona su due muore di malattie del cuore o dei relativi disturbi cardiovascolari. Queste malattie sono praticamente inesistenti nelle società dove il consumo di carne è basso. Il Journal of the American Medical Association riportava nel 1961 che "la dieta vegetariana può prevenire dal novanta al novantasette per cento delle malattie del cuore." Dato che la dieta vegetariana limita l'assunzione di colesterolo, è logico che non si creino depositi di grasso con i conseguenti decessi per infarto o attacco di cuore. La patologia nota con il nome di arteriosclerosi è virtualmente sconosciuta nel mondo dei vegetariani. Secondo l'Encyclopaedia Britannica: "Le proteine contenute nelle noci, nei legumi, nei cereali e perfino nei prodotti del latte sono considerate relativamente pure comparate alla carne di manzo, che contiene il 66% di acqua impura." Queste impurità non solo colpiscono il cuore, ma l'organismo intero.
Un'ulteriore prova che l'intestino dell'uomo non è adatto a digerire carne viene fornita da numerosi studi che stabiliscono una stretta relazione tra il cancro del colon e una dieta ricca di carne. Le cause della malattia sono il contenuto di grassi, la mancanza di fibre vegetali nella dieta e il lento transito nel colon dove le sostanze tossiche hanno tutto il tempo di provocare i loro effetti dannosi. D'altro canto è risaputo che la carne, mentre viene ingerita, produce steroidi metabolici in possesso di proprietà cancerogene. La National Academy of Sciences ha riferito nel 1983 che "...si potrebbero prevenire molte forme di cancro comune adottando una dieta meno ricca di grassi e carne, che fosse basata invece su verdure e cereali." Alcuni sorprendenti risultati nella ricerca sul cancro si sono rivelati studiando le nitrosamine, cioè le sostanze derivate dall'incontro di alcune sostanze naturali presenti nella birra, nel vino, nel tè e nel tabacco, con additivi chimici aggiunti alla carne per la sua conservazione. L'ente Americano Food and Drug Admistration ha definito le nitrosamine "...uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto... il cui studio ha causato grave preoccupazione negli scienziati che se ne sono occupati." Il dottor William Lijinsky condusse alcuni esperimenti introducendo nitrosamine nell'alimentazione di alcuni animali: nel giro di sei mesi egli riscontrò la presenza di tumori nel 100% delle cavie. "Le manifestazioni cancerose", notò in quell'occasione, "sono presenti in ogni parte del corpo: nel cervello, nei polmoni, nel pancreas, nello stomaco, nel fegato e negli intestini. Gli animali sono stati completamente compromessi."
Per concludere, il corpo umano è una macchina complessa e, come tutte le macchine, alcuni carburanti sono più indicati per garantire un funzionamento corretto. Le statistiche e le ricerche dimostrano senza tema di smentita che la carne è un carburante poco adatto, che alla fine pagheremo a caro prezzo. Gli esquimesi, ad esempio, che vivono di carne e pesce, muoiono presto; la durata della loro vita non supera i trent'anni. D'altra parte di sono tribù vegetariane come gli Hunza, o gruppi come gli Avventisti del Settimo Giorno, che tendono a vivere tra gli ottanta e i cento anni. I ricercatori individuano nel vegetarianesimo la principale causa della loro longevità. E' indubbio quindi che una sana e naturale alimentazione contribuisce a vivere serenamente, in salute, in armonia e a lungo. Il corpo non deve sobbarcarsi lavori improbi per assimilare elementi non compatibili e per debellare sostanze tossiche e velenose, e quindi può lavorare secondo natura e secondo i suoi specifici tempi. Chi si ammala di cancro, di arteriosclerosi, di malattie del cuore, di diabete, di calcolosi renale e di altre mille malattie è colpevole egli stesso della sua malattia e deve accettarlo, anche se è difficile e doloroso, poiché è stato proprio lui a coltivare il terreno della sofferenza e del dolore fagocitando altri esseri viventi; e, si sa, chi semina sofferenza e dolore raccoglierà sofferenza e dolore.


Indice delle malattie

Ipertensione: i valori della pressione sistolica del sangue sono più bassi tra i vegetariani.
Arteriosclerosi e malattie del cuore: i vegetariani hanno in genere un più basso tasso di colesterolo nel siero del sangue, una più bassa concentrazione di piroproteine a bassa densità (LDL) e di trigliceridi che i non vegetariani. L'incidenza dell'arteriosclerosi e degli infarti è minore nei vegetariani che non nella popolazione in genere.
Diabete mellito, disturbi cardiovascolari: notevole diminuzione dell'incidenza con l'uso della dieta vegetariana.
Diverticolosi intestinale: l'alto contenuto di fibre vegetali della dieta vegetariana aiuta il transito intestinale della massa fecale, impedendo le anormali pressioni, il ristagno e le conseguenti dilatazioni all'interno dell'intestino.
Calcolosi renale: la dieta vegetariana è associata ad una diminuzione di calcoli renali contenenti ossalati di calcio.
Cancro: minore incidenza del cancro al seno, prostata, colon, polmone e bocca, tra i vegetariani. La dieta vegetariana sembra modificare il metabolismo degli ormoni come la prolattina, il testosterone e gli estrogeni, creando un fattore di prevenzione al cancro non trascurabile. Inoltre alcuni vegetali come cavoli, verze, cavolfiori, contengono molecole (ditiltioni) che aumentano i livelli di glutazione dell'organismo; questo composto chimico è coinvolto in tappe metaboliche importanti, utili a bloccare la formazione di radicali liberi che danno origine a sostanze potenzialmente cancerogene.
Osteoporosi: (fragilità ossea per maggiore porosità) è molto meno frequente tra i vegetariani, perché un eccesso di proteine inibisce l'utilizzazione del calcio disponibile.

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Messaggio da leggereInviato: mer 5 mar 2008, 11:36 
Gli animali d'allevamento sono davvero inefficienti come "macchine" per convertire proteine vegetali in proteine animali; di conseguenza, per produrre cibi animali vengono consumate molte più risorse rispetto a quelle necessarie per la produzione di cibo vegetale. Questo enorme spreco di risorse è una delle conseguenze meno pubblicizzate, ma la più devastante, della tanto decantata "Livestock revolution" (Rivoluzione del bestiame). È innegabile che questo spreco di risorse provochi un enorme impatto ambientale sul pianeta. Come affermato dal World Watch Institute, con l'evolversi della scienza dell'ecologia, è ormai assodato che gli appetiti umani per la carne animale siano la vera forza scatenante di tutte le principali categorie di danno ambientale che in questo momento minacciano il futuro dell'umanità: la deforestazione, l'erosione, la scarsità d'acqua, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l'ingiustizia sociale, la destabilizzazione delle comunità e la diffusione delle malattie.
Nonostante questo, il consumo di carne pro capite è più che raddoppiato nella scorsa metà del secolo, anche mentre la popolazione continua a crescere. Di conseguenza, il consumo totale di carne è aumentato di 5 volte. Questo ha a sua volta imposto una pressione sempre più alta sulla disponibilità d'acqua, di terra, di mangime, di fertilizzanti, di combustibile, di capacità di smaltimento dei rifiuti, e sulla maggior parte delle altre risorse limitate del pianeta. [WWI2004]
Degradazione del suolo
La degradazione del suolo è uno dei problemi più seri che l'agricoltura moderna si trova ad affrontare. Mentre servono da 20 a 1000 anni per la formazione di un centimetro di suolo, le Nazioni Unite hanno stimato che il vento e l'acqua erodono l'1% del suolo del pianeta ogni anno. Generalmente è poco noto come l'allevamento di animali sia uno dei fattori che più contribuiscono all'erosione. Quando un pascolo è sovrasfruttato, il bestiame compatta il suolo con gli zoccoli e strappa la vegetazione che tiene assieme il terreno, diventando così causa di erosione. L'allevamento intensivo, invece, distrugge il suolo perchè la coltivazione di cereali per mangimi, necessaria a mantenere quest'industria, richiede moltissimo terreno coltivabile. Di conseguenza, la terra arabile pro capite disponibile nel mondo continua a decrescere costantemente: è passata da 0,40 ettari per persona nel 1961 a 0,25 ettari nel 1999. Un esempio estremo di degradazione del suolo è il fenomeno noto come desertificazione. L'agricoltura può contribuire alla desertificazione sia direttamente, tramite pratiche agricole dannose come la coltivazione intensiva, il sovrasfruttamento dei pascoli, e un uso smodato di acqua, sia indirettamente, quando la terra viene deforestata per creare nuove terre coltivabili o nuovi pascoli per il bestiame. [Horrigan2002]
A livello internazionale, si sono verificati seri problemi di compattamento del suolo, erosione e diminuzione di fertilità in molte aree dedicate all'allevamento di bovini. Queste comprendono l'Ovest americano, l'America centrale e meridionale, l'Australia e l'Africa sub-sahariana. Il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) stima che il 20% dei pascoli del mondo abbiano subito un sostanziale degrado dal 1945, e che il ritmo di distruzione sia in continua crescita. [Cox2000]
Deforestazione
In soli dieci anni (dal 1990 al 2000) l'Amazzonia Brasiliana ha perso un'area di foresta pari a due volte il Portogallo: la stragrande maggioranza di quest'area è diventata pascolo per bovini, per il consumo interno e per l'esportazione in Europa, Giappone, USA. Il tasso annuo di deforestazione ha continuato ad aumentare negli anni successivi e nel 2002 è aumentato del 40%. Il 10% dell'area deforestata è usata per la coltivazione della soia (usata come mangime per animali negli allevamenti intensivi), il resto è riservato al pascolo; dopo pochi anni, l'area va incontro a un processo irreversibile di desertificazione, e quindi diventa necessario abbattere una nuova porzione di foresta, in un circolo vizioso che degrada l'ambiente sempre di più. Tra il 1997 e il 2003 il volume dell'esportazione di bovini dal Brasile è aumentato di oltre cinque volte; l'80% di questo incremento di produzione ha avuto luogo nella foresta Amazzonica. [Kaimowitz2003]
Inquinamento chimico
Gli esseri umani hanno praticato l'agricoltura per più di 10.000 anni, ma sono negli ultimi 50 anni i coltivatori hanno sviluppato una pesante dipendenza dai fertilizzanti chimici sintetici e dai pesticidi. I raccolti in realtà assorbono solo da un terzo alla metà del nitrogeno applicato al terreno come fertilizzante: le sostanze chimiche rimaste inutilizzate inquinano il suolo e l'acqua. Dato che, secondo le statistiche della FAO, metà dei cereali e il 90% della soia prodotti nel mondo sono usati come mangimi per animali, e che queste sostanze chimiche sono per la maggior parte usate nelle monocolture per la produzione di mangimi animali, è chiaro che la maggior responsabilità per questo enorme uso di sostanze chimiche sta proprio nella pratica dell'allevamento del bestiame. Se la terra fosse usata per produrre cibo per il consumo umano diretto, in maniera sostenibile, usando la coltivazione a rotazione, sarebbe necessaria una quantità di sostanze chimiche di gran lunga inferiore.
Uso dell'energia
La conversione da cereali a carne implica un'enorme perdita di energia, specialmente se per la conversione si utilizzano i bovini. La quantità media di combustibile fossile necessario a produrre 1 kcal di proteine dalla carne è di 25 kcal, vale a dire 11 volte tanto rispetto a quello necessario per la produzione di grano, che ammonta a 2,2 kcal circa. Il rapporto è di 57:1 per la carne di agnello, 40:1 per quella di manzo, 39:1 per le uova, 14:1 per il latte e la carne di maiale, 10:1 per il tacchino, 4:1 per il pollo. [Pimentel 2003]
Consumo d'acqua
Il consumo d'acqua è una delle maggiori cause di impatto ambientale dell'allevamento di bestiame. L'agricoltura, per la maggior parte dedicata alla produzione di bestiame e di mangime, consuma più acqua di qualsiasi altra attività negli Stati Uniti, e in generale utilizza il 70% dell'acqua usata in totale nel mondo. L'acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l'1,3% dell'acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l'acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità d'acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d'acqua (200.000 se l'allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d'acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. [Pimentel1997]
Il direttore esecutivo dell'International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato "Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America". Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua. [Kirby2004]
Smaltimento delle deiezioni
Quando gli animali vengono allevati coi metodi tradizionali, le loro deiezioni sono considerate di grande utilità - un elemento chiave nei sistemi di agricoltura a rotazione, che producono una grande varietà di cibo e mantengono il suolo sano e fertile. Tuttavia, quanto troppi animali vengono allevati in un'area troppo piccola, l'ambiente circostante non è in grado di smaltire tutte le deiezioni prodotte. Questo è quanto accade ogni giorno negli allevamenti intensivi "senza terra", tanto diffusi nei paesi sviluppati e in rapida espansione in quelli in via di sviluppo. Negli USA, vegono chiamati "Strutture per l'ingrasso" (Animal feeding operations - AFOs) quelle fattorie o recinti in cui gli animali vengono tenuti e allevati in aree chiuse. Questi animali producono enormi quantità di deiezioni: per esempio, la quantità di deiezioni prodotte da una singola vacca da latte equivale a quella prodotta da 20-40 persone. [EPA2005]
Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e nitrogeno al di sopra della norma, perchè gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi. Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d'acqua, il nitrogeno e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità dell'acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide. Circa il 70-80% del nitrogeno fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l'alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli "da carne" viene eliminato nelle feci e nell'urina e finisce nei corsi d'acqua. [CIWF2004]
Oggi, le deiezioni in eccesso vengono sparse sul terreno, mettendo in pericolo la salubrità delle acque e i pesci che ci vivono. I depositi di deiezioni degli allevamenti intensivi sono spesso dei puzzolenti laghi di escrementi e hanno già causato disastri ambientali in molti stati degli USA, spandendo batteri infettivi nei fiumi circostanti e filtrando fino alle falde acquifere utilizzate come acqua potabile. [NRDC1999]
Riscaldamento globale e piogge acide
Il riscaldamento globale è causato dal consumo di energia, dato che nel mondo moderno le fonti primarie di energia sono combustibili ad alto contenuto di carbonio i quali, se bruciati, emettono diossido di carbonio, o altri gas serra. Come fatto notare in precedenza, l'allevamento di bestiame è una delle cause principali dell'aumento di uso di combustibile. Ma il bestiame emette anche gas serra in modo diretto, come sottoprodotto della digestione. I bovini emettono una quantità significativa di metano, un potente gas serra, nell'aria. [WWI2004]
Ricerche svolte nel Regno Unito indicano che la fermentazione nello stomaco di bovini e ovini è responsabile del 95% del metano prodotto dagli allevamenti, mentre il resto viene causato dalle deiezioni. Lo stesso studio mostra che un terzo delle emissioni di ossido d'azoto dell'intera nazione deriva dalle deiezioni animali, mentre il 39% delle emissioni di ammoniaca sono causate dagli animali d'allevamento. [CIWF2002]
Inoltre, l'alto contenuto di ammoniaca delle deiezioni animali è una delle cause principali delle piogge acide
Con "malnutrizione" si intende uno squilibrio - una carenza o un eccesso - nell'assunzione di nutrienti e altri fattori necessari per una vita sana. La malnutrizione si può manifestare come denutrizione, carenza di vitamine o minerali, o sovralimentazione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) stima che la metà degli esseri umani, circa 3 miliardi di persone, soffra di un qualche genere di malnutrizione. Una persona su cinque nei paesi in via di sviluppo soffre della più grave tra le varianti della malnutrizione - la fame. [Gardner2000]
È ormai noto che la maggior parte dei casi di malnutrizione tra i poveri scaturisca da un accesso alle risorse alimentari non equo, piuttosto che da una insufficiente produzione di cibo. Nel mondo, il cibo prodotto per nutrire l'intera popolazione umana è più che sufficiente, ma troppo è usato come mangime per animali anzichè per nutrire direttamente le persone che ne hanno bisogno. Nonostante questo, la richiesta di carne e latte nei paesi in via di sviluppo sta crescendo in modo drammatico.
In media, la popolazione nei paesi in via di sviluppo è aumentata del 2,1% l'anno tra il 1970 e il 1995, mentre il consumo di carne totale è aumentato del 5,4% l'anno (con un aumento da 14 kg pro capite nel 1983 a 21 kg pro capite del 1993) e il consumo totale di latte è cresciuto del 3,1% l'anno (passando da 35 kg pro capite nel 1983 a 40 kg pro capite nel 1993) anche se questi consumi ammontano comunque a meno di un quarto rispetto a quelli dei paesi sviluppati. [IFPRI1999]
Il problema degli animali d'allevamento è che, a parte quelli che si nutrono a pascolo in terreni non coltivabili, e altri che si nutrono di avanzi e prodotti di scarto all'interno di un ciclo a rotazione nelle fattorie tradizionali, consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova: come "macchine" che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti. Il rapporto di conversione da mangimi animali a cibo per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale.
In organizzazioni come l'OMS, la FAO e la Banca Mondiale aumenta sempre di più la preoccupazione per l'impatto dell'allevamento industriale sull'utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente. Esse affermano: "L'aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l'agnello. Allo stesso modo, la richiesta d'acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali." [WHO/FAO2002].
L'International Food Policy Research Institute (IFPRI) afferma che sta avendo luogo una "Livestock Revolution" (Rivoluzione del bestiame) e che entro il 2020 il consumo pro capite di carne nei paesi in via di sviluppo ammonterà a 30 kg - un aumento del 43% rispetto al 1993 - e quello del latte sarà di 62 kg - un aumento del 30%. La quota totale di carne e latte prodotti nei paesi in via di sviluppo aumenterà dal 36% al 47% e dal 24% al 32%, rispettivamente. [IFPRI1999]
L'unico modo di soddisfare questa domanda è attraverso l'allevamento intensivo con mangimi a base di cereali. Le coltivazioni nei paesi in via di sviluppo stanno passando rapidamente dalla produzione di cibo per il consumo umano alla produzione di mangimi per animali: nel 1983 in media venivano usate 128 milioni di tonnellate per nutrire gli animali, nel 1993 il totale è salito a 194 milioni di tonnellate. In questo decennio, l'uso di mangimi è aumentato del 4,2% l'anno, mentre la produzione interna è aumentata di solo il 2,3% l'anno, obbligando così i paesi in via di sviluppo a importare cereali dall'estero. È chiaro che spostando la produzione da cibo a mangimi allo scopo di sostenere un processo di trasformazione totalmente inefficiente, e importare grano dai paesi ricchi aumenterà enormemente il problema della malnutrizione.
Nei paesi in via di sviluppo, la maggior parte delle persone che riescono a nutrirsi in maniera adeguata consumano pochissimi (o per nulla) prodotti animali, eppure la loro dieta - formata per lo più da cereali, legumi, verdura e frutta - soddisfa tutti i requisiti nutrizionali. Un numero molto maggiore di persone potrebbero nutrirsi adeguatamente con questo tipo di dieta, consumando le stesse risorse, rispetto al numero di persone che si possono nutrire con una dieta a più alto contenuto di alimenti animali.
La diffusione degli allevamenti intensivi, per la produzione di carne e di latte, viene promossa attivamente da varie istituzioni pubbliche e private. Questa attività dovrebbe cessare, per ragioni ambientaliste e sanitarie. I requisiti nutrizionali dei 2-3 miliardi di persone che attualmente vivono con 2$ al giorno o meno, a cui vanno aggiunti i 2 miliardi di persone che si prevede si aggiungeranno nei prossimi 20 anni, possono essere soddisfatti solo attraverso una dieta tradizionale efficiente. I prodotti animali sono tra le fonti di cibo meno efficienti che esistano. [Goodland2001]
I paesi sviluppati detengono comunque la maggiore responsabilità in questo spreco di risorse, come maggiori consumatori di cibo animale. Se i paesi ricchi riducessero del 10% il loro consumo di prodotti animali ricavati da bestiame nutrito a cereali, potrebbero "liberare" 64 milioni di tonnellate di grano per il diretto consumo umano. Questo coprirebbe il fabbisogno derivante dall'aumento di popolazione per altri 26 mesi. Una diminuzione del 20% coprirebbe il fabbisogno per più di quattro anni. E i benefici per la salute farebbero diminuire di molto i costi delle cure sanitarie. [Stewart1996]
Inoltre, a causa della "occidentalizzazione" della dieta, in alcune nazioni in via di sviluppo, come Cina e Brasile, la percentuale di persone sovralimentate è più o meno la stessa di quelle sottoalimentate. Così, questi paesi devono combattere una battaglia sanitaria su due fronti, da una parte cercando di contenere la diffusione delle malattie degenerative come i tumori e le malattie cardiovascolari, dall'altra combattere contro le malattie infettive che continuano ad affliggere le masse di persone denutrite. [Gardner2000]
Gli specialisti della salute pubblica sono in particolar modo preoccupati per l'aumento delle malattie degenerative perchè il costo per curare ciascun caso è molto più alto del costo delle cure delle malattie infettive. Quindi, le malattie degenerative costituiscono una vera minaccia al tentativo di alleviare la povertà e alla stabilità economica globale dei paesi in via di sviluppo.
Le infezioni alimentari (le cosiddette "food-borne diseases") e in generale le malattie associate ai metodi di produzione del cibo stanno diventando sempre più comuni, negli ultimi anni: le definiamo come "patologie da maltrattamento" in quanto sono tutte dovute ai metodi usati negli allevamenti industriali, che hanno come scopo solo il profitto ed ignorano il benessere degli animali.
Possono essere suddivise in quattro categorie:
• avvelenamento dei cibi per contaminazione batterica;
• malattie che nascono negli allevamenti industriali e causano epidemie di proporzioni enormi, diventando minacce reali o potenziali per la salute umana (dalla Foot and Mouth Disease e la BSE, all'influenza aviaria, alla febbre suina);
• il pericolo della resistenza agli antibiotici tra la popolazione umana;
• rischi per la salute causati dall'inquinamento da deiezioni di acqua e aria.
Secondo la FAO, la causa di questi problemi sulla sicurezza del cibo è la sempre maggiore commercializzazione e intensificazione degli allevamenti. Le condizioni di affollamento e scarsa igiene degli allevamenti intensivi e la mancanza di pratiche adeguate per lo smaltimento delle deiezioni causano malattie negli animali e infezioni alimentari nell'uomo, e ne facilitano la rapida diffusione. [Nierenberg2003]
Intossicazioni alimentari
Anche se una piccola parte degli eventi di intossicazione alimentare è causata da cibi vegetali (patogeni presenti nell'insalata tenuta a temperatura superiore a quella di refrigerazione, funghi velenosi), la stragrande maggioranza è invece causata dai prodotti animali.
Le principali fonti di patogeni causa di intossicazioni alimentari sono due:
1) la contaminazione da feci dei prodotti animali durante il processo di macellazione e 2) cibi che sono stati a loro volta contaminati da prodotti animali. [PCRM2003]
La concentrazione del bestiame in recinti ed enormi capannoni per l'allevamento di polli e per l'allevamento di maiali, causa le infezioni e ne promuove la diffusione. L'OMS stima che in Europa circa 130 milioni di persone siano colpite ogni anno da intossicazioni alimentari e dichiara "Il rischio maggiore sembra essere la produzione di cibo animale. E' da lì che nascono i pericoli più gravi per la salute, per esempio le contaminazioni da Salmonella, Campylobacter, E.coli e Yersinia". [Pretty2002]
Gli animali provenienti dagli allevamenti intensivi spesso arrivano al macello ricoperti di feci, aumentando così la probabilità di contaminazione durante la macellazione e il successivo confezionamento.
Il modo in cui è organizzato il lavoro nella maggior parte dei macelli per i polli, ad esempio, diffonde sistematicamente i patogeni da un animale all'altro. Questo avviene specialmente nelle vasche per il risciacquo comune delle carcasse di pollo, colme di un'acqua che si trasforma ogni volta in una miscela settica, che gli addetti ai lavori chiamano "zuppa di feci". [Behar1994].
La stima più affidabile delle malattie umane dovute ad intossicazioni alimentari e del loro costo proviene dagli USA. Lì, 7 tipi di patogeni (Campylobacter jejuni, Clostridium perfringens, Escherichia coli O157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella, Staphylococcus aureus, e Toxoplasma gondii), trovati nei prodotti animali, causano un numero di intossicazioni variabile tra 3.3 e 12.3 milioni e fino a 3900 morti. Il costo annuo stimato è di 6.5-34.9 milioni di dollari l'anno (stima del 1995). [Buzby1997]
Malattie degli animali ed epidemie
Negli allevamenti industriali emergono in continuazione nuove malattie, molte delle quali diventano una minaccia, reale o potenziale, per la salute umana. Focolai di febbre suina in Asia e in Europa, influenza aviaria in Asia, Europa e in tutto il mondo, epidemie di BSE e di Foot and mouth disease, tutte hanno avuto ampia pubblicità e creato ansia e paura nei consumatori. In tutti questi casi, un numero enorme di animali è stato macellato - nella maggior parte dei casi in modo cruento. Tra le recenti epidemie pericolose possiamo citare il focolaio di Nipah in Malesia. Il virus ha ucciso più di 100 lavoratori degli allevamenti suini e altri 150 hanno sviluppato una encefalite non letale. Nel tentativo di tenere sotto controllo il nuovo ceppo di Nipah, sono stati macellati un milione di maiali. [PDIC2002]
I mercati del bestiame sono un ambiente perfetto per la diffusione delle epidemie. Animali che spesso sono già stressati ed esausti per il lungo viaggio, si ritrovano a dover affrontare condizioni disagevoli e un trattamento crudele. Questo abbassa ancora di più la loro già minima resistenza alle infezioni.
Gli allevamenti di polli sono quelli più soggetti alle epidemie. Le recenti epidemie di influenza aviaria a Hong Kong, nell'Asia orientale, Europa e Stati Uniti hanno causato delle macellazioni di massa. E' stato rilevato che, dei 23.000 volatili venduti ogni giorno nei mercati del bestiame nella regione nord-orientale degli Stati Uniti, il 40% risultano positivi a qualche virus dell'influenza aviaria. [OKeefe2002]
Resistenza agli antibiotici
Dagli anni '60, la salute degli animali d'allevamento non dipende più da pratiche che garantiscano il benessere degli animali per tutelarne la salute, ma dall'uso massiccio di antibiotici. Molti farmaci usati per curare le malattie umane sono usati anche negli allevamenti, riducendo in questo modo il numero di farmaci efficaci per combattere le malattie nell'uomo. Dato che gli antibiotici vengono somministrati agli animali per prevenire la diffusione delle malattie nelle condizioni di sovraffollamento in cui essi vivono, e per aumentarne la velocità di ingrasso, quella della resistenza agli antibiotici è diventato una minaccia globale. [Nierenberg2003]
Migliaia di animali sono stipati in allevamenti industriali antigienici e sovraffollati, e gli antibiotici vengono aggiunti ogni giorno al loro mangime. Ogni anno vengono somministrate 11.000 tonnellate di antibiotici agli animali, negli USA, che ammontano al 70% del totale di antibiotici prodotti ogni anno, e a otto volte la quantità usata per curare le persone. [Union2001]
In un'inchiesta di un comitato della House of Lords del Regno Unito, si legge "Esiste una minaccia continua alla salute umana derivante dall'uso imprudente degli antibiotici negli animali. [...] Potremmo dover affrontare la disastrosa prospettiva di ritrovarci nell'era pre-antibiotici". [House1998]
Rischi per la salute dovuti allo smaltimento delle deiezioni
Si stima che nei soli Stati Uniti, gli allevamenti intensivi generino 260 milioni di tonnellate di deiezioni animali all'anno. [USDA2001] I contenuti e derivati di queste deiezioni comprendono metalli pesanti, antibiotici, batteri patogeni, nitrogeno e fosforo, oltre a polveri, muffe, endotossime batteriche e gas volatili, tutte sostanze che minacciano la salute umana. Dato che i costi per il trasporto delle deiezioni sono proibitivi [Sharpley1998], questi materiali vengono solitamente immagazzinati presso gli allevamenti e poi diffusi sui terreni circostanti, creando rischi per la salute pubblica.
Quando i contaminanti contenuti nelle deiezioni animali si infiltrano nelle sorgenti sotterranee di acqua potabile, la quantità di nitrati nelle acque può raggiungere livelli pericolosi. [EPA2005]
I microorganismi che si trovano nelle deiezioni animali, come il cryptosporidium, possono essere molto pericolosi per la salute. Per esempio, dopo un violento temporale nel 1993, un focolaio di cryptosporidium nell'acqua potabile ha causato 100 morti a Milwaukee e fatto ammalare altre 43.000 persone. Se la presenza di questi microorganismi supera il livello di guardia, non solo emergono grossi rischi per la salute, ma si devono anche cercare fonti alternative di acqua potabile. [EPA2005]

:o:


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Messaggio da leggereInviato: mer 5 mar 2008, 11:39 
Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, come il senso comune ci suggerisce, l'evidenza ci dimostra, e i tanti studi di etologia oggi disponibili confermano.
Gli animali d'allevamento, invece, vengono trattati come cose: affinché l'attività di allevamenti, mangimifici, impianti di macellazione e catene di distribuzione risulti economicamente compatibile con i livelli produttivi richiesti dal mercato, è necessario che il prezzo di carne, latte e uova rimanga accessibile per il maggior numero possibile di consumatori. Per essere sostenibile, la zootecnia chimica e intensiva deve quindi massimizzare i profitti basandosi sul ribasso delle spese.
A pagare il costo degli allevamenti intensivi (che nei paesi industrializzati sono ormai la norma, le piccole "fattorie" non esistono quasi più) sono innanzi tutto gli animali allevati, ai quali sono imposte situazioni di estrema sofferenza. Negli attuali allevamenti industrializzati, miliardi di animali destinati al macello sono costretti a vivere incatenati o chiusi in gabbie sovraffollate, incompatibili con le loro esigenze fisiologiche, privati della minima libertà di movimento, impediti nella pratica di istinti affettivi e sessuali, mutilati, sottoposti a costanti terapie antibiotiche ed ormonali (sia per prevenire l'esplosione di epidemie che per velocizzare la loro crescita), ad un'illuminazione ininterrotta che impedisce loro di dormire, nutriti con alimenti inadeguati alla loro specie, chimici e innaturali, costretti a respirare un'aria satura di anidride carbonica, idrogeno solforato, vapori ammoniacali, polveri varie e povera d'ossigeno.
Gli animali sfruttati in questo modo, oltre a manifestare gravi patologie organiche e psicologiche (galline che si uccidono beccandosi fra loro, cannibalismo della madre verso i piccoli fra i conigli, suini che si divorano la coda), subiscono menomazioni e manipolazioni genetiche.
Si tenta a volte di arginare l'aggressività degli animali, ad esempio dei maiali, mettendo dei "giocattoli" all'interno dei box, come vecchi copertoni, sui quali gli animali si possono sfogare. Così, anziché rimuovere la causa di stress si "cura" solo il sintomo, l'aggressività.
Le vacche da latte e i vitelli
Le vacche "da latte" sono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre quanto più latte possibile. Dall'età di circa due anni, trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno (perche', come tutti i mammiferi, per produrre latte devono partorire un figlio). Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri e rinchiusi in minuscoli box larghi poche decine di cm, o in piccoli recinti, in cui non hanno nemmeno lo spazio per muoversi adeguatamente. Sono alimentati con una dieta inadeguata per far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello. La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte quanto necessario, in natura, per nutrire il vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle). A circa cinque o sei anni d'età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di 20-40 anni.
Le galline ovaiole e i polli "da carne"
Per la produzione di uova, le galline sono costrette a vivere (fino a gruppi di quattro) in gabbie delle dimensioni di un foglio di giornale. Le loro ali si atrofizzano a causa dell'immobilità forzata; crescendo a contatto della griglia di ferro della pavimentazione, le loro zampe crescono deformi. Per aumentare il profitto, molti allevatori usano razze manipolate geneticamente, destinate a soffrire ulteriormente, a causa di dolorosi disturbi ossei e difetti della spina dorsale.
Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono gettati vivi in un tritacarne, o soffocati in buste di plastica, o schiacciati in apposite macchine per diventare mangime, mentre a quelli femmina viene tagliato il becco per impedire loro di beccare a morte le compagne. Questa procedura, che comporta il taglio di tessuti teneri simili alla carne che gli umani hanno sotto le unghie, è per gli animali molto dolorosa.
Non appena la produttività delle galline diminuisce sotto il livello fissato, di solito dopo 2 anni, sono macellate e vendute come carne di seconda scelta.
I polli "da carne" non godono certo di un trattamento migliore: sono allevati in capannoni affollatissimi, fino a 10-15 polli per metro quadrato, sotto la luce sempre accesa, perché crescano in fretta. A 45 giorni vengono uccisi, mentre in natura potrebbero vivere fino a 7 anni.
I pesci
I pesci spesso non sono nemmeno considerati "animali", occupano un gradino ancora più basso nella scala dell'umana compassione. Eppure, anche i pesci provano dolore, molti di loro hanno sistemi nervosi complessi, alcuni, come il polpo, sono particolarmente intelligenti e capaci di compiere attività elaborate.
Un terzo dei pesci pescati in tutto il mondo viene ributtato in mare dopo morto, perché "di scarto", in quanto appartiene a specie considerate non commestibili, ma le reti rastrellano tutto.
Oltre ai pesci pescati in mare, si va diffondendo sempre di più l'acquacoltura, cioè l'allevamento intensivo di pesci, in cui questi animali vengono tenuti in spazi ristrettissimi, dove soffrono per le condizioni di vita innaturali. Anche le aragoste vengono allevate in batteria, per finire poi bollite vive nelle pentole dei consumatori.
I trasporti verso la morte
Accade molto frequentemente che gli animali non vengano macellati nel macello più prossimo all'allevamento, ma siano sottoposti a viaggi massacranti, a volte tanto lunghi da attraversare nazioni diverse.
Gli animali sono stipati negli autocarri, senza alcuna possibilità di riposo, senza bere, senza mangiare, compresi i cuccioli. Molti di loro arrivano a destinazione in pessime condizioni, alcuni muoiono durate il viaggio.
Nel camion, se un animale cade, spesso non riesce a rialzarsi, viene calpestato e subisce fratture alle zampe o al bacino. Questi animali, se possibile ancora più sfortunati degli altri, mentre tutti vengono spinti verso il mattatoio, rimangono sul veicolo in preda a dolori lancinanti, per poi essere agganciati agli arti fratturati e trascinati fuori. Non vengono sottoposti a eutanasia, ma aspettano il loro turno di macellazione.
Gli animali che muoiono lungo il viaggio vengono invece buttati in un mucchio, in quella che viene chiamata la "pila dei morti".
I polli, essendo di poco valore, subiscono un trattamento ancora peggiore, perché se qualcuno muore durante il tragitto, la perdita è minima. Gli autocarri vengono caricati di notte, gli operai devono caricare decine di migliaia di animali nel minor tempo possibile, e quindi gli animali vengono trattati rudemente, lanciati di mano in mano come fossero palloni per essere poi stipati nelle gabbie.
La macellazione e la morte
A causa della rapidità delle linee di macellazione (talvolta fino a 400 capi all'ora ognuna) spesso gli animali non sono storditi in maniera corretta e sono quindi coscienti quando viene loro tagliata la gola, quando sono scuoiati, decapitati, squartati, o quando giungono nell'acqua bollente delle vasche di scottatura. Un operaio di un macello americano, nel corso di un'intervista, ha dichiarato che almeno il 15% degli animali muore ogni giorno "pezzo dopo pezzo", roteando gli occhi e muovendo la testa (alcuni suoi colleghi usano protezioni da hockey per non subire gravi lesioni dagli animali agonizzanti).
Per i suini il momento del macello è particolarmente penoso, perché il numero delle uccisioni è altissimo, anche 1000 animali in una mattinata. In queste situazioni lo stordimento molte volte non viene ben applicato, e quindi gli animali vengono sgozzati e poi gettati nelle vasche di acqua bollente ancora coscienti. Infatti, quando se ne esaminano i polmoni, si nota che contengono sia sangue che acqua, il che dimostra che gli animali erano ancora vivi e hanno respirato acqua bollente quando sono stati gettati nelle vasche.
Per quanto riguarda i pesci, la loro morte è ancora peggiore: muoiono asfissiati, in una lenta agonia, muta, perché non siamo in grado di sentire i suoni che emettono. A volte arrivano nei banchi delle pescherie ancora vivi a terminare la loro agonia tra il ghiaccio. I crostacei e i molluschi finiscono bolliti vivi.

:unsure:


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Messaggio da leggereInviato: sab 8 mar 2008, 17:11 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Cerco di risponderti frase per frase, dato che mi interesso di nutrizionismo da molto e sto leggendo molti libri, affiancando a tutto ciò una lunga esperienza personale con tanto di prove fisico-motorie per testarne gli effetti:

CITAZIONE
Se davvero l'uomo è un carnivoro, perché non mangia la carne come tutti gli altri veri carnivori, e cioè cruda?

. Perchè non siamo carnivori, ma onnivori
. Perchè possiamo cuocerla, dato che è anche più facile da assimilare e che ciò elimina tossine e microorganismi dannosi

CITAZIONE
Ed invece è costretto a camuffare questo cibo - non compatibile con il suo organismo - con una infinita quantità di salse e salsette, non prima di averlo fritto o bollito o invecchiato, e trasformato in mille modi.

. La carne è compatibilissima con l'uomo
. La carne si mangia tranquillamente senza alcuna salsa o condimento

CITAZIONE
Molti biologi e fisiologi sono d'accordo nell'affermare che l'uomo, in realtà, non è fisiologicamente "costruito" per mangiare carne, e offrono prove estremamente convincenti.

L'uomo è fatto apposta per mangiare anche carne, e non solo, e quindi non appare fisiologicamente come esclusivamente carnivoro

CITAZIONE
Vediamo quali: la classe dei carnivori ha una struttura fisica predatoria (artigli, canini sviluppati)

L'uomo è civilizzato, non ne ha bisogno, usa le armi

CITAZIONE
intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del tronco)

L'uomo è diverso perchè non mangia solo carne ed ha un sistema comunque diverso da tutti gli animali, anche da quelli erbivori, con i quali non condivide di certo tutto

CITAZIONE
e fortemente acido (10 volte di più di un normale erbivoro); l'intestino breve, lungo 3 volte il tronco, serve ad evitare una sosta troppo prolungata della carne ingerita, in quanto essa è facilmente putrescibile. L'intestino breve, inoltre, è fortemente acido perché deve neutralizzare le sostanze tossiche carnee.

Giusto

CITAZIONE
Vediamo come avviene la digestione della carne: una volta giunta nello stomaco la carne ha bisogno, per essere digerita, della secrezione di succhi gastrici ricchissimi di acido idrocloridico. I carnivori, infatti, secernono grandi quantità di acido idrocloridrico, atto a sciogliere le ossa.

Noi siamo diversi perchè non mangiamo le ossa

CITAZIONE
Il tratto intestinale dove avviene l'ultima parte della digestione, che serve a far passare gli elementi nutrivi nel sangue, deve per forza di cose essere meno lungo possibile: si deve considerare, infatti, che il pezzo di carne altro non è che un cadavere in putrefazione che crea velenosi rifiuti all'interno del corpo. Il carnivoro, quindi, deve liberarsene il più presto possibile.

Questo per l'uomo non è un problema, in quanto conserva e cuoce la carne: anche per questo, siamo diversi dai carnivori

CITAZIONE
Il problema, per i non carnivori, è la lunghezza del tratto intestinale, che a volte è lungo addirittura 20 volte il tronco. Se i non carnivori mangiassero carne, questa rimarrebbe nel loro corpo un tempo troppo lungo, avvelenandoli.

Infatti noi non ci avveleniamo nonostante il nostro intestino lungo, dal momento che non siamo erbivori

CITAZIONE
Passiamo alla classe degli erbivori: struttura fisica forte ma non aggressiva, dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti, e canini per dilaniare; intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante. Gli erbivori secernono una quantità minima di acido idrocloridrico, non sufficiente a digerire del tutto la carne.

Mentre l'uomo la digerisce tranquillamente

CITAZIONE
Poi c'è la classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività e sono simili in molte caratteristiche fisiche ai carnivori; molti, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori, poiché se nutrito di sola carne esso muore.

Giusto

CITAZIONE
Adesso osserviamo l'uomo: struttura fisica non aggressiva

. Forse più debole dei carnivori, ma comunque potenzialmente aggressiva: se è per questo, non è nemmeno difensiva, dato che manca comunque delle comuni armi dei mammiferi
. Ciò che ci manca lo sostituiamo con attrezzi ed armi, che ci rendono superiori ai predatori

CITAZIONE
tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco,

Proprio la via di mezzo che ci serve

CITAZIONE
mandibole deboli e non pronunciate

Non pronunciate, ma non certo deboli: molto forti per ciò a cui ci servono, si possono sollevare pesi molto elevati con esse

CITAZIONE
secrezione salivare idonea (grazie alla ptialina) agli amidi dei cereali, dentatura sviluppata soprattutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari piatti e robusti per macinare semi,

. Infatti siamo anche erbivori
. E comunque la dentatura è sviluppata molto di più nei molari
. L'uomo infatti nasce come più carnivoro, visto che i denti del giudizio servivano per mangiare carne cruda; le cose con il tempo sono cambiate, e da più carnivori siamo diventati equilibrati onnivori, con una tendenza attuale al diventare più erbivori (comunque molto lenta e debole, statisticamente e storicamente)

CITAZIONE
stomaco debole e poco acido, che non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne;

Infatti l'uomo non mangia carne in putrefazione ma carne trattata, conservata e cotta

CITAZIONE
inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli che favoriscano il movimento peristaltico: frutti, cereali ed ortaggi hanno queste capacità, la carne no.

. Per questo siamo onnivori: siamo fatti per avere bisogno di entrabe le cose
. Nei neonati per molti mesi il movimento peristaltico si attiva anche senza frutta, cereali ed ortaggi, ma con il solo latte

CITAZIONE
L'intestino crasso, inoltre, per ottimizzare la sua funzione deve avere un contenuto acido: i semi, le radici e i frutti lasciano nel crasso residui acidi, mentre le carni lasciano residui alcalini: ammoniaca e basi diverse.

. Assolutamente errato: la carne è acida e produce acidità, mentre gli alimenti citati sono alcalini e producono alcalinità; cosa verificabile su qualsiasi libro o sito
. Il problema è proprio il contrario: l'alimentazione acida della carne produce difficoltà biologiche e, in certi casi, patologie, cosa che non succedeva all'origine dell'uomo, periodo nel quale l'acqua e i restanti tipi di cibo erano molto più alcalini ed in grado di equilibrare il ph; è anche per questo che l'uomo si è trasformato col tempo, restando sempre onnivoro ma passando da prevalentemente carnivoro a prevalentemente erbivoro

CITAZIONE
Fisiologicamente l'uomo è più simile ai mangiatori di piante e agli animali da pascolo e da foraggio (come le scimmie, gli elefanti e le mucche), che non ai carnivori come tigri e leopardi.

Non così tanto simile

CITAZIONE
I carnivori, ad esempio, non traspirano dalla pelle: la temperatura corporea viene regolata con il respiro accelerato e l'estrusione della lingua.

Questo perchè sono predatori, che non include necessariamente le stesse necessità dell'essere carnivori...infatti noi possiamo permetterci un sistema più lento e complesso

CITAZIONE
Gli animali vegetariani, invece, sono dotati di pori sudoriferi per eliminare le impurità e regolare la temperatura.

Perchè non sono predatori e possono permetterselo, come l'uomo

CITAZIONE
Pare proprio che l'uomo non rientri né nella classe dei carnivori, né in quella degli onnivori, anzi per alcune caratteristiche fisiche potrebbe essere accostato ai frugivori (come le scimmie) ed in modo minore ai granivori (scoiattoli e topi).

Purtroppo l'uomo è onnivoro, lo è sempre stato, anche se il suo fisico si è trasformato con il tempo cercando di dipendere di meno dalla carne

CITAZIONE
Vediamo perché: l'uomo ha una mano pensile come le scimmie e i roditori, atta ad afferrare e cogliere frutti ed oggetti tondeggianti. Se consideriamo la placenta, quella umana è discoidale, come quella delle scimmie antropoidi. Sembra dunque che l'uomo abbia come cibo elettivo i semi, la frutta, la verdura e gli ortaggi.

. L'accostamento cibo-struttura non è al 100% sensato, in quanto non implica necessariamente una correlazione completa, per non parlare del fatto che usiamo il nostro fisico per attività molto diverse da quelle degli animali
. Gli animali di certo non posso permettersi di mangiare verdura (tranne l'erba) ed ortaggi, in quanto non sanno coltivarli: per questo non abbiamo così tanto a che fare con gli erbivori

Ho cercato di rispondere frase per frase perchè non è la prima volta che leggo testi "disperati" come questi, che per dimostrare tesi infondate arrivano a metterci di tutto di più...
Mangiare meno carne e più del restante cibo, specie ai nostri giorni ed ancor più in futuro, è sicuramente meglio, ma le tesi che sostengono i vegetariani sono oggettivamente errate...e questo lo posso dire anche dopo numerose prove fisiche, aerobiche ed anaerobiche - ma non è certo il mio parere quello che conta di più :)

Come già detto, sono favorevole a seguire il naturale cambio di alimentazione che sta compiendo storicamente l'uomo, ma in maniera saggia e razionale, senza buttarmi a capofitto in diete e discorsi che, a quanto pare, gli stessi esperti che li scrivono non sanno sostenere, tralasciando volutamente i restanti aspetti che, in parte, li confuterebbero.

_________________
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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Messaggio da leggereInviato: sab 8 mar 2008, 18:49 
CITAZIONE
Perchè non siamo carnivori, ma onnivori

Non in senso stretto, anche cani e gatti mangiano cose diverse dalla carne (pasta, formaggio, frutta). (La mia Cicci acchiappa i topi ma non disdegna le olive verdi in salamoia :lol:
CITAZIONE
L'uomo è civilizzato, non ne ha bisogno, usa le armi

Questa tua affermazione mi fa inorridire :o:
E tu consideri civiltà utilizzare le armi contro animali inermi? :o:
Ecco perchè poi esiste e prolifera il civilissimo sport della caccia! :angry:
CITAZIONE
Questo per l'uomo non è un problema, in quanto conserva e cuoce la carne: anche per questo, siamo diversi dai carnivori

Mi piacerebbe fare un sondaggio tra le persone che mangiano carne: Su 100 Quante soffrono di infiammazioni intestinali, stipsi, ed altre patologie varie fino al cancro?
CITAZIONE
Infatti noi non ci avveleniamo nonostante il nostro intestino lungo, dal momento che non siamo erbivori

Sicuro sicuro? E gli acidi urici che dobbiamo espellere non sono veleno?
CITAZIONE
Mentre l'uomo la digerisce tranquillamente

Giusto, anche se passano circa 2 giorni dall'ingerimento all'....espulsione
CITAZIONE
Assolutamente errato: la carne è acida e produce acidità, mentre gli alimenti citati sono alcalini e producono alcalinità; cosa verificabile su qualsiasi libro o sito

Una vita senza carne
Nutrizione e benessere.
Inoltre:
Scusa caro, ma Questo non è affatto un testo "disperato" , che le opinioni dei vegetariani siano discutibili mi sta bene e come vedi ne discuto ma chiamarlo disperato mi sembra.....diciamo esagerato!
Anch'io ho fatto le mie prove e dopo 10 anni di vegetarianesimo ho eliminato molti problemi di stomaco e intestinali che mi affliggevano ( e con essi i vari medicinali che ero costretta a prendere). Posso dire che con me medici, ospedali e multinazionali farmaceutiche hanno definitivamente perso ogni fonte di lucro ;)
A proposito, giuro, oggi un giornale titolava " 2 morti per la mucca pazza" mai letto " Famiglia sterminata da un'insalata di lattuga e pomodori" ? :P
Ma di Questo parliamo nel secondo topic!
Ti abbraccio :wub:





Perchè non sono usciti i siti che avevo indicato?
Mò ci riprovo:

http://www.nutritionecology.org
http://web.tiscalinet.it/vitasenzacarne


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Messaggio da leggereInviato: sab 8 mar 2008, 21:52 
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Come "non in senso stretto", noi siamo proprio onnivori al 100% :D

Non volevo accostare la civiltà alle armi, ho compresso una frase che qui svolgo meglio: l'uomo è in grado di comunicare e di organizzarsi al meglio, potendo quindi difendersi ed attaccare qualsiasi animale; inoltre, grazie al progresso, è in grado di costruire utensili (a partire dalle prime lance, frecce, ecc) che possono uccidere o mettere in fuga gli animali, che si tratti di mangiarli o di difendersi da essi.
E' per questo che l'affermazione "l'uomo non ha le armi del carnivoro" non è esatta: l'uomo, semmai, "non ha le armi del predatore", che è una cosa ben diversa, ed in ogni caso ciò che non gli dà la natura se lo fa lui, sempre con la natura stessa.

Conosco ben più di 100 persone non vegetariane, e nessuna ha questo tipo di problema: la trovo un'esagerazione di chi pubblicizza troppo il mangiare vegetariano...io stesso sono ben lontano da quei problemi.
Infatti, pare siano saltati fuori solo da quando si è parlato di dieta vegetariana :)
Il cancro poi, non c'entra proprio nulla con la carne: questo permettimelo, visto che c'è il fior fiore della medicina allopatica, omeopatica ed alternativa che lo studia!

A quanto pare il nostro fisico è fatto apposta per espellere gli acidi urici: come ti dicevo, siamo diversi dai carnivori ma anche dagli erbivori.

Non passano necessariamente 2 giorni dall'ingerimento della carne fino alla sua espulsione, questo dipende da persona a persona: in ogni caso, se il nostro intestino ha quella lunghezza ed il nostro sistema digerente ha quei tempi, è perchè evidentemente non ha problemi a digerire le cose in quel modo.
Essendo onnivori, il nostro corpo deve essere per forza una via di mezzo tra i carnivori e gli erbivori per poter mangiare qualsiasi tipo di cibo: non lo faremo in modo ottimo, ma lo faremo in modo buono :)

Ho definito quel testo "disperato" perchè ha commesso dei grossolani errori, sui quali però non hai detto nulla :P

Anche io non prendo un farmaco e non vedo un medico da anni, eppure mangio carne: non è certo il non mangiare carne l'unico motivo di malattia.

I 4 siti li guardo appena ho tempo, aggiungo una cosa qui: questo tipo di dieta, quella vegetariana, non tiene conto (volutamente, il che è preoccupante) dei gruppi sanguigni.
Esistono molti gruppi sanguigni, raggruppabili nei grandi gruppi 0, A, B ed AB, che variano fra di loro per fattore RH positivo o negativo e per delle altre particolarità minori.
Grazie agli esami sul sangue e sul corpo umano, sappiamo da tantissimo tempo che nessuna dieta può essere ugualmente sana per tutte le persone, dato che ognuna, principalmente per il gruppo sanguigno, ma anche per altro, ha un fisico differente.
Ad esempio io, che ho un gruppo 0+, incorro facilmente in malattie se non mangio carne, e mi succedeva persino da piccolo, anche quando non ne sapevo nulla (quindi nessun effetto nocebo): come vedi, per me la situazione è ribaltata.
L'uomo si è evoluto nel corso della storia, portando con sè il DNA ed il gruppo sanguigno, e modificandolo secondo la sua evoluzione: oggi abbiamo persone diverse che, per stare al meglio, devono mangiare cose diverse.
Scommetto che la maggior parte dei vegetariani non è affatto gruppo 0, e che quelli più "spinti", i vegani, sono quasi tutti AB :)

Il fatto che loro stiano bene non vuol dire che debbano stare tutti bene, esattamente come io che mangio carne, e ne ho bisogno, non scrivo libri sul convincere a forza che è bene mangiare carne, facendo addirittura venire i sensi di colpa alla gente.
Sì, perchè i sensi di colpa i vegetariani li vorrebbero far venire con la storia dell'uccidere gli animali, anche se molti continuano senza saperlo ad usare prodotti e servizi che sfruttano gli animali: una cosa è amare gli animali come facenti parte di Gaia, una cosa è uccidere per mangiare, cosa che avviene dalla notte dei tempi nella catena alimentare e nella natura stessa (avviene persino nel nostro organismo, dove ovunque qualcuno fagocita qualcun altro).

E poi non esiste solo la salute: come ricorda il nome di questa sezione, esiste anche la vitalità.
So per esperienza che una persona che non mangia carne (e che quindi, in un certo senso, va contro la sua natura), è costituzionalmente più debole di uno che la mangia, e non può fare sforzi o attività fisiche nemmeno lontanamente paragonabili a quelle di uno che la mangia: e questa cosa l'ho potuta verificare su di me e su tutti quelli che conoscevo, dato che pratico diversi generi di attività fisica da diversi anni; quindi, chi fa un determinato tipo di attività fisica, specie se anaerobica o comunque mirata all'ipertrofia (anche leggera, equilibrata), deve a maggior ragione mangiare carne perchè le proteine vegetali non bastano.


Quello che infine vorrei far notare è che, come già detto, condivido pienamente un maggior consumo di cibi diversi dalla carne, ma rispettando i ritmi dell'evoluzione dell'uomo, perchè le tesi scritte nei vari testi vegetariani che ho letto, come quello che ho commentato su, sono quasi completamente sbagliate, perchè basate su qualcosa che poco ha a che vedere con un serio studio dell'anatomia e fisiologia umana.
Poi, magari, scopro qualcosa che non ho ancora letto o sentito da nessuna parte: del resto, devo ancora leggere gli altri 3 topic :)

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Messaggio da leggereInviato: sab 8 mar 2008, 22:26 
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Io non dico di non mangiare carne.. io penso che la cosa migliore sarebbe mangiarne il meno possibile ^^

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Messaggio da leggereInviato: dom 9 mar 2008, 8:15 
Tutto Quello che ho scritto nei topic è stato preso da Internet e diciamo che giusto o sbagliato che sia a me ha creato una " risonanza".
Voglio dire che già non mangiavo carne da tempo per tutta una serie di motivi miei personali e poi ho trovato Questi scritti che davano in un certo senso "conferma" a delle mie sensazioni.
Ovvio che poi ognuno segue la via che sente più sua nella più ampia libertà di scelta e ha il massimo rispetto da parte mia. :)
Dico inoltre che la non adeguatezza del nostro corpo a non mangiare carne è sicuramente l'ultimo motivo tra i 4 di cui ho parlato.
Grazie per avermene dato la possibilità :wub:



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Messaggio da leggereInviato: dom 9 mar 2008, 21:45 
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Scherzi? Qui puoi scrivere quello che vuoi :)
So che questi scritti creano risonanza, molti testi e ricerche lo fanno con me: ma levata la risonanza emotiva, l'aspetto scientifico, pratico, conta di più, dal momento che si tratta della salute delle persone.
Semplicemente rispondo da un punto di vista che la maggior parte dei dietologhi, vegetariani o no che siano, dimenticano: il gruppo sanguigno, il dna, la storia e la struttura fisica di ogni essere umano, caratteristiche assolutamente diverse da persona a persona - per non parlare del tipo di vita e dell'eventuale tipo di attività fisica.
Quando parleremo della pericolosità e nocività di latte, latticini e derivati, questo discorso verrà di nuovo fuori :)

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Messaggio da leggereInviato: dom 6 apr 2008, 19:11 
Così almeno evitiamo di dover andare a procacciarcela da soli.


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Messaggio da leggereInviato: dom 6 apr 2008, 20:07 
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Sono d'accordo con le tossine presenti nel corpo dell'animale (alle quali vanno aggiunte quelle formatesi dalla somatizzazione della paura provata prima della morte, percepita già da lontano grazie all'odore del sangue, forse intuita ancora prima quando viene caricato su un camion con tanti altri come lui), ma il cadavere non è proprio in putrefazione: la carne viene conservata in un modo che le consente di restare in un buono stato per diverso tempo.

Riguardo il colesterolo, è vero che lo tolleriamo peggio dei carnivori: ma bisogna ricordare che la principale fonte di colesterolo è il latte con tutti i suoi derivati, mentre la carne ed il suo grasso sono veramente poco significativi sotto quel punto di vista: già poche delle persone che consumano latte e latticini presentano problemi di colesterolo, figurarsi quante sarebbero quelle che non lo consumano, ma che comunque mangiano carne...pochissime, infatti non ho mai sentito di una persona con problemi di colesterolo dovuti alla carne nel caso in cui non assuma latte e latticini.

Fortunatamente le malattie nella carne sono poco diffuse nella carne, ma lo sono tantissimo invece le contaminazioni chimiche, che colpiscono in misura minore il pesce, ed ancora meno gli ortaggi (che comunque sono contaminati anch'essi se provengono da determinate zone o da agricolture intensive, massive, cioè la maggior parte).

Ultima nota: tutte queste malattie non sono dovute al consumo di carne.
Questo può essere un'aggravante, ma è stato scoperto che queste malattie sono principalmente dovute al consumo di latte e latticini: già di per sè sono solo delle basse percentuali, poi levando latte e latticini scendono drasticamente verso lo zero...come il primo articolo, vengono dette cose giuste, ma assolutamente incomplete :)

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Messaggio da leggereInviato: sab 21 mar 2009, 19:16 
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Iscritto il: dom 9 nov 2008, 23:20
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Tumori e alimentazione: vegetariani più sani
http://salute24.ilsole24ore.com/salute/puntomalattie/1816_Tumori_e_alimentazione:vegetariani_piu_sani(ma_non_sempre).php (16-03-2009)


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Pomodori, zucchine, carote e cavolfiore. Non è la lista della spesa da fare al fruttivendolo, ma la ricetta quotidiana per prevenire al meglio il cancro: cinque porzioni al giorno contro il male della modernità. Ad affermarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell`Oxford University guidati da Timothy Key e pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition.

La ricerca - Lo studio è stato condotto su 63.550 individui inglesi tra i 20 e gli 89 anni, analizzati a partire dal 1990 circa le loro abitudini alimentari. Lo scopo dei ricercatori era infatti quello di indagare se il consumo di determinati cibi potesse essere collegato a qualche patologia specifica. In particolare, gli studiosi erano alla ricerca di un link tra alimentazione e l`insorgenza di cancro. I soggetti sottoposti allo studio vennero infatti sin da subito divisi in mangiatori di carne, consumatori di pesce, vegetariani e vegani (che non mangiano neanche latte e uova, considerati stretti derivati degli animali).

Verdure, carne o pesce? - Da un quindicennio di monitoraggio è emerso che la dieta vegetariana e quella a base di pesce risultano nel complesso protettive nei confronti del cancro in generale: tra gli individui sottoposti allo studio, infatti, i vegetariani e i consumatori di pesce risultavano più sani, in media, degli individui che consumavano carne.

Il tumore al colon retto - In controtendenza rispetto ai risultati ottenuti, però, l`insorgenza di un solo tipo di cancro: quello al colon retto - tumore considerato finora strettamente connesso al consumo di carne rossa - risultato più alto tra i vegetariani, dato che contraddice tutti le precedenti prove di collegamento tra l`alimentazione a base di carne rossa e l`insorgenza della malattia.

Concause e stili di vita - La spiegazione, affermano i ricercatori, potrebbe risiedere nel fatto che l`origine del cancro colorettale - come di molti altri tumori - non dipenda strettamente da un solo elemento (in questo caso il consumo di carne rossa), ma da un insieme di co-fattori non trascurabili, e non dipendenti esclusivamente da ciò che si mangia a tavola. Il dato che i mangiatori abituali di pesce e i vegetariani siano più protetti dal cancro rispetto ad altri individui, spiega Key, è certamente un risultato che non può essere sottovalutato e che andrà approfondito in ulteriori studi. Ma, continua il coordinatore della ricerca, molta attenzione dovrà essere riservata anche agli stili di vita perché, come insegna l`alta incidenza di tumori al colon retto tra i vegetariani, il cancro è una malattia complessa e i fattori che possono svolgere un ruolo nel determinare il rischio per una persona sono diversi.

Dieta sana - Un consiglio che valga per tutti? Anche se, affermano gli studiosi, in questo modo non ci si assicura alcuna immunità dalla malattia, mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno può essere un modo per mantenere il più a lungo possibile un organismo giovane e in salute.

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Messaggio da leggereInviato: dom 22 mar 2009, 15:09 
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Quest'ultimo consiglio ha una pecca....si può mangiare anche solo frutta e verdura,ma l'apporto proteico?
Molti frutti e molta verdura sono usati come cibi energetici e strutturanti,ma mancano di una componenente proteica altamente assimilabile.
Guardate i vegani....non sono esseri umani....sono + simili ad amebe con le gambe ed un "cervello"( :| ?)...come si può pretendere di mangiare cibi che non contengono proteine?

A questo punto i sostenitore della lattuga,dovrebbero farsi una bella cultura sui cibi naturali ma che presentino proteine....tipo la frutta secca,di cui le mandorle sono l'apice proteico e minerale,oppure l'olio di oliva extravergine(quello che presenta meno dell'1% di acidità).

Chi mangia pesce è + sano di chi mangia carne,perchè la carne non presenta OMEGA-3,gruppo di acidi grassi insaturi o polinsaturi altamente utili x l'organismo e che prevengono un casino di malattie e disturbi vari.
I 3 acidi fondamentali dell'Omega-3 o Omega-6,sono acido linoleico,linolenico ed arachidonico,presenti in pesce,uova,pollame,olii naturali(soprattutto d'oliva extravergine....GENTE,lasciate perdere gli altri olii che questo è centomila volte meglio),legumi e farine integrali.

Un'alimentazione sana si basa sul mangiare tutto ma di quel tutto giusto un pò...mio bis-nonno è campato 91 anni mangiando come un bottino di bua fonda e stava in salute perfetta.....sua moglie anch'essa 90 anni.

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Messaggio da leggereInviato: dom 22 mar 2009, 17:36 
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Quest'ultimo consiglio ha una pecca....si può mangiare anche solo frutta e verdura,ma l'apporto proteico?
Molti frutti e molta verdura sono usati come cibi energetici e strutturanti,ma mancano di una componenente proteica altamente assimilabile.

Guarda che quell'ultimo consiglio parla solo della prevenzione delle malattie, non è riferito all'alimentarsi esclusivamente in quel modo, ma al semplice "mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno" [oltre al resto] per stare bene. E' ovvio che servono le proteine, lo sanno tutti - anche i vegani.
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Guardate i vegani....non sono esseri umani....sono + simili ad amebe con le gambe ed un "cervello"( :| ?)...come si può pretendere di mangiare cibi che non contengono proteine?

I vegani le mangiano eccome le proteine... e comunque sono sanissimi e attivi. Tanto per fare un esempio famoso, la conosci Jessica Polsky?

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Messaggio da leggereInviato: dom 22 mar 2009, 18:14 
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1)Sò che è un consiglio;
2)Conosco Jessica Polsky,attrice americana sbarcata in Italia che ha fatto programmi come CameraCaffè,di chiara fama vegetariana.

I vegani non mangiano le VERE proteine utili e + dirette che sono quelle delle uova,delle quali basterebbe un'assunzione settimanale di appena 2-3...la loro alternativa è mangiare tonnellate di noci,cereali,cibo a farina integrale,mandorle e olio d'oliva a iosa x avere lo stesso effetto di un'alimentazione di un vegetariano.....e meno male che non abbiamo citato categorie ancora + strette come i cruditani che mangiano solo verdure crude e basta senza nemmeno cucinarle al vapore o al forno.

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Messaggio da leggereInviato: dom 22 mar 2009, 18:42 
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Jessica Polsky è vegana, un esempio di bellezza e salute perfetta.
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la loro alternativa è mangiare tonnellate di noci,cereali,cibo a farina integrale,mandorle e olio d'oliva

Intendi legumi?
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I vegani non mangiano le VERE proteine utili

Sono tutte utili le proteine...
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sono quelle delle uova,delle quali basterebbe un'assunzione settimanale di appena 2-3

Per forza, sono delle bombe proteiche...

Non penso che le proteine delle uova siano le "vere" proteine utili (l'uomo non è nato carnivoro), tuttavia in certi sensi effettivamente quelle delle uova (albumine?) sono più "dirette", come immediatezza dell'assunzione. Ma sono anche più "pesanti"... vai avanti a uova o a cereali, poi mi dici come sta il fegato: la tolleranza è un indicatore di predisposizione all'assumibilità di un certo cibo.
Cercando su internet "proteine migliori" si trovano al 99% siti di bodybuilding... si capisce facilmente da dove viene tutta questa stima verso le uova. A livello di massa muscolare, funzionano benissimo con l'allenamento, stando alla testimonianza di tantissimi, ed anche ad un mio breve periodo in cui assumevo più uova e in certi orari... tuttavia ero costretto ad assumere omega-3 e a comportarmi in modo diverso, per smaltire il lavoro del fegato.

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Messaggio da leggereInviato: dom 22 mar 2009, 19:02 
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X essere ***,E' ***(e non poco)...ricordo anche sua intervista a tal proposito,ma non ricordavo fosse vegana,bensì solo vegetariana.
X cereali intendi legumi...sono i maggiori fornitori naturali di proteine vegetali.

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Non penso che le proteine delle uova siano le "vere" proteine utili (l'uomo non è nato carnivoro), tuttavia in certi sensi effettivamente quelle delle uova (albumine?) sono più "dirette", come immediatezza dell'assunzione. Ma sono anche più "pesanti"... vai avanti a uova o a cereali, poi mi dici come sta il fegato: la tolleranza è un indicatore di predisposizione all'assumibilità di un certo cibo

Le uova non hanno niente a che vedere con la carne....sono solo PROTEINE ALLO STATO PURO,dove la carne ancora non s'è sviluppata...è come se ti metti a fare esperimenti di elettrocuzione sugli spermatozoi...mica commetti un omicidio...sono solo potenziali esseri di carne,ma non sono ancora carne.

Ma sò dove vuoi arrivare...le uova sono proteine allo stato puro perchè non sono ancora state scisse in amminoacidi dal fegato,il quale si sovraccarica di lavoro se ne riceve troppe.

Ne parlerò in una sezione apposita perchè la differenza tra proteine ed amminoacidi è uno dei + ampi discorsi mai fatti sull'alimentazione e non solo.

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Messaggio da leggereInviato: lun 23 mar 2009, 19:20 
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l'uomo è nato onnivoro anzi la carne è stata fondamentale per lo sviluppo della massa celebrale certo l'eccesso di proteine sovraccarica il fegato e i reni che sono impegnati nella deamminizzazione e smaltiento degli aminoacidi in eccesso, però penso sia sbagliato eliminare completamente la carne dalla dieta umana

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Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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Messaggio da leggereInviato: lun 23 mar 2009, 19:50 
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L'uomo non è nato onnivoro ma si adatta a tale condizione...il nostro organismo ci permette di esserlo.
Quella della massa cerebrale(e non celebrale,NdA)non mi torna tanto perchè sia i nervi che compongono il cervello(che sono oltre 70milioni)che i neuroni,necessitano di sostanze minerali che spesso la carne non può fornire.
Il vantaggio della carne stà solo nel fornire una quantità di proteine facilmente assimilabili dal nostro organismo,ma sono + gli svantaggi che altro...ad esempio non viene detto che qualunque tipo di carne rilascia nel nostro organismo una elevata quantità di tossine derivate sia dall'allevamento che all'uccisione degli animali(quando l'animali s'accorge che stà x morire,rilascia in circolo una quantità di tossine decine di volte superiore al normale).

E' da tener conto che secondo studi di ricerca,il nostro corpo impiega ben 3-4 mesi completi x eliminare in maniera autonoma le tossine assunte tramite carne,soprattutto se rossa....basta una bella,succosa e morbida bistecca alla fiorentina(stò già iniziando a sbavare asd )x dare lavoro all'organismo x il prossimo trimestre.

Io sono onnivoro tendente al carnivoro quindi queste cose le sò e le ho apprese nel tempo in quanto sia il mio studio che il mio lavoro e la conoscenza diretta m'ha portato a tali conclusioni...io sono il 1° ad ammettere che la carne la mangerei a sfare(soprattutto quella di cinghiale,che x me è l'apice)ma non lo faccio perchè negli ultimi mesi ne stò mangiando sempre meno ed ho notato dei miglioramenti in generale nel mio fisico...maggiore reattività e minore disturbi di stomaco.

Il pesce invece è la migliore alternativa alla carne...guardate i giapponesi...mangiano pesce a sfare e non ingrassano e non hanno gli stessi problemi che sono presenti nella nostra cultura....ok ok,ne hanno altri di problemi alimentari ma non certo sull'assunzione di cibo di derivazione animale.

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