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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 0:12 
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Chi l'ha detto che i maestri non esistono? Mol... no, via, basta sennò divento polemico! In realtà cosa è un maestro? E' un uomo o una donna che è particolarmente evoluto/a e che ci regala le sue conoscenze gratuitamente, non solo con la teoria ma anche vivendo, col suo esempio di esistenza, non tanto per vedere quanto è bravo/a a risolvere problemi ma per vedere con quanto coraggio affronta le cadute e con quanta forza e decisione si rialza da terra!

In questo e in altri sensi, Howard Phillips Lovecraft era un maestro.
Nato nel 1890 a Providence nel New England, morto di cancro all'intestino nel 1936.
Da piccolo cresce senza il padre (morto malato di mente), la madre è nevrotica e gli instilla inconsapevolmente mille fobie, lui stesso è anemico. La famiglia è ricca ma la malattia mentale del padre e poi quella della madre gettano tutto in rovina ben presto e così lui è costretto a combattere per sopravvivere e si guadagna da vivere correggendo testi letterari di altri scrittori più fortunati. Fa la fame, vive con le zie una volta che anche la madre muore, ha pochissimi amici e scrive i suoi primi racconti appena può permetterselo. Non riesce mai a finire gli studi: esaurimenti nervosi lo costringono sempre a ritirarsi. Come se non bastasse la notte (ogni notte) fino a 15 anni, qualcosa bussa sulle persiane della sua finestra di camera da letto. Sono i Magri Notturni (Night Gaunts), demoni allucinatori che ogni notte (***, ogni notte!) gli entrano in camera svolazzando, lo prendono e lo riempiono di botte per poi buttarlo fuori dalla finestra... e lui si risveglia con lo stomaco a pezzi in un bagno di sudore.
Come dicono Gianni Pilo e Sebastiano Fusco (critici letterari) in una situazione di merda del genere chiunque sarebbe crollato e si sarebbe forse arreso alla follia o suicidato, per quanto forte.
Lovecraft non lo fece e anzi, di temperamento coriaceo com'era, si mise a scriverli i suoi mostri (forse senza sapere che questa tecnica dello scrivere sui propri mostri fa parte di molte scienze oggi comuni come.. la PNL!). Creò così il suo pantheon orrorifico: una serie di abnormi demoni alieni che provenivano da un'altra dimensione (!) e che da tempi immemorabili bramavano di conquistare la terra e di soggiogare per sempre l'umanità. I nomi di ognuno di questi mostri iperpotenti basterebbero a inquietare; i loro aspetti sono talmente terrificanti che non ci sono parole che li descrivano appieno; la loro potenza poi è direttamente proporzionale con le debolezze dell'uomo che essi stessi rappresentano.

Alcuni tra i cosiddetti Grandi Antichi:

Hastur - solo il vederlo provoca morte istantanea! La metafora della superstizione.

Il grande Chtulu - il supremo sacerdote degli Altri Dei. La metafora dell'ambizione costantemente frustrata. Nel caso di Lovecraft l'ambizione di potersi vedere come uno scrittore serio e invece dover sopravvivere correggendo le bozze di scrittori a volte scadenti.

Alcuni tra gli Altri Dei (i più potenti):

Azathot - il demone sultano. Metafora del nulla, del senso di smarrimento che si prova a guardare liberamente dentro sé stessi senza volersi accettare.

Nyarlatothep - il caos strisciante. La metafora della follia.

Shub-Nighurrat - il capro nero dai mille cuccioli. Metafora dell'istinto sessuale frustrato e vissuto come una colpa.

Yog-Sothot - il più originale, chiamato il tutto in uno e l'uno in tutto; rappresenta l'ipertrofia dell'Io e la mania (tanto attuale) di volere sempre che tutto il mondo sia il nostro specchio. Vanitas vanitatum!


Grazie a questo atto di coraggio notevole, cioé di guardare in faccia i propri mostri e le proprie paure e di descriverli ad altri, Lovecraft si fece notare dalla critica e diventò via via un mito letterario, in pratica utilizzò i demoni contro di loro, fece leva sulle proprie debolezze per tramutarle in forza! E non solo: scrivendo dei Grandi Antichi e degli Altri Dei li imprigionò (imprigionò proprio le loro essenze) dalla sua mente sulla carta stampata e così, in buona parte, ne esorcizzò il potere distorcente.

Nel 1920 (mi pare) si sposa con una scrittrice (na bella donna) e dopo due anni di convivenza a New York il loro matrimonio crolla ma l'esperienza newyorkese fa il suo effetto nella mitica fantasia di HPL; per uno come lui abituato alle campagne del New England, una metropoli come NY pareva un coacervo di brutture e di esagerazione ed è proprio da lì che si inventa R'Lye, la dimora subacquea di Chtulu, come una mostruosa metropoli sommersa abitata da spettri (gli ameri-cani!) che non sanno né chi sono né cosa ci stanno a fare, e dominata da Chtulu, il mostro colossale che rappresenta appunto la sfrenata ambizione per le cose materiali che non solo porta alla frustrazione ma pure alla morte (alla lunga).
Eppure, pur essendo morto, Chtulu sogna, e coi sogni raggiunge le menti degli uomini e li soggioga, ingannandoli coi miraggi del potere e della seduzione....

Che genio, Howard Phillips Lovecraft!

Inventa il Necronomicon e lo inventa talmente bene, talmente realistico che fino al '59, persino i direttori delle più prestigiose università di Yale e di Oxford sono pronti a giurare che esiste... senza mai averlo visto!
Il Necronomicon è uno PSEUDOBIBLIUM, un libro che non è mai esistito e si dice che attraverso i rituali raccolti nel libro dall'arabo Abdul Alazred si possa rievocare i Grandi Antichi e gli Altri Dei che così torneranno a dominare l'universo! Ma il Necronomicon non è mai esistito! E lo stesso autore, Abdul Alazred, suona in inglese come "All has read" e cioé: "Ha letto tutto".... ha letto tutto e sa... che il Necronomicon è un'invenzione! Dimostrazione della genialità e della profonda cultura di Lovecraft (e anche del suo disturbo mentale perché no, un disturbo contro cui ha lottato tutta la vita fino a vincerlo, usandolo come strumento della sua leggenda personale), questo pseudobiblium è paragonabile per fama e per efficacia di simulazione (simulazione che dovrebbe far ricredere chi grida subito al miracolo o al complotto...) ad altri due capolavori di altri due geni: la tremenda trasmissione radiofonica di Orson Welles che gettò gli USA nel caos e il celeberrimo video dello sbarco sulla luna dell'Apollo11... fatto da Stanley Kubrick!

Ma torniamo al mitico HPL.
Qui di seguito qualche immagine dei suoi mostri, nelle visioni di svariati artisti.
Postate, ragazzi!

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Chtulu

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Azatoth

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Shub-Nighurrat

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Nyarlathoteph

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Yog-Sothot

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Uno degli spietati Magri Notturni demoni senza volto.


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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 13:44 
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Sembra sia proprio una persona straordinaria! Ma avrei alcune domande:
1) i demoni che descrive credeva esistessero veramente o anche per lui erano solo inventati?
2) cosa intendi dicendo che ha sconfitto i demoni scrivendoli sulla carta? vuol dire che non lo hanno mai più tormentato?
3) sei certo che lo sbarco sulla luna non ci sia mai stato?

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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 14:05 
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Non ho detto che lo sbarco sulla luna non c'è stato: ho detto che l'apollo 11 non c'è mai andato! Ci sono andati il 12, il 13 no e si sa perché, il 16 e il 17 (penso).
Quella dell'Apollo 11 fu una sboronata degli americans per contrastare i sovietici che avevano vinto la corsa allo spazio con Jury Gagarin e lo Sputnik.

Per quanto riguarda i demoni: non è chiaro se lovecraft ci credesse in parte o zero comunque era cosciente di ciò che faceva.

Riguardo allo scriverli sulla carta è equivalente a disegnarli; ne parlerò meglio nella sezione psicoanalisi.


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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 16:17 
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Bel topic!
E Che belli i disegni!!!Senti ma è tanto strano disegnare i propri problemi (fisici, emozionali, spirituali, mentali e chi più ne più ne metta!) su carta?Io non li disegno proprio su carta ma me li immagino (anche se non me li invento, ma esistono già XD)...scrivo questo solo perchè mi son appurato che non è da pazzi fare 'ste cose :P
Ciao!!!
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13/09/2009


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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 17:13 
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Un bel personaggio! Secondo me era un addotto, sai, la mente umana talvolta tende a sostituire alle cose più strambe che si vedono, con quelle più simili alla realtà od alla mentalità del soggetto in questione. Può darsi che quei demoni non fossero altro che alieni, ed io sono più propenso per questa versione. Comunque sia nulla da togliere a lui, che, da questo piccolo quadro della sua persona, sembra essere senz' altro un genio!

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Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
Socrate

Ignorance is the night of the mind, but a night without moon and star.
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Messaggio da leggereInviato: dom 9 dic 2007, 18:00 
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Sì era proprio un grande genio... mi sarebbe molto piaciuto conoscerlo! Posto anche un suo ritratto come ho fatto per Beuys.

Comunque rispondo a Sefanor: lasciando il tutto sul piano immaginativo, per quanto riguarda i nemici e SOLO per quelli, si rischia di difenrsi peggio di quanto si fa quando si disegnano o si dipingono o si scrivono... è un discorso più complesso di quanto sembri ma ne voglio parlare bene in Psicoanalisi.
:)

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 Oggetto del messaggio: Re:
Messaggio da leggereInviato: lun 15 giu 2009, 14:53 
Eseguo qualche piccola aggiunta personale, dato che mi sono accorto solo ora di questo topic.

Citazione (Jena)
Non ho detto che lo sbarco sulla luna non c'è stato: ho detto che l'apollo 11 non c'è mai andato! Ci sono andati il 12, il 13 no e si sa perché, il 16 e il 17 (penso).Quella dell'Apollo 11 fu una sboronata degli americans per contrastare i sovietici che avevano vinto la corsa allo spazio con Jury Gagarin e lo Sputnik.

(!empty($user->lang['IMAGE'])) ? $user->lang['IMAGE'] : ucwords(strtolower(str_replace('_', ' ', 'IMAGE')))
Si tratta di una ricostruzione 3D dello scenario catturato dall'odierna sonda giapponesa (missione SELENE), confrontato con quello dell'Apollo 15.
Quindi sulla Luna sembra proprio ci siamo davvero andati - tu parli della missione 11, della quale anch'io nutro forti dubbi, ma considera che c'è anche chi pensa che l'uomo non ci è MAI approdato.

Citazione (Sefanor)
Senti ma è tanto strano disegnare i propri problemi (fisici, emozionali, spirituali, mentali e chi più ne più ne metta!) su carta?Io non li disegno proprio su carta ma me li immagino (anche se non me li invento, ma esistono già XD)...scrivo questo solo perchè mi son appurato che non è da pazzi fare 'ste cose :P

Non è per niente strano, anzi, è un sistema che viene spesso usato in ambito terapeutico.
Devi sapere che "buttar giù" su carta (o qualsiasi altra forma che implichi un'azione materiale), effettua un passaggio di livello delle informazioni ricevute. Oltre al fatto che scrivere, disegnare, o comunque agire afferma maggiormente la propria presa di coscienza (so cosa percepisco, e quindi lo disegno) - coscienza che il più delle volte porta in serbo una forma di conseguente autocontrollo - dal punto di vista dell'informazione stessa tale passaggio libera l'ossessione psicologica portandone l'azione nel piano più materiale.
E' una forma di liberazione, dato che ormai è stato scritto o disegnato, la tua mente si scaricherà dall'ossessione sapendo che ormai il suo compito è in gran parte terminato - non c'è più bisogno di alimentare quell'idea, ormai ha preso vita materialmente.
Si tratta del processo creativo che, in ambito tradizionale, viene chiamato "messa a terra".


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 Oggetto del messaggio: Re: Howard Phillips Lovecraft
Messaggio da leggereInviato: lun 15 giu 2009, 18:27 
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Iscritto il: ven 21 nov 2008, 22:46
Messaggi: 699
mi era giusto appunto venuto in mente l'altro giorno perchè volevo fare indagini su di lui per scoprire eventuale adduzione asd
comunque era un genio, tra l'altro lui le paure non le disegnava affatto, una caratteristica del suo scrivere è proprio la non-descrizione delle cose piu orribile, è come se fossero così terribili e aliene da non avere parole nel vocabolario per descriverle, un esempio tra tutti il racconto "il colore venuto dallo spazio" oppure in "l'abbraccio di medusa" la descrizione del quadro che ritraeva la donna, geniale ma visivamente poco efficace asd

_________________
Ma cosa crede che noi cattolici siamo tutte pecorelle-signorsì come piacerebbe a qualche eminentissimo prelato? Ma non ha ricordato lei stesso che abbiamo per maestro uno che non amava il potere, meno che mai il potere religioso? (V. Mancuso)


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