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 Oggetto del messaggio: vorrei rendere onore a mio nonno...
Messaggio da leggereInviato: sab 12 set 2009, 4:42 
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Vorrei rendere onore a mio nonno, una persona splendida, con cui ho vissuto tutta la mia infanzia , amico, padre, nonno era tutto per me, è mancato qualche anno fa per errori dei medici e per un tumore, vorrei rendergli onore adempendo ad un patto fatto con lui e che lui aveva fatto a sua volta con un suo amico... il patto diceva che se uno fosse morto prima dell'altro l'altro gli sarebbe rimasto accanto, se realmente l'anima o qualsiasi cosa sia, esistesse, l'altro avrebbe vegliato e perche no protetto la persona ma che avrebbe dovuto cercare di dare prova della sua presenza.

Pensando magari non è possibile per le anime ( o qualsiais altra cosa sia) migrare nel nostro piano, pero da quello che ho capito leggendo avventure fuori dal corpo è che forse è possibile raggiungere quei piani astrali dove potrebbe essere mio nonno o magari lui raggiungera me, forse chissa con le obe e i piani astrali potrebbe essere possibile, per questo ora sto studiando questo argomento e le pratiche relative, aiutandomi anche con altre pratiche e con la meditazione, spero qui di trovare un aiuto :), chissa magari viaggio troppo con la fantasia e le mie speranze sono sciocche, ma chissa, per questo chiedo anche a voi piu esperti di aiutarmi magari tramite qualche consiglio :).


PS: un altra cosa che mi fa sperare in questo è l'esperienza che ho avuto riportata nel mio diario che non so se sia un sogno lucido o un obe come alcuni mi hanno detto vi riporto qui la parte di testo relativa all'esperienza:
Citazione

Tre anni fa persi mio nonno, con lui ho passato tutta la mia vita visto che i miei cèrano e non cèrano per il lavoro, ma sopratutto perche, abitavamo nello stesso palazzo e quindi ero sempre da lui, giocavo con lui, facevo viaggi insieme a lui, era mio nonno, mio padre, e il mio migliore amico, mi ha insegnato la filosofia della vita, il rispetto per le persone, e per cio che ci circonda, con lui a 8 aNi e anche piu in la parlavo con lui di esoterismo e stranezze vedendo i documentari, parlavamo di vita nello spazio, di sogni, di scoperte, dell'imbecillita dell'uomo.
Negli ultimi anni si era molto ammalato, e dopo aver ricevuto 3 interventi chirurgici in 2 anni, tra cui 2 andati male per l'incompetenza dei medici, ha patito 2 anni di sofferenze atroci, quindi 4 in totale a star male come un cane, negli ultimi 2 anni, un po per l'adolescenza, un po perche soffrivo a vederlo e sentirlo star male, un po perche sono un deficente, un po perche l'avevo sempre visto come un uomo forte e un uomo vigoroso, e invece in quei momenti era cosi magro e fragile, fatto sta che non gli sono stato accanto, come invece avrei dovuto fare.
Una notte dopo essere stato a trovarlo(avevamo cambiato casa e vivevamo in case adiacenti), ebbi un incubo, io seduto accanto a lui( ma forse ero sospeso in aria accanto a lui non ricordo), lui che credo mi saluta e mi dice(con una faccia sofferente e malinconica), mi dispiace,e poi gridai:<< PERCHEEE !!! NOOO NON TE NE ANDARE NONNO, NOO, RESISTI SEI FORTE CE LA PUOI FARE!! NON MI LASCIARE!! quegli attimi sono bastati per farmi svegliare in lacrime stavo piangendo anche mentre dormivo, ero agitato ero tristissimo, l'indomani mattina mi alzai per andare a scuola, erano le 6:30 ero uscito moolto prima del solito perche il sonno mi era passato, ad un certo punto davanti al cancello vedo la macchina di mia zia, e visto che mia zia è una dormigliona, se era li alle 6:30 doveva esserci un problema ero tentato di entrare a vedere cosa succedeva, ma in un attimo mi riapparsero le immagini dell'incubo e dissi, non è possibile non puo essere accaduto sul serio, se cè qualche problema di sicuro si risolvera, non puo non deve essere.
A scuola mi chiamarono piu tardi per comunicarmi che mio nonno era morto nella notte, non ho piu lacrime per piangere cio che avevo gia pianto, solo tristezza, amarezza e rabbia non so per cosa non so perche...


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Messaggio da leggereInviato: gio 24 set 2009, 13:42 
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Ciao, GunJack!

Sono rimasta molto colpita e commossa dall'esperienza avuta la mattina che tuo nonno ha lasciato questa dimensione fisica, e sono certa che abbia voluto salutarti, e in qualche modo tener fede al patto che avevate stretto.

Non solo ti confermo che i nostri cari ci rimangono vicinissimi dopo la morte fisica, ma ti confermo anche che è possibile incontrarli, in sogno, sogno lucido o OBE che sia, grazie alle circostanze ed al reciproco impegno.

Le circostanze sono che non esistano stati di lutto o di disperazione tali da precludere un sonno sereno e tranquillo da parte di chi resta fisicamente in vita, o convinzioni che ti impediscano di credere che tali incontri siano possibili.

Il reciproco impegno sta per lo più a te, perchè sono certa che tuo nonno, che ti è stato così vicino in vita, ce la stia mettendo tutta per darti le conferme che desideri.

Come ho detto in un altro post, io ho avuto molte OBE (e aggiungo anche sogni lucidi) ed il mio scopo principale in questi casi è sempre stato quello di controllare che i miei cari (o amici dei miei cari) stessero bene nell'Aldilà. Di incontri con trapassati ne ho avuti davvero tanti.

Quindi, se hai voglia di parlarne, sono a disposizione.

Ciao
Giulia


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Messaggio da leggereInviato: gio 24 set 2009, 14:03 
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Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
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Brrr un brivido di raccapriccio ha solcato la mia schiena.
Mi trattengo dal dire apertamente cosa ne penso perchè credo che si sia in un ambito estremamente delicato. Qui si ha a che fare con il lutto di una persona. Di fronte a questo taccio. Vorrei solo far qualche riflessione su una frase:

Citazione
"Non solo ti confermo che i nostri cari ci rimangono vicinissimi dopo la morte fisica, ma ti confermo anche che è possibile incontrarli, in sogno, sogno lucido o OBE che sia, grazie alle circostanze ed al reciproco impegno."


Nel momento in cui un corpo crepa (come crepa un vaso e ne esce l'acqua) significa che quello che era contenuto ha adempiuto allo scopo per cui ha preso vita su questo piano. Voler forzare un'anima con una promessa fatta in vita (non sapendo con esattezza cosa si sarebbe trovato dopo la morte) è egoistico. Immaginate che per adempiere a quella promessa quell'anima, invece di proseguire il viaggio, debba patire sofferenze per restare ancorata qui. Liberi di praticare la negromanzia, ma sapendo che esistono le responsabilità.

Saluti

_________________
S'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.


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Messaggio da leggereInviato: gio 24 set 2009, 17:41 
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Cara Shabatu,

Non ho avuto la sensazione che tu ti sia trattenuta dal dire apertamente cosa pensi. Al contrario. Il tuo brivido di raccapriccio e i tuoi commenti sulla Negromanzia mi sono sembrati piuttosto espliciti.

Citazione
Nel momento in cui un corpo crepa (come crepa un vaso e ne esce l'acqua) significa che quello che era contenuto ha adempiuto allo scopo per cui ha preso vita su questo piano.


Cosa posso dirti? Accomunare una persona defunta, con cui abbiamo condiviso tanto e che ci vuole molto bene, ad un vaso 'crepato' che ha adempiuto ad uno scopo mi pare piuttosto riduttivo, specie se raffrontanto al sacro e all’eterno che contraddistinguono la vita di cui questa parentesi terrena è solo una frazione.

Suggerire poi che l’amore che trascende i confini della morte fisica possa costituire una dolorosa prigionia, per di più ‘egoistica’, mi sembra il retaggio di una mentalità che ha ormai fatto il suo tempo.

Ritengo esistano dei tabù alla radice di questo atteggiamento, dei quali tu certamente non hai colpa, che fanno sì che il lutto abbia spesso il destino segnato dal ricorso a concetti quali l'Eterno Riposo', la Messa fatta dire a pagamento per le 'anime del Purgatorio' e dall’altra parte magari le sedute spiritiche fatte per farsi quattro risate.

Noto che i primi Cristiani all'epoca delle epistole di Paolo consideravano un carisma quello di "distinguere gli spiriti" (v. I lettera ai Corinzi) e non certo una forma di aberrante evocazione.

Purtroppo viviamo in una società che per varie ragioni scoraggia l’esplorazione di frontiere come la morte per poter avere il monopolio dei cosiddetti “vivi”, sia in termini spirituali che materiali.

Mi spiace che questo monopolio, che si traduce in manipolazione mentale spesso fin dalla nascita, debba stroncare rapporti affettivi profondi oppure trasformarli in incubi da casa degli spettri (il cosiddetto "lutto non risolto").

Purtroppo adesso non ho tempo di soffermarmi sull’argomento, ma penso che gioverebbe avere un atteggiamento un tantino più aperto davanti a ciò che non si conosce.

Un caro saluto anche a te.


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Messaggio da leggereInviato: ven 25 set 2009, 18:58 
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Wow :-)

Citazione
Non ho avuto la sensazione che tu ti sia trattenuta dal dire apertamente cosa pensi. Al contrario. Il tuo brivido di raccapriccio e i tuoi commenti sulla Negromanzia mi sono sembrati piuttosto espliciti.


Mi sono trattenuta parecchio in realtà (e mi sono testimoni coloro che conoscono la mia dialettica). Non credo comunque che, per quanto brillante possa essere la tua analisi nei miei confronti (e del fatto che ho parlato, secondo te, per tabù e per condizionamento) sia il succo del discorso. Non è della Morte che sto parlando, non è la Morte che mi raccapriccia, non è quello che c'è dopo che temo. Il mio discorso è ben altro. E usando il termine "negromanzia" credo di aver espresso come la penso.

Citazione
Suggerire poi che l’amore che trascende i confini della morte fisica possa costituire una dolorosa prigionia, per di più ‘egoistica’, mi sembra il retaggio di una mentalità che ha ormai fatto il suo tempo.


Come posso smentire quello che tu dici? Quello che hai scritto fa parte delle tue convinzioni, altrimenti non saresti quello che sei nè professeresti quello che fai. Io non ho mai negato che l'Amore possa valicare i confini dei piani. Tu mi stai mettendo in bocca parole che non ho detto. Cosa che si può fare benissimo a voce, ma nel momento in cui c'è nero su bianco il giochetto non funziona. Non ho mai detto che un defunto non possa stare nei pressi di coloro che lascia in terra finchè ne sentirà il bisogno. Ciò che sinceramente disapprovo sono le pratiche di "legame", sono il voler rimettere a terra quello che non appartiene più a questo piano. Per cosa? Per amore? Oh sì, grande amore. "Ti prego, non proseguire nel tuo cammino, ma stai sempre con me". Quanto amore in questo :)
Per quanto riguarda la metafora del vaso che crepa... non hai afferrato l'immagine e l'hai svilita. Pazienza. Non ho detto niente di osceno nè di irriguardevole mi sembra. Ho solo esposto i fatti con un'immagine che mi è sembrata calzante.

Citando Kremmerz (che, vista la tua apertura mentale, conoscerai sicuramente):

" Generalmente si muore col corpo e si continua a vivere per pochissimo tempo (giorni, settimane, qualche mese), poi si entra nel sonno (il Lete, l'o­blio), l'anima si riduce a fava o seme di anima ed è attratta da un utero, in mancanza di umani, di ani­mali più omogenei e temporaneamente, come in at­tesa di trovare una casa.

La sofferenza non esiste che nel solo periodo di coscienza che è breve, se si è continuamente richia­mati dall'amore dei vivi, questa agonia si prolunga. (...)

I morti non si evocano, non si piangono, non si svegliano.

Li si aiuta a dimenticare perché, morti, il ricordo della vita è la passione infernale che da il simbolico tormento della bruciatura, nel quale il dormiveglia del primo momento (dico momento per dire l'attimo di fronte all'eternità) dal legame brusco e non tron­cato dell'affetto di madre, di sorella o di sposa è scosso in continui sobbalzi da una memoria latente e dolorosa degli ultimi momenti di passione e nella passione è compresa la sofferenza e l'impressione dell'ultima vigilia."

E chiudo citando te...

Citazione
Purtroppo adesso non ho tempo di soffermarmi sull’argomento, ma penso che gioverebbe avere un atteggiamento un tantino più aperto davanti a ciò che non si conosce.


Oh sì, apriamoci di fronte a ciò che non si conosce. Che importa se il morto che si presenta magari non è il nostro caro ma è solo un guscio astrale uguale all'apparenza animato da larve alla ricerca di sostanza vitale per continuare a vivere. Apriamoci. E facciamoci guidare in ciò da chi ha più esperienza :)

Ciao

Shaba_promotrice_cristiana :)

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Messaggio da leggereInviato: sab 26 set 2009, 0:43 
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che centra la negromanzia io voglio semplicemente vedere se è possibile rincontrarlo come narra buhlman e se fosse cosi possibile allora significa che l'intuizione di mio nonno e del suo amico non sarebbero sbagliate e che tutto quello di cui abbiamo parlato con lui non sono solo parole al vento ma fatti reali


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Messaggio da leggereInviato: sab 26 set 2009, 6:55 
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Ciao, Edoardo.

In base alla mia esperienza e a quella di diversi miei amici di penna con cui sono in contatto via web, è possibilissimo. Buhlman, tra l'altro, è uno dei miei autori preferiti, sia per le tecniche che insegna per aumentare la lucidità cosciente durante le OBE, sia perchè interpreta l'esperienza non tanto quanto un "uscita" dal corpo fisico, ma come uno spostarsi della coscienza verso l'interno, nell'IO interiore e più grande di cui la nostra esperienza nel mondo fisico sarebbe un'espressione superficiale. E' un po' una rivoluzione rispetto a chi considera l'esperienza extracorporea come la fuoriuscita di un veicolo più sottile (il corpo astrale) dal corpo fisico, visto come il "contenitore" dell'anima. Per Buhlman invece è il contrario. Questo cambiamento di prospettiva rende tutto più bello, a mio parere.

Nei primi anni in cui sperimentavo le OBE, infatti, ero ancora molto legata all'idea dell'uscita dal corpo, cosa che mi causava ansia, ed una certa qual fretta di rientrare, prima che qualcuno magari mi svegliasse. Sapendo invece che la coscienza si sposta verso dimensioni interiori, si ha un senso di sicurezza e tranquillità che rendono anche il contatto con la dimensione spirituale, dove incontrare i nostri cari, più serena.

Tieni conto però che il contatto non deve necessariamente avvenire in OBE. Noi abbiamo tutti uno spirito, anche se temporaneamene incarnato, e sebbene il nostro cervello agisca come una valvola a riduzione, come un imbuto che ha lo scopo di farci mettere a fuoco la realtà del mondo fisico, scartando le impressioni che vengono dai piani più sottili e rarefatti dello spirito, noi abbiamo comunque tutti la possibilità di sintonizzarci su dimensioni meno fisiche e più spirituali, un po' come regolare le onde radio.

I nostri cari sono sempre presenti, non esiste una separazione spaziale fra loro e noi. Essi vivono in una dimensione in cui spazio e tempo non hanno l'importanza che hanno per noi, e comunicano con noi costantemente tramite emozioni, idee, immagini mentali, e via discorrendo.

Un testo italiano molto interessante, che spiega un po' le dinamiche del trapasso, e che è fianlmente di nuovo disponibile in libreria, dopo anni di assenza è "La crisi della morte" di Ernesto Bozzano, edito da Armenia. Si tratta di un libro del 1928, se non sbaglio, un compendio di circa 33 esperienze di trapasso così come comunicate dall'aldilà per lo più tramite stati medianici in trance profonda. Oggi, quasi 100 anni dopo, la trance profonda è un fenomeno molto più raro, ma all'epoca era piuttosto diffuso.

Le esperienze riportate da Bozzano confermano mirabilmente quelle riportate da chi ha esperienze di premorte o NDE, sebbene queste ultime appaiano più concentrate e accelerate (forse perchè esprienze transitorie, mentre quelle riportate da Bozzano sul dopo-morte sono definitive).

Da tutte si rileva comunque quanto il nostro spirito continui costantemente a progredire, dopo il trapasso, e che (nonostante la disgregazione del corpo fisico) noi continuiamo ad essere noi, legati ai nostri cari ancora fisicamente in vita da profondi vincoli di affetto, che dopo la morte diventano ancora più nitidi ed intensi, perchè alleviati da tutte le difficoltà causate dalla vita fisica, dalla malattia, dal bisogno di guadagnarsi da vivere o dalle incomprensioni dettate da punti di vista diversi. Dopo il trapasso, queste persone (vuoi i casi riportati da Bozzano vuoi quelli delle NDE) riferiscono una comprensione molto più profonda delle cose, una visione a 360°, la certezza che rivedremo i nostri cari rimasti in vita nel giro di un battito di ciglia perchè il tempo è in realtà un'illusione, e così via.

A mio parere, un primo passo per te potrebbe essere quello di leggere qualcosa sul ciò che avviene dopo morte, come il libro di Bozzano e qualche NDE. Purtoppo la letteratura disponibile in lingua italiana è limitata, ma Buhlman è senz'altro un altro ottimo autore tradotto in italiano da approfondire.

Per quanto riguarda il fatto che "l'intuizione di tuo nonno e del suo amico non sarebbero sbagliate e che tutto quello di cui avete parlato con lui non sono solo parole al vento ma fatti reali" è più che confermato dal fatto che noi siamo uno spirito incarnato, ma pur sempre spirito, e che queste intuizioni ci vengono proprio dalla parte di noi che soppravvive alla morte e che rimane sempre vicina alle persone cui siamo legati anche 'dopo' e 'sempre'.

Molti autori, anche noti, fanno e causano confusione fra il nostro senso di identità (tu, tuo nonno, il suo amico, i vostri sentimenti reciproci) ed il cosiddetto ego, quello che ad esempio vuole sempre aver ragione, che ama competere e sottomettere gli altri, che ama le lusinghe della vita mondana e non ha compassione di chi è più sfortunato, ecc., e che grazie alla percezione a 360° e all'amore incondizionato che conosciamo e proviamo soprattuto dopo la morte del corpo fisico si disfa come neve al sole. Per me sono due cose distinte e separate.

Fammi sapere cosa ne pensi.

Ciao
Giulia


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Messaggio da leggereInviato: mar 29 set 2009, 10:06 
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Iscritto il: gio 24 set 2009, 10:32
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Cara Shabatu,

Non ti ho risposto a caldo per due motivi fondamentali:

1) Questo thread ha lo scopo di onorare il nonno di un ragazzo che fa parte di questa comunità e non di alimentare diatribe sui nostri reciproci modi di comunicare o di esplorare e conoscere la realtà.
2) Purtroppo ho poco tempo libero, perché spesso lavoro di notte come traduttrice per potermi occupare della famiglia di giorno, e di conseguenza sono costretta a selezionare con attenzione le cose cui destinare il tempo che mi rimane.

Il fatto che tu ti firmi Shaba_promotrice_cristiana mi conferma che affronti l’argomento del dopo morte in una chiave precisa, che presumo poco abbia a che vedere con la Persona e l’Insegnamento cui si fa risalire il cosiddetto Cristianesimo oggi praticato.

Questo mi riconferma che, il fatto che tu non abbia risposto al messaggio originale che era lì da 5 giorni, ma abbia risposto solo a seguito della mia risposta, sia la conseguenza di opinioni molto precise e radicate, che attribuisco sì a tabù e condizionamenti, ma che sono il risultato di 2000 anni storia, di cui (ribadisco) tu non sei responsabile.

Per inciso, quando ho parlato di ‘tabù’ non intendevo paura della morte e del dopo morte, ma semplicemente di un condizionamento da parte di chi (come ho già spiegato prima) non vuole che venga esplorata la morte ed il dopo morte, e che, non riuscendoci, alimenta una cultura sommersa, sempre e comunque tenuta sotto controllo da credenze che si cibano della paura, quale quella della reincarnazione “nel” tempo lineare, della perdita dell’identità, l’idea dei gusci astrali abitati da larve che si nutrono della nostra energia vitale, e l’idea che una volta liberi dal corpo fisico continuiamo a ‘funzionare’ secondo le limitazioni fisiche, quale quella di poter fare e pensare solo ad una cosa per volta, ad esempio, o di dover essere sempre obbligati a rispondere a leggi come quelle imposte dai concetti fisici di spazio e tempo, uteri magnetici, ecc.

Il fatto che tu disapprovi “il voler rimettere a terra quello che non appartiene più a questo piano” è un qualcosa che condivido, ma chiamarle pratiche di “legame” mi sembra alla radice di un equivoco in cui la politica ecclesiastica e non, che scoraggia il mantenimento dei rapporti con i nostri cari dopo la morte, letteralmente “sguazza”.

A questo punto devo fare una puntualizzazione: tutto quello in cui credo è frutto di una vita di ricerca e di esperienza personale. Non ho mai avuto una NDE da morte clinica, ma ho avuto tantissime OBE, sogni lucidi, sogni ordinari, esperienze in stato di meditazione ecc. Ho incontrato i miei cari per così dire a “metà strada” molte volte, ho avuto prove tali che mi convincono nel modo più assoluto della loro identità e del loro dispiacere nel vedere la sofferenza di chi li piange (di questo ti do atto).

Ho anche visto la frustrazione di coloro che (nei momenti più intensi del lutto) hanno visto i loro cari rimasti in vita perdere anche solo temporaneamente la fiducia nell’idea della loro sopravvivenza dopo la morte o, che al contrario, li rivolevano disperatamente ancora vivi su questo piano (quella che tu hai chiamato pratica di legame, ma che è solo un aspetto del tutto ragionevole e comprensibile che si vive quando si ha l’esperienza di un grande lutto).

Re-incontrare un proprio caro dopo la morte fisica (sul piano astrale ed anche su altri piani) non significa relegarlo o costringerlo a rimanere sul piano fisico. Anzi è spesso il risultato di uno sforzo da parte nostra di sollevarci un po’ anche noi dal piano fisico.

Questo non significa che io abbia il tempo di leggere, meditare e commentare il pensiero di tutte le persone che hanno interessi e opinioni e fonti di informazione radicalmente diversi dai miei, perché è legittimo avere diversi approcci alla vita, diversi scopi, diverse angolature nelle proprie prospettive e via discorrendo, senza che tutti debbano sviscerare le convinzioni di tutti.

Quello che mi dispiace e vedere correnti di pensiero che penalizzano la grandezza di quello che siamo, (a mio parere spiriti liberi, immensamente amati da Dio, che scelgono di incarnarsi per affinare determinati aspetti ed affetti, ed approfondire legami già forti al di là dello spazio e del tempo), ed alimentano la cultura della paura e del negativo (gusci abitati da larve che si nutrono della nostra energia vitale, pratiche religiose svilenti – che ben inteso non attribuisco a te – morti che ‘dormono’ per poi diventare fava o seme di anima attratta ad un utero umano o animale dopo “poco tempo”).

Certo, non cercherò di scoraggiarti dal tuo percorso di crescita e di ricerca personale. Ma il mio unico scopo in questo thread è quello di confortare ed incoraggiare l’interessato in quello che sento essere giusto, e non certo di praticare ‘giochetti’ con te, per i quali non ho né il tempo né la voglia.

Aggiungo che non ritengo giusto continuare questo discorso in questo thread. Se desideri riprendere a parlare di ‘negromanzia’, ti suggerirei comunque di farlo in un ‘thread’ dedicato all’argomento, in modo da poter sfoderare tutta la tua dialettica senza ulteriormente inquinare questo, nato appunto per onorare una persona ed i sentimenti di più persone.

Saluti e auguri.
Giulia


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Messaggio da leggereInviato: mar 29 set 2009, 10:34 
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Iscritto il: lun 13 apr 2009, 11:54
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Giulia,

anche se non mi avessi risposto e avessi taciuto i motivi della tua risposta credo che sarei sopravvissuta bene lo stesso. Comunque ti ringrazio. Hai dimostrato di avere veramente a cuore il pensiero e la sensibilità degli altri, e questo fa di te una persona veramente profonda. La tua laicità e apertura traspare perfettamente ad ogni riga, e l'analisi che fai delle mie tendenze fa emergere prepotentemente quanto tu sia staccata ed obiettiva rispetto alla situazione.

Detto questo, condivido il tuo punto di vista riguardo al fatto di lasciare questo thread così com'è.

Ovviamente ricambio sentitamente gli auguri

Ciao ciao :)

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Messaggio da leggereInviato: mar 6 ott 2009, 15:36 
Mi permetto di fare una sola precisazione:

Citazione (Giulia De Vivo)
Suggerire poi che l’amore che trascende i confini della morte fisica possa costituire una dolorosa prigionia, per di più ‘egoistica’, mi sembra il retaggio di una mentalità che ha ormai fatto il suo tempo.

La resistenza, ad ogni armonia in genere (il resistere ad un cambiamento), è sempre accompagnata da sensazioni di dolore.
Lo si nota dal più piccolo pezzo di materia che viene strappato, fino alla più alta e pura forma d'amore (es: "ti amo, ma devi andare").
La mia vuole soltanto essere una semplice osservazione, aldilà della cultura e del tema del topic.


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