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Messaggio da leggereInviato: mar 11 dic 2007, 22:15 
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Gli antichi celti praticavano la scrittura, ma la ricostruzione della religione celtica presenta alcune difficoltà, causate da motivi di ordine storico e documentario. I celti facevano uso della scrittura solo a fini pratici per intestare dediche alle divinità o nei casi di iscrizioni funebri e marchi di proprietà.
Il patrimonio religioso veniva tramandato solo per via orale e creatori di esso erano i "druidi" (termine che potrebbe significare "gli esperti della quercia"), le loro funzioni variavano e oltre ad essere sacerdoti, a volte comparivano anche nella veste di poeti, storici, giuristi. Accostabili socialmente per importanza ai bardi.
Altre fonti sono quelle greche e romane, ma anch'esse hanno dei limiti insuperabili dovute in parte al pregiudizio classicocentrico, in cui si mettono in risalto i particolari barbarici della religione celtica o quegli elementi che la differenziavano dal paganesimo greco-romano. Nessun testo tratta sistematicamente ed organicamente la mitologia celtica.

Poco conosciuti sono ancora i riti druidici, anche se si sa con certezza dei frequenti sacrifici umani descritti da Cesare. Plinio, invece, descrive un culto arboreo collegato ad elementi astronomici: la raccolta del vischio che cresceva sulle querce, i cui boschi erano sacri per i druidi. Il sacerdote vestito di bianco saliva su un albero e tagliava il vischio con un falcetto d'oro nel sesto giorno della luna nuova. Seguiva il sacrificio di due tori bianchi tra canti religiosi. È ipotesi ormai assodata quella del legame tra il culto druidico e dei megaliti, in particolare dei menhir. I druidi avevano conoscenze astronomiche testimoniate dal misterioso sito di Stonehenge, interpretato come un antichissimo calendario celeste in grado di prevedere, in base all'incidenza dei raggi solari tra i monoliti, cicli stagionali ed eclissi.

Il pantheon celtico

Nel "De bello gallico" Cesare elenca le principali divinità celtiche di cui fa una interpretatio latina, dando a ciascuna di esse il nome della divinità romana o greca con cui a sua giudizio andava identificata. Lucano invece conserverà i nomi esotici, tra questi si devono ricordare Teutates che corrisponde anche in parte al Mercurio romano che spesso viene placato con sangue umano, Esus dio della guerra (ma non solo), Taranis rappresentante il Dis-Pater, Lug che riceve l'epiteto di samildanach ("che possiede tutte le arti") a cui è dedicato un racconto, "La battaglia di Moytura". Il dio Ogmios viene identificato da Luciano di Samosata con l'Eracle greco, anche se era in realtà un vegliardo con i capelli canuti, la pelle rinsecchita e la fronte rugosa che si dice essere stato l'inventore dell'alfabeto irlandese: l'ogam. Un debole legame c'è tra Apollo e Belenus o la divinità Atepomaros che significa "che possiede tanti cavalli", definito altrove come Maponos ("il giovane ragazzo") figlio di Dagda "il dio buono" e la dea Boann ("colei che concede vacche ai suoi devoti").
Il dio della medicina è invece Dian Cecht, che prepara una mirabile protesi d'argento per Nuadu Airgetlam a cui in combattimento era stata mozzata una mano. I morti invece si recano dal dio irlandese Donn "lo Scuro", una divinità minore che abita nel Tech Duinn presso le coste irlandesi. Tra le divinità femminili vanno ricordate Birgit che spesso viene associata a Minerva, Epona dea dei cavalli da associare alla romana Demetra e Sirona dea delle acquee dolci e della bianca luce lunare. Esistono anche due dei silvestri Sucellus e Nantos e soprattutto il dio Cernunnos ("cornuto"), che ha le corna di cervo.


Il culto delle Matronae

Le celtiche Matronae sono l'incarnazione della maternità. Nelle figurazioni non compaiono mai sole, ma sempre in gruppo e formano quasi sempre una triade. Esse rappresentano un complesso insieme di forze positive ornate di spighe e frutti a simbolo di una perenne fruttuosità. Non appartengono al pantheon ufficiale, ma rappresentano precise realtà locali o sociali, il loro culto è legato ad un'idea di fiducia gratuita. Prima di esistere nella religione celtica, appartenevano già ai culti indoeuropei. Dove le ritroviamo ad esempio? Le tre grazie greco-romane oppure le tre vergini che trasportano re Artù verso l'isola di Avalon in attesa del suo risveglio.

Il ciclo eroico Cù Chulainn

Con Cù Chulainn si entra in un altro discorso ancora, quello legato al mito dell'"Eroe Civilizzatore" comune veramente a tutte le culture e siccome esula in parte dal discorso... non se ne parla qui! ;) Ma se ne parlerà, vedrete!...


ANEXTIONARIO

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E' un epiteto celtico del dio del sole Apollo è una variante di Anextlomaro "Gran Protettore", un modello divino o un nome attestato in un frammento gallico-romano; e di nuovo troviamo il dio-sole... rispetto agli egizi già trattati è Horus.


CROM

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il dio celtico del Sole inteso però come cosmo o universo: a Crom erano dedicati i Cromlech, come Stonehenge, colossali santuari dedicati allo studio dell'universo. Crom è assimilabile a Ra, tirannico, superpotente, anche eroico, comunque irriducibile.


BOBHT

Un corvo che frequentava i campi di battaglia cibandosi dei corpi e del sangue dei morti; strettamente collegato alla morte e ai riti sanguinari comuni fra i celti come fra i maya e gli aztechi. Collegato anche alla crudele dea Morrighan.


MORRIGHAN

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Dea del terrore, della morte e della distruzione, associata alla guerra. A livello egizio è Seth. Nell'immagine (contemporanea, come la precedente... purtroppo!) la vedete col fedele corvo Bobht, vedi sopra.


CERNUNNOS

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Cernunnos nel politeismo celtico è lo spirito divinizzato degli animali maschi cornuti, specialmente dei cervi, un dio della natura associato alla riproduzione e alla fertilità. Come dio cornuto, Cernunnos fu una delle numerose divinità simili presenti in molte culture antiche, specie in ambito europeo (come per l'italico Pan di cui parleremo in mitologia Italica!).


NODENS

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Un dio della salute, del mare, della caccia e dei cani; curioso che la sua natura non particolarmente buona ma costruttiva e sana sia stata ripresa da Lovecraft per una delle sue prime divinità aliene (che all'inizio erano riprese da dei antichi come il caldeo Dagon) che si chiamava proprio Nodens ed era il "giudice" che pur disprezzando l'uomo, sorvegliava i varchi per impedire ai Grandi Antichi di tornare. Nell'immagine lo vedete in versione lovecraftiana! Inteso anche come caos vitale.


TOUTATIS

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Toutatis o Teutates o Teutanem era nella mitologia celtica il dio della guerra, della fertilità e della ricchezza. Il suo nome significa "padre della tribù", dal touta celtico che significa "tribù" o "gente". E' assimilabile a Giove romano, oppure a Zeus greco (di cui parleremo in... mitologia Greca, naturalmente!). Riferito agli egizi già trattati è indubbiamente Osiride, anche se anche Amon o Aton hanno moltissime somiglianze (la superpotenza, l'autosignificanza, la nobiltà rispetto anche agli altri dei).
Toutatis è anche conosciuto con i nomi di Albiorix (re del mondo) e Caturix (re della battaglia). Al dio erano offerti sacrifici umani per placare la sua ira.


BELISAMA

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E' una bellissima dea, assimilabile (tra gli egizi) a Iside. Nell'immagine la vedete in versione preraffaellita (una corrente artistica di fine ottocento).


EPONA

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Epona è una figura della mitologia celtica passata poi alla mitologia romana, era la dea dei cavalli e dei muli. Tra i romani era Demetra, tra i Greci, Artemide. La presenza della cornucopia che, in alcuni casi, costituisce un simbolo tipico di questa divinità, pone ancora più in rilievo la sua funzione di protettrice e dispensatrice di doni e fertilità. Quindi un forte connotato positivo e creativo. Curiosamente simile (con questa cornucopia) all'immagine allegorica della Carità in epoca cristiana medievale. L'immagine è una statua moderna ma che riassume bene i connotati celtici della dea.


HESUS

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Nella mitologia celtica Esus o Hesus era una delle divinità maggiori, fa parte della triade delle divinità galliche formata da Teutates, Esus e Taranis.
L'associazione di culto a divinità romane è già ambigue nel passato: alcuni lo assimilano al dio della guerra latino Marte, altri invece a Mercurio. Questa indecisione potrebbe essere indice di un particolare valore che assumeva il culto di Esus nella reigione celtica.
Venivano effettuati in suo onore dei sacrifici umani particolarmente cruenti, ad esempio l'uomo sacrificato veniva appeso a un albero a morire dissanguato. A livello di mitologia Egizia ha forti assonanze con Toth, ma anche con Seth e in ambito greco è Ares, il dio della guerra. Riunisce in pratica il sapere ermetico, la ferocia, e un certo valore guerriero. E' molto complesso. In ambito indu ha assonanze con Shiva, visto dal lato di distruttore, ad esempio.


BELENOS

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Belanu, Belinus, Belemnus o Belenus, divinita' protoceltica della luce (dal protoindoeuropeo bel, luce), uno dei maggiori e piu' influenti tra gli antichi Dei europei per il quale si eseguivano sacrifici e riti collegati ai solstizi e percio' ai cicli solari dell'anno. Alcuni lo hanno accostato al dio Apollo della cultura mediterranea. Egizianamente si può associare benissimo a Ra.


e ora... a voi i commenti!


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Messaggio da leggereInviato: mer 12 dic 2007, 22:10 
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CITAZIONE (JENA78 @ 11/1/2008, 21:15)
Nel "De bello gallico" Cesare elenca le principali divinità celtiche di cui fa una interpretatio latina, dando a ciascuna di esse il nome della divinità romana o greca con cui a sua giudizio andava identificata.

Il culto delle Matronae

Le celtiche Matronae sono l'incarnazione della maternità. Nelle figurazioni non compaiono mai sole, ma sempre in gruppo e formano quasi sempre una triade. Esse rappresentano un complesso insieme di forze positive ornate di spighe e frutti a simbolo di una perenne fruttuosità. Non appartengono al pantheon ufficiale, ma rappresentano precise realtà locali o sociali, il loro culto è legato ad un'idea di fiducia gratuita. Prima di esistere nella religione celtica, appartenevano già ai culti indoeuropei. Dove le ritroviamo ad esempio? Le tre grazie greco-romane oppure le tre vergini che trasportano re Artù verso l'isola di Avalon in attesa del suo risveglio.

EPONA

(IMG:)

Epona è una figura della mitologia celtica passata poi alla mitologia romana, era la dea dei cavalli e dei muli. Tra i romani era Demetra, tra i Greci, Artemide. La presenza della cornucopia che, in alcuni casi, costituisce un simbolo tipico di questa divinità, pone ancora più in rilievo la sua funzione di protettrice e dispensatrice di doni e fertilità. Quindi un forte connotato positivo e creativo. Curiosamente simile (con questa cornucopia) all'immagine allegorica della Carità in epoca cristiana medievale. L'immagine è una statua moderna ma che riassume bene i connotati celtici della dea.

Cesare nei Commentarii De Bello Gallico (i commentarii erano un misto tra appunti presi giorno per giorno ed arricchimenti della forma artistica, questo esclusivamente a titolo informativo :) ) dice che i druidi regolavano , non solo il culto religioso, ma anche le questioni giuridiche e governative.

Le tre matrone si potrebbero anche accostare alle tre grazie di dante:
La madonna: allegoricamente rappresenta la carità, è, inoltre, la grazie preveniente perchè interviene prima ed avvisa Santa Lucia.
Santa lucia: rappresenta la speranza ed è la grazia illuminante perchè manda Beatrice da Dante.
Beatrice:rappresenta la fede ed è la grazia operante, perchè interviene di persona in aiuto di Dante.
Tutte e tre si contrappongono alle tre fiere (bestie):
Lonza (lince): rappresenta i peccati della lussuria e dell' invidia.
Lupa: cupidigia ed avarizia.
Leone: Superbia.
Non so quanto possa centrare, è la prima cosa che mi è venuta in mente. Fattostà che il tre si ripete in molte culture. Comunque sia arricchisce la vostra cultura :D

Su epona... che dire... dea dei cavalli, l' ho associata subito a cicciolina :lol:
Scusate, ma non ho resistito :D

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Messaggio da leggereInviato: gio 13 dic 2007, 12:05 
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Hahahahahaha cicciolina!!! :lol: :lol: :lol: ok, ok... deve essere la statua che ti ha provocato certi collegamenti! hihihi

Comunque riguardo le tre grazie io ho citato quelle elleniche e quelle del ciclo arturiano, ma giustamente tu ricordi anche quelle della Divina Commedia e va benissimo infatti il numero tre associato al femminile (come del resto 3+1) si ritrova praticamente ovunque!

Comunque allora la tua dea preferita è Epona! ^_^


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Epona è il nome del cavallo di Link in ZELDA (un gioco NINTENDO)
Comunque il numero tre si sente un casino di volte nel vangelo...se non sbaglio dovrebbe simboleggiare la pienezza...mi sembra!
E' molto curioso vedere che la dea buona è sempre bella...Belisama, Iside, la Vergine Maria...l'ho sempre detto che c'è un filo conduttore tra le religioni (ovviamente dopo che me lo ha ftto notare Jena XD)

p.s:la mia preferita è Belisama

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Bisognerebbe riuscire a capire se Hesus è il personaggio che particolarmente mi interessa :)

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Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
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Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo, chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.

(Lao Zi, "Tao Te Ching", Capitolo 33, "La virtù del discernimento")


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