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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: mer 11 gen 2012, 1:56 
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Iscritto il: gio 8 set 2011, 16:57
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Ciao a tutti, vorrei suggerirvi la lettura di questo articolo pubblicato all'indirizzo:


http://www.intothegalaxy.net/123.htm


lasciate pure commenti, critiche, suggerimenti di qualsiasi tipo e...

se vi riconoscete nel pensiero che ho manifestato... allora diffondetelo ;)




grazie per l'attenzione.


Ultima modifica di Christian Leone il dom 15 gen 2012, 13:42, modificato 7 volte in totale.

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Messaggio da leggereInviato: mer 11 gen 2012, 10:27 
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Iscritto il: mar 21 giu 2011, 11:28
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documento estremo ma interessante come sempre ;)


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Messaggio da leggereInviato: mer 11 gen 2012, 12:57 
Avranno occhi per vedere, ma non vedranno...
Più o meno la frase è quella, aggiungerei "avranno cuori per sentire (pietà, empatia, amore), ma saranno sordi..."

Christian, i tuoi messaggi usano canali percettivi davvero forti, ma di fronte ad una umanità anestetizzata ci sta a pennello, grazie!
Ciao!
Alessandra
PS Ti è arrivata la mia mail su i tuoi aricoli? (sono quella a cui non riusciva di scaricare i pdf) ^_^


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Messaggio da leggereInviato: ven 13 gen 2012, 13:39 
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Iscritto il: gio 22 dic 2011, 18:22
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Articolo molto interessante anche se devo dire la verità non ce l’ho fatta a vedere certi video per intero. Tempo fa ho sognato qualcosa di simile, una discussione con una persona sul fatto che se veramente impariamo dalle vecchie generazioni oggi dovremmo essere una società modello. Il problema dal sogno risultava non essere tanto la mancata coscienza di ciò che accade, ma al contrario, tutti siamo consapevoli dei grandi inganni terreni, chi più chi meno, ma non facciamo nulla. Il problema nel sogno era proprio il non fare niente per migliorare le cose e la mancata consapevolezza era una scusa per perdere altro tempo e non agire.
Secondo me il problema non è tanto l’essere anestetizzati, di risvegli ce ne sono tanti, ma il non sapere assolutamente cosa fare per cambiare se non nel nostro privato, il che risulta utile per noi stessi ma non aiuta a migliorare una società intera. Il discorso poi sarebbe molto lungo


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Messaggio da leggereInviato: ven 13 gen 2012, 20:33 
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Iscritto il: gio 8 set 2011, 16:57
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Per chi ha gia letto, o pubblicato il link dell'articolo in qualche blog,

informo che ho modificato il link (nel post sopra), ho arricchito i contenuti con un paio di notizie interessanti, ed ho ripubblicato i relativi filmati censurati (da youtube);

inoltre, per chi fosse interessato alla lettura di altri miei scritti, tutto è reperibile nel mio blog, a questo indirizzo:

http://www.intothegalaxy.net/006.htm (non esitate a contattarmi, anche per suggerimenti, imprecisioni, o malfunzionamenti);

ad ogni modo, il mio intento non è dare notizie o informazioni, le quali, tra l'altro, potrebbero essere non dimostrabili o manipolate, e comunque ci sono persone molto esperte che se ne occupano; ma semplicemente, io mi sento in dovere di manifestare un pensiero che nasce dentro di me, ed è il frutto di esperienze vissute, sofferte, oltre che di una sincera ricerca interiore; un pensiero comune a tante persone che soffrono credendo di essere sole, perché ci sono situazioni che, se non vissute direttamente sulla propria pelle, difficilmente potranno essere capite.


Grazie


Ultima modifica di Christian Leone il dom 15 gen 2012, 14:23, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggereInviato: dom 15 gen 2012, 13:44 
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Iscritto il: lun 19 dic 2011, 1:47
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Località: teramo
Sul sito i video sono nuovamente visibili. Ma quello della giornalista di rai3 è preso da qualche programma televisivo? (un bel fake) Ce ne sarebbero anche di più forti volendo...tipo quelli dei marines americani in guerra.
Ci vorrebbe un bel Mondo Movie 2012 (pure il titolo non è male....) fatto con un percorso sequenziale non narrato,come su rai3 di notte....tanto per dare una svegliata ai ghiri moderni che si lamentano della crisi ma sono sempre infilati nei centri commerciali a fare acquisti rateizzati.
Dalla natura aggredita ai rischi della nuova tecnologia (chem trails ,ripetitori per telefonia nascosti ovunque,ecc) dai miti cargo alle ultime riprese "ufo".Con interviste ma nessun commento stucchevole.
Non sarebbe male.Ci vogliono i soldi e l indipendenza però...


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Messaggio da leggereInviato: dom 15 gen 2012, 15:18 
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Iscritto il: gio 8 set 2011, 16:57
Messaggi: 34
Per quanto riguarda la notizia del TG3, io stesso mi sono chiesto se fosse un montaggio, uno scherzo insomma;

per questo, chiederei a voi, se qualcuno ha assistito direttamente all'annuncio in televisione, dal momento che io non ho la televisione (ne il telefonino, inoltre non mangio carne, ne celebro le festività comandate), ovviamente per scelta!

Sinceramente non ho fatto alcuna ricerca in merito, non credo sia utile, anche perché, come ho gia scritto, non ha importanza se la notizia sia vera o costruita; ce ne sono state molte altre prima, dichiarazioni pubbliche fatte da personaggi con una certa credibilità; ne ha parlato ampiamente Corrado Malanga in due conferenza incentrate proprio sul tema dell'informazione:

http://www.intothegalaxy.net/9e743148bcad.htm

http://www.intothegalaxy.net/ECF7DE3F786CC495.htm

Dunque, quello che conta, è che la gente crede a qualsiasi cosa che appare su uno schermo, anche se si tratta di uno scherzo su youtube (hanno creduto al "Santilli footage", la famosa autopsia dell'alieno); d'altronde se non fosse cosi, la pubblicità non avrebbe cosi tanto potere sulle menti.

Probabilmente questi alieni non li vedremo mai (a parte i diretti interessati, gli addotti appunto), ma la gente saprà che ci sono e li venererà, cosi come venera il fantomatico Dio invisibile delle religioni monoteistiche; questo Dio non si vede, non fa niente... eppure la gente è convinta che c'è, lo teme, e crede ciecamente ai sui emissari (il clero);
o forse, gli alieni, presto li vedremo raffigurati nei santini; non so se ridere o piangere... V_V


Ultima modifica di Christian Leone il lun 16 gen 2012, 20:23, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggereInviato: lun 16 gen 2012, 20:10 
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Iscritto il: gio 8 set 2011, 16:57
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Cercherò di rispondere alla fatidica domanda:

Cosa possiamo fare?

Io credo che ognuno di noi conosca gia la risposta, ma...

questa risposta poi non viene accettata!

Attenzione, non si tratta di capire o di esserne consapevoli, come giustamente la nostra amica afferma, infatti, certe situazioni ormai sono talmente evidenti e scontate, che se ne parla persino in televisione, tra uno spot e l'altro, quali nuovi temi di intrattenimento, in una cornice di veline ed effetti speciali.

Il punto è: se accettare tale risposta.

In quanto la suddetta accettazione comporta delle responsabilità, e delle rinunce a determinate comodità; comodità che però sono a spese di altri esseri umani che soffrono e pagano con il loro sacrificio il costo di queste comodità; qui il discorso sarebbe lunghissimo, ma credo di averlo gia sviscerato nei miei scritti, mi rendo conto anche del fatto che è davvero difficile cambiare drasticamente il proprio modo di vivere, di punto in bianco, e mettersi a nuotare contro corrente, soprattutto se si è incastrati in una famiglia o in un contesto che te lo impedisce materialmente; allora si può cominciare per piccoli passi, anche perché poi ci sono altri aspetti di carattere psicologico che ti fanno rischiare di impazzire letteralmente; posso fare dei semplici esempi che credo non abbiano nessun effetto collaterale particolarmente arduo da sostenere:

smettiamo di usare il telefonino (e di alimentare il campo elettromagnetico);

cominciamo a dare l'esempio ai colleghi, agli amici, ai familiari;

smettiamo di mangiare carne; liberiamoci fisicamente dell'apparecchio televisivo;

smettiamo di usare l'automobile (gia questo è più difficile);

fino ad arrivare alle conclusioni che ho gia scritto nell'articolo;

Mi rendo conto che chi legge potrebbe farmi un miliardo di contestazioni, ma in qualche modo si deve pur cominciare... se no, torniamo al punto di partenza:

Mi conviene accettare la risposta? (la pillola rossa del film matrix)

Oppure sto bene cosi, felice e contento... e alienato? (la pillola azzurra)

Se non si agisce non cambierà nulla...


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Messaggio da leggereInviato: lun 16 gen 2012, 21:08 
Christian, ciò che scrivi è davvero giusto e utopicamente accettabile, ma queste azioni per cambiare sono valide nella misura in cui le scelte che compiamo non coinvolgono persone care che non condividono il nostro stesso punto di vista. Se fossi una single, ti direi: "Vabbè, proviamo! Sono sola e ciò che faccio non coinvolge nessuno!" Ma non è così, ho famiglia e devo pensare in quattro e non posso certo trascinare tutti nel mio desiderio di lotta anti-sistema.
Nel tuo articolo leggevo che anche la famiglia in qualche modo è un microcosmo fatto di gabbie personali che costruiscono intorno al soggetto fin da bambino una serie di condizionamenti. Lì tocchi nel vivo quello che è il mio ruolo come madre e devo dire che da tempo mi sono chiesta se procedo bene in questo senso. Da un lato cerco loro di aprirgli gli occhi e dall'altro tento comunque di avviarli a una società nella quale nonostante tutto dovranno vivere. L'equilibrio che cerco di creare è il frutto di uno sforzo continuo, in ogni caso non posso far crescere le mie figlie come alienate, devono potersi confrontare con gli altri su uno stesso piano, affinchè sentano comunque che la loro identità non è aliena rispetto alle altre. Non desidero che diventino massificate, ma neanche delle eremite asociali. Con mia figlia che ormai ha quattordici anni ed è una ragazza sveglia e autoironica parliamo molto, lei sente già la differenza tra il nostro stile di vita come famiglia e a quello degli altri, si divide anche lei tra due mondi: quello che ha quando interagisce con le sue coetanee e quello che allaccia con me quando parliamo di universo e di entità esogene. Lei sa comunque già tutto sugli studi che conduco in merito alle interferenze e impara ogni giorno di più i meccanismi fuorvianti che la circondano, possiede già curiosità e interessi culturali che secondo me le daranno sempre più strumenti per crescere (è un'appassionata di mitologia e psicologia).
Credo che per andare contro il sistema non si devono necessariamente radicalizzare i propri comportamenti, le scelte sono tante e magari si potrebbero semplicemente "usare" i vantaggi del sistema in modo oculato, cioè senza esserne schiavi. La tecnologia non è il problema, il vero problema è il rapporto che abbiamo con essa. Il sistema non è il problema, il problema è come riusciamo a trovare delle vie per rimanere liberi nonostante l'oppressione, la libertà è dentro di noi, se dentro ci sentiamo liberi, possiamo interagire con il sistema senza farci schiacciare. Certo gli eventi potrebbero radicalizzarsi a un punto tale da dover scegliere in modo netto e a quel punto le scelte saranno davvero importanti...


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Messaggio da leggereInviato: mar 17 gen 2012, 10:32 
Vorrei aggiungere che i problemi mondiali in cui ci troviamo a vivere non sono colpa nostra e se dico questo, lo faccio non perchè voglio scaricarmi la coscienza dai sensi di colpa, perchè non ho sensi di colpa per quello che avviene nel mondo. Non mi sento responsabile delle cose orrende che vedo e sento dai media, pechè se fossi al potere mi comporterei in modo radicalmente diverso. Anche i sensi di colpa che proviamo di fronte a certe realtà tragiche sono un condizionamento mentale imposto dall'alto. Rendiamoci conto che anche il senso di colpa è strumentale al fine di farci sentire una schifo per qualcosa che non abbiamo creato noi.
Faccio un esempio banale, gli imballaggi degli oggetti che compriamo sono estremamente complicati da separare quando li buttiamo, certe volte il groviglio di plastica e carta è così intricato che neanche un santo riuscirebbe a districarlo. Ebbene noi poi ci dovremmo sentire in colpa per questo? Basterebbe fare una legge che vieti alle aziende di "incartare" in modo così brutale le cose, le storture aberranti stanno a monte, noi possiamo solo subirne gli effetti, ma l'inganno è quando ci sentiamo in colpa per una cosa che non abbiamo fatto noi. Non avete idea di quante volte lascio nei negozi le scatole delle scarpe, mi prendo le scarpe, solo quelle, e il resto lo lascio dicendo che non mi serve. Le commesse mi guardano stupite ma accettano l'idea. Ora mi chiedo, perchè le scarpe devono essere imballate così e poi tutto quel fardello ce lo dobbiamo portare a casa e sentirci in colpa perchè non lo smaltiamo bene.
Credo che basterebbe osservare con occhi diversi la condizione di prigionia anche psicologica in cui ci troviamo e si vedrebbe tutto più chiaramente.


Ultima modifica di alroc68 il mar 17 gen 2012, 17:19, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggereInviato: mar 17 gen 2012, 16:05 
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Iscritto il: lun 16 gen 2012, 23:02
Messaggi: 8
Citazione
In quanto la suddetta accettazione comporta delle responsabilità, e delle rinunce a determinate comodità; comodità che però sono a spese di altri esseri umani che soffrono e pagano con il loro sacrificio il costo di queste comodità; qui il discorso sarebbe lunghissimo, ma credo di averlo gia sviscerato nei miei scritti, mi rendo conto anche del fatto che è davvero difficile cambiare drasticamente il proprio modo di vivere, di punto in bianco, e mettersi a nuotare contro corrente, soprattutto se si è incastrati in una famiglia o in un contesto che te lo impedisce materialmente; allora si può cominciare per piccoli passi, anche perché poi ci sono altri aspetti di carattere psicologico che ti fanno rischiare di impazzire letteralmente; posso fare dei semplici esempi che credo non abbiano nessun effetto collaterale particolarmente arduo da sostenere:

smettiamo di usare il telefonino (e di alimentare il campo elettromagnetico);

cominciamo a dare l'esempio ai colleghi, agli amici, ai familiari;

smettiamo di mangiare carne; liberiamoci fisicamente dell'apparecchio televisivo;

smettiamo di usare l'automobile (gia questo è più difficile);


Secondo me la risposta non è univoca. Inizio a risponderti confrontando gli esempi che hai fatto con la mia personale esperienza.
1) telefonino: non riesco ad eliminarlo in quanto vivo molto lontano da casa per ragioni di studio
2) carne: io sono vegetariano ma già le persone che conosco (in generale) fanno fatica ad accettare che qualcuno lo sia, figurati diventarlo
3) tv: non posseggo una tv perché non ci trovo nulla di interessante ma so che non potrei rinunciare al computer per esempio
4) macchina: in famiglia abbiamo avuto una sola macchina da sempre che usava mio padre, e con certezza posso dire di aver fatto più km a piedi e in bici che su quell'auto. Per me la macchina non è affatto un esigenza come invece lo può essere per te.
Ora come vedi già la mia mappa riguardo questi soli 4 ambiti è ben differente rispetto alla tua o a quella di altri. Credo non si possa dare una risposta univoca al problema. Credo invece che bisognerebbe vivere in modo consapevole. E con consapevole intendo pensare a ciò che si fa, ogni volta. Come alroc68 ha ben espresso sopra per gli imballaggi, si potrebbe pensare ad ogni cosa. Le nostre azioni hanno delle conseguenze veramente minime se guardiamo vicino. Ma se le osserviamo bene ogni nostro gesto ha determinati seguiti. Per esempio l'allevamento nel mondo genera una quantità di gas serra superiore ai trasporti. Ora chi sceglie di mangiare carni ogni giorno pensa di star inquinando (l'ambiente e se stesso)? Magari invece ci pensa quando preferisce per una volta la bici all'auto. Non sempre nelle nostre azioni c'è un collegamento causa-effetto ravvicinato e forse non si coglie appieno. La risposta al problema che hai sollevato, almeno la mia risposta è quella di cercare di cogliere il vero significato di ciò che si fa, sotto ogni punto di vista e da lì capire cosa c'è da modificare.


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Messaggio da leggereInviato: mar 17 gen 2012, 20:09 
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Iscritto il: gio 8 set 2011, 16:57
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Si, riguardo al discorso di "cosa fare", io ho fatto degli esempi banali, ma è chiaro che ce ne sarebbero a migliaia, cosi com'è chiaro che ognuno avrà le sue ragioni più o meno importanti per contestare ogni singola virgola di ciò che dico (non oso nemmeno provare a dire: smettiamo di lavorare e di usare i soldi);

io non intendo fare il saputello, ma cerco solo di dire delle cose (assolutamente non nuove, io scopro l'acqua calda), che però, in pochissimi hanno il coraggio di dire, se no, ti mangiano! Comincio col rispondere ad Alessandra.

Sicuramente, se in molti pensassero come te, già sarebbe un mondo migliore; il tuo può essere un esempio di famiglia ideale, e le tue ragioni sono innegabili, mentre le mie sembrano parole estreme;

vedi... tipicamente tutte le persone che hanno famiglia; specialmente madri, padri, mi contestano con discorsi simili, discorsi saggi che non fanno una grinza, con toni più o meno accesi, e questo accade cosi spesso che ormai ho le risposte pronte;

chi ha famiglia è facilmente ricattabile;

la famiglia, quale istituzione sociale finalizzata al controllo, ha proprio questo scopo, e per dimostrare questo, posso fare l'esempio della famiglia mafiosa; se tu sei un boss che non ha paura di morire e che non ha paura di niente... non colpiranno certo te, colpiranno la tua famiglia, i tuoi figli; perché cosi tu vivrai nel rimorso di aver provocato la morte e la sofferenza dei tuoi figli; e il rimorso è molto peggiore della morte; guarda, questo discorso è cosi scontato che si vede pure nei cartoni animati; proprio per questo, chi si arruola nei corpi speciali non può avere famiglia (ma questo l'hai gia detto tu con altre parole);

poi hai tirato fuori un'altra questione cruciale e determinante, cioè l'idea di sentirsi liberi dentro; allora, posso dirti che l'anarchia (o libertà individuale, chiamatela come vi pare), di fatto, viene attuata su tutti i livelli della scala sociale, su tutti i livelli e in ogni ambito, questo è tipico di chi è animico, ma secondo me, questa è un'arma a doppio taglio che determina anche il più grande limite di questo pensiero, che è il seguente:

non ha senso pensare di essere liberi in un mondo di schiavi;

perché le scie chimiche, le respirano anche i tuoi figli, alienati o non alienati; e le tasse che finanziano il ministero della difesa, e di conseguenza l'industria bellica, ergo la tecnologia finalizzata al dominio dei popoli, le paghi anche tu (sei costretta, e ricattata), per poter sfamare i figli;

questo che significa?

Significa che la nostra sopravvivenza ed il nostro benessere, sono basati sul sacrificio e sulla sofferenza di altri esseri umani, che non hanno diritto ne possibilità alcuna di liberarsi, se non con la morte; io credo che se tu fossi una madre in Medio Oriente, o in Africa, o in India, non la vedresti come dici; non ti sarebbe data neanche la possibilità di chiedere pietà (con un fucile puntato in faccia ai tuoi figli);

è naturale che tu ti senta responsabile per i tuoi figli, ma secondo me questa responsabilità è un'ennesima illusione (come il senso di colpa), perché, se si comincia ad entrare nell'ordine di idee che i tuoi figli possano essere considerati figli di tutti; o più precisamente, altre persone con un anima libera (la quale non ha certo bisogno di protettori), che possono essere accompagnate in una fase iniziale e delicata di crescita, per poi essere in grado di avere il pieno controllo di se; in tal caso, probabilmente ti sentiresti in dovere (non di proteggere ma di assistere), anche nei confronti dei figli degli altri; ma sono sicuro che questo sentimento, in qualità di madre, sia molto sentito da te.

Questo dovere o responsabilità nei confronti dei figli, cioè questo sentimento di amore, troppo spesso confuso con la paura per i propri figli (che in realtà è una paura per se stessi), dovrebbe spingerci a capire che:

se ancora c'è una minima possibilità di cambiare qualcosa, questa possibilità è ora! (ora che l'acqua in pentola bolle... poi siamo fritti)

Perché nella società in cui vivranno i nostri figli, non ci sarà neanche la libertà di parola; ma ovviamente questo avverrà in un modo talmente subdolo, che i nostri figli considereranno normale questo stato di cose, tanto da non sentire neanche l'esigenza di un cambiamento.

Se io voglio aiutare una persona, nel mare in tempesta, gli insegno a nuotare! Se mi limito a dargli un salvagente, gli faccio solo un danno; perché all'ondata successiva la persona soccombe, oppure potrei non essere in grado di salvarla.

Per quanto riguarda il discorso dell'utopia, anche qui, posso dire questo: Attenzione, cosi come tutti credono che qualcosa sia utopia (uguale irrealizzabile, uguale impossibile), ed effettivamente ciò appare impossibile proprio perché tutti lo credono;

perché non cominciamo a pensare, esattamente il contrario?
perché non cominciamo a credere che l'utopia sia possibile?

Perché non proviamo a parlare di un mondo... dove non esistono i soldi e le classi sociali; dove non esistono gli eserciti e le chiese; dove i bambini sono figli di tutti, e gli esseri umani si adoperano per il bene comune; dove la scienza è finalizzata a migliorare la qualità della vita, nel pieno rispetto dell'ambiente e degli esseri viventi; dove la conoscenza è patrimonio di tutti; dove gli esseri umani possano comunicare col pensiero, e curarsi con la propria mente; dove il lavoro è finalizzato all'evoluzione collettiva. Un mondo senza regole, dove gli esseri umani siano pienamente responsabili, e consapevoli del concetto di libertà. Un mondo che dovrebbe essere costruito da zero, sul pianeta Terra.

Guarda, Alessandra, forse ho un tono un po' arrogante, non perché lo faccio apposta, semplicemente mi viene spontaneo parlare in questo modo, ma assolutamente non credo di essere migliore degli altri, ciò che dico ha origine da un dolore, un dolore che non è propriamente il mio, ma di una moltitudine, un dolore che condivido, e credimi si rischia di impazzire (questa cosa si chiama transfert, un anima fa anche di questi scherzi), per cui cerco di parlare "terra terra" senza filosofare troppo, ma spesso questo può dare fastidio, o causare fraintendimenti.

Allora posso suggerirvi il pensiero di una donna eccezionale; studentessa e attivista nel 68, madre con due matrimoni alle spalle e quattro figli; astrofisica dalle idee eretiche (in un altra epoca sarebbe stata considerata una strega), un'anima ribelle che si batte per svelare gli inganni del potere, dimostrando teorie che si sposano con la scuola di pensiero di Corrado, anche in linea con gli studi di Zamperini, solo che a volte le cose vengono chiamate con nomi diversi, ma per chi sa intendere risultano comunque chiare; si tratta di Giuliana Conforto.

Certamente lei si esprime in un modo elegante e sottile (ermetico), ma le idee di fondo sono sempre quelle, idee utopistiche, idee che probabilmente provengono da un altro mondo realmente evoluto, idee sconvolgenti, inaccettabili, eretiche appunto; idee che in qualche modo ho cercato di esternare con un linguaggio da strada, ma finche si continuerà a parlare di utopia, finché si continuerà a manifestare e protestare, finché si continuerà a combattere questo sistema, finche si continuerà ad averne paura, tutto questo servirà soltanto a rendere solido e concreto il potere stesso;

se si smette di aver paura, e si comincia ad agire senza paura, il potere si dissolve; non è utopia, si tratta di sentirlo, questa informazione viene dalla coscienza.

Le persone care che si ha paura di coinvolgere, sono già coinvolte con l'acqua alla gola senza via di scampo (in un regime nazista di fatto), e forse la loro unica possibilità di liberazione, sta proprio in chi è sveglio, e si rende conto di questo.


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Messaggio da leggereInviato: mar 17 gen 2012, 21:48 
Christian, prima di cominciare a rispoderti desidero dire che non volevo essere polemica tutt'altro, anzi condivido molto ciò che scrivi e la sofferenza animica di cui parli la vivo in ogni singola vena del mio corpo, per cui lungi dal voler essere il mio post "uno scritto contro", ma al contrario di assoluta condivisione dei temi che tratti. La verità è che stamattina scrivevo di fretta perchè naturalmente dovevo andare a lavorare (e sul fatto dell'andare di fretta per il lavoro si potrebbero dire tante cose di cui tu hai già detto ampiamente nei tuoi articoli), la verità è che desideravo solo "appuntarmi" alcune cose per poi approfondirle con calma.

Concordo quando mi dici che sono ricattabile, lo sono al 100%...chi ha dei figli sa che si innescano tali e tanti meccanismi di accudimento della prole che non se ne esce.
Conosco e ammiro Giuliana Conforto, mi ritrovo in pieno nel suo modo di pensare la realtà, sento grande affinità con i suoi studi e anche con il tipo di comunicazione che usa per veicolare le teorie da lei scoperte, quindi, se mi parli di lei, sfondi una porta aperta nella mia mente.
Il termine utopico l'ho usato in modo infelice, lo ammetto...unica scusa il tempo tiranno che mi impediva di elaborare meglio il post (anche da qui si evince la mia ricattabilità all'interno del sistema -.-' ) e non sei per niente arrogante, anzi leggendo tra le righe sento il coinvolgimento viscerale che metti in quello che scrivi e lo stile è forte, ma efficace.

Che posso aggiungere se non che dentro di me c'è già il mondo che descrivi, ogni giorno cerco di costruire nella mia vita questa realtà e forse piano piano le cose cambieranno. Una delle cose che cerco di fare è DIALOGARE in modo pacato senza giudizi aprioristici, senza arroganza, presunzioni o prevaricazioni, creco di farlo ma non so se riesco nel tentativo...spero di sì. In ogni caso apprezzo molto ciò che fai perchè è un'operazione di scuotimento delle coscienze e una strapazzatina ogni tanto fa bene per risvegliarsi dal torpore. ;P

Sul fatto di imparare a nuotare...sto studiando da un paio d'anni, appena ho imparato la "tecnica" la insegno alle mie figlie... :DD

Per quanto riguarda il fatto di essere madre di tutti i figli...bhe! Mi sono sempre sentita madre, ma nel momento in cui lo sono diventata davvero però, improvvisamente la percezione della sofferenza dei minori mi è diventata intollerabile ed è stato devastante dal punto di vista emotivo...


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 12:44 
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Iscritto il: gio 22 dic 2011, 18:22
Messaggi: 14
Il video della giornalista che annuncia l’arrivo degli alieni è un film italiano. Mi sembra “l’ultimo terrestre”. Dicono che è stato lo stesso regista a diffondere il video (per scherzo o per pubblicità).

Per come la vedo io riuscire a crearsi una libertà in un sistema di potere in cui viviamo oggi è pressoché impossibile, almeno che non si voglia abbandonare fisicamente le città, questo però, al pari del gesto di buttare il telefonino, comporta un distacco evidente dalla società e forse è per questo che tante persone non riescono a fare queste rinunce. E’ giusto fare delle scelte personali che come hanno giustamente detto non coinvolgono il prossimo, ma è quasi impossibile rinunciarci e nello stesso tempo non sentirsi estraniati.
Ma più ti estranei e più non riesci a convivere con la società. Inizi a giudicarla e a non sentirti parte di essa e più ti stacchi, più le tue scelte rimangono isolate.

Faccio l‘esempio d una mia amica che da diverso tempo cercava questa libertà, ma pur rinunciando a molte cose non riusciva più a rapportarsi con la società, tanto che si sentiva ancora più oppressa e ha deciso di partire per luoghi meno “civilizzati”. Praticamente più prendeva coscienza e più si sentiva fuori luogo. Cosi facendo però ha abbandonato famiglia, amici e la sua città. Il suo è un percorso personale coraggioso ma che non coinvolge quasi nessuno, anzi, viene spesso criticata per le sue scelte (motivo per cui si sentiva oppressa ed ha preferito andarsene). Ha provato a cambiare e nello stesso tempo coesistere con la società che non ha alcuna intenzione di gettare il telefonino o smettere di mangiare carne. Non ce l’ha fatta. L‘ho seguita nel suo percorso ed o capito la sua scelta di partire.

E’ praticamente impossibile crearti un bozzolo di libertà in mezzo alla massa e questo perché della massa abbiamo bisogno tutti proprio per non sentirci soli. Nonostante sia convinta che la maggior parte delle persone vorrebbero questa libertà, la soluzione è difficile proprio per l’inganno del gruppo. In breve, una piccola élite di persone controlla (o schiavizza se preferite) la massa, che proprio perché composta da un numero maggiore di persone non è in grado di organizzarsi e autogestirsi.
Non siamo poi cosi diversi dai maiali ne video. Probabilmente anche loro comprendono la loro condizione e quale sarà la loro fine ma l’obiettivo è correre verso il cibo prima che finisca, non fuggire. Sopravvivere e non vivere. Il sistema è creato apposta per non darti troppo tempo per riflettere sulla tua reale condizione, e sei portato a seguire la massa per istinto di sopravvivenza. Sai che seguendo quello schema, anche se sbagliato, in qualche modo vivi, non sai invece cosa potrebbe accadere se provi ad uscirne. Già solo questo dubbio ti porta a seguire quella strada precostruita e già percorsa da milioni di persone. Segui il gruppo e sopravvivi.

I problemi mondiali è vero che non sono direttamente una nostra colpa, ma la responsabilità di quello che continuiamo ad alimentare con il nostro consenso passivo si che è una nostra responsabilità. Quella piccola élite avrà potere fino a quando noi glielo concediamo. L’esempio delle scarpe con la scatola. E’ vero che non abbiamo creato noi le scatole, ma fin tanto che compreremo quelle scarpe, le scatole ci saranno sempre (non dico di smettere di comprarle, ma l’inganno è proprio qui. Tu ne hai bisogno e le compri anche se non ti sta bene l’imballo. Le comprano tutti. Cosi come metti benzina alla tua macchina perché devi correre a lavoro ecc…)

C’è un momento nella vita di tutti in cui prendiamo coscienza di questi inganni ma non abbiamo idea di cosa fare se non dei piccoli cambiamenti nel nostro piccolo, ma credo che fino a quando si tratta di scelte personali difficilmente cambieremo il mondo, poiché questo ha una struttura pianificata che ha un’influenza maggiore. Io butto il telefono e milioni di persone nello stesso momento sono davanti la tv a guardare la pubblicità dell’ultimo modello. E’ una questione di influenza e di numeri. Il piccolo numero non riesce ad influenzare il grande numero, a meno che questo non sia organizzato allo stesso modo di quella piccola élite che invece riesce tranquillamente a manovrare le scelte del mondo intero. Forse la costante e anche pressante informazione è i primo passo. La scelta della mia amica di fatto non ha influenzato nemmeno il suo piccolo gruppo di amici, figuriamoci se può essere l’inizio di un cambiamento globale (d’altronde non è nemmeno la prima)

Forse sono un po’ pessimista a riguardo ma credo che il grande cambiamento potrebbe avvenire o in un momento di grande crisi, o forse con una costante informazione che riesca a sovrastare la disinformazione globale che avviene attraverso i media. E qui gioca molto la volontà delle persone.

Della paura non puoi liberarti nemmeno gettando un telefonino. Smetti di avere paura del sistema ma hai comunque paura di ritrovarti solo. Gli incoscienti sono gli unici a non avere paura e non ho mai capito quale condizione sia migliore. Capire ma non sapere come cambiare forse è peggio del non capire nulla.


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 13:03 
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Della paura non puoi liberarti nemmeno gettando un telefonino. Smetti di avere paura del sistema ma hai comunque paura di ritrovarti solo. Gli incoscienti sono gli unici a non avere paura e non ho mai capito quale condizione sia migliore. Capire ma non sapere come cambiare forse è peggio del non capire nulla.


forse invece è chi è incosciente quello ad avere paura, e chi invece è cosciente a non averne. rimanere solo cosa significa se non il fatto di non essere d'accordo con la maggior parte della gente che ti circonda? alla fine la tua amica ha fatto la scelta piu coerente, è andata dove si è sentita meno sola... e magari non si è nemmeno mai sentita veramente sola.

l'unico modo per cambiare è cambiare, e non capire come farlo, nessuno ha detto che è semplice, ma io credo che la paura resti sempre e comunque paura ed in quanto tale sistema di controllo. non avere paura significa non avere nessun vincolo di nessuna natura, per prima la morte. la maggior parte delle persone si accontenta della società in cui vive perchè è terrorizzata di perdere la prorpia identità, cioè il proprio corpo, a volte succede che chi invece questa paura non cel'ha, non solo non rinuncia al proprio corpo, ma magari vede la sua vita trasformarsi da "andare avanti" a "vivere felice".


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 13:35 
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Comprendo il tuo ragionamento, ma di fatto la paura di uscire dal gruppo è evidentemente la più forte, altrimenti non si spiega come mai preferiamo adattarci piuttosto che prendere tutti la decisione della mia amica di partire per trovare una realtà più idonea al nostro modo di vivere. Dovrebbero esserci città deserte, invece sono strapiene di gente che si lamenta costantemente della vita ma raramente agisce.
Se parliamo di giusto o sbagliato, si, è giusto capire e non avere paura, ma le conseguenze che vedo intorno a me mi fanno pensare che la paura di rimanere isolati non ci permette di fare determinate scelte, anche se queste, col senno del poi, sembrano le più giuste.


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 15:25 
Christian, il tuo articolo mi è piaciuto molto, condivido con te molti punti ma ciò che ho apprezzato maggiormente è il tuo essere sveglio, ti poni domande e cerchi di ragionare per tuo conto.
Il punto è proprio questo: dal medioevo la gente continua a prendersi per il culo. Non serve tirare in ballo massoneria, alieni o grandi gruppi di potere... ci pensiamo già noi di nostro ad auto-prenderci per i fondelli.
Se ci pensi bene, essere coscienti alla fin fine vuol dire essere svegli, cioè vivere puntando sulla presenza mentale (quanto c'avevano ragione i buddisti!). Prima di un qualsiasi pensiero c'è l'istinto, la pulsione e l'intenzione - questa è l'incoscienza, e il dominio sulla massa punta proprio su questo.
Nel video del povero bimbo investito e non soccorso, osservo principalmente l'indifferenza da parte di gente addormentata nel proprio ruolo lavorativo. Temo che in una società basata sull'anarchia accadrebbe la medesima situazione, poiché qui non si tratta tanto di forma (cioè del modo in cui un principio si applica), piuttosto nella presenza/assenza di un certo meccanismo mentale-razionale: la riflessione.
Invece molti preferiscono dormire nella quotidianità, delegando le scelte morali a terzi; è molto più comodo e ci si pulisce la coscienza - tanto in caso di errore pagherà l'ennesimo capro espiatorio.

Dovremmo smettere di prenderci per il culo e iniziare ad addossarci le nostre responsabilità, che sono le stesse responsabilità che addossiamo a chi dorme, visto che lavorano per noi.
Smettere di utilizzare la TV non serve a niente, se poi ci facciamo condizionare passivamente dalla controinformazione via Internet. Abbiamo cambiato semplicemente canale. Diventare vegan per il bene dell'ambiente ha poco senso, se poi la verdura ce la compriamo al superAnonimoet con tanto di imballaggio. Gettare via il telefono è da scemi, quando potresti prendertene uno da 20€ ed utilizzarlo per anni visto che è un telefono e non un micro-computer da viaggio - tra l'altro potrebbe salvarti la vita in caso di necessità. Trasferirsi all'estero chissà dove fa ridere di fronte all'inquinamento che avanza globalmente. Sentirsi coscienti poiché animici non cambierà una mazza, se l'animico non è in grado di educare il non-animico su tutto ciò che per natura non percepisce.

Insomma, le possibilità sono tante ma bisogna iniziare a capire che chi sbaglia per primi siamo proprio noi stessi. Non accettare e trovare nuove strade, partendo magari nel cambiamento di piccole cose. Un sistema è composto da tanti ingranaggi, ma anche il più piccolo può bloccare l'intero meccanismo.
Dubitare, molto più spesso, ma includendo anche noi stessi e le nostre giustificazioni. :)


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 16:31 
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Comprendo il tuo ragionamento, ma di fatto la paura di uscire dal gruppo è evidentemente la più forte, altrimenti non si spiega come mai preferiamo adattarci piuttosto che prendere tutti la decisione della mia amica di partire per trovare una realtà più idonea al nostro modo di vivere. Dovrebbero esserci città deserte, invece sono strapiene di gente che si lamenta costantemente della vita ma raramente agisce.
Se parliamo di giusto o sbagliato, si, è giusto capire e non avere paura, ma le conseguenze che vedo intorno a me mi fanno pensare che la paura di rimanere isolati non ci permette di fare determinate scelte, anche se queste, col senno del poi, sembrano le più giuste.


ma guarda giusto e sbagliato sono parole che preferisco evitare... ognuno dentro di se sa cosa è giusto e sbagliato per se e per gli altri, anche chi fa del male gratuitamente, inutile star li a menarcela che dipende dall'ambiente o dalla società e non credo che sia nemmeno una questione morale, ma semplice e puro istinto umano (non animale, gli animali vivono in maniera equilibrata).

la paura di uscire dal gruppo è solo una sciocchezza al pari di questo che è giustificata solo da una serie di abitudini e di pregiudizi che ci vengono incuneati nel cervello da quando nasciamo. stesso dicasi di cose come il senso di colpa o altre porcherie che fanno a capo semplicemente all'educazione... basti vedere la maggior parte dei bimbi che vengono allevati adesso che non hanno rispetto per nessuno e che sono arroganti ed agressivi. alcuni li chiamano indaco... vabbè.
l'esempio pratico è il sabato sera: schiere di miei amici e mio fratello se non escono il sabato sentono che c'è qualcosa nella loro vita che si dissolve o che manca, io sarà 10 anni che non esco frequentemente il sabato sera eppure vivo lo stesso e non rinuncio comunque a fare le cose che mi piacciono. gli amici che non mi capivano sono stati sostituiti da gente un po piu aperta e costruttiva ecc... in sostanza non ci sono solo teste di legno a questo mondo.

bisogna anche capire che le disamine di christian sono forzatamente estreme, perchè è il suo metodo di comunicazione, e non perchè necessariamente si flagella godendo come un riccio di disinformazione.


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 18:55 
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la paura di uscire dal gruppo è solo una sciocchezza al pari di questo che è giustificata solo da una serie di abitudini e di pregiudizi che ci vengono incuneati nel cervello da quando nasciamo. stesso dicasi di cose come il senso di colpa o altre porcherie che fanno a capo semplicemente all'educazione... basti vedere la maggior parte dei bimbi che vengono allevati adesso che non hanno rispetto per nessuno e che sono arroganti ed agressivi. alcuni li chiamano indaco... vabbè.


Ti do perfettamente ragione, dico solo che questa paura che chiami sciocchezza è la sciocchezza che spaventa quasi tutto il genere umano.


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Messaggio da leggereInviato: mer 18 gen 2012, 19:02 
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resto dell'idea che la paura maggiore degli esseri umani sia la morte ma puo darsi che sia un modo differente di vedere lasolitudine


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