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 Oggetto del messaggio: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 12:31 
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Iscritto il: mar 20 dic 2011, 0:47
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ciao a tutti. Tempo fa mi sembrò di aver già letto qualcosa nel forum riguardo l'argomento delle promesse, ma ora non l'ho più trovato. Così apro questo.
Il mio quesito è questo: secondo voi, perché quando facciamo una promessa o un giuramento noi ci sentiamo legati ad esso come se fosse realmente un legame fisico con la persona con cui l'abbiamo fatto? E perché non accade a tutti di sentirsi vincolati da una promessa fatta?
Aggiungo una seconda domanda: è giusto sacrificare la propria felicità per mantenere una promessa? O addirittura talvolta rischiare la propria vita o salute per essa?
Scrivete pure cosa ne pensate sull'argomento. :)

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Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile.
Nel combattimento solo l'aria mi può fermare, ci siamo solo io e lei, il mio avversario non esiste.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 13:16 
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Iscritto il: mer 14 mar 2012, 17:07
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Quando si fa una promessa, pur non essendoci alcun vincolo fisico si creano comunque vincoli psicologici. Il più delle volte una persona promette qualcosa a qualcuno che ha una certa importanza per lui in un modo o nell'altro, non accade spesso di promettere qualcosa a perfetti sconosciuti. Forse c'entra anche l'autostima, porsi degli obbiettivi e raggiungerli a favore di qualcuno che ha delle aspettative nei confronti di chi ha promesso una cosa è gratificante. Promettere e mantenere è poi una sorta di investimento il cui potenziale guadagno è una credibilità che potrà tornare utile in futuro, per i motivi più disparati. Secondo me tutti sono disposti a fare e mantenere promesse, cambia "solo" il margine di circostanze in cui si è disposti a fare e mantenere una promessa. Questo vale anche per il non mantenerle.
Quanto al sacrificio anche estremo per mantenere una promessa, ognuno è libero di fare ciò che vuole quindi se è giusto per lui non sta a me negargli questo suo diritto. Magari in circostanze simili oppure diverse io farei lo stesso oppure no, di sicuro non vorrei che altri decidessero per me

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 14:03 
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Iscritto il: mar 20 dic 2011, 0:47
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Il più delle volte una persona promette qualcosa a qualcuno che ha una certa importanza per lui in un modo o nell'altro, non accade spesso di promettere qualcosa a perfetti sconosciuti. Forse c'entra anche l'autostima, porsi degli obbiettivi e raggiungerli a favore di qualcuno che ha delle aspettative nei confronti di chi ha promesso una cosa è gratificante.

sono d'accordo. Quindi potremmo addebbitare in parte all'autostima il sentirsi in "dovere"? Aggiungendo l'onestà e talvolta lo spirito di sacrificio? Queste due cose però sembrano venire da qualcosa di diverso che l'autostima, o no?

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Quanto al sacrificio anche estremo per mantenere una promessa, ognuno è libero di fare ciò che vuole quindi se è giusto per lui non sta a me negargli questo suo diritto. Magari in circostanze simili oppure diverse io farei lo stesso oppure no, di sicuro non vorrei che altri decidessero per me

punto di vista interessante. Sono d'accordo su questo tuo desiderio d'essere solo tu a decidere.
In situazioni estreme potremmo sacrificare noi stessi per gli altri, per un amore incondizionato verso qualcuno per cui ne vale la pena. Così ci è stato più volte ripetuto, anche dall'istruzione religiosa che da piccoli molti di noi hanno avuto imposta. E così ci è indicato da un amore incondizionato che talvolta proviamo per altre creature. Ma non c'è un confine oltre il quale si manca di rispetto verso se stessi? E' scontato pensare d'avere colpe verso gli altri, lo è meno capire d'essere colpevoli verso di sè.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 14:33 
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Iscritto il: mer 14 mar 2012, 17:07
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Quindi potremmo addebbitare in parte all'autostima il sentirsi in "dovere"? Aggiungendo l'onestà e talvolta lo spirito di sacrificio? Queste due cose però sembrano venire da qualcosa di diverso che l'autostima, o no?

In parte sì. Magari non causa il "sentirsi in dovere" però è un incentivo, contribuisce a perseverare nella scelta di portare a termine ciò che ci si è prefissati. Una volta che si promette qualcosa c'è qualcuno che ha delle aspettative, deludere queste aspettative potrebbe causare delusione e disistima e questo pensiero (timore?) è rilevante quando si decide se mantenere o no una promessa. Ovvio che conta anche come uno è stato educato, l'ambiente in cui vive eccetera. Per il resto, sempre secondo il mio personale parere è comunque questione di scelta personale, scelta che spesso è influenzata o addirittura imposta (indi non più scelta) da fattori esterni, non ultimi gli "insegnamenti" religiosi. Su questo ultimo aspetto si è discusso tanto anche su questo forum, da parte mia ho quasi l'impressione sia inutile parlarne :) Quando avrò potere decisionale sulle sorti del vaticano (per essere banale) riargomenterò con dovizia di particolari la mia posizione a riguardo :lol

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 14:54 
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Iscritto il: mer 14 mar 2012, 17:07
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Una considerazione mi è venuta in mente, che forse vale la pena esprimere... Alcuni cani si sacrificano per salvare il proprio padrone (o amico?), o si lasciano morire per il dispiacere di averlo perso. Eppure loro non hanno nessun pastore tedesco (questa è cattiva) che gli dica cosa fare e cosa non fare sennò vanno all'inferno...

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 15:18 
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Iscritto il: mar 21 giu 2011, 11:28
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le promesse sono espressioni di insicurezza. si fanno promesse per farsi coraggio o per rassicurare l'interlocutore (per paura di perderne la stima o il rapporto).
quello delle promesse è uno stato unito a filo sottile con quello del senso di colpa, e della mancanza di stima di se.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: mer 24 ott 2012, 18:17 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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Non mi è ben chiaro se parliamo di promesse a se stessi o agli altri, perchè secondo me son due cose completamente diverse.
Se è "agli altri", io credo che le promesse in determinate situazioni siano necessarie. Questo perchè, per quanto la persona che ci sta di fronte possa esserci vicino (un amico, un fidanzato ecc.), spesso può capitare che determinate scelte vengano fatte egoisticamente, per ragioni inconscie. L'inconscio è difficile da controllare, puoi essere buono quanto vuoi. Quindi la promessa ti permette di avere delle certezze con la persona che ti sta di fronte, perchè lei saprà quello che è giusto fare (mantenere la promessa) ed essendone consapevole l'inconscio non potrà più influenzarti.

Sul quando sia giusto mantenere le promesse... premesso che al 99% è sempre giusto mantenerle, poi ovviamente in alcuni casi bisogna usare un pò di intelligenza. Non è che se prometto di conservare un peluche, e la casa va a fuoco, rischio la vita...


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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: gio 25 ott 2012, 20:43 
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Iscritto il: mar 20 dic 2011, 0:47
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Per il resto, sempre secondo il mio personale parere è comunque questione di scelta personale, scelta che spesso è influenzata o addirittura imposta (indi non più scelta) da fattori esterni, non ultimi gli "insegnamenti" religiosi. Su questo ultimo aspetto si è discusso tanto anche su questo forum, da parte mia ho quasi l'impressione sia inutile parlarne

@martin pescatore su questo sono d'accordo. Ho tirato fuori l'esempio della religione solo per fare appunto un esempio, per sottolineare come sia ritenuta comunemente una cosa che nasce da un principio buono e spontaneo (dubito sia così). Ma quello della promessa non so se addirittura si possa considerare un fattore presente da sempre nell'essere umano. Se ad esempio prendessimo un bambino, che non ha avuto influenze di tipo sociale e religiose e non gliene dassimo: siamo sicuri che lui viva psichicamente quel momento di collasso mentale (mi riferisco a quanto scritto filippo77)che ci spinge poi a promettere per farci forza? Cioè, non è che l'idea di promettere sia un'invenzione della società e quindi non sia innata nell'uomo? Dopo tutto, se ci fate caso, nell'era del matriarcato, prima dello sviluppo agricolo, i legami sociali (non parlo degli affettivi) erano meno presenti. Teniamo conto della poligamia di quei tempi e del fatto che non credo che per questo facessero drammi o si ammazzassero in raptus di gelosia. Anche questo è un esempio per parlare in genere dei legami mentali che oggi sono assurdi. (forse sto andando fuori discorso). Prendiamo ad esempio il fatto che oggi se uno non lavora e non consuma e non fa qualcos'altro che dicono di fare i ministri in tv, allora è uno sfigato. Questa è una costrizione psichica al pari di quelle che la Chiesa ha fatto per secoli da noi. E spingono le persone a tentare di esaudire una sorta di aspettativa che la società ha verso di loro e di conseguenza si convincono d'essere colpevoli se non ci riescono.

@giuseppe90 si può parlare benissimo di entrambe.
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Non è che se prometto di conservare un peluche, e la casa va a fuoco, rischio la vita...

Ovviamente no! :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: ven 26 ott 2012, 10:19 
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Citazione (ARIA)
Se ad esempio prendessimo un bambino, che non ha avuto influenze di tipo sociale e religiose e non gliene dassimo: siamo sicuri che lui viva psichicamente quel momento di collasso mentale (mi riferisco a quanto scritto filippo77)che ci spinge poi a promettere per farci forza? Cioè, non è che l'idea di promettere sia un'invenzione della società e quindi non sia innata nell'uomo?


è quello che dico anch'io, un bambino non promette. pensi che i bambini abbiano sensi di colpa o mancanza di stima? sono tutte cose insegnate


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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: ven 26 ott 2012, 13:06 
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No infatti, non credo abbiamo ancora sensi di colpa i primi anni.
Spesso si sente dire: "se non lo rimprovero fa il cattivo. Deve capire cosa è giusto e cosa è sbagliato". Invece in assenza di educazione sociale, in assenza di una società pressante, del cattivo esempio che gli adulti (già mangiati di testa) danno ai bambini, le persone crescendo sarebbero sicuramente in grado di autoregolamentarsi molto meglio. E purtroppo ora come ora non c'è assolutamente capacità di autoregolamentarsi nelle persone. In sé questa capacità non è assolutamente considerata, basta tenere conto ad esempio di come la maggioranza sia convinta che l'anarchia sia una cosa da folli perchè non concepisce che qualcuno non la comandi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: ven 26 ott 2012, 13:36 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
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quello della promessa non so se addirittura si possa considerare un fattore presente da sempre nell'essere umano. Se ad esempio prendessimo un bambino, che non ha avuto influenze di tipo sociale e religiose e non gliene dassimo: siamo sicuri che lui viva psichicamente quel momento di collasso mentale (mi riferisco a quanto scritto filippo77)che ci spinge poi a promettere per farci forza? Cioè, non è che l'idea di promettere sia un'invenzione della società e quindi non sia innata nell'uomo?

Non conosce la promessa semplicemente perchè non sa nemmeno mentire. La bugia infatti è qualcosa che impara solo dopo i 2-3 anni (se non ricordo male)... questo perchè l'infante non sa ancora discernere esattamente la differenza fra bene e falso, e neanche fra ciò che è reale e ciò che si è immaginato... addirittura il bambino non sa neanche che ciò che pensa è privato e gli altri non possono saperlo.
L'infante scevro di qualsivoglia insegnamento di genitori/società non sa nulla o quasi, lui impara vivendo dall'esperienza e recependo le informazioni dall'esterno ed infatti l'ambiente esterno influenzerà il suo carattere, ma cio nonostante secondo me non è completamente neutrale... infatti possiede delle inclinazioni indipendenti dall'esterno, che variano da persona a persona, tant'è che (per quanto più raro) possiamo trovare persone buone nonostante nate in un ambiente malsano per l'educazione (vedi famiglie violente, criminalità diffusa ecc.) e viceversa. Questa "inclinazione" consiste nel modo in cui l'individuo seleziona e classifica (in base al proprio io inconscio) le informazioni che vengono dal mondo esterno come ingiuste/buone e ciò che si deve fare/non si deve fare. Secondo me ovviamente...


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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: dom 28 ott 2012, 14:21 
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@giuseppe90 sono d'accordo e infatti provavo a immaginare un bimbo cresciuto, cioè un adulto che non ha ricevuto quelle istruzioni negli anni e che poteva mantenere quella pulizia mentale
Riguardo quanto scrivi nella seconda parte del messaggio, tu non credi nella "tabula rasa" giusto? Anni fa io ci credevo. Poi con l'esperienza ho cambiato opinione. Mi sorprende che la maggior parte degli psicologi (io ne ho conosciuti, ma non ero loro paziente :P)consideri i primi anni di vita come quelli che formano in toto la personalità e la coscienza dell'individuo, senza considerare nulla di precedentemete stratificato nel suo inconscio. Prima di tutto perchè infatti, come dici tu, persone diverse crescono in maniera opposta nello stesso ambiente e già questo dovrebbe far riflettere. Poi se la scienza ufficiale non accetta in parte gli studi di Jung e probabilmente in maniera globale quelli di Hillman, crede che la coscienza sia il cervello, pensa che le reincarnazioni non esistano(qui posso anche comprendere che non è affatto facile da verificare) e tutto il resto, dove si può andare? Si resta al palo e si gira in tondo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le promesse
Messaggio da leggereInviato: dom 28 ott 2012, 18:31 
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Iscritto il: mar 30 ago 2011, 14:28
Messaggi: 260
Citazione (ARIA)

Riguardo quanto scrivi nella seconda parte del messaggio, tu non credi nella "tabula rasa" giusto? Anni fa io ci credevo. Poi con l'esperienza ho cambiato opinione.

Anche io :D credevo nella tabula rasa ma teorizzavo senza osservare. Poi la vita mi ha spinto a cambiare approccio e adesso sto più dentro alle situazioni, ho imparato un sacco di cose...
Sicuramente l'esperienza influisce molto sul carattere della persona, ma c'è comunque una inclinazione o propensione originaria che è diversa da persona a persona e che con il vissuto non c'entra nulla. Non capisco perchè dovremmo essere tutti uguali dopotutto... io sono molto alto, poi c'è chi è basso, chi ha le braccia più lunghe ecc. ma questo non dipende dalla vita che abbiamo fatto... è vero che tutti i cervelli in partenza sono "vuoti", ma questo non li rende uguali! Se prendi delle tele di tipo diverso ma vuote, e vuoi dipingerci lo stesso paesaggio, potresti avere risultati diversi a seconda di come la carta reagisce al colore o cose simili... forse l'esempio non calza a pennello però credo che si sia capito cosa voglio dire :)


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