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 Oggetto del messaggio: Re: Chi di voi crede in Dio?
Messaggio da leggereInviato: lun 5 ago 2013, 22:24 
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Iscritto il: sab 1 dic 2012, 18:18
Messaggi: 256
Località: Cyberspazio
Cosa sarebbe il grande buio? Le tenebre esterne gnostiche? Comunque dubito che i paradossi temporali possano mai essere esistiti, in un multiverso come il nostro... e come potrebbero gli esseri umani determinare intralci seri per le anime?...
Citazione
guardiana di un portale per le anime che devono rivivere un'esistenza qui
Oh, Cristo ma allora si può anche venire rispediti quiiiii?!?!?!?!?! NOOOOOOOOOO ti supplico!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chi di voi crede in Dio?
Messaggio da leggereInviato: sab 7 set 2013, 18:53 
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Iscritto il: ven 15 feb 2013, 21:23
Messaggi: 68
Secondo diverse linee di pensiero, le anime si reincarnano continuamente sullo stesso pianeta finchè non si riesce ad elevare sufficentemente la propria coscienza e così ricevere accesso a mondi (non è ben chiaro il significato di questo termine, potrebbe essere sinonimo di universo e/o dimensione) "superiori".
Seguendo queste correnti, come evoluzione spirituale il nostro sarebbe appunto il famigerato "mondo di mezzo" (cosa ripresa da molte opere letterarie nelle più svariate interpretazioni), per un totale di nove, dal più "basso" al più "alto", con la volontà creatrice suprema, ovvero il Dio panteico, che permea tutto quanto ed ogni tanto interviene direttamente tramite singolarità fisica(i cosiddetti "avatar", od incarnazioni divine) per agevolare questo processo di crescita uni(multi?)versale...
La cosa è molto interessante perchè moltissime cose precluse al "mainstream" su questo argomento, sono totalmente in linea con quanto appurato nel tempo da gruppi di studio indipendenti come appunto lo fu il "team Malanga", poi purtroppo scisso...


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 Oggetto del messaggio: Re: Chi di voi crede in Dio?
Messaggio da leggereInviato: dom 15 set 2013, 22:33 
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Iscritto il: mer 10 dic 2008, 18:28
Messaggi: 67
Località: (Per spero solo 3 anni) a Siena
Io SO che esiste un Creatore dell'universo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Chi di voi crede in Dio?
Messaggio da leggereInviato: ven 15 dic 2017, 12:23 
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Iscritto il: ven 8 dic 2017, 17:01
Messaggi: 5
io ci credo ma non lo identifico con l'umanoide barbuto tipico delle religioni monoteiste. Secondo me è molto diverso. Ho letto un libro molto bello su questo tema, si chiama "Dio Esiste? Sì e sa chi sei, ma tu non sai chi è lui" di Angel Jeanne. Mi identifico molto col pensiero dell'autrice. Sento che esiste un qualcosa di superiore, ma non che sta tutti i giorni a guardare se preghiamo o facciamo sesso, dai ahahah


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 Oggetto del messaggio: Re: Chi di voi crede in Dio?
Messaggio da leggereInviato: dom 17 dic 2017, 15:40 
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Iscritto il: mar 10 giu 2014, 20:01
Messaggi: 16
Bello rispondere ad un post dove qualsiasi cosa uno dica si può dimostrare che è errata. :D
A parte gli scherzi, si può rispondere se si spendono meno parole possibili per definire Dio. "Autocosciente" per me va ancora bene, "Colui che ha dato origine..." già diviene troppo approssimato perché si introduce una successione, quindi un tempo al di fuori dell'esistenza del tempo stesso. Si può intendere la domanda in questo senso: "Esiste l'esistenza?" la risposta è scontata. L'esistenza esiste. Perché scontata? Perché la coscienza afferma l'esistenza di se stessa. Un robot potrebbe rispondere solo per sentito dire, solo perché così è stato programmato, un individuo dotato di coscienza non ha alcun dubbio.
Tutto ciò che possiamo pensare o esprimere è un modello concettuale, una forma costruita nel mondo mentale. Con le leggi e le limitazioni del mondo mentale stesso. La limitazione principale è la separazione. Per prendere in esame un qualsiasi concetto occorre enuclearlo, separarlo dal resto delle cose per poterlo abbracciare con la mente. Per citare Tolle, "spezzettare le cose in bocconi concettuali". Così facendo si commette un'imprecisione. Imprecisione che si origina nella distinzione fra "io" e "non-io" da questo ne deriva che l'universo percepito viene considerato "esterno" a colui che lo percepisce. Ecco che i sensi diventano organi di input che riportano alla coscienza ciò che sta fuori. Un paradigma che preferisco è vedere i sensi come organi di output che creano un mondo a partire dalla coscienza che in tal modo si manifesta. E qui nascono delle considerazioni, perché in questo mondo creato posso spostare il mouse, se voglio, ma non posso spostare il sole. Non sono cioè padrone delle leggi che regolano la creazione che avviane attraverso i miei sensi. Creazione che include altri individui. E qui le cose si fanno interessanti. Perché gli individui che vedo io fanno parte del mio "microcosmo", del frammento olografico che io vedo di un macrocosmo che abbraccia tutti gli altri frammenti. Frammenti che io ignoro, ma poiché la coscienza macrocosmica è unitaria, tutti i suoi pezzetti, tutte le sue proiezioni olografiche, non sono completamente indipendenti, ma sono anche intercorrelate. Ecco che tutte le cose che non sono sotto il controllo della mia volontà, tutte le opinioni di individui che vedo e che che non coincidono con le mie, tutti gli accadimenti che non mi aspettavo o che non avrei voluto, mi parlano di aspetti che vanno oltre il mio "pezzetto" di coscienza. Mi parlano di leggi che la mia coscienza ancora non comprende, non abbraccia. Mi mostra le limitazioni che ho. E questo senza nulla togliere alla preziosità e all'importanza del mio infinitesimo frammento, senza il quale il quadro non sarebbe comunque completo, il macrocosmo non potrebbe esserci. E quando parlo della coscienza sto già parlando di cose che non posso esprimere a parole perché non posso neppure pensarle. Dimensionalmente la coscienza è più sottile del pensiero come il pensiero è più sottile della materia. Quindi posso pensare alla vista ma non vedere il pensiero. Posso essere cosciente del pensare ma non posso pensare alla coscienza. E se non posso pensare alla coscienza, al suo essere uno-e-molti simultaneamente, come potrei pensare allo spirito che è ancora più sottile di questa? E se anche potessi immaginare questo spirito, come la sostanza unica omogenea, indistinta che pervade l'intera manifestazione cosmica, come potrei immaginare ciò che è non manifestato? Ciò che va oltre questa manifestazione e che separa il cosmo basato sullo spaziotempo che conosciamo da altri innumerevoli cosmi ciascuno basato su qualcosa di diverso?
Eppure l'esistenza divina abbraccia il manifestato ed il non manifestato. E trascende tutto questo.


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