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Autore Messaggio
Messaggio da leggereInviato: mar 28 set 2010, 23:07 
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Iscritto il: gio 20 nov 2008, 10:44
Messaggi: 276
Località: Savona!
( p.s.: mi scuso se la sezione non è quella giusta non sapevo dove postare)

Lo spunto per questo lavoro di scavo personale mi è giunto da mio cugino, un ragazzo di 10 anni. Purtroppo è pieno di "tick", è nervoso, stressato e spesso si comporta in modo strano, e i suoi genitori non riescono a risolvere il problema. Il problema, molto probabilmente, è il modo in cui i genitori lo "trattano": suo padre gli urla dietro continuamente, sperando di ottenere qualcosa, e non se ne rende conto...scatti d'ira improvvisa prevalentemente...questa cosa va avanti fin da quando era piccolo, anche nei primissimi anni di vita.
E' risaputo come sia facile che i cosiddetti "traumi infantili" (eventi, magari anche di poco conto, che vengono però vissuti male dal bambino) possano incidere sulla nostra personalità e su qualche piccola fobia o mania che compare e persiste fino all'età adulta...
Quindi mi sono rilassato e mi sono messo a pensare a tutto ciò che ricordavo dei miei primi 5 anni di vita. Ho tirato fuori una ventina di ricordi e...quasi tutti erano ricordi "spiacevoli", di piccoli traumi..tutti emotivamente molto forti, li ricordo molto più chiaramente di tanti altri ricordi molto più recenti e "importanti"..e i colori di questi ricordi sono parecchio strani, più vivi!
Il chè mi ha fatto un po' pensare..io di "problemi" ( intesi come comportamentali,psicologici,etc) grossi non ne ho...però se questi avvenimenti avessero in un certo senso influito su di me? Alcuni dei ricordi erano pieni di legami, e infatti ho iniziato un po' a trattarli, ma magari ce ne sono altri che non ricordo che hanno un peso ben maggiore...
I relativamente pochi ricordi belli che ho sono di un paio di luoghi che compaiono sistematicamente in alcuni dei miei sogni...sempre tutti "significativi", legati alla profondità del mio inconscio!
Insomma, la faccenda mi interessa parecchio, soprattutto per togliermi piccole fobie o blocchi che ho sempre avuto e le cui cause magari si trovano nei primi anni di vita...
Avete consigli su come procedere al meglio per un lavoro di scavo di questo tipo? Voi cosa ne pensate, avete mai provato a rifletterci?


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Messaggio da leggereInviato: ven 11 mar 2011, 3:52 
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Iscritto il: sab 5 mar 2011, 3:03
Messaggi: 16
Località: Napoli
Io si.
Tutti hanno ricordi e vissuti spiacevoli.
Io credo che è una catena,anche inconsapevole,che dai nostri padri e madri si scarica su di noi....e che noi(soprattutto inconsapevolmente)portiamo avanti a nostra volta.
Spezzare la catena è ,credo,l'unico modo per contagiare anche gli altri positivamente....e quindi crescere tutti insieme.

Spezzarla conoscendosi e crescendo in consapevolezza.

Personalmente porto avanti questo percorso di scoperta da qualche anno(come presa di posizione consapevole sono 10 anni.....da quando avevo 19 anni).
Ma sempre da solo.
I ''maestri'' li ho sempre trovati o negli attori degli eventi (a volte stranamente sincronici) che vivevo,o altro.


Ma un bel tutto nel inconscio tramite qualche metodo che usa il Prof. Malanga credo possa fare solo bene a tutti......addotti o no.

Ovvio che poi deve essere una scelta consapevole,e non il solito aspettare il dottore che cura o il pastore che ti pascola.


Ho conosciuto una persona,una ragazza,che non solo era da tre anni in psicanalisi,ma prendeva anche farmaci.
La cosa che più mi è dispiaciuta è stata il suo pensare di essere debole;mi trasmetteva la sensazione che lei pensava di soccombere senza l'aiuto del dottore.....ma allo stesso tempo si aspettava che facesse tutto lui come se dovesse aggiustare una moto.

E più le dicevo che la gente può mostrarti la soglia,ma alla fine anche per lei che stava in psicanalisi,il lavoro spettava a lei e lei sola.

Chissà se ci avrà pensato o avrà accantonato il discorso per paura.......


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Messaggio da leggereInviato: ven 18 mar 2011, 18:06 
Citazione (Zeratul)
[...]Il chè mi ha fatto un po' pensare..io di "problemi" ( intesi come comportamentali,psicologici,etc) grossi non ne ho...però se questi avvenimenti avessero in un certo senso influito su di me? Alcuni dei ricordi erano pieni di legami, e infatti ho iniziato un po' a trattarli, ma magari ce ne sono altri che non ricordo che hanno un peso ben maggiore...[...]
Insomma, la faccenda mi interessa parecchio, soprattutto per togliermi piccole fobie o blocchi che ho sempre avuto e le cui cause magari si trovano nei primi anni di vita...[...]
Avete consigli su come procedere al meglio per un lavoro di scavo di questo tipo? Voi cosa ne pensate, avete mai provato a rifletterci?


Ti rispondo per quanto ne so, avendoci già riflettuto, provato personalmente e osservato gli esiti di terapie del genere.
Generalmente lo scavo non tira fuori tanto i ricordi, piuttosto le proiezioni.
Per proiezione intendo qualsiasi costrutto che passi dall'inconscio (tuo o di un soggetto) al conscio (tuo o del soggetto), e soprattutto che sia profondamente condizionato dallo stato in cui ti trovi nel presente reale. Questo per due ragioni sostanziali: la prima, condivisa da quasi tutti gli studiosi di psicologia, è che l'inconscio tende sempre a rispondere (si dice che "l'inconscio non mente mai"), mentre la seconda riguarda l'evidenza che qualsiasi azione andiamo a compiere a livello mentale, che si tratti di scavo semplice riflessione o altro, parte sempre dal presente per arrivare al passato o al futuro.
E' chiaro che determinati ricordi passati è possibile tirarli fuori in stato alterato di coscienza (rilassamento profondo, ipnosi, gnosi, sogno etc.), io stesso ho avuto la fortuna di assistere alla riemersione di interi costrutti di ricordi apparentemente dimenticati, fin nei minimi particolari. Ma è altrettanto vero che in quei casi in cui non si può avere la controprova scientifica di quanto accaduto (cioé provare che l'accaduto sia realmente accaduto), paventa l'ipotesi che se l'inconscio non mente mai, vuol dire che probabilmente ha anche altri accessi informativi a noi poco noti.

Esempio: ti faccio ricordare i tuoi primi istanti di vita, i ricordi affiorano, ma tua madre non è più in vita e non ci può provare quanto andiamo ad attingere dalla tua memoria.
Conclusione generalmente accettata: risultati non falsificabili, poca attendibilità dell'accaduto e quindi della fonte della tua fobia.
Mio punto di vista: i risultati sono comunque accettabili indipendentemente se reali o meno, dato che secondo il tuo inconscio producono comunque un condizionamento attivo sul tuo comportamento (la fobia). Saranno quindi proiezioni inconsce del tuo attuale problema, comunque su cui è possibile lavorare.

La medesima questione, però, riguarda anche il vero e proprio concetto di "scavare". In alcune scuole di pensiero si evidenzia la possibilità che in realtà non si faccia alcuno scavo, anzi, al contrario si effettuino tutta una serie di nuove associazioni in base a ciò che riemerge dalla memoria.
In termini sistemistici, dopo lo scavo la tua situazione attuale sarà definita come la tua precedente situazione (prima dello scavo) + i ricordi che sono emersi. In poche parole i ricordi emersi non sono più il fulcro del tuo problema, bensì nuove cause che si agganciano e tengono in piedi il problema.
Esempio: hai dei tic e ricordi che tuo padre ti urlava dietro? Senti di credere a questa correlazione (tic = stress causato dagli urli)?
Prassi: risolviamo il problema legato a tuo padre, notando che i tic non si risolvono, rieffettuiamo un nuovo test e vediamo se emergono ulteriori ricordi.
Conclusione: nella maggior parte dei casi otterrai una lunghissima terapia e continui ricordi-cause. Provare per credere, sembra quasi che il pozzo non ha mai fine. :fear

Come se ne esce?
Secondo me - e secondo alcune valide branche della psicologia moderna - agendo direttamente sul presente e non più sulle proiezioni del passato (o del futuro, dipende dai casi).
In poche è molto più utile (ed efficiente) cercare di comprendere le cause presenti che favoriscono il mantenimento del comportamento fobico o dei tic. Cercare di smontare il meccanismo che tiene ancora in piedi la faccenda, senza interessarsi del perché ha scatenato principalmente tutto questo.
Se ci pensi è anche logico... se la tua auto ha un difetto di carburazione, questo va corretto più che altro analizzando lo stato attuale del motore e agendo proprio su quello, piuttosto che cercare assolutamente ciò che l'ha provocato molte settimane fa. Chiaro che in questo caso la causa primaria va comunque tenuta in considerazione onde prevenire che ricapiti di nuovo, ma la mente umana rispetto ad un motore meccanico ha la facoltà di trasformarsi continuamente, per mezzo di nuove associazioni con le percezioni e le esperienze, quindi non è neanche detto che una causa di tanti anni fa, se ti si ripresenta oggi, avrà su di te lo stesso impatto emotivo. Anzi, normalmente è proprio l'esatto contrario: reiterando uno stimolo negativo si tende a percepirlo sempre meno. :)

Un mio parente molti anni fa soffriva di balbuzie. Fu sottoposto ad una sessione terapeutica psicologica di qualche settimana; inizialmente spuntò fuori il ricordo causante del disturbo, ma ciò guarda caso non bastò a risolvere automaticamente il problema. La terapia considerava il ricordo scatenante, più che altro come un effetto collaterale del percorso, un qualcosa "di più" ma non assolutamente necessario. Vennero infatti attuate determinate tecniche di rieducazione vocale (quindi orientate allo studio della condizione attuale del paziente), e la sua vita tornò ad essere normale e piacevole.
Simpatico, vero? :)


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Messaggio da leggereInviato: mar 18 giu 2013, 19:29 
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Iscritto il: mar 11 giu 2013, 12:01
Messaggi: 21
i primissimi anni di vita, nonchè i mesi di gestazione sono il fulcro dei condizionamenti ricevuti dai genitori, da li si può fare un lavoro molto importante a riguardo di moltissimi disagi. Questo non toglie che altri traumi nel proseguo degli anni abbiano una valenza notevole nei disagi fisici e psichici - emotivi della persona


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Messaggio da leggereInviato: mar 25 giu 2013, 14:48 
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Iscritto il: mar 25 giu 2013, 13:03
Messaggi: 10
Citazione (Anonimo)

La medesima questione, però, riguarda anche il vero e proprio concetto di "scavare". In alcune scuole di pensiero si evidenzia la possibilità che in realtà non si faccia alcuno scavo, anzi, al contrario si effettuino tutta una serie di nuove associazioni in base a ciò che riemerge dalla memoria.
In termini sistemistici, dopo lo scavo la tua situazione attuale sarà definita come la tua precedente situazione (prima dello scavo) + i ricordi che sono emersi. In poche parole i ricordi emersi non sono più il fulcro del tuo problema, bensì nuove cause che si agganciano e tengono in piedi il problema.
Esempio: hai dei tic e ricordi che tuo padre ti urlava dietro? Senti di credere a questa correlazione (tic = stress causato dagli urli)?
Prassi: risolviamo il problema legato a tuo padre, notando che i tic non si risolvono, rieffettuiamo un nuovo test e vediamo se emergono ulteriori ricordi.
Conclusione: nella maggior parte dei casi otterrai una lunghissima terapia e continui ricordi-cause. Provare per credere, sembra quasi che il pozzo non ha mai fine. :fear

Come se ne esce?
Secondo me - e secondo alcune valide branche della psicologia moderna - agendo direttamente sul presente e non più sulle proiezioni del passato (o del futuro, dipende dai casi).
In poche è molto più utile (ed efficiente) cercare di comprendere le cause presenti che favoriscono il mantenimento del comportamento fobico o dei tic. Cercare di smontare il meccanismo che tiene ancora in piedi la faccenda, senza interessarsi del perché ha scatenato principalmente tutto questo.


Mi trovo daccordo con le parole di Anonimo, come accennavo in qualche altro post ho fatto dei cicli di terapia psicanalitica e soprattutto nell´ultimo seguito sono arrivata alla conclusione che se non sbagliato, può essere inutilmente frustrante il fatto di attribuire tutti i propri problemi presenti al passato e a influenze di persone che non sono più controllabili o modificabili.

Attenzione non dico che il condizionamento parentale dei primi anni non debba essere preso in considerazione ma l´esaminarlo non fa parte della soluzione ma solo dell´analisi.

Se io ho tuttora dei problemi nelle relazioni affettive in quanto ne ho avuti durante la mia infanzia non posso pretendere di guardare sempre a quei problemi come causa perchè altrimenti non ci sarebbe soluzione e rimarrei schiava diun vittimismo senza fine.

Per questo trovo importante agire sul contesto attuale e sulle condizioni attuali anche se con un minimo sguardo al passato come spiegazione ma non come soluzione.


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Messaggio da leggereInviato: mer 26 giu 2013, 2:03 
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Iscritto il: mar 20 dic 2011, 0:47
Messaggi: 92
Citazione
Se io ho tuttora dei problemi nelle relazioni affettive in quanto ne ho avuti durante la mia infanzia non posso pretendere di guardare sempre a quei problemi come causa perchè altrimenti non ci sarebbe soluzione e rimarrei schiava diun vittimismo senza fine.

Per questo trovo importante agire sul contesto attuale e sulle condizioni attuali anche se con un minimo sguardo al passato come spiegazione ma non come soluzione.

sono perfettamente d'accordo con quanto scrivi.
Vorrei aggiungere che se provi a risolvere i problemi del passato immergendoti nel passato dallo stesso punto di vista, torni sempre alle solite incomprensioni e non ne vieni fuori. Invece bisogna adesso vedere la cosa in maniera diversa partendo dalla comprensione degli errori di comprensione che abbiamo fatto da bambini, e che ci hanno condizionati sempre. Acquisiamo nuove informazioni. Quando capisci il tuo errore e acquisisci consapevolezza dell'errore stesso che hai compiuto, allora fai un passo in avanti e cambi il tuo modo di vedere le cose.
Non so se sono riuscito a esprimermi bene, ho ripetuto un po' di volte le stesse parole.

_________________
Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile.
Nel combattimento solo l'aria mi può fermare, ci siamo solo io e lei, il mio avversario non esiste.
(Bruce Lee)
Il tuo più grande avversario sarai sempre tu stesso. Non mollare mai!


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Messaggio da leggereInviato: mer 26 giu 2013, 12:49 
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Iscritto il: mar 25 giu 2013, 13:03
Messaggi: 10
Citazione (ARIA)
Vorrei aggiungere che se provi a risolvere i problemi del passato immergendoti nel passato dallo stesso punto di vista, torni sempre alle solite incomprensioni e non ne vieni fuori. Invece bisogna adesso vedere la cosa in maniera diversa partendo dalla comprensione degli errori di comprensione che abbiamo fatto da bambini, e che ci hanno condizionati sempre. Acquisiamo nuove informazioni. Quando capisci il tuo errore e acquisisci consapevolezza dell'errore stesso che hai compiuto, allora fai un passo in avanti e cambi il tuo modo di vedere le cose.
Non so se sono riuscito a esprimermi bene, ho ripetuto un po' di volte le stesse parole.


rieccoti ho appena letto l´altra tua risposta :)

io ho capito e hai ragione.
Aggiungerei - con questo mi riferivo parlando di vittimismo - che spesso il rancore che nutriamo verso alcuni trattamenti ricevuti da piccoli ci porta a non riuscire ad abbandonare certe dinamiche.
ceerto non si possono cancellare delle brutte esperienze con un colpo di spugna ma bisogna essere pronti ad accettare che anche se gli altri non cambieranno il loro atteggiamento nei nostri confronti noi invece possiamo farlo ;)


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