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Messaggio da leggereInviato: mar 26 ago 2008, 16:14 
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Programmazione neuro-linguistica

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La Programmazione Neuro Linguistica è una metodologia di sviluppo personale sviluppata nei primi anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder e grazie al contributo scientifico diretto o indiretto di tanti altri studiosi (tra cui Gregory Bateson).

Si tratta, a detta dei sostenitori di tale metodologia, di una metafora proposta come lettura della realtà che fornisce un modello non solo analitico, ma anche operativo. Ovvero, in altri termini, faciliterebbe il cambiamento, tramite un insieme di tecniche e strumenti (frutto anche dell'integrazione tra psicologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi) relativi alla comunicazione, alla percezione e all’esperienza soggettiva.


Concetti generali

L’idea centrale della PNL è che i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagiscono tra loro nel creare la percezione del mondo. Modificando la propria visione (detta mappa del mondo, ovvero il sistema di credenze relativo a ciò che è la realtà esterna e a ciò che è la realtà interna), la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie performance. La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. La PNL insegna a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti facilitanti/efficaci e diminuendo quelli limitanti/indesiderati. Il cambiamento può avvenire riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo (modellamento). La PNL sostiene che le persone possiedono in sé tutte le risorse per avere successo. Bandler e Grinder scelsero tre terapeuti di successo – Fritz Perls, Virginia Satir e Milton Erickson – come modelli ispiratori della PNL. I due studiosi analizzarono gli schemi di comportamento e di pragmatica dell'azione terapeutica dei tre e svilupparono schemi specifici per la comunicazione in generale, la costruzione della relazione rapport (rapporto empatico positivo) tra soggetto bisognoso di aiuto e terapeuta e le conseguenze positive in termini di miglioramento personale.

Secondo molti autori, a causa della mancanza di approfondimento scientifico ed epistemologico, la Programmazione Neuro Linguistica avrebbe più la forma di una "pratica" che di una scienza. Le pubblicazioni odierne sulla PNL sarebbero infatti tra le più variegate, da quelle che si orientano attraverso i consueti binari della scientificità, a quelle che se ne discostano ampiamente. Lilienfeld (2003), Levelt (1995), Drenth (2003), Williams (2000) e l'Association française pour l'information scientifique hanno infatti definito la PNL come pseudoscienza.


Nome

Il nome scelto dai fondatori della disciplina sintetizza queste componenti:

Programmazione: le modalità umane di comportamento sono variabili e si fondano sulla percezione e sull'esperienza individuali. C'è una gamma predefinita di comportamenti (programmi o schemi), che funzionano in modo inconsapevole ed automatico.

Neuro: ogni comportamento umano è fatto di processi neurologici. Il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso (vista, tatto, udito, olfatto e gusto) e li rielabora come percezioni e rappresentazioni.

Linguistica: i processi mentali umani sono codificati, organizzati e trasformati attraverso il linguaggio. Le parole sono ponti che collegano le rappresentazioni interne del mondo con l'esperienza. Il linguaggio è l'espressione individuale della nostra percezione soggettiva.


Cenni storici

Anni ‘70: fondazione e primo sviluppo della PNL

La PNL fu fondata e sviluppata da Richard Bandler e John Grinder, sotto la supervisione del noto antropologo Gregory Bateson, all’Università della California, a Santa Cruz, tra gli anni ’60 e ’70. In quegli anni i seminari sul potenziale umano in California si svilupparono come un settore autonomo.

Gregory Bateson, ed in particolare le sue idee sul modellamento umano e sul concetto di mappa e territorio (la mappa non è il territorio) fu influenzato da Alfred Korzybski. Queste idee furono adottate da Bandler e Grinder. Dal 1972 i fondatori della PNL furono molto interessati alle eccezionali capacità comunicative del terapeuta di scuola Gestalt, Fritz Perls, della terapeuta della famiglia, Virginia Satir e dal presidente fondatore della Società Americana della Ipnosi clinica, Milton H. Erickson. Usando questi terapeuti come modelli, furono pubblicati La struttura della Magìa (1975) e I Modelli di Milton H. Erickson (1976, 1977). Alla fine degli anni ’70 Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Robert Dilts e David Gordon lavorarono sia con i co-fondatori che separatamente per contribuire allo sviluppo della PNL.


Anni ‘80: nuovi sviluppi e valutazione scientifica

Negli anni ’80, poco dopo la pubblicazione di La Programmazione NeuroLinguistica Volume I con Robert Dilts e Judith DeLozier, Grinder e Bandler si ritirarono. Tra conflitti e cause legali per la proprietà intellettuale, la PNL cominciò ad essere sviluppata da diverse persone. Negli anni ’80 John Grinder e Judith DeLozier collaborarono a sviluppare una forma di PNL chiamata il Nuovo Codice della PNL che tentava di ripristinare un approccio PNL sistemico alla totalità mente-corpo. Anche Richard Bandler pubblicò nuovi processi con sottomodalità e ipnosi ericksoniana in Using your brain : For a Change (1984). Contemporaneamente Anthony Robbins, che insegnava la PNL già alla fine degli anni ’70, cominciò una massiccia operazione di marketing incorporando elementi di PNL (ridefiniti come Condizionamento Neuro Associativo). Altri studenti e professionisti di PNL elaborarono, definirono e svilupparono le loro integrazioni alla PNL. Michael Hall propose una PNL focalizzata sui cosiddetti “meta-stati” (una condizione in cui si cambiava posizione percettiva e si osservava il sé da una prospettiva più ampia tramite la coscienza auto-riflessiva). Il suo sviluppo della Neuro-semantica ha apportato numerose correzioni al modello della PNL collocandolo maggiormente nel lavoro di Gregory Bateson, Alfred Korzybski e la psicologia cognitiva. Tad James sviluppò una tecnica terapeutica basata sulla linea del tempo (timeline) dove i clienti erano incoraggiati a visualizzare, e possibilmente a creare fisicamente la linea del tempo della loro vita (o tratti di essa), e poi ad alterarla e migliorarla. Ulteriori contributi alla PNL vennero da Judith DeLozier e Connirae e Steve Andreas. Data la numerosità dei contributi e delle persone coinvolte, non si poteva identificare un modello definito ed univoco di PNL.

Alla fine degli anni ’80, le ricerche nel campo della psicologia del counseling sperimentale di Sharpley (1984, 1987) ed il Consiglio della Ricerca Nazionale degli USA diedero un giudizio complessivamente negativo della PNL. Seguì una sostanziale riduzione della ricerca sulla PNL.


Anni ’90: controversie, divisioni, e marketing

A luglio 1996, dopo molti anni di battaglie legali, Bandler fece causa a John Grinder e altri, reclamando la proprietà esclusiva della PNL sin dalla sua fondazione, ed il diritto esclusivo di usare il termine come marchio registrato. Contemporaneamente, nel Regno Unito Tony Clarkson (un praticante inglese) chiese con successo alla High Court di revocare la registrazione inglese fatta da Bandler del marchio PNL, al fine di chiarire legalmente che PNL era un termine generico e non una proprietà intellettuale. A causa della frammentazione della PNL e della mancanza di una struttura normativa che ne regolamentasse e disciplinasse la pratica per supervisionare un campo in così rapida crescita, sembrò arrivato il tempo per la PNL di essere proposta e pubblicizzata come l’ultimo rimedio, la panacea, o la soluzione miracolosa. Cominciarono ad abbondare i modelli di dubbia qualità, così come l’applicazione pratica, in parallelo a iniziative prese in buona fede. Molti di questi approcci erano finalizzati al profitto e alla commercializzazione o al fascino New Age, piuttosto che basarsi sul realismo e sull’etica. Nonostante la comunità PNL sia divisa, la maggior parte del materiale PNL riconosce il lavoro dei co-fondatori, Bandler e Grinder, e il gruppo di studio che li accompagnò negli anni ’70. Nel 1994 Michael Hall, psicologo della scuola del comportamentismo cognitivista, studiò e sviluppò con Bandler la neuro-semantica, un sistema per affrontare e risolvere alcune delle debolezze percepite della PNL.


Anni 2000: Risoluzione dei conflitti legali e regolamentazione governativa

Nel 2001 le controversie legali furono chiuse con la conciliazione tra Bandler e Grinder che si accordarono nell’essere identificati come co-fondatori della PNL. Dal 1978, un solo programma di certificazione a Practitioner di 20 giorni era stato utilizzato per la formazione dei terapeuti che intendevano applicare la PNL come titolo aggiuntivo alle loro qualifiche professionali. Con l’evolversi della PNL, le domande di iscrizione si estesero oltre l’applicazione terapeutica – emersero nuove modalità di formazione nella struttura dei corsi e la progettazione cambiò. Oggi la durata e lo stile dei corsi varia da istituto a istituto. Negli anni ’90, in seguito a tentativi di mettere la PNL su un cammino più regolamentato formalmente in UK, altri governi cominciarono a certificare i corsi di PNL ed i relativi fornitori, come per esempio in Australia, dove un diploma in PNL è accreditato nell’ambito del “Qualifications framework” australiano (AFQ). In ogni caso, la PNL continua ad essere un campo aperto di formazione dove non è definita alcuna “pratica di riferimento” ufficiale. Con differenti autori, formatori e practitioners che hanno sviluppato i loro propri metodi, concetti e definizioni, spesso tutte chiamate in modo indifferenziato PNL, gli standard di formazione e qualità variano molto. In Europa, l’associazione di terapia di PNL sta promuovendo formazione in linea con gli standard europei. La molteplicità delle proposte e la mancanza di controlli hanno reso difficile distinguere su base comparativa i livelli di competenza , abilità e atteggiamento nei vari corsi di formazione PNL. Secondo Pete Schutz la durata del training in Europa varia da 2-3 giorni, per chi lo affronta per hobby, a 35-40 giorni, fino a 9 mesi per raggiungere un livello di competenza professionale.


Applicazioni

La programmazione neuro linguistica è usata negli studi sulla comunicazione umana, come l'educazione, l'apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building, etc. Essa trova applicazione anche nei processi decisionali e creativi, in campo medico, nello sport e in psicoterapia.

In Italia la PNL, attiva dall'inizio degli anni Ottanta, ha sviluppato modelli ed interventi usati in psicoterapia, nelle aziende, nelle scuole e nei centri di formazione.

Al fine di analizzare le teorie della PNL, nel 1995 un team di ricercatori del Counselling Psychology Review (CPR) ha posto sotto esame l'osservazione dei movimenti oculari al fine di ottenere informazioni su predicati verbali o scritti di un soggetto, con risultati poi rivisitati da numerose realtà accademiche.

La disciplina della PNL è ancora giovane in Italia, anche se in espansione (soprattutto nel settore privato, come pragmatica di studio diffusa soprattutto in corsi per agenti di vendita). Esistono in Italia scuole di formazione in psicoterapia presenti negli elenchi MIUR in cui si insegna la tecnica della PNL. Molte scuole hanno poi insegnamenti che si discostano dalla formazione accademica psicoterapica e affrontano i temi del Management aziendale ed il miglioramento della produzione e delle relazioni interpersonali. Diverse scuole sono riconosciute ed attive in Italia.


Come funziona

La PNL è una metodologia di lettura dell’esperienza, particolarmente attenta allo "studio della struttura dell'esperienza soggettiva" (Robert Dilts). Chi la pratica ha l’obiettivo di comprendere "come" le persone riescono a fare quel che fanno, con particolare attenzione alle modalità con cui le persone fanno ciò che ci interessa. Quindi, tre termini sono importanti: analizzare, imparare e, un termine magico in PNL, modellare, cioè copiare e in maniera migliore. La ricerca della PNL si focalizza quindi sulle risorse messe in campo dal “modello comportamentale” allo studio per raggiungere un determinato obbiettivo ed al successivo “modellamento” su noi stessi di esse, per raggiungere il medesimo.

Oltre alle risorse esterne che si ottengono con il modellamento di altre persone che hanno già raggiunto l'obiettivo che ci sta a cuore, esistono anche risorse interne che già possediamo, ed abbiamo utilizzato in passato, che hanno prodotto strategie vincenti di fronte a determinate situazioni. Quando c'è un problema, la risorsa che ha dato buoni risultati in passato, tramite la PNL è recuperata e trasferita allo stato presente. Ma questo è solo uno dei modi in cui è possibile ritrovare le risorse nel soggetto. Spesso ricordiamo "come" un amico, un parente o un conoscente, fa una certa cosa: ebbene, la PNL ci insegna "come" imparare a fare quella cosa "COME" quell'amico, parente o conoscente. Oltre a questa modalità c'è la fantasia: imparare a fare una certa cosa, come se noi l'avessimo già imparata, cioè trasportandoci nel futuro ed immaginando come potremo fare quella certa cosa che desideriamo fare. Quindi le modalità percettive di apprendimento sono tre:

* la prima posizione percettiva in cui ricordiamo un'esperienza in cui la risorsa era disponibile;
* la seconda posizione percettiva in cui un amico, un parente o un conoscente, aveva o ha quella risorsa;
* la terza posizione percettiva in cui nel futuro noi avremo quella risorsa.

L'importanza centrale del modellamento non significa disconoscere i presupposti concettuali e di inquadramento provenienti dagli assunti teorico descrittivi della psicoanalisi, della quale tuttavia si considerano generalmente poco redditizie le tecniche terapeutiche. Ma la descrizione della mappa dei meccanismi di funzionamento del sistema nervoso centrale, che sono dietro l'applicazione delle tecniche di modellamento, partono da acquisizioni elaborate dalla psicoanalisi e dalla sua scuola.

La disciplina divide la popolazione in tre gruppi: visivi, auditivi e cenestesici. Ognuno fa uso inconscio di comportamenti e termini (verbi e pronomi) in funzione del gruppo di appartenenza. Se una persona capisce di quale gruppo fa parte un'altra persona, potrà strutturare il rapporto e le frasi di un dialogo, in maniera tale di aver più successo in comunicazione e alzare la percentuale di riuscita.


Principi guida

Presupposti di base

1. Ogni comportamento è comunicazione, ovvero non si può non comunicare
2. La mappa non è il territorio
3. Il buon comunicatore è responsabile al 100% dei risultati che ottiene o che non ottiene
4. Le rappresentazioni fornite dai sensi sono la base dell'esperienza soggettiva
5. È possibile individuare le ragioni del successo o dell'insuccesso di una strategia comportamentale
6. Se c'è una persona capace di fare una cosa, se ne può studiare la strategia ed insegnarla ad altre persone
7. L'approccio paradigmatico comporta la riduzione degli sforzi fisici per attribuire all'essenza di liberare la propria espressività: l'obiettivo consegue
8. Il significato della comunicazione è il risultato che si ottiene. Essa non è giusta o sbagliata, ma efficace o inefficace in relazione all'obiettivo scelto
9. L'eccellenza è limitata dalla nostra percezione di ciò che è possibile e di ciò che non lo è
10. L'esperienza soggettiva ha una struttura analizzabile
11. Il comportamento fornisce informazioni su ciò che accade all'interno della persona
12. Ciò che accade in una parte del sistema (cibernetico/umano), influenzerà le altre parti del sistema
13. La flessibilità, intesa come capacità di adattare il comportamento per ottenere il risultato voluto, è una delle doti più preziose degli individui e delle organizzazioni
14. L'esperienza interna (immagini/ricordi) produce sul cervello gli stessi effetti di un'esperienza realmente vissuta.


La centralità della persona

Gli esseri umani possiedono le risorse di cui hanno bisogno. Talvolta non le hanno sviluppate o non le hanno ancora esplorate, ma sta a loro dire cosa funziona e cosa invece non funziona per raggiungere i loro obiettivi. Se si osserva il linguaggio del corpo e se si ascoltano con attenzione le parole, si può comprendere qual è il problema, qual è il sintomo, in quali modi si manifesta e come può essere affrontato. Un programmatore (operatore di PNL) competente usa le sue capacità per aiutare la persona ad esplorare la sua mappa del mondo (percezioni e convinzioni). Le domande specifiche hanno l’obiettivo di aumentare le possibilità di pensiero e di azione della persona lavorando sulla visione del mondo che c’è, senza suggerire o sovrapporre quella del programmatore. La programmazione neuro linguistica, infatti, insegna a comunicare con l’altro in modo efficace, accogliendo e rispettando la sua visione del mondo.


Pluralità di punti di vista

Una situazione può essere percepita da molti punti di vista diversi, che cambiano con le variabili prese in considerazione:

1. chi vede che cosa
2. passato, presente, futuro
3. dentro o fuori da quel che succede (associato o dissociato)
4. quel che manifesta il corpo
5. quel che dice la persona con il linguaggio
6. ciò di cui si ha coscienza
7. ciò che accade in modo inconscio

La programmazione neuro linguistica raccoglie i diversi punti di vista e se ne prende cura. Spesso le difficoltà che incontriamo sono frutto di convinzioni che limitano le nostre possibilità di comportamento. Quando crescono le possibilità, cresce parimenti la libertà di scelta delle persone.


Ecologia

In PNL ecologia significa rispetto per la persona, intesa come sistema inserito in un tessuto di relazioni. Il programmatore aiuta sempre a comprendere quali conseguenze avrà per la persona il raggiungimento di un certo obiettivo. Si chiede, ad esempio, “Cosa accadrà se ottieni ciò che vuoi?”. La verifica dell’ecologia è essenziale per garantire che l’effetto di un cambiamento sia compatibile con il benessere della persona considerata nel suo complesso.


Etica e PNL

La programmazione neuro linguistica, nel corso del tempo, ha elaborato una varietà di tecniche e ha individuato metodi e chiavi di lettura che aiutano a comprendere la struttura della comunicazione umana. La distinzione tra gli strumenti e l’uso che se ne fa è essenziale, perché mette in luce la relazione tra PNL ed etica personale. La storia della PNL ha radici nel pragmatismo, quindi guarda al risultato di ciò che propone. In ogni caso, il risultato deve abbracciare il rispetto per l’essere umano ed avere come obiettivo la libertà, il benessere e il potenziamento della persona.

Per ciò che concerne l'idea di "manipolazione" è bene ricordare quanto Milton Erickson in persona rispondeva a tali "accuse" affermando che tutti ci "manipoliamo" per diverse ragioni e spesso a fin di bene...come la madre che accudisce i suoi figli e trasmette modi, pensieri, valori, come il docente...con i suoi allievi, come chi si ama e vuole far partecipare l'altro al suo modello del mondo. Tuttavia, il fatto di non avere definito e regolamentato il proprio corpo di conoscenze e strumenti attraverso l’imposizione di standard di comportamento e di un codice etico di utilizzo, è ritenuto un punto di debolezza anche da diversi trainers di PNL.


PNL e Certificazioni

Un problema centrale della PNL è che i titoli conferiti dai vari istituti (practitioner, master, counselor, trainer) possono non essere avvalorati da certificazioni ufficiali che supportino le competenze acquisite. Alcuni certificati recanti la stessa dicitura possono essere infatti conferiti dopo un seminario di tre giorni, come di quindici oppure dopo un semestre. Analogamente ci sono scuole che richiedono il superamento di un esame, alcune che non lo chiedono e altre che lo chiedono solo per i livelli più alti. Inoltre, sempre in Italia, si sono innescate principalmente due tendenze: la prima ha scelto di legarsi alle scuole dei fondatori e degli sviluppatori originari, ritenendo che solo questi abbiano ragione di stabilire ciò che è o non è PNL, la seconda ha scelto invece di sottostare ai parametri di qualità ISO, attraverso la valutazione di apposite società di certificazione di qualità. Di recente a questa prassi si è aggiunta la possibilità di affiliazione ad altri istituti esteri di formazione riconosciuti dall'Unione Europea, dove le stesse qualifiche dichiarate dalla scuola di PNL, a seguito del superamento di apposite sessioni d'esame presso gli istituti esteri, arrivano a corrispondere a degli attestati professionali di livello universitario.


Bibliografia

* Bandler, R., Grinder, J. La Struttura della Magia, Astrolabio, Roma.
* Bandler, R., Grinder, J. La Ristrutturazione. Astrolabio, Roma.
* Dilts, R. Creare Modelli con la PNL, Astrolabio, Roma.
* Bateson, G. (1984) Mente e natura, un'unità necessaria, Adelphi, Milano. ISBN 9788845905605
* Bateson, G. (1977) Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano. ISBN 9788845915352




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 Oggetto del messaggio: Re: Programmazione neuro-linguistica
Messaggio da leggereInviato: mer 6 feb 2013, 6:57 
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Iscritto il: mer 6 feb 2013, 6:32
Messaggi: 1
La ringrazio molto caro per averlo condiviso .. mi piace ..
=) :matrix




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paker


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 Oggetto del messaggio: Re: Programmazione neuro-linguistica
Messaggio da leggereInviato: mar 25 giu 2013, 14:11 
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Iscritto il: mar 25 giu 2013, 13:03
Messaggi: 10
bel post.
io al tempo l´ho studiato all´università (esame di psicologia cognitiva)
ancora mi ricordo che era stata una domanda d´esame ...
molto interessante, al tempo volevo approfondire ma come spesso accade poi non l´ho fatto

chissà che non trovi ora il tempo !
grazie ;)





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